In settembre l'oratorio riapriva in silenzio.
A fine novembre quest'oratorio si fa sentire?
Ecco che spunta questo
Speciale oratorio nel Foglio settimanale della nostra parrocchia,
proprio per dar voce ad alcune delle presenze che in questo periodo
hanno voluto farsi sentire.
Ci vuole un buon orecchio per mettersi in ascolto, ma certo ancora prima
bisogna darsi l'opportunità di stare con chi ha da dire qualcosa.
Innanzitutto possiamo con vera pace ammirare che la lamentazione è un
genere letterario che sta passando di moda (quelli all'antica li avremo,
comunque, sempre con noi, ma almeno saremo numericamente più forti per
dare a loro il tempo necessario a svuotare qualche strano malumore);
qualcuno ha iniziato ad abitare questi spazi e sta imparando a vivere la
propria presenza non come un servizio faticosamente dovuto e nemmeno
come un diritto strenuamente conquistato.
Altri ora si affacciano e
cercano di capire come il tutto funzioni, magari buttando lì qualche
idea e offrendo il proprio tempo e la propria creatività.
Qualcuno dopo qualche mese di disponibilità scopre che per partire deve
davvero contare esclusivamente sulle proprie forze (almeno fisiche) per
contattare altri adulti o amici, pubblicizzare un'attività, preparare
gli spazi per accogliere le diverse proposte.
Per non parlare poi dei
ragazzi e viceversa degli adulti che vi trovi: "scemo" non è più nemmeno
tra le parole usate per offendere (naturalmente in faccia) il primo
adulto che solo osi dire "beh" ad un adolescente; e se ti va bene te la
cavi con un bagno d'acqua fredda quando, nel bel mezzo di novembre,
intervieni a redarguire dei ribaldi ormonati che si divertono a tirarsi
i residui dell'ultimo cambio di fiori in chiesa.
Per non parlare (par condicio!) di chi non riesce a fare a meno di
intervenire con un gelido e arelazionale NO di fronte a qualsiasi
tentativo di comunicazione; e magari non solo a parole ma evitando anche
che i propri figli possano trovarsi a subire qualche forma di devianza a
contatto con siffatta tipologia di indigeni...
L'oratorio dei puri lo avvertiamo un po' antievangelico.
In questo
cantiere diversi si sono fatti avanti: telefonando ai propri compagni di
scuola per passare un pomeriggio insieme, semplicemente per giocare a
carte o calcetto; scegliendo il bar dell'oratorio come spazio per
ritrovarsi con quelle due o tre famiglie con le quali mangi volentieri
una pizza la domenica sera (anche se non ti invita il don perché è il
giorno della classe di catechismo di tuo figlio...); dando il via a
iniziative concrete di intrattenimento per i propri figli; proponendosi
per iniziative anche estemporanee che durano il tempo di una castagnata.
E di tutto questo siamo riconoscenti!
Vi offriamo allora queste pagine: per ascoltare la nostra esperienza e,
se lo desiderate, per venirci a offrire la vostra.
don Nicola
Una playstation che snocciola nomi di calciatori più o meno famosi
proiettando sul grande schermo le loro evoluzioni, 2 ragazzi che
maneggiano disinvoltamente il joystick e che esultano o imprecano in
funzione degli eventi.
Una platea di spettatori interessati (altri ragazzi) che attendono con
impazienza il loro turno.
Un viavai continuo, qualche parolaccia.
E' questo il quadro che si presentava sabato scorso a chi visitava il
nostro oratorio.
Una grande vivacità.
Purtroppo non è sempre così!
Spesso il sabato, invece, si vede comparire qualche ragazzo che dà una
fugace occhiata all'interno del bar dell'oratorio e, constatato che ci
sono pochi amici, va via.
Magari ritorna più tardi rifacendo il medesimo tentativo.
Come mai il nostro oratorio è così poco frequentato?
Cosa fanno i nostri ragazzi durante il loro tempo libero?
Quali altri centri di aggregazione ci sono nel nostro quartiere?
Ma soprattutto: "Ci interessa la loro educazione?"
"Ci interessano loro?"
L'invito è a porre particolare attenzione a quello che viene definito "Oratorio informale" tema sul quale lo scorso anno le diocesi della Lombardia hanno svolto un convegno.
Qualche
definizione.
L'oratorio è un luogo articolato all'interno del quale si articolano
situazioni formali (la catechesi, il momento liturgico, ... ) e
informali (la conversazione spontanea, il gioco improvvisato, ...).
L'oratorio entra in contatto con gruppi formali (il gruppo di catechesi,
i chierichetti, gli scout) e con aggregazioni informali (i ragazzi che
frequentano il bar e il campo giochi o che stanno nella piazza
antistante ).
Il nostro oratorio funziona molto bene per la parte formale meno bene
per la parte informale.
Eppure è quest'ultima che ha, in questo particolare momento storico,
maggiore valenza sociale e maggiore valenza educativa.
Per raggiungere l'obiettivo è richiesto comunque un grande sforzo alla
comunità, essa deve assumersi le responsabilità di rischiare e di
investire in questo ambito che è fondamentale per la crescita delle
nuove generazioni.
In breve, ma con chiarezza: "servono persone, forze nuove, che sappiano
e vogliano impegnarsi".
Persone in grado di generare interessi nuovi e che aiutino a
perseguirli, punti di riferimento stabili per una generazione che è alla
ricerca di una sua collocazione in una società in continua evoluzione ma
in grave crisi di identità.
Anche le infrastrutture possono agevolare
in questo compito.
Potremmo riprogettare gli spazi chiusi e gli spazi aperti dell'oratorio
ponendo una maggiore attenzione all'accoglienza e all'informalità in
tutte le sue componenti (apertura in via Padova, utilizzo del sagrato,
maggiore visibilità, ecc).
Ma non basta.
C'è bisogno di un maggiore coinvolgimento della Comunità.
La strada ci
è stata indicata dal Papa nel discorso fatto ai giovani ad Albano nel
2000:
"Abbiate premura anche dei tanti giovani che non frequentano la comunità
ecclesiale e che si riuniscono sulle strade, nelle piazze, esposti a
rischi e pericoli...."
"Occorre che operatori pastorali particolarmente preparati si accostino ad essi, aprano loro orizzonti che stimolino il loro interesse e la loro naturale generosità..."
Lo scorso giugno, nell'ambito di una delle uscite del Consiglio
Pastorale parrocchiale, abbiamo avuto modo di incontrare il Centro
Ambrosiano di Solidarietà, un'associazione il cui servizio è rivolto
alle problematiche che le famiglie e i ragazzi incontrano nel tempo
dell'adolescenza (per saperne di più
www.ceasmarotta.it).
Nella sede del Parco Lambro (e forse anche prima) abbiamo iniziato a
sognare e desiderare una forma di collaborazione con questa realtà.
Dopo i primi contatti riavuti nei mesi di settembre e ottobre siamo ad
una prima battuta di questa collaborazione.
Abbiamo chiesto loro di aiutarci ad affrontare le problematiche
adolescenziali che osserviamo sul nostro territorio.
Dopo aver ascoltato don Piero e don Nicola hanno chiesto di poter
iniziare questa collaborazione con una prima fase di ascolto.
Questa prima fase è iniziata lunedì 22 novembre e proseguirà per circa tre mesi in cui per quattro ore la settimana (due pomeriggi, dalle 17.00 alle 19.00) due figure di operatori specializzati conosceranno il territorio, osserveranno la realtà giovanile individuandone bisogni e interessi attraverso incontri individuali, di gruppo e copresenza con don Nicola in momenti di vita quotidiana dell'oratorio.
In questo periodo saranno
tra noi offrendo anche opportunità individuali di ascolto e di
indicazione di linee guida per vivere le singole problematiche, di
supporto, di orientamento e accompagnamento per i ragazzi e i genitori
che ne facciano richiesta (counselling).
Se vi capitasse di vedere in oratorio o appena fuori un camper non
pensate ad una invasione dei soliti senza tetto...
Potrebbero essere loro che offrono, tra le nostre case, un luogo di
confronto e ascolto per conoscere la nostra realtà...
Senza strane timidezze fatevi pure avanti!
L'obiettivo di questa prima
fase sarà quello di arrivare a elaborare insieme un'ipotesi progettuale
di intervento in oratorio rispetto agli adolescenti.
E tutto questo per offrire ai nostri ragazzi un aiuto per investire il
proprio tempo libero attraverso spazi di autogestione condivisi con
referenti giovani-adulti in grado di svolgere un sostegno affettivo e
relazionale.
La commissione CPP per la pastorale giovanile
SIAMO GLI ADOLESCENTI DELL'ORATORIO SAN GIOVANNI CRISOSTOMO, E SIAMO QUI PER CHIEDERVI UN PICCOLO GRANDE AIUTO.
AVREMMO VOGLIA DI TRASFORMARE, INSIEME A VOI, L'ORATORIO IN UN AMBIENTE VIVACE E GIOVANILE...
PER QUESTO CHIEDIAMO LA VOSTRA COLLABORAZIONE, QUESTO È
UN INVITO A TUTTI I RAGAZZI CON PIÚ DI 25 ANNI E ADULTI CHE SIANO
DISPOSTI A CONOSCERCI...
TROVERETE SEMPRE QUALCUNO DI NOI IN ORATORIO DALLE 16.30 ALLE 19.00.
L'S.O.S. È RIVOLTO ANCHE A PERSONE CHE VOGLIONO DARCI UNA MANO E MAGARI A PARTECIPARE ALLE NOSTRE FESTE.
CHIEDIAMO IL VOSTRO AIUTO PERCHÉ CON LE NOSTRE FORZE, PUR PROVANDOCI, NON RIUSCIAMO A RAGGIUNGERE I NOSTRI OBIETTIVI...
SE LA PROPOSTA VI SEMBRA INVITANTE, VI ASPETTIAMO AD UNO DEI NOSTRI INCONTRI CHE TENIAMO TUTTI I MERCOLEDI' DALLE 18.30 ALLE 19.30 AL BAR DELL'ORATORIO.
A PRESTO... GLI ADOLESCENTI