USA 2007 - regia: Thomas McCarthy
con: Richard Jenkins, Haaz Sleiman, Danai Jekesai Gurira
Connecticut, tra Walter Vale è un vedovo professore universitario d’economia che vive nella monotonia della sua casa nel lezioni sempre uguali e vani tentativi di imparare a suonare il pianoforte, vista la sua passione per la musica classica. Suo malgrado, è costretto a andare a New York per presiedere a una conferenza: quando arriva nella sua vecchia dimora di NY, il professore entra in contatto con il siriano Tarek e la senegalese Zainab, due immigrati clandestini cui era stata affittata la casa in modo irregolare da un impostore. Dopo le difficoltà iniziali i tre inizieranno a conoscersi, scoprendo interessi comuni e costruendo una singolare amicizia: i due immigrati finiscono per far riscoprire a Walter i rapporti umani, portandolo a un nuovo interesse per la vita. Ma poi Tarek viene fermato in metropolitana dalla polizia e, in quanto clandestino, trattenuto in un centro di detenzione. Vale non si arrende, ingaggia un avvocato ed entra in contatto con Mouna, la madre premurosa di Tarek, ma la strada verso un trattamento degno nei confronti immigrati è ancora lontana.
Il regista è capace di imprimere pause drammatiche e riflessive alternate a accelerazioni decisamente comiche: ed è proprio questa la caratteristica principale del film, che non sceglie mai un solo registro, ma altalena tra la storia d’amicizia (a tratti d’amore quasi) e l’elemento di denuncia politica, tra i momenti divertenti a quelli tragici, lasciando spazio anche a quelli di semplice quotidianità.
venerdì 23 ottobre 2009 - ore 21.00
GB/USA 2008 - regia di Danny Boyle
con: Dev Patel, Anil Kapoor, Freida Pinto, Madhur Mittal, Irfan Khan, Azharuddin Mohammed Ismail, Ayush Mahesh Khedekar
Jamal Malik è orfano, ha passato l’infanzia e l’adolescenza vivendo di espedienti, insieme al fratello, sopravvivendo come poteva nella miseria e nella violenza delle baraccopoli.
Oggi ha 18 anni, un modesto impiego come ‘ragazzo del tè’ in un call center di Mumbai e una possibilità per realizzare un sogno: è il concorrente di “Chi vuol essere Milionario”.
Contro ogni previsione, Jamal riesce a rispondere correttamente a tutte le domande. Gli manca solo l’ultima per vincere l’intero montepremi di 20 milioni di rupie.
Accusato di aver imbrogliato, viene arrestato e malmenato dalla polizia.
All’agente che lo interroga, Jamal racconta - in una serie di flash-back - la propria incredibile storia, i drammi e le disavventure, l’amore per Latika, conosciuta da bambino e poi persa…
Ora Jamal dovrà riuscire a convincere la polizia della propria innocenza, rispondere all’ultima domanda e ritrovare la ragazza dei suoi sogni.
Ma come è arrivato fino a questo punto uno straccione come lui, che non ha mai avuto la possibilità di studiare? Ha barato? Ha avuto solo fortuna? E’ un genio? O forse…era scritto.
Vincitore di 8 Premi Oscar 2009, tra cui miglior Film e miglior Regia.
ITALIA 2008 - regia di Matteo Garrone
con: Toni Servillo, Gianfelice Imparato
Potere, soldi e sangue. In un mondo apparentemente lontano dalla realtà, ma ben radicato nella nostra terra, questi sono i “valori” con i quali gli abitanti della provincia di Caserta, tra Aversa e Casal di Principe, si devono scontrare ogni giorno. Quasi sempre non puoi scegliere, quasi sempre sei costretto a obbedire alle regole del Sistema, la Camorra, e solo i più fortunati possono pensare di condurre una vita “normale”.
Gomorra è un viaggio nel mondo affaristico e criminale della camorra si apre e si chiude nel segno delle merci, del loro ciclo di vita. Le merci "fresche", appena nate, che sotto le forme più svariate - pezzi di plastica, abiti griffati, videogiochi, orologi - arrivano al porto di Napoli, per essere stoccate e occultate. E le merci ormai morte che, da tutta Italia e da mezza Europa, sotto forma di scorie chimiche, fanghi, addirittura scheletri umani, vengono abusivamente "sversate" nelle campagne campane.
Matteo Garrone mette in scena con rigore estetico la quotidianità e la semplicità del crimine organizzato, evitando ogni concessione allo spettacolo di genere o al melodramma sociale, ed è stupefacente nel raccontare il dramma quotidiano di chi vive nella paura di essere ammazzato, in un territorio che non conosce leggi se non quella del più forte.
USA 2007 - regia di Sean Penn
con: Emile Hirsch, Marcia Gay Harden, William Hurt, Jena Malone, Brian
Dierker
Il film racconta la vera storia di Christopher McCandless, un giovane benestante che rinuncia a tutte le sue sicurezze materiali per immergersi all'interno della natura selvaggia, all'inseguimento di un qualcosa che faciliti la conoscenza di sé.
Tutte le persone che Chris incontrerà lungo il suo peregrinare oltre a colmare un vuoto familiare, fonte di profonde sofferenze, amplificano l'idea di un percorso a stadi funzionale a liberarsi da qualsiasi dipendenza da ogni tipo di comfort e privilegio. L'acquisizione della saggezza avviene quasi per osmosi attaverso la spontaneità e la profondità degli incontri fatti.
Pura celebrazione della libertà e della ricerca della libertà, Penn miscela tematiche così diverse e complesse con maestria. Il fascino della selvatichezza dell'ambiente, le difficoltà dei legami di sangue, l'individualismo contro il bisogno di amore e le contraddizioni dell'idealismo nelle sue spinte critiche ma anche arroganti. La sua regia gioca di forti contrasti nell'alternare gli ampi spazi dei diversi paesaggi mostrati al costante senso di vuoto del ragazzo che risulta essere una pura estensione dell'enormità della natura.
venerdì 16 gennaio 2009 – ore 21.00
FRANCIA 2007 - regia di Abdel Kechiche
con: Habib Boufares, Marzouk Bouraouia, Faridah Benkhetache, Alice
Houri, Olivier Loustau
Beiji, 60 anni, un'intera vita fatta di lavoro, è addetto alla riparazione delle imbarcazioni nel porto di Sète, vicino a Marsiglia. Poco disposto alla flessibilità che la nuova organizzazione impone, viene licenziato.
Beiji è divorziato e ha una nuova compagna ma non ha perso i contatti con la famiglia. Ora l'uomo vuole realizzare un sogno: ristrutturare una vecchia imbarcazione e trasformarla in un ristorante in cui proporre come piatto forte il cous cous al pesce.
Nonostante le difficoltà economiche Beiji trova l'aiuto di tutti i familiari e l'impresa pare destinata al successo.
Il regista parla del mondo che conosce meglio e cioè di quello degli arabo-francesi integrati da decenni nella società dell'area marsigliese ma comunque, in qualche misura, visti sempre come 'diversi'. Il suo film è un racconto corale che parla di uomini e donne, della loro fatica di vivere ma anche del desiderio di riscatto e dell'imprenditorialità familiare che lega le persone con i sentimenti e con un obiettivo da raggiungere insieme nonostante i contrasti personali.
Non c'è però alcun pietismo buonista nel suo cinema. C'è piuttosto la voglia di raccontare le dinamiche familiari in un ambito in cui gli uomini pongono problemi ma non li risolvono. Sono le donne, pur con le loro invidie reciproche e le frustrazioni più o meno espresse, a prendere in mano le situazioni anche nei momenti di maggiore crisi cercando una via d'uscita, talvolta traumatica e talaltra propositiva.
USA 2007 - regia di Jason Reitman
con: Ellen Page, Michael Cera, Jennifer Garner, Jason Bateman, Olivia
Thirlby
Juno MacGuff è un’adolescente schietta e sicura di sé, intelligente e unica nel suo genere: mentre la maggior parte delle sue compagne passano il tempo su Internet o al centro commerciale, Juno vive seguendo delle regole tutte sue. Un pomeriggio noioso come tanti si trasforma in qualcosa di diverso quando Juno incontra Bleeker, un ragazzo timido e riservato. Quando poi Juno scopre di essere incinta, con la collaborazione della sua migliore amica Leah escogita un piano per trovare una perfetta coppia di genitori per il bambino che porta in grembo.
Dopo qualche ricerca, le due ragazzine mettono gli occhi su Mark e Vanessa, una benestante coppia che vive nei quartieri alti e che sta cercando di avere un bambino in adozione. Ma quando sta per arrivare la fatidica data del parto, la vita apparentemente perfetta ed idilliaca di Mark e Vanessa comincia a mostrare qualche crepa. Con il passare dei mesi, i cambiamenti fisici di Juno rispecchiamo la sua crescita interiore e alla fine, mostrando un coraggio e un’intelligenza piuttosto insoliti in una ragazzina della sua età, Juno affronterà i suoi problemi a testa alta con un’esuberanza giovanile che è al contempo intelligente ed inaspettata.
Mai banale o ipocrita, Juno è un personaggio stravagante che oltrepassa i luoghi comuni con la sua adorabile insolenza. Una ragazzina spudorata, ma non per questo priva di quella tenera debolezza che lascia affezionare e commuovere. Il messaggio sguscia dal sottotesto senza cadere nella retorica, con la franchezza di un impudente cinismo che non può non conquistare.
ITALIA 2007 - regia di Andrea Molaioli
con: Valeria Golino, Toni Servillo,Omero Antonutti, Anna Buonaiuto,
Fabrizio Gifuni, Fausto Maria Chiarappa, Haidy Caldart
venerdì 24 ottobre 2008, ore 21.00
ITALIA 2005 - regia di Giorgio Diritti
con: Thierry Toscan, Alessandra Agosti, Dario Anghilante, Giovanni
Foresti
Un ex professore decide di trasferirsi con tutta la sua famiglia – una moglie e tre figli - in un paesino di poche anime, sulle montagne, per poter vivere secondo natura. Nella diffidenza generale, Philippe e sua moglie vivono di pastorizia, cercando di raggiungere quel difficile equilibrio con le cose del mondo e con gli anziani abitanti del posto.
Ma le rivoluzioni raramente riescono e anche stavolta, esauriti gli entusiasmi iniziali, scattano diffidenze, invidie, rancori. A senso unico: perché saranno i valligiani a prendere l'opportunità per una minaccia, fino a costringerlo a ripartire.
Girato interamente nelle valli occitane del Piemonte, con molti attori non professionisti, "E l'aura fai son vir" - questo il titolo occitano del film - si riferisce al detto popolare che vuole il vento una metafora di tutte le cose, un movimento circolare in cui tutto torna, come rappresentato nel film dalla figura che corre nei prati simulando il gesto del volo.
Questa pellicola, senza scomodare miti e profeti, ha la forza di un trattato antropologico, ma senza perdersi nella retorica dei buoni sentimenti, sottolineando piuttosto come la vita si componga di sensazioni contrastanti e sgradevoli, in un cinismo che contagia, ma rende liberi da pregiudizi e ipocrisie.
venerdì 11 aprile 2008, ore 21.00
ITALIA 2006 - regia di Alessandro Angelici
con: Giorgio Pasotti, Giorgio Colangeli, Michela Cescon, Katy Louise Saunders, Sergio Solli
Fabio è un giovane educatore che lavora con passione al reinserimento dei detenuti nella società. Costretto spesso a scontrarsi con quanti si aspettano da lui facilitazioni per ottenere permessi premio, Fabio non fa sconti e non deroga ai suoi principi anche se questo gli costa molto più di quanto sia disposto ad ammettere.
Un giorno si imbatte in un detenuto condannato per omicidio e che gli è stato mandato da un collega. E' Sparti, uomo dal carattere difficile, che il carcere ha indurito ulteriormente. Questo incontro inaspettato costringe Fabio a fare i conti con i fantasmi di un passato familiare rimosso, e con la sorella Cristina che non vuole riaprire vecchie ferite...
Un film bello ed intenso,molto semplice nella sua struttura ma molto complesso e riuscito nell’approfondimento dello scontro/incontro tra i due protagonisti. Alessandro Angelini, ex documentarista, debutta nel lungometraggio con un film che mette a nudo un rapporto estremamente conflittuale tra padre e figlio riuscendo ad estrapolarne con convinzione ed efficacia tutte le sfaccettature più interessanti, e pur affrontando un tema molto toccante, condito da un finale ad alto tasso drammatico, non scade mai nel patetico.
venerdì 22 febbraio 2008, ore 21.00
GRECIA-TURCHIA 2005 - regia di Tassos Boulmetis
con: Georges Corraface, Tassos Bandis, Basak Köklükaya, Ieroklis
Michaelidis
Un tocco di zenzero è la storia privata di Fanis sullo sfondo della
Storia, in un film che ha ottenuto grande successo in Grecia. Da bambino
Fanis abita a Istanbul, dove riceve le prime lezioni di vita dal nonno
Vassilis, che vende spezie e lo introduce alla filosofia degli aromi.
Frattanto sperimenta altri sentimenti con la piccola Saime, cui si lega di
un'amicizia che evolverà in amore. Ma la Storia preme sulle vite degli
individui: negli anni Sessanta, la crisi di Cipro induce la famiglia di
Fanis, greca, a lasciare la Turchia per Atene.
Separato dal nonno e dalla vita condotta finora, il ragazzo soffre
profondamente e si sente disadattato nella nuova esistenza. Tanto da portare
i segni della ferita anche da adulto, allorché tornerà a Istanbul, per fare
i conti col passato.
Dichiaratamente autobiografico, da una parte mostra una certa tendenza al fiabesco ed al sentimentale, dall’altra riesce a mettere a fuoco lucidamente un complicato periodo storico, attraverso le vicende umane dei protagonisti. In un’epoca in cui l’idea stessa di “famiglia” sembra essere oggetto di svalutazione, il regista ci racconta la storia di un uomo che, proprio grazie alla sua famiglia, ha imparato la cosa più importante del mondo: che gli imprevisti nella vita non si possono evitare ma, con un pizzico di zenzero e di ironia, si possono almeno affrontare.
venerdì 25 gennaio 2008, ore 21.00
GERMANIA 2006 - regia di Florian Henckel von Donnersmarck
con: Martina Gedeck, Ulrich Mühe, Sebastian Koch, Ulrich Tukur, Thomas
Thieme, Hans-Uwe Bauer
Berlino Est, 1984. Il capitano Gerd Wiesler è un abile e inflessibile agente della Stasi, la polizia di stato che spia e controlla la vita dei cittadini della DDR. Un idealista votato alla causa comunista, servita con diligente scrupolo. Dopo aver assistito alla pièce teatrale di Georg Dreyman, un noto drammaturgo dell'Est che si attiene alle linee del partito, gli viene ordinato di sorvegliarlo. Il ministro della cultura Bruno Hempf si è invaghito della compagna di Dreyman, l'attrice Christa-Maria Sieland, e vorrebbe trovare prove a carico dell'artista per avere campo libero. Ma l'intercettazione sortirà l'esito opposto, Wiesler entrerà nelle loro vite non per denunciarle ma per diventarne complice discreto. La trasformazione e la sensibilità dello scrittore lo toccheranno profondamente fino ad abiurare una fede incompatibile con l'amore, l'umanità e la compassione.
Il tono freddo della fotografia, le scenografie anonime e i pochi colori dominanti bastano a immergerci nell'atmosfera disumanizzata e glaciale della DDR di vent'anni fa, luogo ed epoca praticamente inesplorati dal cinema.
Emozionante, intelligente, scritto benissimo, senza sbavature retoriche, molto complesso, ma anche molto semplice, Le vite degli altri è un film sottilmente psicologico, dove la dialettica di simmetrie-opposizioni tra i due caratteri maschili funziona da motore principale degli eventi. Con orientamento sicuro, la sceneggiatura dello stesso von Donnersmarck evita le possibili implicazioni patologiche (voyeur-spiato) del rapporto, prendendo una direzione umanistica e narrandoci, quasi a mezza voce, una presa di coscienza esemplare.
venerdì 16 novembre 2007, ore 21.00
ITALIA 2006 - Regia: Giuseppe Tornatore
Con: Claudia Gerini, Michele Placido, Margherita Buy, Pierfrancesco Favino, Alessandro Haber, Xenia Rappoport, Piera Degli Esposti
Irina è una donna ucraina, svilita dalla vita e da esperienze traumatiche.
Una storia come quelle di tante donne dell’est giunte in Italia. Prostituzione, sfruttamento, ricatti. Qui, tuttavia, c’è qualcosa di più terribile, e si tratta del motivo che porta Irina a vivere a Trieste in un bel quartiere del centro e a fare di tutto per riuscire a diventare la tata di casa Adecher.
Gli Adecher sono una famiglia di orafi poco accessibili, a tratti ostili, a tratti troppo discreti per non celare qualcosa di raggelante. Irina entra in casa Adecher e cerca di stringere un legame con la piccola Tea.
Lentamente il sospetto che la bambina nutre per questa donna algida e misteriosa si tramuta in affetto. Ma Irina nasconde in realtà un passato tragico, e lei ha una devastante necessità di chiudere definitivamente la porta in faccia agli spettri che le stanno divorando l'anima.
Un thriller alla Hitchcock, un film girato con cura e con un intreccio degno di questo nome, che testimonia una capacità di narrare fuori dal comune, capace di spostarsi con agilità dalla tensione alla commozione, senza la minima caduta di ritmo, con dialoghi che rasentano quasi la perfezione.
venerdì 13 aprile 2007, ore 21.00
SPAGNA 2006 - regia di Pedro Almodovar
con: Penelope Cruz, Laola
Dueñas, Blanca Portillo, Carmen Maura, Yohana Cobo, Chus Lampreave, Yolanda
Ramos
Madrid. Raimunda è una gran lavoratrice, fanatica della pulizia, che sopravvive a un marito fannullone e alcolizzato e si prende cura della figlia adolescente. Sua sorella Sole, invece, è separata dal marito e sbarca il lunario come parrucchiera abusiva. Le due donne sono orfane, hanno perso entrambi i genitori durante uno dei tanti incendi provocati dal "solano", il vento che devasta La Mancha, il loro paese d'origine e dove vive l'anziana zia Paula - sorella di Irene, la madre delle due donne - che da qualche tempo si comporta in modo insolito. Paula parla di Irene come se fosse viva, mentre è morta da anni, e nel quartiere giurano di aver visto il suo fantasma aggirarsi in casa di Paula. Quando il cuore di Paula smette di battere, incominciano ad accadere cose strane, qualcuno ritorna, qualcuno sparisce e la vita di Raimunda e le altre non sarà più la stessa...
Almodovar ci regala un opera corale composta da straordinarie protagoniste, permeate di profonda intensità nella quale si distingue una eccezionale Penelope Cruz, che interpreta Raimunda, una lottatrice, ma al tempo stesso una persona fragile sul piano emotivo e con un terribile segreto.
“Volver” è un delizioso affresco di vita reale, un ritratto della quotidianità dove sono presenti le invidie, i rancori, i tafferugli tra sorelle, il lutto, i cellulari, gli affetti e le bugie. Un ritratto della Spagna più tradizionale, del quartiere e del paesino, delle persone e delle loro abitudini. E’ un film emozionante, realizzato con intelligenza e libertà assoluta proprio per liberare, attraverso i dialoghi, le cose su cui riflettiamo ma che quasi mai diciamo.
venerdì 23 marzo 2007, ore 21.00
USA 2005 - regia di Liev Schreiber
con Elijah Wood, Boris Leskin, Eugene Hutz, Laryssa Lauret
Jonathan Safran Foer, giovane ebreo americano, decide di andare in Ucraina per conoscere una donna che, durante l'occupazione nazista, aveva salvato la vita a suo nonno. La sua ricerca diventa un viaggio nella memoria, per mezzo del quale viene ricostruita la vita del villaggio di Trachimbrod, cittadina abitata da ebrei ucraini e poi cancellata dalle carte geografiche dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale.
Ad accompagnare la sua ricerca sono un altro nipote, Alexander, voce narrante del film, un altro nonno, quello di Alexander, brusco uomo di Odessa "sopravvissuto" ed ebreo, che ha cancellato la sua "ebraicità" fino a trasformarla in rabbioso antisemitismo e in cecità psicosomatica, ed una cagnetta guida psicopatica. Tratto dal primo romanzo di Safran Foer (presente in una particina) e sceneggiato da un attore esordiente nella regia, in altalena tra dramma e comicità (intrisa di umorismo yiddish e slavo), il film illustra un presente imbevuto della memoria del passato e di chi non c'è più. Ha la struttura di un film di viaggio che diventa un itinerario di illuminazione esistenziale a diversi livelli, ma quello che inizia come un viaggio per ricomporre la storia di una famiglia nelle circostanze più assurde, si trasforma in un'esperienza sorprendente e ricca di rivelazioni, sull'importanza della memoria, la natura pericolosa dei segreti, l'eredità dell'Olocausto, il significato dell’amicizia e, soprattutto, l'amore.
venerdì 9 marzo 2007, ore 21.00
FRANCIA 2005 - regia di Patrice Leconte
con Jean Rochefort, Johnny Hallyday, Jean-François Stevenin, Molly Picon
Uno sconosciuto arriva in un villaggio dell'Ardèche, nella provincia francese: il suo nome è Milan. Fa conoscenza con Manesquier, e nonostante siano molto diversi, fanno amicizia. Milan è un avventuriero di passaggio giunto in città per rapinare la banca locale, Manesquier è un professore in pensione. Milan è misterioso e 'vissuto', ma a dispetto della coriacea apparenza da rapinatore in giacca di pelle nera, sogna la tranquillità e la banalità di una vita domestica. Manesquier è un personaggio che ha vissuto di libri, musica, e quadri tra i confini della propria casa, sognando di fuggire verso mete ed esperienze sconosciute, e per questo affascinanti. Tutti e due aspettano il sabato come un giorno cardine per le loro vite future, e tutti e due devono far passare il tempo fino ad allora. Lo scontro tra le due diverse solitudini produrrà uno scambio, tra la serenità della saggezza e l'irruenza del coraggio. Entrambi si presenteranno all'appuntamento con il destino arricchiti da qualcosa che appartiene all'altro.
Una commedia dolceamara che ricorda i registri di alcune nostre pellicole come "Amici Miei", dove alle risate si accosta una tristezza di fondo legata all'ineluttabilità del fato.
venerdì 16 febbraio 2007, ore 21.00
USA 2005 - regia di George Clooney
con David Strathairn, Alex Borstein, Robert Downey Jr., Patricia
Clarkson, George Clooney, Jeff Daniels
Edward R. Murrow, celebre giornalista ed anchorman della CBS, viene a conoscenza di una lista di proscrizione redatta dal senatore del Wisconsin Joseph McCarthy nella quale vengono inseriti i nominativi di tutti coloro che sono sospettati di avere simpatie filo-comuniste. Tali sospetti, spesso inseriti per motivi arbitrari, inventando collegamenti con la "minaccia comunista" o enfatizzando dettagli trascurabili, vengono poi sottoposti a processi sommari dalla furia del senatore stesso, che con l'intendo di "salvare" il paese ne mette in realtà a repentaglio la libertà.
Murrow decide di divulgare la notizia e di dedicare parecchie puntate del suo show serale del martedì alla controversa figura del politico ed alle ingiustizie perpetrate ai danni di onesti cittadini statunitensi. Nonostante intimidazioni, minacce di morte, accuse di avere con l'URSS, Edward riuscirà a portare avanti la sua campagna di denuncia, e contribuirà a liberare l'America dal fanatismo del maccartismo e della sua moderna "caccia alle streghe".
Clooney si affida ai documenti e ai materiali di repertorio, primi fra tutti le trasmissioni della CBS, e alle registrazioni filmate degli interrogatori della commissione presieduta dal senatore McCarthy per costruire il suo amaro apologo della libertà di stampa, un’elegia della televisione come mezzo di trasmissione della verità e non di manipolazione e falsificazione. Il bianco e nero da il senso del documentario, ma il ritmo è veloce, i dialoghi sempre attivi e le argomentazioni fin troppo attuali, elevando il film da mera cronaca a pellicola cinematografica.
venerdì 26 gennaio 2007, ore 21.00
USA-GERMANIA 2005 - regia di Paul Haggis
con Sandra Bullock, Don Cheadle, Matt Dillon, Jennifer Esposito,
Brendan Fraser
Una casalinga di Brentwood e il marito procuratore. Un iraniano proprietario di un 24hours shop. Due detective della polizia, amanti occasionali. Il regista nero di un canale televisivo e la moglie. Un fabbro latinoamericano. Due ladri di automobili. Una recluta della polizia. Una coppia coreana di mezza età. Vivono tutti a Los Angeles. E nelle prossime 36 ore per loro sarà inevitabile scontrarsi.
Apparentemente l'elemento conduttore delle storie di “Crash” è il razzismo, l'ignoranza e la rabbia che alcune persone hanno nei confronti di culture diverse, ma poi proseguendo nella visione ci si rende conto che il punto focale è la poca voglia o possibilità di comunicare che portano alla violenza e alla tragedia, indipendentemente da quale sia l'origine dell' interlocutore. Los Angeles diventa lo specchio della società in cui viviamo tutti, dove la paura, la diffidenza e la frustrazione hanno preso il sopravvento, portando a repressione e rabbia, e dove non c'è innocenza che possa salvare.
Nonostante la presenza di parecchi fili narrativi nella storia, tutti risultano ugualmente interessanti e significativi ed inoltre sono fra loro molto ben amalgamati, tanto che non ci si smarrisce mai fra le molte vicende messe in scena. Un film appassionante e commovente, dove il bene e il male si confondono, e ci si chiede se esista un modo per riscattarsi, se si possa recuperare la dignità e l'innocenza perduta.
venerdì 12 gennaio 2007, ore 21.00
ITALIA 2005 - regia di Sergio Rubini
con Sergio Rubini, Claudia Gerini, Fabrizio Bentivoglio, Paolo Briguglia, Massimo Venturiello
Ritornato in Puglia da dove se ne era andato adolescente per la violenta ribellione al padre-tiranno, Luigi ormai maturo professore di filosofia, si ritrova coinvolto nella torbida atmosfera di un mondo che credeva di essersi lasciato alle spalle per sempre. Assieme ai suoi fratelli Michele, mediocre affarista, e Mario, eterno studente impegnato nel volontariato, Luigi cerca inutilmente di convincere il fratellastro Aldo, violento e donnaiolo come il padre, a vendere un'azienda agricola di famiglia in stato di semi-abbandono. Riemergono rancori mai sopiti e vecchie ferite che il tempo non ha rimarginato mentre tutti i fratelli in modi diversi sembrano invischiati nella rete con la quale Tonino, sordido usuraio e boss emergente, avvolge l'intero paese...
Sono molti i temi che Rubini affronta nel suo film, senza che questo porti a banalità o superficialità nel gestirli. "La Terra" è infatti un film ben curato, la macchina da presa si muove fluidamente attorno ai protagonisti e ci mostra in tutta la sua passionalità, arcaicità e drammaticità la terra d'origine. La delicatezza e la profondità dei sentimenti che il regista riesce ad infondere nei suoi film permettono ai personaggi, e quindi allo spettatore, di compiere un percorso e di crescere all'interno della storia.
venerdì 1 dicembre 2006, ore 21.00
GRAN BRETAGNA 2005 - regia di Joe Wright
con Keira Knightley, Matthew Macfadyen, Brenda Blethyn, Donald Sutherland, Judi Dench
Mr. Bennett vive nella sua bella casa nell'Hartfordshire con la severa moglie e le loro cinque figlie: la bella Jane, Elizabeth, molto intelligente, Mary, assai studiosa, l'immatura Kitty e la selvaggia Lydia.
La vita scorre tranquilla e serena fino alla morte del sig. Bennett, quando la casa viene ereditata da un lontano cugino, mai conosciuto, e per ognuna delle ragazze l'unico modo per assicurarsi un futuro è quella di realizzare un buon matrimonio.
L'occasione sembra arrivare quando un facoltoso scapolo, il sig. Bingley, prende in affitto una villa accanto alla casa dei Bennett e porta con sé alcuni eleganti e sofisticati amici tra cui il misterioso Mr. Darcy...
In questo 'Orgoglio e pregiudizio' c'è fedeltà alla pagina scritta ma anche un ritmo più veloce rispetto agli storici adattamenti del passato, specie quello con Laurence Olivier. Cast brioso e una star che splende di luce propria, perfetta nel caratterizzare il personaggio di Elizabeth Bennet, ragazza fiera attratta dall'uomo che invece si preferirebbe odiare.
venerdì 17 novembre 2006, ore 21.00
USA 2005 - regia di Curtis Hanson
con Cameron Diaz, Toni Collette, Shirley MacLaine, Mark Feuerstein
Maggie e Rose sono due sorelle che si perdono di vista dopo che la prima ha cercato di sedurre il fidanzato della seconda. Maggie, la più giovane, è la classica ragazza carina e festaiola, che è riuscita a stento a finire gli studi e passa da un lavoro all'altro come da un amante all'altro. Rose, la maggiore, è un severo avvocato con laurea a Princeton, che vive in un appartamento in stile anni '40 in cui la sua collezione di bellissime scarpe firmate viene religiosamente conservata senza essere mai usata. Le due donne vedono di rado il padre che vive con la sua nuova, detestabile moglie, mentre dopo la tragica morte della madre hanno perso ogni traccia della nonna materna. Questo finché per un caso Maggie, dopo un serio diverbio con la sorella, non decide di rintracciarla, e la presenza della scapestrata nonnetta porterà una seria riflessione ed una svolta decisiva nelle vite di tutte e tre.
"In her shoes" è un film costruito elegantemente e diretto con mano sicura da Curtis Hanson, che appoggiandosi ad una sceneggiatura solida riesce ad alternare efficacemente momenti drammatici ad altri più leggeri, grazie ai quali la storia del rapporto vissuto tra le due sorelle finisce per appassionare. Il regista ha il coraggio e la grande sensibilità di affrontare un mondo tutto al femminile senza retorica, con delicatezza e realismo, descrivendo efficacemente quel gioco delle parti in cui i personaggi, per ritrovare la propria parte più nascosta, lottano a lungo contro gli altri e contro se stessi, oltre alle dinamiche che nascono all'interno delle famiglie, spesso a causa della più elementare mancanza di comunicazione.
venerdì 20 ottobre 2006, ore 21.00
USA 2005 - regia di Woody Allen
con Scarlett Johansson, Jonathan Rhys-Meyers, Emily Mortimer, Matthew Goode
Chris, un giovane irlandese, bello, sicuro di sé ma di origini modeste,
attraverso il tennis professionale si emancipa dalla povertà, per poi
lasciare l'isola natale ed andare a Londra, con l'ambizione di raggiungere
il successo. Gli Hewitt, nobili e ricchi, lo accolgono generosamente nel
loro giro di amici, tanto che la loro figlia Chloe si innamora di lui e lo
sposa. Per Chris la vita sognata è divenuta realtà quando, un giorno,
ritorna nella sua vita Nola, per cui lui aveva già perso la testa quando era
fidanzata con il suo amico e cognato Tom. La passione tra i due si scatena e
sembra incontenibile; Chris si rende conto, però, che la passione non vale
la sicurezza opulenta che ha raggiunto.
“Match Point” è una storia semplice ed esemplare, narrata in modo
programmatico per chiudere il cerchio aperto nel bel prologo, con mirabile
coerenza. Il film si dipana limpido in un crescendo di suspense ed assume
gradualmente toni diversi con lo sviluppo della vicenda e delle personalità.
Tutti i personaggi assecondano impeccabili i piani di Woody Allen (sempre
incantevole direttore d’attori), e aiutati da sontuose ambientazioni inglesi
ed arie d’opera danno forma precisa ad un intero universo sociale in cui
regna il cinismo e si è perso ogni senso morale, e dove alla colpa non segue
più il castigo ma solo un po' di rimorso che impedisce il pieno godimento
della propria fortuna.
venerdì 24 marzo 2006, ore 20.45
ITALIA, FRANCIA, GERMANIA 2004 - regia di Gianni Amelio
con Kim Rossi Stuart, Charlotte Rampling, Andrea Rossi
Alla stazione di Monaco di Baviera, Gianni prende in consegna suo figlio, che non ha mai conosciuto e che sta dormendo su un treno diretto a Berlino. Si chiama Paolo, ha quindici anni ed è un ragazzo disabile. Sta andando in una clinica specializzata nella riabilitazione ortopedica. Gianni non sa come comportarsi: è Paolo, curioso, comunicativo, pieno di vita, che lo guida, gli spiega in che modo aiutarlo.
In ospedale, mentre Paolo è sottoposto alle sue cure faticose, Gianni fa amicizia con Nicole e con sua figlia. Nicole offre a Gianni, delicatamente, comprensione e una forte esperienza di madre. Gianni l'ammira, ma quella esperienza sottolinea ancor di più il suo sentirsi estraneo nella vita del ragazzino. Capisce però che non vuole più vedere il figlio "torturato" da una rigida disciplina che cura solo il suo fisico. Questa consapevolezza rappresenta per Gianni e Paolo l'inizio di un nuovo rapporto pieno di interrogativi e speranze.
Un film forte, austero, intimamente drammatico ma non cupo, pieno di sentimenti ma non patetico, che ci offre una storia individuale, ma nel contempo universale condizione di chi abbia avuto in sorte di vivere con una persona non autosufficiente, diversa nel fisico e nella mente, vivente in un buio spesso impenetrabile anche ai più vicini.
venerdì 3 marzo 2006, ore 21.00
GRAN BRETAGNA, SUDAFRICA, ITALIA 2004 - regia di Terry Gorge
con Don Cheadle, Sophie Okonedo, Joaquin Phoenix, Nick Nolte
Rwanda, primi anni ’90. Paul è il direttore del lussuoso Hotel Mille Collines di Kigali. Paul vive come un manager occidentale e si sente un occidentale, ma non lo è. Paul è un Africano, è un Hutu, e deve aver cura della sua famiglia, la moglie, di etnia Tutsi e quattro bambini, in un'epoca in cui la tensione fra le due etnie si sta facendo sempre più intensa, nonostante la firma di un accordo tra le parti per mettere fine alle discordie.
L'assassinio dei Presidenti del Rwanda e del Burundi è la miccia che scatena l'odio, alimentato nei mesi precedenti dalla radio degli Hutu, che porterà alla morte di quasi un milione di persone e alla fuga nei paesi confinanti di altri tre milioni. Se gli occidentali possono permettersi di rimanere affacciati alla finestra a guardare e di decidere di andarsene, Paul non lo può fare. Certo potrebbe decidere di salvare sicuramente se stesso, ma coraggiosamente decide di provare a salvare quasi milleduecento persone all’interno dell’Hotel Mille Collines. E ci riesce.
Un film che descrive l'eroica storia di un uomo qualunque, in un paese abbandonato dalla comunità internazionale, coinvolto in un dramma che, purtroppo, continua a ripetersi in altre parti del mondo. Uno strumento per far conoscere quanto accadde alle tante persone che ancora oggi lo ignorano o ne sanno molto poco, Un atto di accusa nei confronti di un occidente troppo spesso colpevole di dimenticarsi e disinteressarsi del continente africano.
venerdì 10 febbraio 2006, ore 21.00
FRANCIA 2004 - regia di Christophe Barratier
con Gerard Jugnot, Jean Baptiste Maunier, Jacques Perrin, Francois Berleand
1949. Un professore di Musica, Clement Mathieau, è assunto come sorvegliante in un istituto di rieducazione per minori. La durezza della vita nel triste, decadente edificio, dove sotto la conduzione di un rigido direttore si risparmia su tutto, dal cibo al riscaldamento, ha reso gli allievi ancora più difficili e ribelli. Ma Clement ha un approccio diverso, basato sulla compren sione e sulla tolleranza, sa che quei ragazzini sono usciti vulnerabili da una terribile guerra e da condizioni precarie, e tenta di aiutarli con la disciplina dolce e coinvolgente del canto.
Tra i piccoli sbandati c’è Pierre, ombroso e selvatico ma dotato di una voce angelica, che sotto la guida saggia di Clement riesce a costruirsi un luminoso futuro da direttore d’orchestra. Ed anche gli altri piccoli coristi riescono, grazie alla magia della musica, a percepire la coscienza della loro dignità.
Un film di un regista esordiente, che si muove con grazia ed equilibrio tra dramma e commedia, e che grazie ad una sensibilità mai sdolcinata e ad un sottile umorismo ha saputo raccogliere in Francia, ma anche in tutta Europa, un successo di pubblico sorprendente.
venerdì 13 gennaio 2006 - ore 21.00
ITALIA 2004 - regia di Paolo Sorrentino
con Toni Servillo, Adriano Giannini, Angela Goodwin, Olivia Magnani, Raffaele Pisu
Titta di Girolamo, ex commercialista, è un uomo misterioso che da otto anni vive in un albergo di Chiasso, ordinata cittadina della Svizzera italiana. Titta parla poco, fuma tanto, non dorme mai. Ogni tanto riceve una valigia e la porta in banca. Serio ed elegante, e soprattutto schivo, annota strane operazioni su un taccuino, come un contabile. Unica concessione al desiderio, spia in segreto Sofia, la giovane barista dell'hotel.
Sofia è una giovane fanciulla di una bellezza ordinaria ma, al tempo stesso, dalla presenza così leggiadra e angelica che col tempo riesce a perforare la robusta corrazza che il commercialista si è costruito in anni di solitudine ed a rompere la tremenda monotonia della sua vita. Ma inesorabilmente vengono a galla i segreti di Titta, errori che sta ancora pagando, costringendolo a fare i conti con un passato e un presente a rischio totale.
Il secondo film di Paolo Sorrentino, presentato a Cannes 2004, è una sorta di thriller psicologico, in cui il ritmo controllato e le atmosfere tetre e misteriose rappresentano un’interessante conferma dell'originalità e dello stile del regista, stile che è raffinato, personale, rigoroso, e che trova un interprete ideale in un grande Toni Servillo.
venerdì 18 novembre 2005, ore 21, sala teatro dell'oratorio
INGHILTERRA/ITALIA/BELGIO/GERMANIA/SPAGNA 2004 - Regia di Ken Loach
con Atta Yaqub, Eva Birthistle, Shabana Bakhsh, Shamshad Akhtar, Ghizala Avan
Roisin è bionda, irlandese e cattolica, mostra meno dei suoi anni, ha una pelle di luna e un fare socievole e sbarazzino.
Casim è olivastro, pachistano e mussulmano, ha capelli e occhi nerissimi, uno sguardo ammaliatore intenso e profondo.
Il primo bacio appassionato che li unisce trascina dietro, a loro insaputa, un inestricabile intreccio di tradizioni, convenzioni, obblighi, assoggettamenti che vivono in tutte le latitudini, i paesi, le religioni del mondo che da questo punto di vista è da millenni globalizzato.
E infatti Roisin e Casim vanno molto vicini a separarsi per sempre, perché il loro amore apre scenari troppo contrastanti e ferite troppo dolorose: come possono vivere insieme "felici e contenti" infatti un pakistano (ovviamente) musulmano ed una irlandese cattolica?
Soprattutto se la famiglia di lui, ancorata alla tradizione islamica e ai suoi riti, vorrebbe farlo sposare con una cugina vista solo in fotografia e vive come una disgrazia epocale l'intrusione di una donna bianca nelle loro vite.
Loach rimane ancora nella Scozia di "My name is Joe” per fotografare uno spaccato di cultura british contemporanea tutta la sua carica di contraddizioni e problemi, e per la prima volta prende la strada della commedia romantica.
Una commedia leggera e dolce, ma anche una commedia che non può rinunciare ad essere dura quando la macchina da presa inquadra gli occhi di Roisin che non accettano di perdere Casim o racconta l'integralismo religioso, islamico ma anche cattolico, i ricordi delle umiliazioni subite dagli immigrati asiatici e la memoria della migrazione dolorosissima degli indiani musulmani verso il Pakistan.
venerdì 4 novembre 2005 ore 21
ITALIA 2004 - Regia di Roberto Faenza
con Luca Zingaretti, Alessia Goria, Corrado Fortuna
Don Giuseppe Puglisi, chiamato nel 1990 dal vescovo di Palermo a occuparsi della parrocchia di un quartiere alle porte della città, Brancaccio, in meno di due anni riesce a costruire un Centro di accoglienza e coadiuvato da un gruppetto di volontari, giorno dopo giorno raccoglie dalla strada e dalla perdizione decine di piccoli innocenti.
Presto capisce che per incidere in quel tessuto disgregato bisogna fare e dare di più.
Significava scontrarsi contro l'inerzia e l'incomprensione della burocrazia locale: per avere una rete fognaria, una scuola, un distretto sanitario, tutte cose che a Brancaccio mancano da sempre.
Inevitabilmente il suo percorso lo porta a entrare in conflitto con gli interessi del potere mafioso, che da decenni domina la vita quotidiana del quartiere.
Sono gli anni delle stragi di Capaci e di via d'Amelio, dove nello spazio di pochi mesi perdono la vita i giudici Falcone e Borsellino insieme a tanti altri.
Proprio gli stessi clan che organizzano le stragi si trovano di fronte quel prete indomabile, quel parroco che insegna ai ragazzi a credere in un mondo diverso, a non sottostare alla sopraffazione.
Lo avvertono: bruciano le case dei suoi collaboratori, incendiano la chiesa; lo minacciano, cercano di fare il vuoto attorno a lui, ma la sua fede non cede alle intimidazioni.
E allora per toglierlo di mezzo non resta che la strada della viltà estrema.
Faenza realizza con “Alla luce del sole” una delle sue opere più asciutte e misurate, con una buona direzione dei giovani attori, senza retorica e folklorismi.
La presenza forte e magnetica di Luca Zingaretti in questo film, per la sua sobrietà, fa di don Puglisi non un “santino” ma un personaggio vivo e pulsante.
La narrazione è fluida, con notazioni semplici ma efficaci in una Palermo inondata di luce.
venerdì 21 ottobre 2005: ore 21 - sala teatro dell'oratorio
USA 2004 - Regia di Clint Eastwood
con Clint Eastwood, Hilary Swank, Morgan Freeman
Nel corso di una vita passata sul ring, Frankie Dunn (Clint Eastwood) è stato
allenatore e manager di alcuni pugili straordinari.
In seguito alla dolorosa rottura con sua figlia, Frankie ha sempre evitato di
affezionarsi troppo a qualcuno.
Il suo unico amico è Scrap (Morgan Freeman), un ex-pugile che manda avanti la palestra e sa che sotto quella scorza ruvida c'è un uomo che va a Messa quasi tutti i giorni da 23 anni, cercando un perdono che in qualche modo continua a sfuggirgli.
Finché Maggie Fitzgerald (Hilary Swank) non entra nella sua palestra.
Maggie non ha mai avuto molto dalla vita, ma sa quello che vuole, ed è pronta a fare di tutto pur di ottenerlo, spinta solo dalla sua incrollabile determinazione e dalla sua straordinaria forza di volontà.
Frankie dice a Maggie, e a brutto muso: è troppo vecchio per allenare, e comunque non allena ragazze.
Ma Maggie non vuole o non può rinunciare, e si sfinisce tutti i giorni in palestra, incoraggiata solo da Scrap.
Alla fine, conquistato dalla sua grande determinazione, Frankie accetterà di allenarla.
Incoraggiandosi o esasperandosi a vicenda, in un'altalena di alti e bassi, i due finiranno per scoprire un'affinità che trascende il dolore e le perdite del passato, ritrovando il senso della famiglia che avevano perso.
Diretto da Eastwood con uno stile essenziale, sempre puntuale nel tagliare o dissolvere una scena quando sta per sgranarsi nel melodramma, e scritto con un’economia e un’ironia che riproducono fedeli il carattere dei protagonisti, Million Dollar Baby è un film sulle radici buone e su quelle cattive, sui sogni che ci portiamo dentro, sulla parte migliore di noi.
venerdì 11 marzo 2005 - sala teatro dell'oratorio - ore 21
USA/Italia 2003 - Regia di Mel Gibson
con Jim Caviezel, Monica Bellucci, Claudia Gerini, Sergio Rubini, Mattia Sbragia
Raramente un’opera cinematografica ha sollevato tante polemiche, ancora prima di approdare agli schermi cinematografici.
Il film, girato tra Matera e Cinecittà, segue Cristo dal suo arresto nell’Orto dei Getsemani per il tradimento di Giuda all’accusa del machiavellico Caifa di fronte al Sinedrio ebraico, dalle indecisioni del governatore romano Ponzio Pilato alla sadica flagellazione ad opera dei centurioni romani, dal calvario dell’ascesa al Golgota alla crocifissione. Un film recitato in due lingue morte, latino e aramaico (più alcune citazioni in ebraico) con sottotitoli, di una violenza inaudita, spietata, senza compromessi.
Gibson, cattolico devoto e appartenente a quell'ala conservatrice che celebra la messa in latino e rifiuta le riforme del Concilio Vaticano II, propone la sua visione scioccante e audace della Passione, portando lo spettatore sull’orlo dell’abisso per mostrare l’enormità del sacrificio di Cristo, di uno che sopporta quel livello di tormento e umiliazione e continua a parlare di amore e perdono.
Un film integralista, controriformista, antisemita, "pulp", sadico, ignaro d'ogni spiritualità?
O un'opera profondamente religiosa, intensa, pura, un veicolo di apostolato tra gli spettatori?
E' mai possibile che, in un solo film, ci stia tutto e il contrario di tutto?
venerdì 18 febbraio 2005 - sala teatro dell'oratorio - ore 21
ITALIA 2003 - Regia di Paolo Vari
con Marco Foschi, Valeria Solarino, Matteo Grandi
Periferia di Milano. Claudio lavora come scaricatore in un grande magazzino, spaccandosi la schiena al freddo per dieci ore al giorno. Manuel, suo amico d'infanzia, è invece un piccolo spacciatore di zona, misto di autorità e di infantilismo. Sullo sfondo, decine di personaggi minori, immersi in una realtà dura, dove girano armi, droga, intolleranza, razzismo, violenza.
Un giorno, da Londra, torna Maja, la figlia di un negoziante della zona, che più di tutti si batte contro l'immigrazione e gli immigrati che affollano la periferia. Maja è lontana da tempo, e torna subito ad odiare tutto questo microcosmo. Tranne Claudio e Manuel, i due amici, che ne sono entrambi innamorati. Questo sembrerà mettere in crisi la loro storica amicizia, ma li spingerà a prendere coscienza della realtà in cui vivono.
"Fame chimica" è un progetto che nasce da un documentario, trasformato in un film grazie al supporto di tutti quelli che ci hanno lavorato, che per produrlo hanno formato una cooperativa. Le tematiche vengono trattate con grande realismo, passando dal linguaggio tipico dei giovani milanesi, all'uso paradossalmente innocente delle droghe di tutti coloro che, senza prospettive di un futuro migliore, vivono giorno per giorno senza cercare di cambiare una virgola della loro vita.
Il film è carico di sensibilità, non retorico, e grazie agli attori convincenti ed all'attualità degli argomenti trattati, evita di cadere in un facile e superficiale moralismo.
venerdì 28 gennaio 2005 - sala teatro dell'oratorio - ore 21
ITALIA 2003 - Regia di Francesca Comencini
con Nicoletta Braschi, Camille Dugay, Stefano Colace, Claudia Coli
L'azienda in cui lavora Anna, è stata comprata da una multinazionale.
Il giorno della festa aziendale per festeggiare la fusione, Anna è l'unica fra tutti gli impiegati a non essere spontaneamente salutata dal nuovo direttore del personale.
Questo piccolo avvenimento è il primo segno di un processo che diventerà per lei un vero calvario.
Le vessazioni iniziano, piccole, invisibili, ma ripetute.
Anna è una donna sola, divorziata, con una figlia, Morgana.
Sono molto unite e solidali, hanno imparato a cavarsela da sole, a sorreggersi.
Ma ora un senso diffuso di precarietà pervade la loro vita; l'azienda le cambia
continuamente mansioni, obbligandola a percorrere a ritroso tutte le tappe sulle
quali lei aveva fondato la sua autostima, ed i suoi tentativi di recuperare
un ruolo utile sono umiliati.
Anna non regge più, e infine scoppia: esaurimento nervoso, malattia.
Non si occupa quasi più di Morgana, ma sarà proprio sua figlia a starle accanto e salvarla.
Anna ritrova coraggio e decide di raccontare a qualcuno la sua storia e non rimanere più sola...
Aderendo ad un'iniziativa sindacale sul fenomeno del "mobbing" aziendale, e con la collaborazione di veri operai che si prestano a prove attoriali, Francesca Comencini mette in scena un film amaro e commovente, essenziale ed appassionante.
Senza mezzi termini, il tema del lavoro e delle sue vessazioni è affrontato con lo schiaffo violento della vita quotidiana, dove lo sfondo sociale diventa sfondo vitale.
venerdì 14 gennaio 2005 - sala teatro dell'oratorio - ore 21
CANADA/FRANCIA 2003 - Regia di Denys Arcand
con Remy Girard, Stephane Rousseau, Marie-Joseé Croze, Dominique Michel
Remy, cinquantenne professore di storia, divorziato, è in ospedale.
La sua ex moglie, Louise, chiede al loro figlio Sébastien, affermato uomo d'affari,
di tornare a casa da Londra, dove ora vive.
Sebastién esita: sono anni ormai che lui e suo padre non hanno più molto da dirsi.
Finirà per cedere e volerà a Montreal per aiutare sua madre ad assistere il padre.
Appena arrivato, resosi conto della gravità della malattia del padre, cerca di fare di tutto per rendergli gli ultimi giorni lieti e sopportabili.
Così, col suo denaro paga funzionari ospedalieri e sindacalisti per mettere in ordine un reparto, fa comperare droga per alleviare i dolori della malattia, mette in moto i suoi agganci e smuove ogni cosa per facilitare la prova che attende Rémy.
Soprattutto riunisce intorno al letto del padre l'allegra brigata che ne ha popolato il passato: parenti, amici, ed ex amanti.
Cosa sono diventati in quest'era di "invasioni barbariche"?
Le vecchie irriverenze, amicizie e truculenze sono ancora intatte?
L'umorismo, l'edonismo e il desiderio abitano ancora i loro sogni?
Con la scusa di raccontarci una storia davvero e sinceramente commovente, il regista crea un bel film, cinico e commovente, critico e divertente, in cui a margine del confronto-scontro di mondi, generarazioni, stili di vita ed ideologie rappresentato, emergono critiche molto precise alla società in cui viviamo.
ITALIA 2003 - Regia di Edoardo Winspeare
con Claudio D'Agostino, Stefania Casciaro, Angelo Gamarro, Carlo Bruni, Anna Ferruzzo
Tonio, un bambino di 12 anni, mentre gira per la sua città, Taranto, è investito da una macchina guidata da Cinzia, una giovane ragazza dal carattere difficile che sta vivendo una situazione personale complessa, che fugge senza soccorrerlo.
In ospedale, Tonio si riprende, e andando per le stanze entra in quella di un uomo anziano in fin di vita; avvicinatosi al letto, Tonio arriva a toccare l'uomo, che a questo semplice gesto riprende miracolosamente conoscenza.
La notizia si diffonde rapidamente, e il padre del bambino, per guadagnare qualche soldo, cerca di organizzare la partecipazione del figlio ad una trasmissione televisiva.
Ma la decisione provoca liti e discussioni in famiglia; peraltro, Tonio è più interessato a Cinzia, che nel frattempo ha incontrato e con la quale stringe un legame di amicizia.
Il film di Winspeare, applaudito alla Mostra del Cinema di Venezia, parte da un evento "miracoloso" per rappresentare una realtà concreta di sentimenti contrastati (i rapporti tra genitori e figli), di problematiche sociali (la crisi economica di una città del Mezzogiorno) e di valori annacquati (il ruolo odierno della televisione).
In questo contesto, il vero miracolo è riuscire a cogliere la poesia, l'amore, l'innocenza anche dove queste cose sembrano non esistere.
ITALIA 2003 - Regia di Paolo Virzì
con Sergio Castellitto, Alice Teghilin, Margherita Buy, Claudio Amendola, Flavio Bucci
Caterina Iacovoni, tredici anni, si trasferisce a Roma con la famiglia per via di un’eredità.
Nell’istituto dove frequenterà l’ultimo anno della scuola media, scelto dal padre più per ambizione personale, per desiderio di rivalsa dalle frustrazioni subite come insegnante di ragioneria in provincia che pensando al bene della figlia, si trova coinvolta nell’inevitabile gioco dei ruoli sociali.
Il nuovo ambiente scolastico evidenzia in lei un sentimento di inadeguatezza che la porterà a dover scegliere tra fazioni contrapposte: da una parte Daniela, figlia di un noto esponente di governo e portatrice di quei valori che rientrano nella categoria "alta borghesia"; dall'altra Margherita, figlia di benestanti "intellettuali di sinistra", girotondisti e un po' snob.
Abbastanza naturale andare in crisi per la necessità inevitabile di schierarsi, di far cadere la scelta o sul giusto o sull'errato, soprattutto quando il giusto e l'errato hanno contorni e confini tutt'altro che definiti.
A Virzì va riconosciuta la capacità di saper ricreare dei personaggi/macchiette assolutamente efficaci, questa volta proprio perché estremizzati, incarogniti, radicalizzati nella miglior tradizione della “commedia all’italiana”: soprattutto i due genitori di Caterina, il frustrato professore Sergio Castellitto e la casalinga tontolona Margherita Buy (ancora una volta bravissimi), sono due esseri meschini, squallidi ed insieme paradigmatici, specchio incrinato e malsano di una nazione confusa e arrogante, servizievole e testarda, spaventata e sincera.
Una commedia a sfondo amaro dunque, che senz’altro regala momenti divertenti, ma ci lascia con un sapore sgradevole in bocca, lasciandoci intravedere come stiamo diventando.
USA 2003 - Regia di Sofia Coppola
con Bill Murray, Scarlett Johansson, Fred Ribisi
Un famoso attore americano (Murray) si reca a Tokyo per girare alcuni spot pubblicitari, portando con sè i problemi che stanno minando il suo matrimonio.
Nel suo lussuoso albergo alloggia una giovane coppia; lui è un fotografo molto impegnato, con una certa tendenza a trascurare la moglie (Johansson).
L'attore e la moglie del fotografo sono accomunati da una feroce insonnia, che li spinge a ricercare qualche momento di distrazione nel bar dell'albergo.
I due fanno conoscenza, e con la complicità di una Tokyo tentacolare ed insolita, scoprono di condividere altre situazioni, ed altri sentimenti.
La regista, figlia d'arte, sfrutta al massimo le possibilità offerte da una scenografia naturale di una città come Tokyo, privilegiando immagini e silenzi di grande intensità ai dialoghi, spesso minimali, ma anche per questo efficaci.
Bill Murray costruisce un personaggio di grande spessore, disincantato e cinico, ma ironico e capace di ravvivare passioni che da troppo tempo sembravano sopite.
Un film delicato e volutamente sfuggente, per molti versi "anti-hollywoodiano", con il quale può essere difficile entrare in sintonia, ma che è capace di toccare alcune corde nascoste dell'animo, regalando emozioni intense e mai superficiali.