Cari parrocchiani e abitanti del nostro quartiere,
ogni scelta che compio in questi giorni, insieme con il Consiglio Pastorale e con tante persone disponibili, è dettata dal desiderio di salvaguardare la vivibilità del nostro Quartiere e, come ha scritto il Consiglio della Zona 2, "mantenere intatto questo patrimonio ambientale di rilevante importanza sociale".
II nostro operare è in favore della sostenibilità della vita nella via Padova e per questo siamo determinati a perseguire tutte le strade possibili e ad attingere a tutti i livelli amministrativi e politici, con piena libertà e indipendenza, e con rispetto e grande fermezza.
Ho imparato ad amare la mia città da mio padre, che fu medaglia d'oro
al valore civile, come capo dell'acquedotto nei bombardamenti dell'agosto 1943, e che nell'autunno 1944, da ingegnere capo del Comune di
Milano, rifiutò di progettare e costruire il vallo anticarro intorno
alla città, a rischio della propria vita.
E ho imparato da Gesù Cristo e
dalla Chiesa a ricercare appassionatamente il bene comune di tutti,
senza distinzioni o preferenze di persone.
Per questo, pur con tutti i miei limiti umani, mi sto impegnando con tante persone del Quartiere per un esito positivo di questa vicenda, in una azione che vuole essere esclusivamente costruttiva e volta alla tutela di un bene, a vantaggio di tutti.
Siamo a conoscenza del fatto che la caserma e il deposito che si vorrebbero costruire sull'area Padova - Anacreonte - Tarabella, originariamente avevano una differente collocazione, proprio perché non strategicamente collegati a questa zona della città.
Questo dato di fatto ci lascia ben sperare che, nel contesto di un tavolo tecnico che veda a confronto la Guardia di Finanza, il Comune, la Zona 2 e le nostre rappresentanze di Quartiere, si possa trovare una soluzione che permetta di preservare intatta l'area in questione per gli attuali utilizzi, soddisfacendo altrimenti le esigenze dell'Arma con l'utilizzo di una caserma dismessa o di una nuova costruzione in un'altra area.
Ho incontrato in questi giorni la disponibilità dì tante persone nei confronti delle quali provo grande riconoscenza.
Dai comuni cittadini, ai membri del Consiglio pastorale e ai soci
della Polisportiva, dalle Associazioni presenti sul territorio, agli
Amministratori della Zona e del Comune, ai Politici e Parlamentari dei
diversi schieramenti, dagli Addetti del commissariato Greco-Turro e
della Questura, ai Vigili urbani.
Desidero ringraziare tutti per la loro
sensibilità e il loro interessamento e confido nella continuità del
fattivo aiuto di tutti, in relazione alle loro rispettive competenze.
Ricordando l'attenzione umana e pastorale che ha spinto il vescovo Giovanni Battista Montini, poi Paolo VI, a volere il sorgere della comunità parrocchiale di san Giovanni Crisostomo, per il servizio del nostro Quartiere, affido anche alla sua intercessione la positiva soluzione del problema che stiamo vivendo.
In questi giorni mi avete chiesto più volte: "Ce la faremo?... Come andrà
a finire?... Ascolteranno le nostre esigenze?...".
lo non so prevedere
il futuro e non ci tento neppure.
Ho tuttavia una grande fiducia anzitutto come cittadino italiano, orgoglioso di essere tale, nella linea piena di dignità che più volte il Capo dello Stato ci propone nei suoi interventi, e fiducioso nella attenzione e nella correttezza delle Istituzioni.
E ho fiducia per la fede che anima la mia vita, consapevole che gli eventi umani hanno sempre e comunque delle valenze positive, che possono evolvere in direzioni impreviste e imprevedibili, e che sono sempre guidati da una misteriosa Provvidenza che opera per il bene miglior e che ha cura di tutti, in particolare di coloro che sono più poveri e indifesi.
don Piero Cecchi (parroco)
(dal "Foglio settimanale" n. 42 del 18 dicembre 2004)