foto dell'interno della chiesa

 

Parrocchia San Giovanni Crisostomo

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I campi sportivi di via Padova


Milano, 14 gennaio 2005

Al Signor Sindaco di Milano
Dottor Gabriele Albertini

Egregio Signor Sindaco,

Le chiedo perdono se mi permetto di disturbarla personalmente, pur senza avere il piacere di conoscerla direttamente.

Praticamente io non sono niente e nessuno, sono solo il parroco della chiesa di San Giovanni Crisostomo in Milano, semplice prete da oltre quarantatre anni, nato e cresciuto a Milano, senza particolari gradi o meriti, se non quello di aver dedicato con passione tutte le mie energie alla Gente la cui cura mi è stata affidata nel succedersi del tempo.
Avevo tutti i numeri e gli appoggi per percorrere una brillante “carriera” ecclesiastica, ma ho voluto fare scelte diverse, chiedendo, prima di essere mandato in un oratorio della periferia, e poi, quando dovevo tornare alla mia città, dopo un periodo di ministero fuori Milano, di essere destinato a una parrocchia di poveri.

Mi rivolgo a Lei perché, avendo avuto il piacere di ascoltare le significative parole che ha pronunciato alla inaugurazione della Casa della Carità Angelo Abriani, ho fiducia che Lei possa e voglia aiutare la mia attuale Comunità a trovare una soluzione ad un problema per noi grave e di vitale importanza.

La parrocchia di san Giovanni Crisostomo, voluta nel 1961 da Paolo VI, allora Vescovo di Milano, per servire un quartiere che stava sorgendo lungo la via Padova, usufruisce da trentaquattro anni, per le attività educative e sportive, di un terreno appartenente al Demanio Militare, sito tra via Padova, via Anacreonte e via Tarabella.

In base ad accordi di tacito consenso, formalizzato in un certo periodo, poi revocato, per interrompere eventuali usucapioni, e continuati fino ad oggi, la Parrocchia e la sua Polisportiva hanno dissodato e bonificato il terreno, lo hanno recintato e piantumato e lo hanno custodito come bene prezioso per tutto il Quartiere, per il quale risulta essere, da generazioni, un importante luogo di aggregazione umana e sociale e di esercizio del volontariato.
Si tratta anche dell’unico significativo spazio verde presente in questo tratto di via Padova, che offre un respiro alla congestione del Quartiere e nel quale, accanto alle attività sportive, si svolgono iniziative dell’Oratorio, in particolare quello estivo, e si promuovono altre occasioni di vita insieme.
Agli inizi dello scorso mese di dicembre, la Guardia di Finanza, per la quale per altro esprimiamo l’apprezzamento per il ruolo civile che svolge, ci ha chiesto di lasciare libera entro la prima decade di gennaio l’area per procedere alla costruzione di una caserma, con alloggi e con un deposito per i mezzi dell’Arma.

Di fronte a questa richiesta la Gente del Quartiere, la Parrocchia, la Polisportiva, le Associazioni della zona, sono rimaste costernate e sgomente e si sono attivate per cercare tutte le strade, i mezzi e gli appoggi per difendere questo irrinunciabile elemento della vivibilità del Quartiere e chiedere di sospendere l’attuazione del progetto della Guardia di Finanza e di avviare la contestuale ricerca di spazi alternativi per soddisfare le esigenze del Corpo.

Abbiamo cercato di conoscere meglio i diversi elementi del problema, per vedere le concrete possibilità di scongiurare la perdita di questo patrimonio ambientale di importante rilevanza sociale.
Sono così stati coinvolti, dopo l’esito negativo di un primo contatto con la Guardia di Finanza, il Consiglio della Zona 2, che si è espresso in una mozione accolta da tutte le parti politiche, il Consiglio Comunale, che ha approvato unanimemente un ordine del giorno in data 21 dicembre 2004, il signor Prefetto di Milano, dottor Bruno Ferrante, i senatori Fiorello Cortiana, Nando Dalla Chiesa e Antonio Pizzinato, e altre Autorità, fino al signor Ministro dell’Economia.

Il signor Prefetto, rappresentato dal Vice Prefetto dottor Tortora, con grande sensibilità, ci ha ricevuto e ha preso a cuore le istanze di grave e vitale importanza del nostro Quartiere e della Comunità di San Giovanni Crisostomo, avviando un “tavolo tecnico” con la partecipazione di autorevoli esponenti della Guardia di Finanza , i quali hanno manifestato la loro cordiale disponibilità ad accogliere la proposta di collocare la caserma del Corpo e l’annesso deposito militare in un’area alternativa da reperire, tenuto anche conto che - come Lei certamente sa - la caserma e il deposito che si vorrebbero costruire sull’area Padova – Anacreonte – Tarabella, originariamente avevano una differente collocazione, proprio perché non strategicamente rilevanti per questa zona della città, già bene servita per l’ordine pubblico dai Carabinieri di via Padova e dal Commissariato di Polizia di piazza Udine.

A questo punto del percorso compiuto insieme con il Consiglio Pastorale parrocchiale, con la Polisportiva San Giovanni Crisostomo, e con molta Gente del Quartiere, mi rivolgo a Lei, perché Lei è l’unica persona in grado di attivare con tempestività gli Assessorati competenti perché si possa trovare in tempi rapidi un’area adatta a soddisfare le incontestabili esigenze della Guardia di Finanza. Se Lei vuole, Lei ci può aiutare in modo risolutivo.

Se poi il nostro problema non dovesse ricevere soluzione, mi ritroverò povero come la molta Gente che, in questo Quartiere di cui ho l’onore di essere parroco, non conta nulla, ma continua a vivere e ad affrontare ogni giorno con grande dignità i problemi e i disagi di una periferia metropolitana non facile.

Le sono molto grato, insieme con le persone e le realtà che rappresento, per la preziosa attenzione che ci vorrà riservare e per quanto vorrà fare in nostro favore.
Con viva cordialità

don Piero Cecchi
parroco di San Giovanni Crisostomo