Milano, 11 gennaio 2005
e per conoscenza
Al Signor Vice Prefetto
Dottor Michele Tortora
Egregio Signor Prefetto,
Le chiedo perdono se ancora mi permetto di disturbarla.
Desidero anzitutto ringraziare Lei e il dottor Tortora per la Loro sensibilità e per la grande disponibilità da Loro dimostrata nel prendersi a cuore le istanze di grave e vitale importanza del nostro Quartiere e della Comunità di San Giovanni Crisostomo.
Ringrazio anche gli autorevoli esponenti della Guardia di Finanza da Loro interpellati per il cordiale accoglimento della proposta di avviare un “tavolo tecnico” relativamente al reperimento di una collocazione alternativa per la caserma del Corpo, pure necessaria, e per l’annesso deposito militare.
Vorrei con questo mio scritto offrirle una precisazione sulla evoluzione dei fatti che, a quanto mi si riferisce, Le è stata presentata per qualche aspetto in modo inesatto.
Come dicevo nel mio scritto dello scorso 21 dicembre, mi sono mosso
insieme con il Consiglio Pastorale, la Polisportiva San Giovanni
Crisostomo e molta gente del Quartiere, per preservare come bene
prezioso, l’unico ampio spazio verde presente in questo tratto di via
Padova, spazio che, proprio perché centrale rispetto al Quartiere, offre
un respiro alla congestione del suo fitto tessuto abitativo.
In questa area, significativa già solo perché esiste, accanto alle ampie e
importanti attività sportive, si svolgono iniziative dell’Oratorio, in
particolare quello estivo, e si promuovono occasioni di aggregazione
umana e sociale e di esercizio del volontariato.
La nostra azione ha voluto riguardare, nel suo insieme, come elemento
rilevante per la vivibilità del nostro rione, la preservazione della
presenza non edificata dell’area di via Padova, Anacreonte e Tarabella e
di quanto intorno ad essa si muove.
Il salvataggio dell’attività
sportiva, con le sue valenze educative e positivamente aggregative, è
solo un aspetto del problema che per noi rimane più vasto.
Ora, a margine del nostro impegno che ha visto coinvolti il Consiglio della Zona 2, il Consiglio Comunale, nelle sue diverse componenti, i senatori Fiorello Cortiana, Nando Dalla Chiesa e Antonio Pizzinato, l’assessore comunale Gianni Verga e altre Autorità, fino al signor Ministro dell’Economia, si è sviluppata, a titolo del tutto personale e privato, da parte del presidente della Polisportiva, signor Giuseppe Spedicato, e del signor Elio Torrente, consigliere della Zona 2, una iniziativa scoordinata e riduttiva, che finisce per recare disturbo all’azione da noi intrapresa.
In un momento di disorientamento e di sfiducia nella sensibilità delle Istituzioni e sotto l’impulso dei timori per la possibile compromissione dello svolgimento dell’attività calcistica in corso, nel caso di un imminente inizio dei ventilati lavori di costruzione, i Signori sopra indicati - soggettivamente certo a fin di bene - hanno avviato una ricerca privata con il gestore del vicino Centro Sportivo Fossati-Cambini per un eventuale uso delle sue strutture da parte della Polisportiva.
Questa iniziativa , che non risponde alle complessive e ben più ampie esigenze del Quartiere, non è partita dal Comune di Milano che sta invece cercando un’area alternativa per soddisfare le legittime esigenze della Guardia di Finanza e per scongiurare la perdita di questo patrimonio ambientale di importante rilevanza sociale.
Ora ci rivolgiamo ancora alla Sua sensibilità, Signor Prefetto, per domandare il Suo autorevole intervento al fine di ottenere, a compimento di quanto Lei ha sin qui fatto, la concreta realizzazione del “tavolo tecnico” per il quale la Guardia di Finanza si è generosamente resa disponibile, per mettere a punto, nel più breve tempo possibile, una soluzione alternativa concordata con gli Organi competenti.
Nuovamente Le sono molto grato, insieme con le persone e le realtà che rappresento, per la preziosa attenzione che ci riserva e La ringrazio per quanto vorrà ancora fare in favore del nostro Quartiere e della nostra Comunità.
Con viva cordialità
don Piero Cecchi
(parroco di san Giovanni Crisostomo)