vai al calendario: aprile 2010
Riflessioni personali... - 3 -
Festa di Pentecoste - Messa delle genti
Via Padova è meglio di Milano, eventi in Via Padova 22-23 maggio
Una rete per la cura del disagio adolescenziale: parrocchie, famiglie, consultori
Giornata parrocchiale dell'Azione Cattolica
Giornata nazionale di sensibilizzazione per l'otto per mille
Incontri di maggio/ Dalla Parola alla Vita
Domenica prossima ventisei nostri ragazzi e ragazze incontreranno Gesù nell’Eucaristia e lo incontreranno davvero: nella Comunità che ascolta la Parola, spezza il Pane e cerca relazioni fraterne e accoglienti, il Signore vivo e risorto offre la possibilità di fare gioiosa esperienza di Lui.
Questo è accaduto e accade ogni domenica anche per tutti noi cristiani, a volte un po’ sbiaditi e abituati, e ci ridona il calore e i colori della vita... i nostri ragazzi ce lo ricordano... saremo capaci di cogliere questa opportunità?...
Auguri ai ragazzi e ragazze... e a noi adulti...!
La Messa di prima comunione, come ogni messa, non è semplicemente una bella cerimonia o un rito commovente : è un incontro gioiso con il mistero sconvolgente di Dio.
Un Dio che ci ama tutti e ciascuno, al di là della nostra amabilità o dei nostri meriti o demeriti, unicamente perché è buono Lui.
Un Dio che si fa carico di noi con i fatti e manda il suo Figlio, l’amato, a farsi uomo e nostro fratello nel bene e nel male.
Gesù, il Dio Figlio, entra nel nostro mondo, si svuota della sua grandiosità e autorità divina per rivestirsi dell’autorevolezza dell’ amore che rende servo e spinge a donarsi fino all’ estremo per i propri amici.
Il mistero di un Dio che vuole provare sulla sua pelle le nostre esperienze umane per poterci comprendere dal di dentro ed esserci accanto, per farci sentire amati.
Un mistero così grande e sorprendente da suscitare gioia intensa, consolazione, speranza, coraggio, larghezza di cuore, desiderio di dono, reciprocità di accoglienza... in una parola, da trasformare progressivamente lo stile della vita.
Quanto più si frequenta questo mistero e si fa esperienza del rimanere in relazione con Lui, tanto più il nostro vivere si colora dei colori del Dio che ci ha pensati e sua immagine e somiglianza e cresce in bellezza.
Il Papa indica ai giovani l’esempio di Piergiorgio Frassati
Il Papa in visita a Torino, in occasione della ostensione della Sindone, ha quindi indicato come modello ai giovani Piergiorgio Frassati, torinese, membro dell’Azione Cattolica, figlio del fondatore e direttore del quotidiano “La Stampa”, e aderente all’Apostolato della Preghiera, della Congregazione Mariana e dell’Adorazione Notturna.
Per stare vicino ai minatori Piergiorgio Frassati decise di studiare Ingegneria Mineraria presso il Politecnico di Torino. Entrò poi nella Gioventù Cattolica e nella Federazione Universitaria Cattolica e prese attivamente parte a congressi, riunioni e manifestazioni.
Appassionato di montagna, faceva delle sue escursioni un’opportunità di apostolato e di preghiera in comune. Poco prima di ottenere il titolo di Ingegnere Minerario, si ammalò di poliomielite. Morì, dopo una settimana di sofferenza, il 4 luglio 1925. Giovanni Paolo II lo ha beatificato il 20 maggio 1990.
Il Papa ha ricordato ai giovani che “La sua esistenza fu avvolta interamente dalla grazia e dall’amore di Dio e fu consumata, con serenità e gioia, nel servizio appassionato a Cristo e ai fratelli”... “Giovane come voi visse con grande impegno la sua formazione cristiana e diede la sua testimonianza di fede, semplice ed efficace. Un ragazzo affascinato dalla bellezza del Vangelo delle Beatitudini, che sperimentò tutta la gioia di essere amico di Cristo, di seguirlo, di sentirsi in modo vivo parte della Chiesa”.
Alla luce della sua testimonianza, il Papa ha incoraggiato i ragazzi e le
ragazze ad avere “il coraggio di scegliere ciò che è essenziale nella vita”.
“Vivere e non vivacchiare” ripeteva il beato Piergiorgio Frassati.
“Come lui, scoprite che vale la pena di impegnarsi per Dio e con Dio, di rispondere alla sua chiamata nelle scelte fondamentali e in quelle quotidiane, anche quando costa!”.
Un cuore di Mamma è riflesso del cuore di Dio e della sua tenerezza...
La Mamma che ha espresso nel modo più alto la trasparenza del cuore di Dio è stata Maria...
A Lei affidiamo con riconoscenza e con affetto le nostre Mamme e Le chiediamo di pregare per loro...
Gesù è il Figlio nel quale il Padre si è compiaciuto e al quale ogni Mamma vorrebbe che assomigliassero i propri figli...
A Lui chiediamo il dono di amare le nostre Mamme, come Lui ha amato Maria...
AUGURI!
È proprio vero! In via Padova si può vivere in pace e in fratellanza con i cittadini di ogni provenienza, applicando i principi etici e politici della nostra Costituzione.
La “passeggiata liberatoria” dello scorso 29 aprile ci ha confermato che è possibile, in un modo semplice e gioioso.
La presenza di tante famiglie con bambini e di molti giovani e adulti... le persone simpaticamente affacciate alle finestre... la musica, i colori e le animazioni... la partecipazione di tante persone di diverse appartenenze e culture in un contesto di cordiale rispetto e di desiderio di un bene comune a tutti...
È una esperienza che fa pensare.
Ci sono valori o regole di convivenza che si tenta di imporre dall’alto ma, poichè non hanno radici condivise, non reggono a lungo al confronto con la realtà e non sono in grado di dare risposte effettive e durature a problemi spesso assai complessi.
Ci sono valori o regole di convivenza che nascono dal basso e vengono costruiti con pazienti mediazioni e con un impegno educativo serio e continuativo. Questo genera una cultura di civiltà e relazioni nelle quali i doveri e i diritti sono riconosciuti uguali per tutti.
Noi puntiamo a costruire tutto ciò che in diversi modi è positivo: non poniamo invece la nostra fiducia in strategie nelle quali prevale la repressione.
Per questo amiamo fattivamente la Via in cui abitiamo e la sentiamo nostra.
È una via piena di vita, multietnica, solidale e bella. È una via che, pure con le sue fatiche, ha saputo accogliere in passato e cerca di accogliere al presente i nuovi abitanti provenienti da diverse regioni d’Italia e dall’ estero, senza tradire le sue radici.
E noi ci stiamo dentro e ci impegnamo a contribuire alla sua crescita
don Piero
L’evento di quartiere cade, in questa sua prima edizione, nella Solennità di Pentecoste.
In questo giorno, la Chiesa celebra Gesù Risorto che dona lo Spirito santo, colui che fa di tutti i popoli un solo popolo, colui che permette la comprensione delle lingue e l’incontro fecondo tra culture.
Vogliamo ringraziare il Signore per questo dono di unità, sappiamo di poterlo fare pur parlando lingue diverse ma accomunati dal medesimo gesto dello spezzare il pane.
La Messa vedrà la partecipazione delle comunità etniche che vivono quotidianamente in parrocchia; ascolteremo la Parola di Dio e condivideremo i canti in italiano, inglese, spagnolo e tagalo, parteciperemo alla mensa dell’Eucaristia e trascorreremo insieme la giornata con tutti quelli che con noi desiderano rendere grazie per questi doni di diversità.
Parrocchia di san Giovanni Crisostomo. La nostra presenza di Comunità cristiana nel quartiere è segno della presenza di Dio accanto alla gente, chiamata a libertà dalla sua voce, questa è la Chiesa.
La libertà che dall’incontro con Gesù Cristo abbiamo conosciuto e sperimentato, ci spinge a incontrare gli uomini e le donne con l’intento che, nello stesso incontro, possano scoprirla e goderne anche loro, rispondendovi fiduciosamente con i propri tempi.
Per questo ci preme stare dove sta la gente e poter far loro sperimentare il più possibile la nostra vicinanza attiva nell’ascolto e in un tentativo di risposta.
Portando in questo evento la nostra specificità religiosa vogliamo
offrire una chiara testimonianza di passione civica condivisa con chi, con
diverse esperienze culturali e spirituali, lavora in questo quartiere; e
insieme sappiamo di testimoniare anche la ricchezza che tutte le risorse
religiose e spirituali portano nel quartiere e quale reale rilevanza hanno
per la vita complessiva degli uomini.
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Il quartiere più multiculturale di Milano si apre, si “mette in mostra” e accoglie la città: intrattenimento, cultura, sport, gastronomia, convivialità e molto altro ancora, in una due giorni di eventi per tutti i gusti e per ogni età.
Il titolo “ Via Padova è meglio di Milano”: Il titolo della festa è la frase di un bambino. Partecipava al laboratorio di didattica e arte contemporanea “Città d’arte” , in cui era prevista anche una visita guidata ai segreti di via Padova. Quando gli chiesero che idea si era fatto di questa via ci pensò un po’ su e poi disse “Via Padova è meglio di Milano”.
L'ente promotore del progetto è il Comitato Vivere in Zona 2, nato nel 2008 e composto da persone di diverso orientamento politico che condividono progetti, proposte, idee per la risoluzione dei problemi presenti sul territorio e nel contempo si impegnano per la valorizzazione delle potenzialità che lo contraddistinguono. Il Comitato, costituitosi in Associazione riconosciuta nel gennaio 2010, è il soggetto capofila di una cordata di 50 realtà che lavorano in rete per questo progetto: Amici Casa della Carità/Terre ospitali, La Città del Sole/Amici del Parco Trotter, Assab One, Ambulatorio polare di via dei Transiti, ANPI, Associazione AB, Associazione Amici di Camilla, Associazione culturale boliviana, Associazione Durchblick, Associazione Insieme nelle Terre di Mezzo, Associazione ArtiGirovaghe, Associazione culturale Villa Pallavicini a.p.s., Associazione Genitori Scuola Elementare di Via Russo, Associazione Sportiva G.a.N., ASD S. Gabriele Basket, Associazione sportiva S. Giovanni Crisostomo, Biblioteca civica, Casa della Cultura Islamica, Casa Editrice Terre di Mezzo, Comin cooperativa sociale, Comitato Vivere in zona 2, Emergency zona 2/3, La Saletta, Legambiente, Liceo artistico Caravaggio, Orchestra di via Padova, OZeventi, Parrocchia S. Basilio, Parrocchia S. Giovanni Crisostomo, Parrocchia S. Giuseppe, Periodico Martesana Due, Polo Start 1, Scout Agesci, Scuola della Casa del Sole, Scuola di via Russo, Scuola di via Cesalpino, Sitart, Teatro La Madrugada, Teatro Officina, Teatro Gioco Fiaba, Tempo per l’infanzia, Terre di mezzo,UVI.
Il Comitato ha sempre lavorato con un approccio progettuale e propositivo con la presunzione di non agitare emergenze, ma di concorrere a risolverle; è orientato a lavorare per integrare e sostenere quanto di positivo le realtà associative e istituzionali fanno, per migliorare la qualità della vita di chi vive e lavora nella Zona 2.
Attraverso una serie di ricerche, l'organizzazione di convegni e iniziative culturali, la realizzazione di interviste e documentari, il Comitato ha contribuito a mettere in luce la rilevanza del fenomeno migratorio nella zona; la grande risorsa educativa rappresentata dalle scuole; l’importanza economica di Via Padova, che ormai costituisce una realtà economica integrata e multietnica; lo stato dell’arredo urbano, le situazioni di degrado fisico e abitativo, la presenza di situazioni dove il problema della sicurezza è molto evidente.
Questo approccio costituisce il fondamento dell'azione proposta nel progetto di “festa di quartiere aperta alla città”, un momento per conoscere le risorse umane, culturali, economiche che fanno di via Padova un importante laboratorio multietnico, socialculturale, con risorse umane e materiali disponibili e non pienamente utilizzate o talvolta ignorate.
Obiettivi
• offrire un’immagine positiva della via presso la popolazione italiana e
straniera;
• favorire l’incontro e la collaborazione delle realtà che in vario mondo
lavorano per il benessere dei cittadini della zona;
• fornire stimoli, perché l’amministrazione comunale e zonale assuma un
ruolo di regia di progettazione condivisa e positiva per la valorizzazione
del territorio;
• coinvolgere e sensibilizzare gli abitanti degli altri quartieri, perchè (ri)scoprano
questa parte di città così ricca di risorse ambientali, culturali ed
educative a disposizione di tutti.![]()
Iniziativa realizzata con Fondi L. 285/97
La collaborazione che ormai da diversi anni la nostra parrocchia ha con il consultorio di via Mancinelli (di cui è socia fondatrice) per l’ordinario accompagnamento delle diverse problematiche famigliari, si è ultimamente concretizzata anche nel supervisionare il lavoro educativo all’interno dell’oratorio svolto da educatori professionali.
Questa esperienza iniziata con l’autunno 2007, si è consolidata a tal punto da coinvolgere in questa progettualità altri due oratori della città (S. Martino in Lambrate, SS. Nome di Maria -Ortica), in cui già operava significativamente lo stesso consultorio.
La rete che si è creata tra questi tre oratori ed il consultorio è diventata dallo scorso autunno 2009 una vera e propria progettualità dal titolo: "Una rete per la cura del disagio adolescenziale: parrocchie famiglie e consultori". Questo progetto è stato presentato al comune di Milano perché valutasse la possibilità di un finanziamento con i fondi della legge 285/97. Il finanziamento è stato accordato ed il progetto ha avuto inizio formale negli scorsi mesi, avrà durata di due anni (dicembre 2011).
Gli obiettivi che si prefigge sono diversi: innanzitutto integrare operativamente le risorse delle classiche Agenzie Educative - Famiglia, Parrocchia, Scuola, Consultorio Familiare ... - e dei Servizi Sociali esistenti sul territorio. A questo seguono tutti quelli particolari quali: sostenere una crescita armonica dei fanciulli, degli adolescenti e dei giovani; sviluppare una cultura dell’accoglienza dell’altro; sostenere le relazioni familiari e la genitorialità nelle famiglie, anche di quelle problematiche, e anche quella di valutare la possibilità di estendere il progetto ad altre zone.
Il Progetto prevede che le Parrocchie attivino una collaborazione organica con il consultorio per progettare e svolgere assieme un programma di attività con gli obiettivi di cui sopra e che prevede tra le altre azioni: inserire in ciascun oratorio due educatori in grado di affiancare il sacerdote responsabile e gli educatori/animatori volontari nell’attività ludica, di socializzazione e di formazione/educazione verso fanciulli, ragazzi e giovani; con essi è prevista la collaborazione saltuaria e ad hoc di operatori professionisti (psicologi, pedagogisti, assistenti sociali ecc.).
Diverse di queste esperienze le vediamo già attuate nella nostra realtà oratoriana. La novità è quella di condividere il cammino con altre parrocchie e offrire l’esperienza maturata non solo a queste ma, in un futuro, anche ad altre, magari più vicine a noi e più direttamente coinvolgibili nella collaborazione e nell’incontro tra ragazzi.
don Nicola
L'annuale giornata parrocchiale dell'Azione Cattolica vuole essere una occasione non solo per far conoscere l'associazione ma, soprattutto, per rilanciare e sostenere lo sforzo che la nostra Chiesa diocesana sta compiendo in questi anni, per formare un laicato maturo, consapevole del propria vocazione battesimale, secondo quello spirito di "comunione, collaborazione e corresponsabilità", tante volte richiamato dal nostro Arcivescovo.
Da sempre l'Azione Cattolica sente e fa suo questo invito che, oggi più che mai, risuona come una urgenza ma anche come un appello promettente, per una stagione rinnovata della Chiesa, caratterizzata da un volto più comunionale e da un vivace slancio missionario.
Insieme invochiamo lo Spirito del Risorto perché doni alla nostra Chiesa, a tutti i fedeli laici in comunione con i loro pastori e all'Azione Cattolica, la scioltezza e la passione necessarie per far risuonare, ancora oggi, l'annuncio gioioso del suo Vangelo.
Una domenica nel segno della solidarietà: con l’otto per mille alla Chiesa cattolica avete fatto molto per tanti.
UNA FIRMA:
# per realizzare progetti di culto e di pastorale nelle diocesi,
# per il sostegno alla missione dei sacerdoti,
# per interventi in Italia e nel Terzo mondo.![]()
LUNEDI’ 10 MAGGIO ore 21.00 – PRIMO INCONTRO
“Salvaguardia del creato: la nostra fede ci chiede di cambiare stile di
vita?”
Relatrice: Silvia Negri, Dottoressa in Scienze Ambientali, Responsabile AC Decanato di Lecco
Affronteremo temi quali......
- dinamiche moderne dell'avere sull'essere
- effetti e problemi posti dalla globalizzazione
- necessità di una "conversione" nello stile e nei comportamenti
- il “limite come risorsa"
- il concetto di sobrietà
- le ragioni cristiane dell'ecologia
- sviluppo sostenibile e impronta ecologica