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Parrocchia San Giovanni Crisostomo

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Foglio settimanale: n. 11   20 marzo 2010


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vai al calendario: marzo 2010


- INDICE -

Quaresima 2010

Educazione mediante lo sport

Via Crucis 2010 "Ecce Homo"

Triduo pasquale

Lettera ai cercatori di Dio

Domenica 28 marzo: Festa dei ragazzi


QUARESIMA 2010

 Marta disse a Gesù:
«Signore, se tu fossi stato qui,
mio fratello non sarebbe morto!
Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio,
Dio te la concederà».

Incontriamo in questa domenica Lazzaro le sue sorelle Marta e Maria. E’ una famiglia che Gesù ama e alla quale si fa vicino in un momento di grande prova, confortando, suscitando fede e addirittura ridonando vita.

Gesù non è fisicamente presente al momento della morte di Lazzaro, ma è vicino con il cuore, tanto che non esita a tornare in Giudea anche a rischio della propria vita.

Quando giunge, Gesù chiede a Marta di credere in lui, di fidarsi nella sua capacità di dare vita, e Marta crede. Di fronte al pianto di Maria, Gesù si commuove profondamente e offre consolazione, andando con lei alla tomba dell’amico. E davanti alla tomba di Lazzaro, dopo aver riconosciuto di fronte a tutti che la potenza viene dal Padre, Gesù chiama: “Lazzaro, vieni fuori!”. E il morto gli ubbidisce.

Al di là del filo rosso battesimale che percorre gli incontri evangelici proposti nel cammino quaresimale e alla simbologia di oggi che ci orienta a pensare al Battesimo come a un passaggio dalla morte alla vita, vogliamo lasciarci guidare nel nostro incontrare Gesù, dalla esperienza di questa famiglia alla quale egli si fa vicino.

A loro la presenza di Gesù cambia significativamente la vita e a noi? C’è in noi una fede che ha bisogno di essere rinfrancata? C’è un insieme di stanchezze e di delusioni che chiede l’incoraggiamento di una consolazione? C’è qualche situazione di stagnazione mortificante per uscire dalla quale abbiamo bisogno che qualcuno ci chiami fuori?

Il Gesù che quel giorno si recò a Betania perché amava Lazzaro e le sue sorelle, ama anche me, la mia famiglia, l’ambito umano nel quale ora sto vivendo… ama questa via Padova e ha qualcosa ad offrirci.

Signore, noi crediamo: aumenta la nostra fede… noi speriamo: consola la nostra fragilità… chiamaci per nome e facci vivere…

 


EDUCAZIONE MEDIANTE LO SPORT

Le discipline sportive rappresentano una risorsa preziosa nella educazione dei ragazzi e dei giovani sia perché formano alla concretezza e alla costanza nell’ impegno, sia perché aiutano quelli che praticano gli sport a tessere relazioni virtuose di rispetto di stima vicendevole e di collaborazione tra di loro.

Per questo la Chiesa e in modo particolare gli Oratori della nostra Diocesi Ambrosiana hanno sempre valorizzato questo strumento nella loro azione educativa.

La nostra Parrocchia da circa quarant’anni opera con efficace attenzione tramite la sua Polisportiva che attraverso l’atletica, prima, e poi con il calcio, la pallavolo e la pallacanestro, si è posta al sevizio della crescita di generazioni di giovani.

Attualmente con le attività di calcio e di pallavolo, quasi trecento bambini/e, ragazzi/e e giovani vengono aiutati a crescere con disciplina nel rispetto delle regole e a costruire relazioni di squadra nelle quali tutti sono valorizzati come persone, secondo le proprie doti, ricoprono ruoli e si chiamano per nome.

In riconoscimento della significativa opera di educazione a valori che hanno una ricaduta civile e sociale, la Giunta Comunale ha approvato lo scorso 26 febbraio la concessione alla Parrocchia in comodato d’uso gratuito del campo di calcio a undici, di proprietà comunale, annesso al Centro Sportivo “Cambini Fossati”.

Esprimiamo viva riconoscenza per la sensibilità dimostrata e ci sentiamo incoraggiati nel proseguire e dare ulteriori sviluppi alla nostra azione educativa mediante lo sport.

 


VIA CRUCIS 2010 "ECCE HOMO"

venerdì 26 marzo - ore 21.00

Quest’anno il nostro cammino della croce per le vie del Quartiere ha come tema le parole con le quali Pilato presenta Gesù alla folla: “ Ecco l’Uomo”.

Leggeremo le pagine del Vangelo guardando l’uomo Gesù Cristo che ha voluto sperimentare in sé tutte le esperienze del nostro essere uomini, anche le fatiche e le sofferenze, in particolare quelle degli ultimi, per poterci comprendere dal vivo e rimanerci vicino.

Ci accorgeremo che Gesù è veramente “ l’Uomo” che si fa vicino a tutti, in quanto persone umane, senza fare differenze. Lui comprende e condivide le paure e le fatiche di tutti e a tutti offre con il suo modo di amare un percorso per superarle dal di dentro.

Cittadini vecchi e nuovi di via Padova impariamo dalla passione di Gesù a guardarci vicendevolmente in faccia con sereno realismo e veniamo coinvolti insieme in un cammino di reciproca progressiva conoscenza, di stima e di solidarietà che prepara e fa crescere terreni di integrazione.

 

PRIMA SOSTA: sagrato della chiesa GESÙ È CONDANNATO

Ecco l’uomo senza diritti… Gesù si fa prossimo di chi soccombe di fronte a quelli che detengono il potere…

Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo, 14disse loro: "Mi avete portato quest'uomo come agitatore del popolo. Ecco, io l'ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in quest'uomo nessuna delle colpe di cui lo accusate; 15e neanche Erode: infatti ce l'ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. 16Perciò, dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà"… [ Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: "Ecco l'uomo!" ]. 18Ma essi si misero a gridare tutti insieme: "Togli di mezzo costui! Rimettici in libertà Barabba!". 19Questi era stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città, e per omicidio.

20Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. 21Ma essi urlavano: "Crocifiggilo! Crocifiggilo!". 22Ed egli, per la terza volta, disse loro: "Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà". 23Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro grida crescevano. 24Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. 25Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere. (Luca 23)

 

SECONDA SOSTA: via Esterle 27 GESÙ È SCHERNITO

ecco l’uomo indifeso sul quale si infierisce gratuitamente… Gesù sceglie di sperimentare e condividere le umiliazioni fisiche e morali del povero…

27Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: "Ecco l'uomo!". Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. 28Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, 29intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra.  Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: "Salve, re dei Giudei!". 30Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. 31Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo. (Matteo 27)

 

TERZA SOSTA: piazza Sire Raul GESÙ È AIUTATO DA SIMONE

ecco l’uomo stremato… non ce la fa da solo… Gesù accoglie con riconoscenza l’aiuto da un uomo qualunque requisito… uno di noi…

21Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo.

22Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa "Luogo del cranio", 23e gli davano vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese. (Marco 15)

 

QUARTA SOSTA: via Clitumno 12 GESÙ CADE… UNA, DUE, TRE VOLTE…

ecco l’uomo travolto… Gesù è schiacciato sotto il peso della nostra ingiustizia… lui sceglie per amore di portare su di sé le nostre colpe… così ci libera…

2Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere.

3Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.

4Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato.

5Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità… per le sue piaghe noi siamo stati guariti…

7Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca.

8Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua posterità? Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per la colpa del mio popolo fu percosso a morte. (Isaia 53)

 

QUINTA SOSTA: via Padova 100 GESÙ E’ CROCIFISSO

ecco l’uomo che ama… Gesù, pur soffrendo intensamente, non pensa a se stesso, ma si fa carico di chi gli è accanto…

Essi presero Gesù 17ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, 18dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù in mezzo. 19Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: "Gesù il Nazareno, il re dei Giudei". (Giovanni 19)

Gesù diceva: "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno"… 35Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: "Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l'eletto". 36Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell'aceto 37e dicevano: "Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso". 38Sopra di lui c'era anche una scritta: "Costui è il re dei Giudei".

39Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: "Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!". aL'altro invece lo rimproverava dicendo: "Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? aNoi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male". 42E disse: "Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno". 43Gli rispose: "In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso". (Luca 23)

 

SESTA SOSTA: via Cavezzali 11 GESÙ SULLA CROCE

ecco l’uomo… Gesù con un gesto supremo di amore affida l’uomo a sua Madre e dà sua Madre all’uomo…

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. 26Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco tuo figlio!". 27Poi disse al discepolo: "Ecco tua madre!". E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé. (Giovanni 19)

 

SETTIMA SOSTA: via Cavezzali 6/8 GESU’ MUORE IN CROCE

ecco l’uomo… Gesù, mentre muore, affida con confidenza la sua vita al Padre e ci invita a fare come lui…

Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, 45perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. 46Gesù, gridando a gran voce, disse: "Padre,nelle tue mani consegno il mio spirito". Detto questo, spirò. 47Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: "Veramente quest'uomo era giusto". 48Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. (Luca 23)

 
 


TRIDUO PASQUALE

 


LETTERA AI CERCATORI DI DIO

12. L'ascolto della Parola di Dio

C’è un profondo bisogno di amore in ciascuno di noi, così spesso prigionieri delle nostre solitudini. È il bisogno di una parola di vita che vinca le nostre paure e ci faccia sentire amati. Il profeta Amos descrive con efficacia questa situazione: “Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore Dio - in cui manderò la fame nel paese; non fame di pane né sete di acqua, ma di ascoltare le parole del Signore” (8,11). E sant’Agostino - che quella Parola ha incontrato, fino a farne la ragione di tutta la sua vita - così presenta la risposta del Dio vivente al nostro bisogno: “Da quella città il Padre nostro ci ha inviato delle lettere, ci ha fatto pervenire le Scritture, onde accendere in noi il desiderio di tornare a casa” (Commento ai Salmi, 64, 2-3).

Se si arriva a comprendere - come è capitato a tanti credenti di ieri e di oggi - che la Bibbia è questa “lettera di Dio”, che parla proprio al nostro cuore, allora ci si avvicinerà a essa con la trepidazione e il desiderio con cui un innamorato legge le parole della persona amata. Allora, Dio, che è insieme paterno e materno nel suo amore, parlerà proprio a ciascuno di noi e l’ascolto fedele, intelligente e umile di quanto egli dice sazierà poco a poco il nostro bisogno di luce, la tua sete d’amore. Imparare ad ascoltare la voce di Dio che parla nella Sacra Scrittura è imparare ad amare: perciò, l’ascolto delle Scritture è ascolto che libera e salva.

Il Dio che parla

Solo Dio poteva rompere il silenzio dei cieli e irrompere nel silenzio del cuore: solo lui poteva dirci - come nessun altro - parole d’amore. Questo è avvenuto nella sua rivelazione, dapprima al popolo eletto, Israele, e poi in Gesù Cristo, la Parola eterna fatta carne. Dio parla: attraverso eventi e parole intimamente connessi, egli comunica se stesso agli uomini. Messi per iscritto sotto l’ispirazione del suo Spirito, questi testi costituiscono la Sacra Scrittura, la dimora della Parola di Dio nelle parole degli uomini. Il Signore dice ciò che fa e fa ciò che dice. Nell’Antico Testamento annuncia ai figli d’Israele la venuta del Messia e l’instaurazione di una nuova alleanza; nel Verbo fatto carne compie le sue promesse oltre ogni attesa.

Antico e Nuovo Testamento ci narrano la storia del suo amore per noi, secondo un cammino con cui Dio educa il suo popolo al dono dell’alleanza compiuta: l’Antico Testamento si illumina nel Nuovo e il Nuovo è preparato nell’Antico. Perciò, i discepoli di Gesù amano le Scritture che lui stesso ha amato, quelle che Dio ha affidato al popolo ebraico, e che essi leggono nella luce di lui, crocifisso e risorto. Il compimento della rivelazione, infatti, è Gesù Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo per noi, la Parola unica, perfetta e definitiva del Padre, il quale in lui ci dice tutto e ci dona tutto. Nutrirsi della Scrittura è nutrirsi di Cristo: “L’ignoranza delle Scritture - afferma san Girolamo - è ignoranza di Cristo” (Commento al Profeta Isaia, PL 24,17).

Chi vuole vivere di Gesù deve ascoltare, allora, incessantemente le divine Scritture. È in esse che si rivela il volto dell’Amato. Ed è lo Spirito Santo, che ha guidato il popolo eletto ispirando gli autori delle Sacre Scritture, ad aprire il cuore dei credenti all’intelligenza di quanto è in esse contenuto. Perciò, nessun incontro con la Parola di Dio andrà vissuto senza aver prima invocato lo Spirito, che schiude il libro sigillato, muovendo il cuore e rivolgendolo a Dio, aprendo gli occhi della mente e dando dolcezza nel consentire e nel credere alla verità. È lo Spirito a farci entrare nella verità tutta intera attraverso la porta della Parola di Dio, rendendoci operatori e testimoni della forza liberante che essa possiede.   

 


DOMENICA 28 MARZO: FESTA DEI RAGAZZI

ore 9.30: benedizione degli ulivi (sul sagrato) e Messa

ore 11.00: inizio tornei (calcio, basket, pallavolo, ping pong)

ore 12.30: pranzo di condivisione

ore 14.00: estrazione lotteria di primavera

eventuali sorprese pomeridiane

ore 14.30: amichevole calcio giovani oratorio ACBI

ore 18.30: aperitivo e proiezione video sulla storia del rock

venite tutti!

 

L’amore verso i sofferenti è segno e misura del grado di civiltà e di progresso di un popolo.
(Giovanni Paolo II)

Nel mistero della passione, morte e risurrezione del Signore Gesù Cristo,
l’umana sofferenza attinge senso e pienezza di luce.
(Benedetto XVI)


 


 

 

 

 

 

 

 

 

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