Cineforum/ Il giardino dei limoni
I nostri missionari ad Haiti - Quaresima 2010
Itinerario di ascolto della Parola a San Giovanni Crisostomo
«Se tu conoscessi il dono di Dio
e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”,
tu avresti chiesto a lui ed egli
ti avrebbe dato acqua viva».
La Quaresima è un cammino, come cammino è tutta la vita.
Lungo il cammino si fanno degli incontri…
Incontri feriali, di tutti i giorni, che sono la trama della vita e ne possono determinare la qualità…
Incontri eccezionali, che accadono qualche volta nella vita, per lo più raramente, e che lasciano un segno e sono occasione di passi significativi nella maturazione e nella capacità di interpretare gli incontri di tutti i giorni…
E’ accaduto un giorno a una donna di Samaria, presso ad un pozzo, in un meriggio assolato…
Un Rabbì fedele a Dio, ma libero dalla schiavitù degli schemi, dischiude orizzonti nuovi che si allargano in modo irresistibile… dalle incoerenze personali delle quali la donna è non solo colpevole, ma in un certo senso prigioniera…, alle relazioni familiari fallite…, alla autenticità delle scelte religiose che suppongono una adesione personalissima di fede…, al desiderio di rendere partecipi altri della propria gioia…
Un incontro che dona un’acqua viva che non solo disseta al momento ma diventa sorgente inesauribile di vita nuova.
In questa Quaresima c’è anche per noi un pozzo presso il quale Qualcuno ci attende per dischiuderci mente e cuore alla sua sorpresa , la buona notizia dell’amore di Dio e del suo perdono…
Ci lasceremo trovare presso quel pozzo con il “Silenzio”, lo “ascolto
delle Scritture” e lo “esercizio della Solidarietà”? Beati coloro che
incontrano il Signore e si rimettono in cammino con Lui.
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sabato 13 marzo ore 21.00
Uno spettacolo che vuole tratteggiare in maniera ironica i suoni, i modi di pensare, di essere e di vestire tipici del piccolo paese.
I personaggi, fedelmente estrapolati dalla realtà, descrivono in modo genuino le verità paesane: il prete di parrocchia che si ingegna per non perdere i parrocchiani, la vecchietta che vive al limite tra religione e pregiudizio…
Tutti questi atomi di vita nostrana vengono “rivisti” da Aldo Orma, il vero protagonista dello spettacolo.
Aldo da tanti anni tira avanti in una stanza di un manicomio. Aspetta la
notte con ansia perché è nella oscurità che tutto prende vita…
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venerdì 5 marzo ore 21.00
IL GIARDINO DEI LIMONI
FRANCIA-GERMANIA-ISRAELE 2008 - regia: Eran Riklis
con: Hiam Abbass, Doron Tavory, Ali Suliman, Rona Lipaz-Michael
Il film è ambientato in Cisgiordania; Salma è una donna di 45 anni che nella vita ha patito ormai molte sofferenze, suo marito è infatti morto da anni, e i figli, cresciuti, se ne sono andati di casa.
Salma è quindi rimasta sola nella sua casa, e passa il tempo dedicandosi alla cura del suo giardino che annovera anche alcuni splendidi e rigogliosi alberi di limone, ricordo di un periodo di pace ormai passato.
Un giorno la donna scopre che il ministro della difesa israeliano è andato da poco a vivere in una casa molto vicina a quella di Salma, e farà tale scoperta nel peggiore dei modi: le arriva infatti una lettera dai legali del Ministro che la intimano di tagliare gli alberi del suo giardino per motivi di sicurezza; essi potrebbero rappresentare un ottimo nascondiglio per eventuali attentati.
Salma non ne vuole sapere, quegli alberi sono troppo importanti per lei, e con il suo avvocato, un uomo divorziato più giovane col quale instaura anche un profondo rapporto d’amore, ingaggerà una lotta legale contro il Ministro. A supportarla, inaspettatamente, ci sarà anche la moglie del ministro, stanca di vivere in un clima di tensione e paura.
Il film, prodotto da Francia, Germania e Israele, è una delicata
pellicola che rappresenta il termometro della crescente follia del teatro
israelo-palestinese, ma secondo una prospettiva umana e non politica.
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Invincibile non è chi sempre vince, ma chi mai si fa sbaragliare dalle sconfitte, chi mai rinuncia a battersi di nuovo. (Erri De Luca)
10. La vita secondo lo Spirito (continuazione)
La promessa della vita piena
Lo Spirito donatoci da Gesù ci rende dunque partecipi della vita divina nel tempo e per l’eternità. Ci chiediamo: accogliendolo nel nostro cuore, che cosa ci è dato sperare? Nel libro dell’Apocalisse, il profeta di Patmos descrive l’ultimo atto del dramma della salvezza come “nuova creazione”. L’idea della nuova creazione deriva dalla tradizione biblica, dove i profeti invitano a dimenticare il passato e a guardare alle cose nuove che Dio sta per creare.
San Paolo riprende questo linguaggio per esprimere la consapevolezza che
i credenti, uniti mediante il battesimo a Gesù Cristo, sono una “nuova
creatura”. L’esperienza della novità di vita nello Spirito, fondata sulla
iniziativa radicale di Dio, prefigura e anticipa la comunione piena e
definitiva con lui che chi crede attende nella speranza. Nella prospettiva
di san Paolo, anche l’attuale condizione del creato è associata al destino
dell’essere umano, che lo trascina con sé nella sua storia di peccato. Ma in
forza della stessa solidarietà, il creato attende la liberazione dalla sua
schiavitù assieme agli esseri umani chiamati a entrare nella gloria di Dio.
Nella visione dell’Apocalisse, espressa col linguaggio evocativo dei
simboli, il disegno di Dio sulla storia umana è racchiuso in un rotolo, che
solo Gesù Cristo, il messia discendente di Davide, ucciso ma vivo, è in
grado di interpretare e di realizzare. Gesù Cristo è il rivelatore e il
redentore universale che inaugura la grande liturgia cosmica, in cui tutti
gli esseri creati riconosceranno l’assoluta signoria di Dio. Con la sua
morte e risurrezione, egli non solo vince le potenze del male e della morte,
ma inaugura il tempo e la condizione definitiva della salvezza per tutti
quelli che lo seguono anche a costo di perdere la vita fisica. Dopo la
vittoria finale sulle forze del male si presenterà la “nuova creazione”, che
comprenderà il cielo e la terra, mentre il “mare”, simbolo del caos,
scomparirà per sempre.
In questa cornice si colloca la visione della “Gerusalemme celeste”, la “fidanzata e sposa” dell’Agnello, che rappresenta il compimento del disegno della salvezza. In essa si realizzerà la dimora definitiva di Dio con gli uomini. La morte, fonte di ogni dolore, sarà eliminata per sempre. Dio accoglierà gli esseri umani come figli chiamati a partecipare per sempre alla sua vita d’amore. Questo destino è prefigurato nella donna Maria, la madre del Messia.
Maria madre della speranza
Nella tradizione evangelica Maria, la vergine madre di Gesù, si presenta come la donna credente che - coperta dall’ombra dello Spirito - si apre al dono della salvezza definitiva, inaugurato dal suo Figlio. Ella accoglie la parola dell’angelo inviato da Dio con l’adesione pronta e fedele dei grandi testimoni della tradizione biblica. Nel canto del Magnificat, Maria esalta la potenza salvifica di Dio, il santo e il misericordioso, che nel suo figlio Gesù porta a compimento la promessa fatta ad Abramo e alla sua discendenza. Come umile serva del Signore, Maria, la “figlia di Sion”, si colloca nella storia del suo popolo, Israele, che, a partire dall’esodo e dal cammino nel deserto, fa esperienza dell’agire potente di Dio. Il Magnificat, sintesi della storia della salvezza, è un canto di speranza,di cui Maria si fa voce. Alla nascita di Gesù a Betlemme, mentre i pastori riconoscono nel bambino avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia il Messia e il Salvatore, Maria conserva e medita nel suo cuore quanto le è stato annunciato e va realizzandosi. La stessa immagine di Maria compare a conclusione dell’episodio di Gesù dodicenne che, in occasione di un pellegrinaggio a Gerusalemme per la festa di Pasqua, si ferma nel tempio per discutere con i maestri della Legge. Maria e Giuseppe non comprendono le parole di Gesù che rivendica il suo diritto e dovere di dedicarsi alle cose del Padre suo. Il racconto si chiude con una scena paradossale: Gesù ritorna a Nazaret, dove rientra nel suo ruolo di figlio sottomesso, mentre Maria “conserva tutte queste cose nel suo cuore” (Luca 2,51). La madre di Gesù vive nell’attesa del pieno svelamento dell’identità di suo Figlio nella Pasqua di Risurrezione.
Maria, in quanto è la credente, che accoglie e conserva nel cuore la parola di Dio, è il prototipo dei discepoli e della Chiesa intera. Quest’identità della Madre di Gesù si trova anche nella tradizione trasmessa nel Vangelo di Giovanni, a partire dal racconto delle nozze di Cana. Con il dono del vino buono e abbondante, Gesù inaugura la nuova alleanza, fondata su nuove relazioni di amore. Con discrezione, ma anche con determinazione, la Madre entra nella prospettiva della nuova alleanza, richiamando l’attenzione del Figlio sul bisogno venutosi a creare e invitando i servi a fare quello che lui dirà loro. A Cana la Madre anticipa l’ora della rivelazione della gloria di Gesù, che si compirà con la sua morte e risurrezione a Gerusalemme.
La Madre è presente nella scena centrale della crocifissione di Gesù. Prima delle parole “tutto è compiuto”, Gesù le rivela una nuova identità, affidandola come madre al discepolo amato, che l’accoglie come un dono prezioso. Ai piedi della croce nasce la comunità dei credenti, rappresentata dal discepolo e dalla Madre di Gesù. Nel dolore della sua morte avviene il parto, la nascita della nuova creatura, che Gesù ha promesso ai discepoli nel discorso di addio.
In questo orizzonte si colloca anche la visione del capitolo 12 dell’Apocalisse, che presenta il destino finale dell’umanità mediante il grande segno nel cielo, dove compare una donna vestita di sole che partorisce un figlio destinato a regnare come Messia. Per essere sottratto alla minaccia di morte del grande drago, il figlio della donna è portato nel mondo di Dio. Le doglie del parto e il rapimento del figlio presso Dio alludono al mistero pasquale di Gesù, che si prolunga nella storia dei suoi testimoni. Essi sono i figli della donna contro i quali ora combatte il drago.
Nel dramma dell’Apocalisse la figura della madre del Messia si sovrappone a quella di Israele e della Chiesa, sullo sfondo della lotta primordiale tra il serpente antico e la discendenza della donna. Maria è la primizia e l’immagine della Chiesa che vive nell’attesa della salvezza finale. In lei Dio ha fatto risplendere per il suo popolo, pellegrino sulla terra, “un segno di consolazione e di sicura speranza”. Ecco come un figlio della Chiesa dei nostri tempi si rivolge a Maria, la madre di Gesù, figura ideale per ogni donna e per ogni uomo:
Santa Maria, donna dei nostri giorni, liberaci dal pericolo di pensare che le esperienze spirituali vissute da te duemila anni fa siano improponibili oggi per noi…
Facci comprendere che la modestia, l’umiltà, la purezza sono frutti di tutte le stagioni della storia, e che il volgere dei tempi non ha alterato la composizione chimica di certi valori quali la gratuità, l’obbedienza, la fiducia, la tenerezza e il perdono.
Sono valori che tengono ancora e che non andranno mai in disuso.
Ritorna, perciò, in mezzo a noi, e offri a tutti l’edizione aggiornata di quelle grandi virtù umane che ti hanno reso grande agli occhi di Dio. (+ Tonino Bello)
giorni penitenziali: venerdì - astinenza dalle carni
giorni di digiuno: venerdì: 26 febbraio e 02 aprile
orari:
08.00 preghiera delle Lodi
08.15 via della Croce
15.30 via della Croce
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una bella opportunità di apertura e di condivisione con amici vecchi e nuovi…
come? partecipando ai gruppi di meditazione dei martedì di quaresima
dove? nelle case di chi darà la propria disponibilità segnandosi in chiesa... o in casa parrocchiale… (tel. 0245481410)
quando? al martedì sera dalle 20,45 puntuali per l'ascolto insieme; seguirà un momento di condivisione...
partecipa anche tu, con la tua presenza e, se puoi, accogliendo gli amici in casa tua! comunica la tua disponibilità in parrocchia!
Raccolta viveri: 1a domenica del mese
Come sempre molte persone generose hanno raccolto il nostro appello. Abbiamo così potuto preparare 120 borse viveri per famiglie che proprio non ce la fanno ad arrivare a fine mese. Grazie!
Raccolta di domenica 7 marzo
Ci occorrono: OLIO e TONNO
Cena di beneficenza
C’è stata una bella partecipazione, tanti i gruppi presenti per stare insieme gioiosamente contribuendo a dare una mano a chi è meno fortunato.
L’incasso ammonta a duemilanovecentosette euro.
Ringraziamo tutti di cuore per il risultato veramente incoraggiante, anche a nome di coloro che nel bisogno bussano alla nostra porta, sicuri di essere ascoltati e sostenuti nelle difficoltà.
Pranzo dell’amicizia
Domenica 7 marzo, alle ore 12, il Gruppo Giovani di Cambiago offre il pranzo a tutte le persone che frequentano il nostro guardaroba e il Centro d’ascolto.
Grazie di cuore a questi cari amici!
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Vi presentiamo i missionari ambrosiani che operano a Mare Rouge a nord est di Haiti e che noi vogliamo aiutare in questa Quaresima.

Vi ringraziamo per i piccoli e grandi gesti di carità solidale che compirete per Gesù che è provato nelle popolazioni di Haiti.
Invito al secondo incontro
Domenica 7 marzo – ore 15.30: “L’uomo e la donna nel giardino dell’Eden” (Gen 2,4b-25)
Gli incontri si terranno in chiesa, sono organizzati con una preghiera introduttiva, l’ascolto della parola, un spazio di silenzio, la possibilità di comunicare nella fede quanto emerso ed una preghiera conclusiva.
Prima dell’incontro si consiglia di leggere il secondo capitolo del libro di Genesi (2,4b-25). Vi alleghiamo inoltre alcuni stimoli e domande per facilitare la riflessione personale sul testo.
Liberi in Dio o prigionieri della propria immagine
• L’uomo è plasmato dalla polvere della terra ed è un essere vivente per grazia. Come viviamo questa compresenza nella nostra persona di grandezza e fragilità, di nobiltà e povertà? Ci sentiamo creati dal Signore e posti davanti a lui nella libertà? Proviamo riconoscenza per la personalità che ci ha donato e per la cura che egli ha di noi?
L’uomo e il “suo” mondo
• Il nostro testo ricorda il grande compito che il Creatore ha affidato all’uomo: coltivare e custodire il giardino. Come viviamo il rapporto con le realtà del mondo? Come le usiamo? Cosa ci sentiamo di dire circa l’idea del lavoro che emerge da questo testo della Genesi?
La legge di Dio e la libertà dell’uomo
• Ci sembra di aver ben compreso il senso del comando di dio all’uomo: “Non mangiare di quell’albero” ? Abbiamo una giusta concezione della legge di Dio? La amiamo, la temiamo, la rifiutiamo?
Il matrimonio: dono di Dio
• Che cosa provocano in noi le parole di questa pagina della Scrittura sulla coppia umana e sulla famiglia? Riusciamo a trasmettere anche oggi questa alta visione del matrimonio? Quale preghiera ci sentiamo di rivolgere in questo momento al Signore, magari pensando a persone e situazioni che conosciamo?
PS: questo invito è per tutti, non serve una preparazione specifica ma
solo la voglia di passare un po’ del nostro tempo a confrontarci con la
Parola del Signore....Vi aspettiamo !
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