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Parrocchia San Giovanni Crisostomo

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Foglio settimanale: n. 2   16 gennaio 2010


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vai al calendario: gennaio 2010


- INDICE -

Milano per Haiti: ecco come contribuire

Per l'unità dei Cristiani

Giornata dell'Ebraismo: riflettere sul Sabato

Centenario del movimento ecumenico/ Settimana di preghiera per l'unità dei Cristiani

Il Cardinale testimone concreto del Vangelo in mezzo alla sua gente

Visita pastorale

Festa della Famiglia domenica 31 gennaio 2010

Il Papa all'Angelus di domenica 10 gennaio: "Il problema è anzitutto umano!"


MILANO PER HAITI: ECCO COME CONTRIBUIRE

Mentre il bilancio delle vittime del catastrofico terremoto che ha colpito Haiti martedì scorso si fa di ora in ora più pesante (si parla di oltre 100 mila morti, ma il timore è che le vittime siano complessivamente mezzo milione) e la solidarietà internazionale si è mobilitata, anche Milano si sta adoperando per sostenere le popolazioni duramente provate dal sisma.

Il sindaco Letizia Moratti e il cardinale Dionigi Tettamanzi, hanno rivolto un appello congiunto a tutta la cittadinanza. L’Arcivescovo ha detto: «Se è sempre importante camminare insieme, davanti a questa tragedia diventa un imperativo umano e evangelico. Ci appelliamo alla solidarietà di ciascuno: uno dei maggiori tesori di Milano e che in questo momento deve essere condiviso». Il sindaco Moratti ha affermato: «Milano nella sua dimensione civile è a disposizione della Diocesi per lavorare insieme e mettere a frutto i nostri sforzi per far fronte alla tragedia. Ci sono momenti in cui dobbiamo ricordarci di quanto siamo fortunati, ringraziare il Signore e fare tutti gli sforzi possibili per aiutare chi ha più bisogno di noi: ad Haiti la situazione è devastante».

La Diocesi, con la Caritas Ambrosiana, ha già stanziato 100 mila euro.

È possibile donare il proprio contributo (detraibile fiscalmente) tramite:

- donazione diretta presso l'Ufficio Raccolta Fondi di Caritas Ambrosiana (via San Bernardino 4, Milano), dal lunedì al giovedì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30, il venerdì dalle 9.30 alle 12.30;

- ccp n. 13576228 intestato a Caritas Ambrosiana Onlus;

- cc bancario presso Agenzia 1 di Milano del Credito Artigiano intestato a Caritas Ambrosiana Onlus (Iban: IT16 P 03512 01602 000000000578)

- carte di credito, con donazione telefonica al numero 02.76.037.324 in orari di ufficio.

La causale delle offerte è “Emergenza terremoto Haiti 2010”.
 

 


PER L'UNITÀ DEI CRISTIANI

Signore Gesù, che alla vigilia della tua passione hai pregato per tutti i tuoi discepoli, perché siano perfettamente uniti, come tu lo sei con il Padre e il Padre con te, rendici consapevoli delle nostre divisioni.

Donaci la lealtà di riconoscere l’indifferenza, la diffidenza, e anche la reciproca ostilità, che si nasconde in noi, e il coraggio di liberarcene.

Fa’ che salga incessantemente dalle nostre anime e dalle nostre labbra la preghiera per l’unità dei cristiani, come tu la vuoi.

Aiutaci a trovare in te, che sei la carità perfetta, la via che conduce all’unità nell’obbedienza alla tua verità e al tuo amore. Amen.

 

 

 Gli uomini mediocri, mediocri come testa e come spirito cristiano,
quando crescono in autorità si circondano di sciocchi:
la propria vanità li convince, forzatamente,
che in questo modo non perderanno mai il dominio.
Le persone di criterio, invece, si circondano di saggi – che aggiungono
al sapere la limpidezza di vita – , e li trasformano in uomini di governo.
La loro umiltà le ripaga, perché – nel far crescere gli altri – crescono anch’esse.
(Josè Maria Escrivà)


GIORNATA DELL'EBRAISMO: RIFLETTERE SUL SABATO

«Il rapporto con la Chiesa ambrosiana è molto positivo. Il dialogo deve essere rispettoso delle identità di ciascuno in un clima di armonia» dice Alfonso Arbib, rabbino capo di Milano.

«L’orizzonte è quello di un lungo cammino talvolta difficile, che ha visto in passato anche momenti di pausa, ma che indubbiamente segna una linea di percorso importante». Dice così Alfonso Arbib, dal 2005 rabbino capo di Milano, delineando il senso complessivo della Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo ebraico-cristiano, che ricorre il 17 gennaio.

Per l’occasione il Consiglio delle Chiese cristiane, in collaborazione con la Comunità ebraica di Milano, sabato 16 gennaio alle 19 propone “Cristiani in Sinagoga” al Tempio Maggiore di Milano in via della Guastalla 19, con la riflessione di Arbib sul senso ebraico del Sabato.

«Un dialogo - aggiunge Arbib - che deve essere rispettoso delle identità di ciascuno in un clima di armonia». Quella simboleggiata e vissuta concretamente nel Sabato, e sottolineata anche nell’ordinamento del nuovo Lezionario ambrosiano attraverso le letture della Messa del mattino, che si collegano al tema dell’Alleanza, e nella celebrazione vigiliare, con il rito che evidenzia il passaggio dal sabato alla domenica, giorno di resurrezione.

Quest’anno il titolo proposto per la celebrazione, proseguendo nella riflessione sul Decalogo, è proprio “Ricordati del giorno di Sabato per santificarlo”, la quarta delle Dieci parole nel Libro dell’Esodo.

«Credo che il Sabato - spiega rav Arbib - sia un elemento fondamentale, tipico della tradizione ebraica che nella Bibbia è legato alla creazione del mondo, come tema assolutamente universale. Il Sabato è il giorno del Signore, dell’ascolto della Parola, nel quale, si ritorna a Dio e l’uomo cessa la sua attività umana per avvicinarsi alla creazione divina: il giorno in cui ci si astiene da tutto ciò che è rincorsa all’avere».

Nel contesto di rapporti interreligiosi, Milano è davvero «un’isola di serenità», come l’ha definita Giuseppe Laras, suo predecessore come rabbino capo. «Siamo in una situazione certamente buona e voglio dire che il rapporto tra la comunità ebraica di Milano e la Chiesa ambrosiana è molto positivo. L’impressione che aveva rabbino Laras la posso confermare in pieno».

Il prossimo 17 gennaio Benedetto XVI compirà un gesto atteso e da lui fortemente voluto, la visita alla Sinagoga maggiore di Roma... «Sì, il cammino è ripreso con grande speranza. Alcune difficoltà permangono, ma nella dinamica della reciproca valorizzazione identitaria, ci auguriamo e siamo sicuri che si possa proseguire con uno slancio rinnovato».

Con quella speranza, insomma, di «una pienezza futura, ben rappresentata dal Sabato», secondo quanto si può leggere nel Sussidio per la Giornata, firmato da monsignor Vincenzo Paglia e dal rabbino Giuseppe Laras.

da Annamaria Braccini

 


18-25 gennaio 2010, Centenario del movimento ecumenico
SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITÀ DEI CRISTIANI

Dal 18 al 25 gennaio si celebra in tutto il mondo la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che quest’anno ha per tema il versetto di Luca 24,48 “Voi sarete testimoni di tutto ciò”. E cosa è ciò di cui bisogna essere testimoni? Certamente della grazia del Signore Gesù che è il salvatore e il centro di unità di tutti i fedeli cristiani, e da lui abbiamo ricevuto il compito di riportare a unità i suoi discepoli.

Però il 2010 porta anche un’altra ricorrenza, da ricordare e rinnovare, ed è il centenario del movimento ecumenico. Infatti, si ricorda la Conferenza missionaria internazionale di Edimburgo, riconosciuta come l’inizio ufficiale del movimento ecumenico moderno.

Nei giorni 14-23 giugno 1910, oltre mille delegati protestanti e anglicani, a cui si unì anche un ortodosso, si incontrarono nella città di Edimburgo sospinti dall’ansia di rispondere alla missione evangelizzatrice in maniera coerente e secondo il desiderio del Signore, come discepoli uniti nella stessa fede: «Da questo riconosceranno che siete miei discepoli, se vi amerete gli uni gli altri».

A cento anni di distanza la tensione missionaria che riunì quei cristiani ci porta oggi a riflettere sul legame che c’è tra missione e comunione nella vita dei cristiani e a unirci nella preghiera per essere autentici testimoni dell’unico Signore Gesù. Questa è una missione e un impegno per tutti. Eccoci allora, ancora una volta, invitati alla Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, unità da chiedere come dono di Dio e come impegno nostro da ricercare e costruire.

La Diocesi di Milano esprime e consolida la sua storia ecumenica anche grazie al Consiglio delle Chiese cristiane di Milano, organismo di incontro e di iniziative ecumeniche cui partecipano 18 Chiese cristiane presenti sul territorio ambrosiano e che da un decennio si impegnano a dare una testimonianza comune di unità. Con il Consiglio la Diocesi ambrosiana ha firmato anche la Charta Oecumenica che traccia i passi salienti del percorso ecumenico.

Il Consiglio cura l’organizzazione della Settimana di preghiera per l’unità in Milano e anche quest’anno propone un calendario di incontri che possono favorire la reciproca conoscenza tra le comunità ecclesiali e dare testimonianza alla città intera del cammino ecumenico compiuto e tuttora in atto.

In cento anni il cammino ecumenico ha segnato tappe importanti, dato vita a organismi importanti di studio e di approfondimento comune e costruito una mentalità nuova di confronto, di scambio, di collaborazione; non sono mancati i tempi di tensione, le occasioni di contrasto e di incomprensione, però non è stata intaccata e neppure indebolita la certezza che insieme si può collaborare e meglio essere discepoli e testimoni dell’unico Gesù Cristo.

Ogni Chiesa e ogni tradizione, cattolica, evangelica, ortodossa, porta la sua storia, le sue specificità e i suoi valori: è insieme che si può essere più credibili come cristiani.

Rosangela Vegetti

 


IL CARDINALE TESTIMONE CONCRETO DEL VANGELO IN MEZZO ALLA SUA GENTE

Leggevo qualche giorno fa sulle pagine di un quotidiano un intervento a firma di Giangiacomo Schiavi intitolato “Il coraggio e la solidarietà.” e sono rimasto confermato da una voce indipendente, nella stima e nell’affetto per il mio Vescovo.

Diceva l’articolo: “Per essere una città aperta non basta ricevere chiunque, da qualunque parte arrivi: bisogna saper accogliere, integrare, avere una cultura e un’identità, bisogna saper dare e anche prendere. Il cardinale Tettamanzi lo ricorda nel giorno dei migranti, con il Duomo gremito e due piccoli che suonano un violino: sono rom, e sciolgono il ghiaccio dal cuore di Milano…”

Diceva: “È nel suo simbolo più caro che bisogna cercare Milano. È nel Duomo e nel cardinale che la città si ritrova e fa sentire quell’umanità che a volte sembra smarrita”…

E proseguiva con una constatazione che pienamente condivido: “Sono crollate le vecchie ringhiere a Milano, quelle che intorno alle case portavano una solidarietà attiva, soprattutto nel bisogno. Ma non le abbiamo mai del tutto sostituite, per rendere meno difficile o tragica la sopportazione dei disagi, degli stenti, delle miserie della vita ai meno fortunati, che oggi sono sempre più stranieri, immigrati, e fra questi donne e bambini”…

“Non siamo riusciti a trovare qualcosa, come scriveva anni fa il grande Giovanni Testori, «che ci aiuti ancora a sopportare, non solo non facendo del male al prossimo nostro, ma facendosi reciprocamente del bene. Parole vecchie, usate, anzi, abusate? Ma non invecchiano, e turpemente, assai prima l’altre, quelle con cui abbiamo stabilito, come nostra corona, non già la milanese passione, bensì la nuova milanese indifferenza?»”.

In questo clima l’autore riconosce l’apporto concreto che il Cardinale offre alla crescita della città, senza clamori, ma con fatti in favore delle persone e mitezza concreta di parole.

“E’contro l’indifferenza che predica generosamente e con coraggio da mesi il cardinale Tettamanzi. Per farci guardare i poveri di Milano, gli immigrati, i senzatetto, gli emarginati, i disoccupati, oltre l’impressione del fastidio: invitandoci a riconoscere in loro una dignità e un’umanità troppe volte calpestata. Purtroppo ci sono cuori che non vogliono aprirsi, ha ripetuto ieri il cardinale, sfidando un’altra volta il muro di gomma che sembra avvolgere Milano. Ma richiamando anche i genitori migranti ai loro doveri, invitandoli a portare avanti i progetti educativi per la nuova società nella quale hanno scelto di vivere. Vanno aiutati a diventare nuovi milanesi”.
“Bisogna far emergere il meglio in ciascuno di noi, ha detto Tettamanzi. E cogliere i segnali di speranza e di fiducia che si vedono negli occhi dei bambini…

Il violino dei piccoli rom in Duomo è anche questo. È una domanda forte, per tutti: cosa c’entrano i bambini con la sofferenza?”.
Grazie, Giangiacomo Schiavi, per la tua voce libera e attenta e per il tuo cuore che l’indifferenza non riesce ad addormentare.

don Piero

 


VISITA PASTORALE

Nella prima settimana di febbraio avrà compimento la visita pastorale del Vescovo al nostro decanato con alcuni momenti di incontro e di confronto con lui.

Dall’annuncio della primavera scorsa, è iniziato un lavoro di ricognizione attenta, da parte del Consiglio Pastorale, sulla situazione di vita a livello di umanità e di fede della nostra Parrocchia e del Quartiere in cui essa è inserita, e sul servizio pastorale che la nostra comunità offre al cammino del regno di Dio.

L’elaborato che è emerso è stato presentato al Decano, delegato per questo dal Vescovo, il 13 gennaio, in una seduta congiunta del Consiglio Pastorale e del Consiglio per gli Affari Economici. Il Decano a sua volta ne darà relazione al Vescovo.

Il Cardinale incontrerà il preti e i religiosi lunedì 1 febbraio, i Consigli parrocchiali giovedì 4 febbraio e tutti i fedeli domenica 7 febbraio in una celebrazione eucaristica che sarà celebrata alle 16.30 nella chiesa di san Giuseppe.

Il frutto della preparazione fatta e dei diversi incontri, permetterà al Vescovo di ampliare la sua conoscenza delle nostre parrocchie e gli fornirà elementi utili per offrirci delle linee guida per il nostro cammino futuro.

Come ci suggerisce il libro degli Atti degli Apostoli, lo Spirito santo e il Vescovo ci aiuteranno ad interpretare, in un clima di fede e di preghiera, la volontà del Signore nei nostri confronti e le caratteristiche che dovrà avere il nostro servizio alla crescita del regno di Dio in questo Quartiere.

 


FESTA DELLA FAMIGLIA DOMENICA 31 GENNAIO 2010

“In che senso tutti i cristiani sono sacerdoti?... Essere sacerdoti
significa dare spazio al mistero di luce e di grazia che già abita in noi”

+Dionigi Tettamanzi - Pietre vive

“Il sacerdozio coniugale, una vocazione a servizio dell’amore.”

ore 11.30 Santa Messa con le famiglie e anniversari di matrimonio.

ore 12.30 pranzo insieme (verrà offerta una pastasciutta); chi vuole porti qualcosa per secondo o contorno.

vi preghiamo di segnalare la vostra partecipazione alla Messa degli ANNIVERSARI di MATRIMONIO presso la segreteria parrocchiale tel. 0245481410

 


IL PAPA ALL'ANGELUS DI DOMENICA 10 GENNAIO: "IL PROBLEMA È ANZITUTTO UMANO!"

Domenica scorsa Benedetto XVI è tornato a levare la sua voce in difesa dei diritti degli immigrati, vittime spesso di violenza e sfruttamento.

L'occasione è stata offerta dalla preghiera mariana dell'Angelus in piazza San Pietro, dove il Papa ha parlato della condizione dei migranti, “che cercano una vita migliore in Paesi che hanno bisogno, per diversi motivi, della loro presenza”.

Senza menzionarlo, il Papa è intervenuto in questo modo nel dibattito suscitato dalle proteste e dagli scontri verificatisi negli ultimi giorni a Rosarno, in Calabria.

Secondo la questura di Reggio Calabria, delle 53 persone rimaste ferite nella guerriglia urbana scatenatasi nella località, 21 sono immigrati.

Le proteste dei numerosi africani residenti a Rosarno è stata originata dalle condizioni precarie di alloggio e dallo sfruttamento cui sono sottoposti nei lavori agricoli.

Ha detto il Papa:

“Due fatti hanno attirato, in modo particolare, la mia attenzione in questi ultimi giorni:

- il caso della condizione dei migranti, che cercano una vita migliore in Paesi che hanno bisogno, per diversi motivi, della loro presenza,

- e le situazioni conflittuali, in varie parti del mondo, in cui i cristiani sono oggetto di attacchi, anche violenti.

Bisogna ripartire dal cuore del problema! Bisogna ripartire dal significato della persona! Un immigrato è un essere umano, differente per provenienza, cultura, e tradizioni, ma è una persona da rispettare e con diritti e doveri, in particolare, nell’ambito del lavoro, dove è più facile la tentazione dello sfruttamento, ma anche nell’ambito delle condizioni concrete di vita.

La violenza non deve essere mai per nessuno la via per risolvere le difficoltà. Il problema è anzitutto umano! Invito, a guardare il volto dell’altro e a scoprire che egli ha un’anima, una storia e una vita e che Dio lo ama come ama me.

Vorrei fare simili considerazioni per ciò che riguarda l’uomo nella sua diversità religiosa. La violenza verso i cristiani in alcuni Paesi ha suscitato lo sdegno di molti, anche perché si è manifestata nei giorni più sacri della tradizione cristiana. Occorre che le Istituzioni sia politiche, sia religiose non vengano meno – lo ribadisco – alle proprie responsabilità. Non può esserci violenza nel nome di Dio, né si può pensare di onorarlo offendendo la dignità e la libertà dei propri simili".
 


 



 


 


 


 


 



 


 


 



 


 



 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

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