vai al calendario: novembre 2009
Nostalgia di un riposo... Avvento 2009
Giornata missionaria mondiale - resoconto
"Expo, alleanza universale per il primato dell'uomo"
Giornata del quotidiano cattolico Avvenire: un "Milano7" speciale per l'Avvento
Inno a Cristo, il figlio di Dio (Paolo VI)
La vita umana, sotto tutti i cieli e in ogni tempo, appare un’esperienza misteriosa, percorsa da tensioni più o meno consapevoli che confluiscono in una inquietudine di fondo che fa capolino quando meno ce lo aspettiamo, magari discretamente, anche nei momenti di gioia più spensierata…
Di fatto siamo tutti un po’ pellegrini della nostalgia, alla ricerca di qualcosa o di qualcuno che speriamo ci possa appagare pienamente ma che di fatto lascia sempre spazio a nuovi desideri… Agostino dice che il nostro cuore non trova pace fino a quando non può riposare nel mistero infinito che è persona…
Le preghiere della Bibbia sono pervase da questa nostalgia ora pacata, ora struggente… una nostalgia aperta al desiderio, uno stimolo a sempre nuove ricerche, nella certezza che il Mistero Infinito è , che ha un nome e che dopo gli sprazzi luminosi di cui ha cosparso il nostro cammino, a tempo opportuno si lascia trovare…
Ecco alcune parole del salmo 42(41)
2 Come la cerva anela ai corsi d'acqua,
così l'anima mia anela a te, o Dio.
3 L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente:
quando verrò e vedrò il volto di Dio?
4 Le lacrime sono il mio pane giorno e notte,
mentre mi dicono sempre: "Dov'è il tuo Dio?".
5 Questo io ricordo e l'anima mia si strugge:
avanzavo tra la folla, la precedevo fino alla casa di Dio,
fra canti di gioia e di lode di una moltitudine in festa.
6 Perché ti rattristi, anima mia, perché ti agiti in me?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, lui, salvezza del mio volto e mio Dio.
Al di là delle alternanze di luce e di oscurità io so che tu sei… io
vedrò il tuo volto e, lasciata alle spalle ogni nostalgia, potrò perdermi in
quell’oceano gioiosamente estasiante che sei Tu…
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++ offerte in chiesa €. 450,00
++ bidone €. 55.10
++ vecchie lire €. 98.21
++ gruppo missionario - mercatino €. 686.50
- gioco dei tappi €. 976.90
per un totale di offerte €. 2.266,71:
++ ++ borsa di studio missionario passionista €. 500,00
++ ++ sostegno pontificie €. 1.766,71
++ ++ totale versato €. 2.266,71
Ringraziamo tutti per la generosità e in particolare il gruppo
missionario
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Sì, Dio ci segue passo passo.
Tu magari non te ne accorgi.
Ci sono delle volte in cui bisogna dirgli che se ne vada, come se fosse un mendicante, perché si allontani un momento, ma poi ritorna di nuovo…
“Andate via, Signore, lasciate che io mi diverta. Voi mi date noia. Signore, lasciatemi”.
Ma non va via.
È abituato agli insulti.
(Julien Green)
La comunità dei discepoli
Fin dall’inizio della sua attività pubblica nella zona del lago di Galilea Gesù chiama alcune persone a condividere il suo progetto e il suo stile di vita. A questo nucleo originario di discepoli si aggiungono altri, uomini e donne, che lo seguono nei suoi spostamenti da un villaggio all’altro e lo accompagnano nei viaggi a Gerusalemme in occasione delle grandi feste. Tra i discepoli Gesù sceglie un gruppo di “dodici”, che rappresentano i figli di Giacobbe, capostipiti delle dodici tribù di Israele. I “dodici” discepoli sono chiamati “apostoli”, cioè “inviati”, perché condividono e prolungano la missione di Gesù. Nella tradizione dei Vangeli i dodici discepoli sono il prototipo della comunità cristiana, che sarà chiamata “chiesa” dopo la Pasqua di Risurrezione.
Ai discepoli Gesù dà uno statuto e traccia per essi un programma di vita. Nello stile dei profeti, egli proclama “beati”, fortunati e felici, i poveri e i derelitti, perché Dio, re giusto e fedele, interviene a loro favore. Egli invita i discepoli a condividere il suo destino, anche a costo di perdere la vita e i beni, per partecipare alla vita piena e definitiva promessa da Dio a quanti compiono la sua volontà.
In contrasto con il modo di pensare del suo ambiente, Gesù propone una nuova maniera di vivere la relazione di coppia. L’unione dell’uomo e della donna per formare un solo essere vivente corrisponde al progetto originario di Dio creatore. Anche i ruoli all’interno della comunità dei discepoli sono rovesciati rispetto al modo di pensare comune. Chi è più grande e il primo, diventa il servo di tutti e l’ultimo. Gesù nella comunità dei suoi discepoli si presenta come colui che serve fino al dono della sua vita.
Nelle “beatitudini” che aprono il discorso sul monte, Gesù inaugura il cammino dei discepoli e traccia il loro programma di vita:
“Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si
avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise allora a parlare e insegnava
loro dicendo:
Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno
ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate,
perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno
perseguitato i profeti prima di voi”
(Matteo 5,1-12)
Quale speranza suscita in noi oggi questo annuncio, illuminato dalla vita,
dalla morte e dalla risurrezione di Gesù?
Monsignor Erminio De Scalzi, vescovo ausiliare e vicario episcopale per la città, delegato ai grandi eventi, sottolinea la straordinaria occasione da non perdere
«Dobbiamo deciderci tutti e dare inizio a un dialogo per la città e nella città. Expo 2015 è una straordinaria occasione per affermare il primato della persona sulle cose e instaurare una collaborazione ampia e volta a esaltare il bene comune. La Chiesa sarà in prima fila perché ciò si realizzi».
Cosa dobbiamo mettere al centro dell’Expo?
L’uomo, l’umanità, il suo ingegno, la sua fantasia. Ma l’Expo 2015 non deve nascondere o dimenticare i problemi del presente: deve mettersi in ascolto della società civile e trovare delle risposte. L’appuntamento del 2015 è un’occasione per ripensare con coraggio alla nostra città e sognare un futuro più umano per Milano e il suo territorio. Riflettiamo sul senso di appartenenza, sull’abitare, sulla famiglia, sui giovani, sull’idea di scuola, di arte, di architettura, sulla capacità di stare insieme, di fare comunità. Dobbiamo riannodare legami per creare opportunità di lavoro e consentire ai tanti talenti della nostra metropoli di produrre il meglio. L’Expo avrà ricadute molto costruttive se sarà realizzata come una decisione collettiva e non calata dall’alto: decidiamo di vederci, di conoscere le tante anime della città e iniziamo ad apprezzarci nella diversità di cultura, di fede, etnia, consuetudini e lavoro.
Una via per prepararsi all’Expo è l’accoglienza. A che punto è Milano? È già una città accogliente o l’Expo offre una sfida in tema di immigrazione e integrazione?
Segni positivi ci sono. Essi si declinano nelle persone che, noncuranti delle polemiche spesso accese su questi temi, in modo silenzioso e nel nome della propria fede o di un alto senso umanitario, operano per integrare i nuovi venuti e aiutarli nei loro bisogni elementari. In questo sono in prima linea i volontari della Caritas Ambrosiana, capillarmente presente sul territorio. Penso, poi, a quegli interventi di amministrazioni locali che hanno saputo distinguersi per intelligenza, per vivo senso umanitario e per creatività. Penso al buon cuore di tanti anonimi cittadini e ai loro piccoli, quotidiani e sinceri gesti concreti di sostegno nei confronti dei bisognosi. Detto ciò, serve sicuramente una città più capace di dialogo, come ha ricordato in Sant’Ambrogio l’Arcivescovo lo scorso anno. Troppe volte, e con troppa insistenza, negli ultimi tempi si è pensato allo straniero soltanto come a una minaccia per la nostra sicurezza, per il nostro benessere. Questi pregiudizi hanno impedito un dialogo autentico con queste persone, causando spesso il loro isolamento, relegandole così in condizioni che hanno accentuato, se non addirittura provocato, illegalità e fenomeni di delinquenza. Occorre senz’altro una visione più estesa del fenomeno immigratorio: vanno considerati non solo come individui, più o meno bisognosi, o categorie oggetto di giudizi negativi inappellabili, ma innanzitutto come persone portatrici di diritti e doveri. È necessaria una nuova sintesi culturale per la Milano di domani che sarà una città di milanesi da generazioni e di “nuovi” milanesi. L’Expo offre un banco di prova senza precedenti per questa sfida educativa da cui partire per affrontare il rapporto con gli altri, la possibilità di una convivenza pacifica e del diritto a una vita dignitosa per tutti. Dialoghiamo per realizzare al meglio l’Expo 2015: sogniamo una Milano che sia non solo meta d’arrivo di genti e di popoli della Terra, ma anche punto di partenza di idee e di risorse per una solidarietà verso i Paesi più poveri del mondo.
Il tema dell’Expo porta a focalizzare l’attenzione su un problema che non riguarda più solo i Paesi poveri del mondo, ma anche i giovani e le abitudini dei cosiddetti Paesi ricchi...
Il tema - “Nutrire il pianeta, energia per la vita” - si presta a importanti riflessioni e iniziative concrete, che ad opera di volontari, già sono avviate in alcuni Paesi del mondo, dove l’emergenza alimentare genera drammatiche conseguenze. Ma quello che suggerisce il tema dell’Expo è anche altro. L’alimentazione del pianeta deve essere sana, sicura e sufficiente e lo potrà essere solo se le nuove generazioni avranno riflettuto e compreso il valore personale e sociale che il cibo ha per la vita. Expo ci invita a riflettere sull’importanza dell’educare a un consumo critico. Deve crescere l’attenzione critica al rapporto cibo-salute, per avviare un percorso virtuoso che porterà a toccare temi sempre attuali come quello della fame del mondo, ma anche altri più recenti ma non meno inquietanti e urgenti come l’impatto ambientale del nostro stile di vita occidentale.
Di questi temi, nel mondo, già parlano i missionari che operano per promuovere la dignità della persona. È una realtà che spesso agisce lontano dai “riflettori”...
La Chiesa ambrosiana ha nei suoi missionari i propri migliori ambasciatori nel mondo. Già esistono a Milano luoghi di scambio tra giovani di culture diverse che qui studiano e nel mondo portano la parola del Vangelo promuovendo la dignità umana. Tutte le istituzioni devono collaborare alla riuscita dell’Expo perché Milano accolga i visitatori con il suo volto più bello. Come ha detto l’Arcivescovo, l’Expo è un’occasione per mostrare l’anima e il cuore della città: noi sappiamo quanto siano belli e veri. Saranno l’espressione del volto dei suoi protagonisti, dei soggetti coinvolti con tanta passione in questo straordinario evento.
Federica Vernò
Da vero filosofo qual era, Socrate era convinto che il saggio fosse portato istintivamente a condurre una vita frugale.
Da parte sua, egli non portava nemmeno i calzari, eppure non riusciva a sottrarsi al fascino del mercato e vi si recava spesso a guardare la merce in esposizione.
Quando un amico gli domandò perché lo facesse, Socrate rispose: “Mi piace andarci per scoprire di quante cose posso benissimo fare a meno”.
(Apologo popolare, liberamente ripreso da Kant)
Il 15 novembre, Giornata di “Avvenire”, e poi tutte le domeniche del tempo di preparazione al Natale, nell’inserto milanese del quotidiano cattolico pagine speciali con le iniziative diocesane e del territorio, di cui sarà data notizia anche sul Portale diocesano
Dal 15 novembre, prima domenica di Avvento e Giornata del quotidiano cattolico Avvenire, fino a Natale, sull’allegato Milano7 ogni domenica verrà pubblicata la guida all’Avvento con tutte le segnalazioni dalle parrocchie. Con questa iniziativa, proposta in occasione della Giornata del quotidiano cattolico e dell’Avvento, la Diocesi di Milano, in collaborazione con Avvenire, intende ripetere l’offerta editoriale realizzata con successo in Quaresima, per far conoscere il più possibile l’insieme delle attività e degli strumenti per animare il cammino spirituale e pastorale verso il Natale.
In Avvenire-Milano7 saranno dunque pubblicate pagine speciali progettate per consentire ai lettori di tenere in evidenza gli appuntamenti diocesani per il tempo di Avvento. Saranno presentate le proposte caritative, di preghiera, relative alla famiglia, alle missioni, alla Pastorale giovanile. Saranno anche segnalati gli strumenti utili per la preghiera e la riflessione personale, la formazione... E si darà grande spazio a tutti gli incontri di Avvento proposti dalle parrocchie, dalle comunità pastorali e dai decanati, che potranno segnalare le iniziative da fare conoscere attraverso Milano7 e su www.chiesadimilano.it.
Le notizie e la documentazione devono essere inviate per mail a comunicazione@diocesi.milano.it
Inoltre, le copie di Avvenire acquistate da parrocchie e comunità pastorali il 15 novembre saranno inviate in omaggio per altre cinque domeniche fino a Natale. Prenotando le copie per la Giornata del quotidiano, infatti, si riceverà un identico numero di copie per tutte le domeniche successive sino al 20 dicembre (quindi per un totale di 6 domeniche, comprendenti due edizioni del giornale con Noi Genitori & Figli ).
Tu sei il Cristo, Figlio di Dio vivo.
Tu sei il rivelatore di Dio invisibile,
il primogenito di ogni creatura, il fondamento di ogni cosa.
Tu sei il maestro dell'umanità.
Tu sei il Redentore.
Tu sei nato, sei morto, sei risorto per noi.
Tu sei il centro della storia e del mondo.
Tu sei colui che ci conosce e ci ama.
Tu sei il compagno e l'amico della nostra vita.
Tu sei l'uomo del dolore e della speranza.
Tu sei colui che deve venire
e che deve essere un giorno il nostro giudice, e, noi speriamo, la nostra
felicità.
lo non finirei mai di parlare di Te:
Tu sei la luce, la verità, anzi: Tu sei «la via, la verità e la vita».
Tu sei il pane, la fonte dell'acqua viva per la nostra fame e la nostra
sete.
Tu sei il pastore, la nostra guida, il nostro esempio, il nostro conforto,
il nostro fratello.
Gesù Cristo, io Ti annuncio!
Tu sei il principio e la fine; l' alfa e l' omega;
Tu sei il re del nuovo mondo.
Tu sei il segreto della storia.
Tu sei la chiave dei nostri destini.
Tu sei il mediatore, il ponte tra la terra e il cielo.
Tu sei per antonomasia il Figlio dell'uomo, perché Tu sei il Figlio di Dio,
eterno, infinito.
Tu sei il figlio di Maria, la benedetta fra tutte le donne,
tua madre nella carne,
e madre nostra nella partecipazione allo Spirito del Corpo Mistico.
lo voglio gridare: Gesù Cristo!
Voglio celebrarTi, o Cristo,
non soltanto per ciò che Tu sei per Te stesso,
ma esaltarTi ed amarTi per ciò che Tu sei per noi,
per ciascuno di noi, per ciascun popolo e per ciascuna civiltà.
Tu sei il nostro Salvatore.
Tu sei il nostro supremo benefattore.
Tu sei il nostro liberatore.
Tu ci sei necessario,
per essere uomini degni e veri nell' ordine temporale,
e uomini salvati ed elevati all'ordine sovrannaturale.
Manila, Quezon Circle, domenica 29 novembre 1970
Cantico dei cantici 3.
1Sul mio letto, lungo la notte, ho cercato l'amore dell'anima mia;
l'ho cercato, ma non l'ho trovato.
2Mi alzerò e farò il giro della città per le strade e per le piazze;
voglio cercare l'amore dell'anima mia.
L'ho cercato, ma non l'ho trovato.
3Mi hanno incontrata le guardie che fanno la ronda in città:
Avete visto l'amore dell'anima mia?".
4Da poco le avevo oltrepassate,
quando trovai l'amore dell'anima mia.
Lo strinsi forte e non lo lascerò…