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Parrocchia San Giovanni Crisostomo

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Foglio settimanale: n. 31   3 ottobre 2009


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vai al calendario: ottobre 2009


- INDICE -

Messaggio del Papa per la Giornata Missionaria Mondiale

Inizia il catechismo

Lettera ai cercatori di Dio - 6

Don Carlo Gnocchi

Cattedra del dialogo 2009

Centro giovani coppie San Fedele

Scuola biblica nella città

Azione Cattolica/ "Questo è il tempo - la gioia dell'incontro"

Dio, nel settimo giorno, riposò... (Genesi 1,2)


Messaggio del Papa per la Giornata Missionaria Mondiale
“LE NAZIONI CAMMINERANNO ALLA SUA LUCE” (Ap 21, 24)

In questa domenica, dedicata alle missioni, mi rivolgo innanzitutto a voi, Fratelli nel ministero episcopale e sacerdotale, e poi anche a voi, fratelli e sorelle dell'intero Popolo di Dio, per esortare ciascuno a ravvivare in sé la consapevolezza del mandato missionario di Cristo di fare “discepoli tutti i popoli” (Mt 28,19), sulle orme di san Paolo, l'Apostolo delle Genti.

“Le nazioni cammineranno alla sua luce” (Ap 21,24).

Scopo della missione della Chiesa infatti è di illuminare con la luce del Vangelo tutti i popoli nel loro cammino storico verso Dio, perché in Lui abbiano la loro piena realizzazione ed il loro compimento. Dobbiamo sentire 1’ansia e la passione di illuminare tutti i popoli, con la luce di Cristo, che risplende sul volto della Chiesa, perché tutti si raccolgano nell’unica famiglia umana, sotto la paternità amorevole di Dio. È in questa prospettiva che i discepoli di Cristo sparsi in tutto il mondo operano, si affaticano, gemono sotto il peso delle sofferenze e donano la vita. Riaffermo con forza quanto più volte è stato detto dai miei venerati Predecessori: la Chiesa non agisce per estendere il suo potere o affermare il suo dominio, ma per portare a tutti Cristo, salvezza del mondo. Noi non chiediamo altro che di metterci al servizio dell’umanità, specialmente di quella più sofferente ed emarginata, perché crediamo che “l’impegno di annunziare il Vangelo agli uomini del nostro tempo... è senza alcun dubbio un servizio reso non solo alla comunità cristiana, ma anche a tutta l’umanità” (Evangelii nuntiandi, 1), che “conosce stupende conquiste, ma sembra avere smarrito il senso delle realtà ultime e della stessa esistenza” (Redemptoris missio, 2).

1. Tutti i Popoli chiamati alla salvezza

L’umanità intera, in verità, ha la vocazione radicale di ritornare alla sua sorgente, che è Dio, nel Quale solo troverà il suo compimento finale mediante la restaurazione di tutte le cose in Cristo. La dispersione, la molteplicità, il conflitto, l’inimicizia saranno rappacificate e riconciliate mediante il sangue della Croce, e ricondotte all’unità.

L’inizio nuovo è già cominciato con la risurrezione e l’esaltazione di Cristo, che attrae tutte le cose a sé, le rinnova, le rende partecipi dell’eterna gioia di Dio. Il futuro della nuova creazione brilla già nel nostro mondo ed accende, anche se tra contraddizioni e sofferenze, la speranza di vita nuova. La missione della Chiesa è quella di “contagiare” di speranza tutti i popoli. Per questo Cristo chiama, giustifica, santifica e invia i suoi discepoli ad annunciare il Regno di Dio, perché tutte le nazioni diventino Popolo di Dio. È solo in tale missione che si comprende ed autentica il vero cammino storico dell’umanità. La missione universale deve divenire una costante fondamentale della vita della Chiesa. Annunciare il Vangelo deve essere per noi, come già per l’apostolo Paolo, impegno impreteribile e primario.

 


INIZIA IL CATECHISMO

Questa settimana iniziano gli incontri del catechismo per la iniziazione Cristiana.

I genitori che un giorno hanno scelto di mettere in rapporto con il Dio di Gesù Cristo i loro figli piccoli, per mezzo del Battesimo, ora li accompagno ad un incontro più consapevole con il Signore.

E’ nella famiglia e nella comunità della Chiesa che l’esperienza del mistero di Dio, rivelato da Gesù, viene assimilata con intuizioni a mano a mano più

profonde ed è alimentata dalla Parola e dai gesti del Signore che esse custodiscono.

Gli incontri di catechismo si collocano in questa sinergia tra comunità e famiglia e comportano da una parte la insostituibile e generosa testimonianza quotidiana di scelte cristiane da parte dei genitori e la frequentazione dei momenti comunitari parrocchiali dalla Messa domenicale alle iniziative oratoriane.

 


LETTERA AI CERCATORI DI DIO

6. Gesù

La fede cristiana non è una delle tante visioni del mondo o interpretazioni della storia, personale e collettiva. Per un cristiano la fede è incontro con Gesù di Nazaret, condannato alla morte di croce dagli uomini, ma che Dio ha risuscitato dai morti, ribaltando la sentenza di condanna.

L’incontro con Gesù, che i primi discepoli riconoscono e proclamano Messia e Signore, fa nascere e alimenta la fede in lui. La testimonianza di tutti gli altri credenti in Gesù ci sostiene nella fatica di accettare il rischio di una decisione che attraversa l’esistenza. Nella persona e nella vicenda di Gesù Cristo il Dio lontano e invisibile si fa vicino a ogni essere umano, in un insperato e gratuito gesto d’amore. Contemplando il volto di Gesù e ascoltando le sue parole scopriamo chi siamo, intravediamo qual è la fonte ultima della nostra esistenza e verso quale meta tende il nostro cammino quotidiano.

Con forza, ma anche con trepidazione, ricordiamo il nostro convincimento: le dottrine si spiegano, le persone si incontrano; le teorie si discutono, le persone si riconoscono e si scelgono. Anche noi ci poniamo la domanda: possiamo incontrare oggi Gesù di Nazaret, come è avvenuto duemila anni fa per le donne e gli uomini nei villaggi della Galilea o a Gerusalemme? Possiamo pensare seriamente che nella sua esistenza terrena Gesù abbia percorso i sentieri della nostra vita quotidiana? È possibile stabilire un rapporto vitale con Gesù, che è vissuto in una cultura e in una trama di relazioni tanto diverse dalle nostre?

L’incontro con Gesù

Nello spazio e nel tempo, Gesù di Nazaret è lontano da noi. Eppure noi cristiani siamo convinti di poterlo riconoscere nostro contemporaneo, nel nostro vissuto e nelle nostre inquietudini, tanto da giustificare l’invito di affidarci a lui, sapendo che merita questa fiducia. Lo possiamo incontrare attraverso i suoi testimoni. La distanza tra Gesù e noi è colmata anzitutto dal racconto di quanti lo hanno incontrato prima di noi. È un racconto che ci raggiunge attraverso il tempo. Nel corso di venti secoli la memoria di quello che Gesù ha fatto e detto ci è stata consegnata attraverso la catena ininterrotta dei credenti, che risale fino ai testimoni oculari.

Il racconto dei primi testimoni di Gesù sta all’origine dei quattro Vangeli e degli altri testi del Nuovo Testamento. Si tratta della storia appassionata dei primi passi di quanti hanno riconosciuto in Gesù il Signore della loro esistenza. Attraverso la testimonianza di tanti che hanno pagato con il sangue la decisione di seguire Cristo, possiamo conoscere la sua vita e il suo messaggio. Possiamo interrogarli e ascoltarli, per verificare la loro esperienza e orientare la nostra esistenza.

Chi è Gesù? Su che cosa si fonda la sua pretesa di mettere in relazione ogni essere umano con Dio e di garantire la vita piena e definitiva persino contro il dolore, l’ingiustizia e la morte? I documenti più ampi e attendibili che parlano di lui, della sua opera e del suo messaggio, sono gli scritti della prima e seconda generazione cristiana.

Ai quattro Vangeli e agli Atti degli Apostoli, che hanno carattere narrativo, si aggiunge la testimonianza di san Paolo e di altri apostoli e dei loro discepoli, che utilizzano il genere epistolare per tenere viva la comunicazione tra le comunità cristiane. In questi documenti le parole si intrecciano con i fatti, nella trama della vita delle persone e delle comunità.

 


DON CARLO GNOCCHI

(1902-1956) Figlio della terra lombarda.

Carlo Gnocchi nasce aSan Colombano al Lambro (Milano) il 25 ottobre 1902 da Enrico e Clementina Pasta.

Rimasto orfano del padre all’età di cinque anni, si trasferisce a Milano con la madre e i due fratelli, che di lì a poco muoiono di tubercolosi.

Seminarista alla scuola del cardinal Ferrari, nel 1925 viene ordinato sacerdote dall’arcivescovo di Milano, Eugenio Tosi. Celebra la sua prima Messa a Montesiro, il paesino della Brianza dove viveva la zia e dove, fin da piccolo, aveva trascorso lunghi periodi di convalescenza, lui di salute così cagionevole.

Educatore dei giovani

Il primo impegno apostolica del giovane don Carlo è quello di responsabile d’oratorio, prima brevemente a Cernusco sul Naviglio e poi più a lungo nella popolosa parrocchia di San Pietro in Sala a Milano. Nel 1936 il cardinale Schuster lo nomina assistente spirituale di una delle scuole più prestigiose di Milano: l’Istituto Gonzaga dei Fratelli delle Scuole Cristiane.

Cappellano degli Alpini

Allo scoppiare della guerra, don Carlo si arruola come cappellano volontario e parte, prima per il fronte greco-albanese e poi – con gli alpini della Tridentina – per la campagna di Russia. Nel gennaio del ’43, durante l’immane tragedia della ritirata del contingente italiano, cade stremato ai margini della pista dove passava la fiumana dei soldati: raccolto da una slitta, si salva miracolosamente.

“L’uomo è un pellegrino, malato di infinito, incamminato verso l’eternità. La personalità è sempre in marcia, perché essa è un valore trascendente: la sua forma perfetta non si raggiunge che nell’altra vita, piena e indefettibile. Purché l’uomo non si lasci stancare dalla lotta, purché si opponga alla sclerosi progressiva o causata dalle delusioni della vita, purché dia ogni giorno un tratto alla costruzione del suo capolavoro. In vista dell’eternità.”

“Non c’è il giovane, ma i giovani. Non esiste il tipo umano universale, ma ogni individuo è un caso a se stante, con fenomeni propri, con sviluppi e complicanze assolutamente originali. La natura non si ripete mai. Quindi ricette pedagogiche a uso universale e medicine per tutti i mali non ve ne sono…”

“Ho veduto il Cristo! Da quel giorno, la memoria esatta dell’irrevocabile incontro mi guidò d’istinto a scoprire i segni caratteristici del Cristo sotto la maschera essenziale e profonda di ogni uomo percosso e denudato dal dolore, nel gregge cupo e macilento dei prigionieri di guerra, dallo sguardo vuoto e fuggitivo come di belve in cattura, sul volto sacro dei miei morti e dei miei feriti”.



CATTEDRA DEL DIALOGO 2009

Auditorium del Centro Culturale San Fedele via Hoepli 3/B Milano Tel. 02/86352231

 

mercoledì 7 ottobre ore 20.45

DIALOGARE OGGI:necessità e possibilità, libertà e rischio

Gad Lerner, Giornalista e conduttore televisivo – Milano

Ugo Perone, Ordinario di filosofia della religione – Torino

 

mercoledì 11 novembre ore 20.45

CERCARE INSIEME? Oltre il presente: per la società e per la Chiesa

Mario Tronti, Presidente Centro Studi Riforma Stato –RM

Ghislain Lafont, Presidente e monaco a La Pierre-qui-Vire

 

mercoledì 21 ottobre ore 20.45

DIALOGO COME ETHOS

Gabriella Caramore, Sociologa conduttrice radiofonica – RM

Dionigi Tettamanzi, Cardinale Arcivescovo di Milano

 

Conduce gli incontri: Maria Cristina Bartolomei, Docente di filosofia morale – MI

Interludi musicali: al pianoforte M. Gaetano Liguori


CENTRO GIOVANI COPPIE SAN FEDELE

Giovedì 15 ottobre ore 21

Uno, due, tre…coppia. Fertilità e creatività

Dottoressa Paola Bassani, Psicologa – Psicoterapeuta

 

Giovedì 12 novembre ore 21

Lei, lui e le cose: sobrietà e stili di vita

Professoressa Chiara Saraceno, Professore di ricerca Istituto di ricerca sociale – Berlino

 

Giovedì 10 dicembre ore 21

La coppia decide. I valori alla prova del discernimento

Padre Alessandro Manaresi S.J., Psicologo

 

Giovedì 14 gennaio ore 21

Genitori e figli: liberi di avere regole

Dott.ssa Lucia Rizzi, protagonista del Progetto “sos Tata” e insegnante specialista in problematiche comportamentali

 

Gli incontri si tengono alle ore 21.00 - Sala Trasfigurazione – P.za San Fedele, 4 Milano

Segreteria Centro Giovani Coppie, mercoledì ore 9.30 ore 12.30 - Tel. 0286352.1 Fax 02863522

mail@centrogiovanicoppiesanfele.it  www.centrogiovanicoppiesanfedele.it

 


SCUOLA BIBLICA NELLA CITTÀ

Parrocchia di san Marco – piazza san Marco 2 Milano

 

Primo ciclo: Gli inizi del profetismo biblico: Osea, Gioele, Amos

lunedì ore 19.00 – 20.45 dal 5 ottobre al 9 novembre

 

Secondo ciclo: Gli inizi dell’attività epistolare di san Paolo: lettere ai Tessalonicesi

lunedì ore 19.00 – 20.45 dal 11 gennaio al 15 febbraio

 

 

48° di fondazione della Parrocchia 28 ottobre 1961-2009

giornate eucaristiche: 26 mattina, 28 sera, 29 pomeriggio


Azione Cattolica San Giovanni Crisostomo
"QUESTO È IL TEMPO - LA GIOIA DELL'INCONTRO"

Il gruppo di Azione Cattolica ha iniziato gli incontri del nuovo anno pastorale pregando il Salmo 145 e ascoltando la Parola con il vangelo di Matteo (Mt 5, 13-15 “Voi siete il sale della terra...Voi siete la luce del mondo...”).

Abbiamo poi cominciato a conoscere l’itinerario che ci accompagnerà durante l’anno, questo percorso ci vuole aiutare a scoprire la bellezza che c’è in ogni incontro con i fratelli, vincendo le nostre paure, aprendoci agli altri per trovare insieme un nuovo modo di accoglierci e di fare fraternità. In tutto questo Gesù resta il nostro maestro e il nostro compagno di viaggio.

ll percorso sarà il seguente:

• È tempo di stupore - Un incontro sorprendente (Lc 1,38) > 21 ottobre

• È tempo di ricerca - Un incontro vero (Lc 7,18-23) > 18 novembre

• È tempo di perdono - Un incontro atteso (Lc 15,11-31) > data da definire

• È tempo di restituzione - Un incontro liberante (Lc 19,1-10) > da definire

• È tempo di annuncio - Un incontro decisivo (Lc 24,1-12/ Gv 20,11-18) >

L’altra sera abbiamo accolto con gioia la presenza di alcuni “volti nuovi” che hanno deciso di fare un pezzo di strada insieme a noi, a questo proposito ricordiamo che gli incontri di Azione Cattolica sono aperti a tutti. I prossimi sono il 21ottobre e il 18 novembre, sempre alle ore 21.00 presso la sala parrocchiale (via Cambini, 10)...

Vi aspettiamo !

 

 

catechismo per l’iniziazione cristiana - 3° anno

cammino verso la Messa di prima Comunione per i ragazzi e le loro famiglie

domenica 11 ottobre presentazione alla comunità:

ore 9.40 ritrovo, ore 10.00 messa, ore 11.00 incontro genitori in casa parrocchiale
 


DIO, NEL SETTIMO GIORNO, RIPOSÒ... (Genesi 1,2)

Dio disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra".

E Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio femmina li creò.

Dio li benedisse e Dio disse loro: "Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra"…

Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.

Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Dio, nel settimo giorno, portò a compimento il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli aveva fatto creando.

E’ simpatico un Dio che si riposa. E può essere bell0, visto che siamo creati a sua immagina, cercare di capire come Dio riposa , per imparare a riposare anche noi.

Dio nel testo sacro ci appare nell’atteggiamento di chi vede le opere che ha fatto e, nella sconfinata circolarità beata della sua vita di Padre, Figlio e Spirito, ne contempla con pace gioiosa la bontà e la bellezza. Questo è il suo riposo: l’armonia della Trinità che si riflette nelle sue creature.

Il settimo giorno, dice la Bibbia, Egli cessa da ogni nuovo lavoro, perché ha completato quanto aveva in cuore di fare, e mantiene quanto ha creato nei suoi dinamismi di sviluppo.

Così il riposo di Dio appare, diversamente dall’evasione e dal disimpegno, una esperienza gioiosamente matura nella quale la vita continua ad esprimersi e a progredire con pacata fattività.

Il nostro riposo ad immagine di quello di Dio, si configura così con le caratteristiche di un vivere intenso ma non assillante, operoso e al tempo stesso contemplativo, generosamente attento alle esigenze delle persone con libertà piena e responsabile.

Anche questo chiediamo alla bontà del Dio che si riposò.

don Piero


 

 

 


 


 


 



 


 


 


 


 



 


 


 



 


 



 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

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