foto dell'interno della chiesa

 

Parrocchia San Giovanni Crisostomo

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Foglio settimanale: n. 29   19 settembre 2009


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vai al calendario: settembre 2009


- INDICE -

Dall'omelia del Cardinale dell'8 settembre

Celebrazioni per la festa patronale di San Giovanni Crisostomo

Lettera ai cercatori di Dio - 5

Festa della Parrocchia domenica 27 settembre

Proposta anno oratoriano 2009/10

Cammino fidanzati

c'era una volta...

Il Cardinale: Un anno di "riposo in Dio"

20 settembre ore 10/ Ricomincia la Domenica dei piccoli


DALL'OMELIA DEL CARDINALE DELL'8 SETTEMBRE

Il sacerdozio comune dei battezzati

Chiamiamo il sacerdozio dei preti “ministeriale” per dire che è a servizio dell’edificazione di tutti i fedeli, a servizio del compimento della vocazione che ciascuno riceve nel Santo Battesimo. Per questo il primo grande compito dei preti è di aiutare e di incoraggiare il cammino di santità di tutto il popolo cristiano.

Un popolo che Dio costituisce nella storia come stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo salvato e riscattato dalla infinita misericordia di Dio.

Sono allora tutti i fedeli ad essere chiamati in questo Anno Sacerdotale a riconoscere la dignità che hanno ricevuto, quella di figli di Dio, ad essere sempre più pronti ad offrire il sacrificio gradito a Dio, ossia una vita vissuta secondo lo Spirito del Signore. Il culto gradito a Dio, l’adorazione in spirito e verità si celebra ogni giorno nella pratica della carità verso Dio e verso i fratelli, nella testimonianza della speranza che viene da Gesù il Risorto: la presenza dei cristiani negli ambienti comuni della vita, del lavoro, della cultura, della sofferenza, della responsabilità civile e politica è segnata dal compito sacerdotale di far risplendere la luce davanti agli uomini perché tutti rendano gloria Padre che è nei cieli (Mt 5,16).

Alcuni battezzati poi possono e devono dare il loro contributo anche per la vita della comunità cristiana, collaborando volentieri e in spirito di comunione come operatori pastorali.

La vita della Chiesa, le sue iniziative, le nuove prospettive che si aprono, tutte le forme che la missione deve assumere richiedono una collaborazione da parte di tutti, ispirata da vero e disinteressato zelo, guidata da un lucido discernimento che sappia unire generosità e sobrietà pastorale. Richiedono soprattutto tanta fiducia in Dio e nella sua grazia onnipotente. Di questa fede abbiamo tutti grande bisogno.

Sobrietà: la missione continua senza borsa, né bisaccia

Infatti nella nostra Chiesa diocesana, straordinariamente ricca di persone impegnate, di iniziative, di risorse è evidente la sproporzione tra la missione affidatale dal Signore e le risorse disponibili. Questa sproporzione diviene sempre più evidente anche per noi, in questi anni, nel contesto di una società secolarizzata, di una riduzione piuttosto rilevante del numero dei preti, di una fatica diffusa a sostituire - nei diversi ambiti pastorali - i collaboratori di sempre con presenze nuove.

Che cosa faremo? Rinunceremo alla missione?

Lo sguardo di fede può riconoscere anche nella fatica e nelle incertezze che ci inquietano un’occasione per operare scelte di sobrietà pastorale, come siamo soliti dire in diverse occasioni. Sento la responsabilità di proporre alcuni concreti criteri di discernimento per conseguire quel “fare meno, fare meglio, fare insieme” che potrebbe essere lo slogan della sobrietà pastorale.

 


CELEBRAZIONI PER LA FESTA PATRONALE DI SAN GIOVANNI CRISOSTOMO

 Domenica 13 e lunedì 14 abbiamo celebrato la festa patronale in onore di san Giovanni Crisostomo.

La messa delle 10.00 di domenica è stata presieduta da monsigmor Renzo Marzorati nel 50° della sua ordinazione presbiterale. Concelebrando con i preti attualmente nella nostra parrocchia, don Renzo ci ha ricordato il valore del nostro Battesimo, fondamento basilare della vita cristiana e di ogni chiamata nella Chiesa. Il nostro Santo operò intensamente per valorizzare la dignità cristiana di tutti i fedeli a lui affidati e nella sua difesa dei più umili e poveri incontrò difficoltà e persecuzioni che gli costarono la vita.

La concelebrazione delle 21.00 di lunedì, è stata presieduta da don Giovanni Basilico nel suo 15° anno di ordinazione. Oltre agli attuali preti della parrocchia, hanno partecipato don Gregorio, don Domenico e il Decano don Franco. Don Lauro, don Adrio, don Giorgio e don Luigi che per diversi motivi non hanno potuto partecipare quest’anno, ci sono stati vicini nel ricordo.

La presenza dei preti che il Signore ha messo sul nostro cammino ci ha ricordato e fatto rivivere con riconoscenza le esperienze di incontro con Gesù che ci sono state offerte in questa chiesa e comunità cristiana, alimentando in noi il desiderio di continuare il cammino con generosità libera e creativa e a rispondere valorizzando i doni della nostra chiamata battesimale.

 


LETTERA AI CERCATORI DI DIO

5. La sfida di Dio -3 -

La fede come ricerca e come pace

Alla fede ci si avvicina con timore e tremore, togliendosi i calzari, disposti a riconoscere un Dio che non parla nel vento, nel fuoco o nel terremoto, ma nell’umile voce di silenzio, come fu per Elia sulla santa montagna (1 Re 19) ed è stato, è e sarà per tutti i santi e i profeti.

Credere, allora, vuol dire perdere tutto? Non avere più sicurezza, né discendenza, né patria? Rinunciare a ogni segno e ad ogni sogno di miracolo? A tal punto è geloso il Dio dei credenti? Così divorante è il suo fuoco? Così buia la sua notte? Così assoluto il suo silenzio?

Rispondere di sì a queste domande sarebbe cadere nella seduzione opposta a quella di chi cerca segni a ogni costo; sarebbe un dimenticare la tenerezza e la misericordia di Dio. C’è sempre una luce per rischiarare il cammino: un grande segno ci è stato dato, il Cristo, che vive nei mezzi della grazia e dell’amore confidati alla famiglia dei suoi discepoli, la Chiesa. In essa è offerto un cibo ai pellegrini, un conforto agli incerti, una strada agli smarriti. Se questi doni non vanno mai confusi con possessi gelosi, è pur vero che essi sono là per nutrirci; non per esimerci dalla lotta, ma per darci forza; non per addormentare le coscienze, ma per svegliarle e stimolarle a opere e giorni d’amore, in cui l’amore invisibile si faccia presente.

Testimoniare la fede non sarà, allora, dare risposte già pronte, ma contagiare l’inquietudine della ricerca e la pace dell’incontro: “Ci hai fatto per te e il nostro cuore è inquieto finché non riposi in te” (Sant’Agostino, Le Confessioni, 1,1). Accettare l’invito non è risolvere tutte le oscure domande, ma portarle a un Altro e insieme con lui. A lui è possibile rivolgere con fiducia le parole della bellissima invocazione di sant’Agostino:

Signore mio Dio, unica mia speranza,
fa’ che stanco non smetta di cercarTi,
ma cerchi il Tuo volto sempre con ardore.
Dammi la forza di cercare,
Tu che ti sei fatto incontrare,
e mi hai dato la speranza di sempre più incontrarTi.
Davanti a Te sta la mia forza e la mia debolezza:
conserva quella, guarisci questa.
Davanti a Te sta la mia scienza e la mia ignoranza;
dove mi hai aperto, accoglimi al mio entrare;
dove mi hai chiuso, aprimi quando busso.
Fa’ che mi ricordi di Te,
che intenda Te, che ami Te. Amen!
(De Trinitate, 15, 28, 51).

 

 

 

Una donna tremendamente addolorata per la morte di suo figlio, si recò da un maestro spirituale in cerca di conforto.
Egli l’ascoltò pazientemente mentre riversava su di lui la sua triste storia.
Poi le disse dolcemente: “Io non posso asciugare le tue lacrime, posso solo insegnarti come renderle sante”.

(Parabola Orientale)


FESTA DELLA PARROCCHIA DOMENICA 27 SETTEMBRE

ore 10.00 S. Messa

ore 11.00 C'è di + ! Allora... caccia al Tesoro!

ore 12.30 Pranzo di condivisione con ciò che ognuno può portare. Un primo piatto è offerto dalla Parrocchia.

ore 14.00 GIOCHI IN FAMIGLIA

in contemporanea... TORNEO DI CALCIO A SETTE
(maschile e femminile, iscrizioni in oratorio entro venerdì 25)

 

e poi la festa continua…! domenica 4 ottobre

ore 10.00 S. Messa

e a seguire biciclettata sul Naviglio Martesana! (pranzo al sacco)


PROPOSTA ANNO ORATORIANO 2009/10
C'è di più perché c’è… Gesù, la Chiesa, noi, gli altri e una strada!

4. C’è di più perché ci sono gli altri

La proposta dell’anno oratoriano “C’è di più” ci invita a guardare la realtà con maggiore profondità così come la vedrebbe Dio.

C’è di più ci spinge a considerare con occhi nuovi soprattutto le altre persone per accorgerci dei loro bisogni ed interessarci, con rispetto e simpatia, della loro vita.

C’è di più perché ci sono gli altri. La presenza degli altri – soprattutto la loro amicizia – ci spinge sempre a dare il massimo e a fare sempre meglio.

L’amore reciproco colma i nostri desideri più veri e più nascosti e dà alla nostra vita uno slancio verso quel qualcosa in più che la completa.

Educare all’affettività non è un compito facile perché: occorre una purificazione dei sentimenti e un invito a plasmare quella parte del carattere che spesso viene lasciata alla spontaneità.

Ma l’affetto, l’amicizia e l’amore non possono svilupparsi a caso, ne va della nostra vocazione!

Ogni chiamata ci mette infatti in relazione con l’altro in un modo del tutto originale e corrispondente.

Anche in questo caso la logica del dono illumina l’orientamento nel cammino verso il futuro.

Sapere che quel poco che abbiamo e che siamo, se donato e condiviso, può essere motivo di gioia per chi ci sarà accanto e, addirittura, per tutti, può bastare a chi ha capito cosa sia l’amore per scegliere di donare senza riserve.


CAMMINO FIDANZATI

Il cammino per fidanzati, che vedrà i suoi momenti più significativi a partire da giovedì 14 gennaio, penderà avvio con tre incontri che si terranno in via Cambini 10 alle ore 21.00 nei giovedì 22 ottobre, 12 novembre e 3 dicembre.

Chi è intenzionato a partecipare è pregato di segnalarsi: o per telefono 02 4548 1410 negli orari di ufficio, o via e-mail segreteria@sangiovannicrisostomo.org.

grazie
 


INIZIAZIONE CRISTIANA 2009/10

 


IL CARDINALE: UN ANNO DI "RIPOSO IN DIO"

Sento forte il bisogno che questo anno pastorale sia vissuto da tutti come l'occasione per:

+ una sosta contemplativa e rigenerante,

+ un tempo di gratuità e di lode

+ affinché,

    - prima di immaginare altri passi da compiere e altre iniziative da realizzare,

    - possiamo anzitutto e insieme riconoscere i grandi doni con i quali Dio ci raggiunge

    - e rinnovare con gioia il nostro cammino verso la meta che Benedetto XVI indica come obiettivo dell'Anno Sacerdotale:

 + la santità.
 


20 SETTEMBRE ORE 10/ RICOMINCIA LA DOMENICA DEI PICCOLI

+ accoglienza sul sagrato della chiesa dalle 9.45 alle 10

+ alle 10 si va nella saletta con tappeti e un piccolo altare ( candela – acqua – icona )

+ segno di croce e canto introduttivo

+ ogni bimbo dice il suo nome…

+ lettura…

+ riviviamo insieme quanto accade....

+ preghiera spontanea “grazie Signore per....”

+ all'offertorio entriamo in chiesa e portiamo il nostro dono…

+ partecipiamo alla celebrazione che continua
 


 

 

 


 


 


 



 


 


 


 


 



 


 


 



 


 



 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

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