Discorso del Papa al Centro Cardina Paul Emile Léger - CNRH di Yaoundé, Camerun
Scout/ Diario dalla terrasanta
22 marzo, religioni in festa a Milano
Gesù allora disse: "E’ per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi".
Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: "Siamo ciechi anche noi?".
Gesù rispose loro: "Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane".
(Giovanni 9, 39-41)
19 marzo 2009
Davanti alla sofferenza, la malattia e la morte, l’uomo è tentato di gridare sotto l’effetto del dolore, come ha fatto Giobbe, il cui nome significa ‘sofferente’. Gesù stesso ha gridato poco prima di morire. Quando la nostra condizione si degrada, l’angoscia aumenta; alcuni sono tentati di dubitare della presenza di Dio nella loro esistenza. Giobbe, al contrario, è consapevole della presenza di Dio nella sua vita; il suo grido non si fa ribellione, ma, dal profondo della sua sventura, egli fa emergere la sua fiducia. I suoi amici, come ognuno di noi davanti alla sofferenza di una persona cara, si sforzano di consolarlo, ma usano delle parole vuote.
In presenza di sofferenze atroci, noi ci sentiamo sprovveduti e non troviamo le parole giuste. Davanti ad un fratello o una sorella immerso nel mistero della Croce, il silenzio rispettoso e compassionevole, la nostra presenza sostenuta dalla preghiera, un gesto di tenerezza e di conforto, uno sguardo, un sorriso, possono fare più che tanti discorsi. Questa esperienza è stata vissuta da un piccolo gruppo di uomini e donne tra i quali la Vergine Maria e l’Apostolo Giovanni, che hanno seguito Gesù al culmine della sua sofferenza nella sua passione e morte sulla Croce.
Tra costoro, ci ricorda il Vangelo, c’era un africano, Simone di Cirene.
Egli venne incaricato di aiutare Gesù a portare la Sua Croce sul cammino
verso il Golgota. Quest’uomo, anche se involontariamente, è venuto in aiuto
all’Uomo dei dolori, abbandonato da tutti i suoi e consegnato ad una
violenza cieca. La storia ricorda dunque che un africano, un figlio del
vostro continente, ha partecipato, con la sua stessa sofferenza, alla pena
infinita di Colui che ha redento tutti gli uomini compresi i suoi
persecutori. Simone di Cirene non poteva sapere che egli aveva il suo
Salvatore davanti agli occhi. Egli è stato “requisito” per aiutarlo; egli fu
costretto, forzato a farlo. E’ difficile accettare di portare la croce di un
altro. E’ solo dopo la risurrezione che egli ha potuto comprendere quello
che aveva fatto. Così è per ciascuno di noi, fratelli e sorelle: al cuore
della disperazione, della rivolta, il Cristo ci propone la Sua presenza
amabile anche se noi fatichiamo a comprendere che egli ci è accanto. Solo la
vittoria finale del Signore ci svelerà il senso definitivo delle nostre
prove.![]()
Lunedì 30 marzo, Teatro dell'oratorio
Parrocchia di San Giovanni Crisostomo - via Cambini 10
ore 20.00: aperitivo palestinese
ore 21.00: il Clan dello Strafalari racconta la sua Route
per informazioni: clan.milano68@gmail.com
Nessuno è escluso, scopri e rispetta la fede di ogni persona
domenica al Teatro alle Colonne momento di
celebrazione e di bilancio di tre anni
di attività del Forum, a conferma del comune impegno di dialogo e di pace
Un invito da non mancare per quanti sono attenti alla vita milanese nelle sue pieghe magari meno vistose, ma impegnate a costruire l’anima della città del futuro. Domenica 22 marzo, a Milano, dalle 17 alle 19, presso il Teatro alle Colonne (corso di Porta Ticinese 45), si terrà una manifestazione in occasione del terzo anniversario di fondazione del Forum delle Religioni a Milano. Sarà un momento di celebrazione e di festa, a conferma del comune impegno di dialogo e di pace tra le organizzazioni e comunità religiose presenti in città.
Il tema dell’incontro - “Nessuno è escluso, scopri e rispetta la fede di ogni persona” - riflette sia l’ansia di costruire fondamenti di pace e di rispetto tra tutte le religioni, sia un bilancio delle conoscenze acquisite tra comunità di religione diversa e degli scambi effettuati di inviti e di proposte. «Nessuno è escluso è certamente un invito a non lasciar fuori nessuno - spiega don Giampiero Alberti, tra i fondatori del Forum -, ma è anche la sollecitazione a che tutti partecipino e non si tengano fuori». Un primo passo a scoprire chi sono gli altri e che cosa fanno, quali sono i colori propri della loro fede e della loro spiritualità, per poi poterli rispettare per ciò in cui essi credono.
In tre anni di attività il Forum ha costruito una trama di rapporti e di reciproca conoscenza che neppure poteva immaginare nell’immediato passato: questo è il dono prezioso che si intende proporre all’intera cittadinanza. Si è infatti sviluppata una conoscenza non solo tra le diverse comunità religiose, ma anche tra comunità della stessa fede che prima non si frequentavano (sia tra i buddisti, sia tra i musulmani). «Nessuno cercava gli altri - spiega ancora don Alberti -. Ora invece si conoscono e tutti i delegati del Forum hanno avuto occasione di partecipare a celebrazioni delle rispettive religioni: ne è nata una conoscenza rispettosa e collaborativa». Piccoli passi, poco conosciuti, ma che promettono frutti importanti, perché il Forum intende rispondere alla domanda cittadina di intervenire nelle grandi questioni inerenti le relazioni interreligiose.
Partecipano al Forum delle Religioni di Milano: Comunità Ebraica - Associazione Zen Higan - l’Altra Riva - Kunpen Lama Gangchen - Monastero Zen Ensoji - il Cerchio - Arcidiocesi di Milano - Ecumenismo e dialogo - Centro ambrosiano di documentazione delle religioni - Centro interreligioso Henri le Saux - Chiesa Cristiana Avventista del 7° Giorno - Chiesa Cristiana Evangelica Battista - Chiesa Cristiana Protestante in Milano - Chiesa Evangelica Metodista - Chiesa Evangelica Valdese - Comunità di Sant’Egidio - Frati Minori di Sant’Angelo - Missionari d’Africa, Padri Bianchi - Movimento dei Focolari - Pontificio Istituto Missioni Estere - Vicariato Ortodosso Romeno - Ahl al-Bait - Comunità Sciita - Casa della Cultura Islamica - Centro Islamico di Milano e della Lombardia - Confraternita Jerrahi Halveti - Veda Vyasa - Unione Induista Italiana Sanãtana Dharma, Milano.
Rosangela Vegetti