foto dell'interno della chiesa

 

Parrocchia San Giovanni Crisostomo

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Foglio settimanale: n. 8   28 febbraio 2009


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vai al calendario: marzo 2009


- INDICE -

Quaresima 2009

I martedì del Cardinale

Venerdì di Quaresima

Preghiera per le vocazioni

Un aiuto efficace alla famiglia

Scout/ Al Santo Sepolcro


QUARESIMA 2009

un tempo per dare un nome alle nostre povertà
e per incontrare l’amore di Dio
che ci dona perdono e consolazione…
un tempo per imparare da Cristo
a portare prove e sofferenze
con coraggio e pace…
un tempo per imparare a trattare tutte le persone,
dentro e fuori dalla Chiesa,
come il Signore tratta noi…

 Il peccato è suggestione che seduce
nel cuore del malvagio
perchè non c’è timor di Dio
davanti ai suoi occhi.
Guarda a se stesso con occhio adulatore
non discerne né odia la sua colpa
le parole della sua bocca malizia e inganno
ha perduto ogni senso del bene.
Sul suo letto progetta azioni inique
si ostina su strade perverse
non rinuncia a compiere il male.
Salmo 36/35

 

 


I MARTEDÌ DEL CARDINALE

Una bella opportunità di apertura e di condivisione con amici vecchi e nuovi…

come? partecipando ai gruppi di meditazione dei martedì di quaresima

dove? nelle case di chi darà la propria disponibilità segnadosi in chiesa... o in casa parrocchiale…

quando? al martedì sera dalle 20,45 puntuali per l'ascolto insieme; seguirà un momento di condivisione...

partecipa anche tu, con la tua presenza e, se puoi, accogliendo gli amici in casa tua! comunica la tua disponibilità in parrocchia! (tel. 0245481410)

 


VENERDÌ DI QUARESIMA

 


PREGHIERA PER LE VOCAZIONI


UN AIUTO EFFICACE ALLA FAMIGLIA

Se la famiglia è la grande malata del nostro tempo, i consultori familiari sono fondamentali per la sua terapia. Ecco le nuove vie intraprese dai consultori cattolici, tra cui i nostri.

Calano gli omicidi commessi in Italia, ma aumenta in maniera vertiginosa il numero di quelli avvenuti in famiglia. Basti pensare che nel 2005 i delitti tra le mura domestiche erano il 14,3 % del totale e nel primo semestre 2008 la percentuale è balzata fino al 24,7. Vuol dire che ben uno su quattro scaturisce da atti di violenza tra coniugi oppure tra genitori e figli.

Non occorre dilungarsi sui problemi che riguardano le troppo frequenti separazioni, i divorzi, i litigi familiari, l’incapacità di affrontare una vera educazione dei figli da parte di molti genitori. Sono in crescita le convivenze, le unioni provvisorie e a tempo, il rifiuto specifico di mettere anche solo in prospettiva l’idea di un matrimonio.

La famiglia italiana pare seriamente ammalata: non ha bisogno di semplici aspirine. Di fronte a questa crisi «epocale» che ruolo possiamo svolgere come cristiani e credenti?

I programmi della Diocesi danno indicazioni spirituali e pastorali di cure delle famiglie; ormai è già il terzo anno che ci viene chiesto dal Cardinale arcivescovo di vivere seriamente l’evangelizzazione della famiglia e dalla famiglia.

Un impegno molto serio che viene portato avanti dalle parrocchie, è quello dei Consultori Familiari di ispirazione cattolica. Purtroppo sono ancora poco conosciuti dalla gran massa dei partecipanti alla vita delle nostre comunità, anche se il loro lavoro è molto prezioso.

Nuove risposte per nuove esigenze

Era il 15 febbraio 1948 quando, su iniziativa di un coraggioso sacerdote milanese, ex internato nei lager nazisti, don Paolo Liggeri, si apriva a Milano il primo consultorio familiare, «La Casa». Fin d’allora garantiva consulenze di ordine medico, giuridico, psicologico e morale per fidanzati e sposi, e fin d’allora era «aperto a tutti senza nessuna discriminazione di idee politiche o religiose». Quella esperienza «vincente» si diffuse gradualmente in tutto il Paese, e nel 1968 gli allora 29 centri si associarono nell’Ucipem (Unione consultori prematrimoniali e matrimoniali).

Più tardi, nel 1978, su spinta dei vescovi italiani, nacque anche la «Confederazione italiana dei consultori familiari d’ispirazione cristiana», attualmente la maggiore delle realtà cattoliche associate in questo ambito. Entrambe le associazioni si sono contraddistinte per aver svolto nel territorio servizi di consulenza familiare e lavoro d’équipe, spesso all’avanguardia rispetto ai tempi e agli stessi consultori pubblici nati nel 1975.

I primi corsi per fidanzati, di forte impronta umanistica e plurispecialistica, avevano tutti la firma dei consultori cattolici, prima che la Chiesa italiana rendesse obbligatori gli itinerari di preparazione al matrimonio e li vincolasse alle comunità parrocchiali.

Ma nel frattempo il campo d’intervento dei consultori si era allargato e differenziato.

I Consultori dei nostri decanati

Anche le parrocchie dei nostri decanati hanno sentito l’esigenza di servirsi di strutture di questo tipo. Contestualmente alla nascita della FeLCeAF (la Federazione Lombarda) i decanati di Turro, Città Studi e Lambrate nel 1975 fondarono il Consultorio G. B. Guzzetti in Via Mancinelli 1, presso la Parrocchia di Casoretto, mentre il Decanato Romana Vittoria continuava ad utilizzare i servizi dell’Istituto “La Casa” di Don Liggeri presente nel territorio. Nel 2000 le esigenze di crescita del Consultorio portò ad aprire una nuova sede, il Consultorio Kolbe in Viale Corsica 68, presso la parrocchia Beata Vergine Immacolata e Sant’Antonio, aperta ai decanati Romana Vittoria e Forlanini.Nel 2008 poi si è creata infine una grande sinergia unendo in un’unica Associazione le parrocchie di tutti i cinque decanati che ora collaborano insieme al sostegno e allo sviluppo dei due consultori che integrano i servizi specifici che li caratterizzano.

I sentimenti prima della salute

E adesso? L’evoluzione rapida della società in questo delicato ambito ci costringe ad un aggiornamento sempre più impellente. «In questi anni la famiglia e la società sono mutate profondamente. È cambiata la figura del padre e della madre. Modificati completamente i comportamenti sessuali. Poi è arrivata l’epidemia di separazioni e divorzi, un vero terremoto.

Il professor Beppe Sivelli, psicoterapeuta e presidente dell’Ucipem spiega: «Se il consumismo ha infettato anche i sentimenti, se diminuisce la responsabilità, e l’impegno “per sempre” spaventa sempre di più, credo che il nostro compito oggi sia educare a un nuovo modo di vedere l’altro e noi stessi, un modo libero dal culto narcisista e individualista. Il consultorio deve spiegare che vincere lo stress e l’infelicità quotidiana si può, a patto di arricchire le cose di significati. Deve inoltre suggerire che noi non possiamo star bene da soli».

E le coppie che avvicinano i consultori chiedono esattamente questo: percorsi sulla dimensioni affettiva e relazionale della sessualità, più che sulle problematiche della contraccezione. «Faccio da tanti anni terapia di coppia – prosegue Sivelli – e il ringraziamento di chi viene da me è sempre lo stesso: “Grazie per averci aiutato a comunicare tra noi sul serio, a dirci di nuovo ti amo, ad avere pazienza”. A queste persone dobbiamo offrire una possibilità: anche in amore il momento del buio capita sempre. Cos’è un amore se non anche una vulnerabilità condivisa, una delusione superata, un dolore vinto?»

Lombardia 1999: la grande svolta

Momento di svolta nella storia dei consultori associati nella Confederazione è stata l’approvazione della legge n. 23 nel 1999 da parte della Regione Lombardia. Si tratta della prima disposizione in Italia che riconosce lo status di «servizio pubblico» anche agli enti privati senza fine di lucro che operano nella direzione del bene comune, con il conseguente accreditamento dei consultori familiari, non solo di quelli gestiti dalle ASL, ma anche di quelli gestiti da privati che operano nella logica della sussidiarietà.

«Questo riconoscimento della corresponsabilità della società civile – afferma l’avvocato Goffredo Grassani, presidente della Confederazione dei Consultori cattolici – è un processo ancora in atto ed è forse il più importante che abbiamo davanti ai nostri occhi, non solo dal punto di vista giuridico. Come prepararci a questa responsabilità? In questo senso diventano indispensabili la formazione e la qualificazione degli operatori, e in secondo luogo il dialogo tra strutture pubbliche e società civile. I nostri consultori stanno crescendo molto, perché attraverso l’accreditamento è stato possibile coniugare la gratuità del volontariato con la professionalità che necessita in questo servizio».

Le sfide del futuro

Che cosa aspettarsi allora dai consultori cattolici? Anzitutto, un ruolo di maggiore prevenzione e aiuto alla famiglia «sana», rispetto a prima, quando il consultorio interveniva quasi esclusivamente sulle patologie. «Lo stiamo già facendo, potenziando i nostri servizi educativi» sottolinea ancora il presidente.

Se il consultorio deve diventare sempre più specchio della società, un’altra sfida con la quale fare i conti si chiama multiculturalità e multietnicità. «Dovremo sempre più specializzarci su questo versante – dice Grassani – visto il rapido aumento delle famiglie straniere e miste nel nostro Paese».

«E infine i nostri consultori dovranno creare sempre di più reti di solidarietà. Cioè imparare a essere aperti ai bisogni del territorio, coniugandolo con ricerca scientifica e culturale della famiglia». Come a dire: un consultorio che studia il mondo ma opera nel quartiere.

Guzzetti: via Mancinelli 1 – tel. 02.28.28.288

Kolbe: viale Corsica 68 – tel. 02.70.00.63.93

 


SCOUT/ AL SANTO SEPOLCRO

Alle 6 del mattino la città vecchia di Gerusalemme è deserta, le strade ancora illuminate dai lampioni, si fa fatica a riconoscere il suq arabo senza i colori tipici delle bancarelle e le tante voci che si mescolano.

Alcuni di noi, accompagnati da don Nicola, scelgono di andare al Santo Sepolcro in questa atmosfera mattutina. Il grande portone all' ingresso era stato aperto poco prima, la luce soffusa e il silenzio ricreavano l'ambiente esterno. Salite le ripide scale situate all' ingresso, ci troviamo nella parte superiore che ospita il calvario, il luogo dove anche il Cardinale Martini ci aveva chiesto di pregare per lui.

Nell'aria risuona l'eco delle voci di un gruppo di pellegrini che sta celebrando la messa approfittando di questa quiete che si riesce a trovare solo a quest'ora del mattino, evitando così di trovarsi immersi nella folla rumorosa e poco rispettosa di turisti che invade questo luogo santo durante il resto della giornata.

Il tempo lasciatoci nell'edicola è stato pochissimo, anche se noi avremmo voluto assaporare più a lungo il silenzio e la preghiera.
Molta della poca luce si effondeva dalle candele accese dai pellegrini. I profumi emanati da diverse fonti, come la pietra dell'unzione di Gesù e l'incenso del turibolo, si intrecciavano in un' unica fragranza.

Non mi immaginavo di riuscire a trovare in un luogo condiviso da tante religioni (cattolica, armena, ortodossa, i quasi inesistenti siriaci e la poverissima copta sul tetto) una pace così profonda, che è stata spunto di meditazione e riflessione: trovare un proprio spazio all'interno della basilica del Santo Sepolcro, riuscire a fermarsi e a riflettere in un luogo così importante.

Francesca, Clan dello Strafalari - Milano 68

 


 

 

 


 


 


 



 


 


 


 


 



 


 


 



 


 



 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

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