Discorso del Vescovo alla città
Preghiera del Vescovo per la città
Sinodo dei Vescovi/ Messaggio al popolo di Dio 4
8 dicembre: Giornata dell'adesione all'Azione Cattolica ambrosiana
Lungo il nostro percorso d’avvento, incontriamo la folla di Gerusalemme che accoglie con festoso tumulto il Signore che viene ed è per noi bello sentirci coinvolti nell’entusiasmo che circonda Gesù.
Si, un po’ di entusiasmo non guasta: di fronte agli avvenimenti belli è giusto rallegrarsi e lasciare spazio anche alle emozioni umane… non siamo dei piccoli robot senza sentimenti…
Subito dopo però incontriamo anche la festa dell’Immacolata che, con le parole dell’evangelista Luca, ci mostra il mistero di Dio compiersi in un silenzio interiore profondo, rotto solo dalla parola impalpabile dell’angelo e dall’ascolto semplice e totale di Maria.
Si anche il silenzio nei sensi e nella mente che permette l’ascolto del cuore è importante per entrare nel mistero del Dio che si fa vicino in Gesù e visita il suo popolo.
La conoscenza-esperienza di Dio nella fede e nelle Scritture è qualcosa che coinvolge la persona nella sua interezza: intelligenza, cuore, sensibilità, volontà, e questo chiede scelte di silenzio…
Forse sogno ad occhi aperti, tuttavia mi sento di proporlo ugualmente… Prima dell’incontro con il Signore nel Natale, accanto alla preghiera quotidiana e all’eucaristia settimanale, pur nella frenesia dei ritmi della vita quotidiana, che spesso non dipende da noi, ritagliamoci uno spazio di silenzio sufficientemente ampio, in condizioni che ci aiutino, e rimaniamo a tu per tu con questo Dio che decide liberamente di venire a condividere le nostre situazioni per trasfigurarle e redimerle.
don Piero
venerdì 12 dicembre 2008
JUNO
USA 2007 - regia di Jason Reitman
con: Ellen Page, Michael Cera, Jennifer Garner, Jason Bateman, Olivia
Thirlby
Juno MacGuff è un’adolescente schietta e sicura di sé, intelligente e unica nel suo genere: mentre la maggior parte delle sue compagne passano il tempo su Internet o al centro commerciale, Juno vive seguendo delle regole tutte sue. Un pomeriggio noioso come tanti si trasforma in qualcosa di diverso quando Juno incontra Bleeker, un ragazzo timido e riservato. Quando poi Juno scopre di essere incinta, con la collaborazione della sua migliore amica Leah escogita un piano per trovare una perfetta coppia di genitori per il bambino che porta in grembo.
Dopo qualche ricerca, le due ragazzine mettono gli occhi su Mark e Vanessa, una benestante coppia che vive nei quartieri alti e che sta cercando di avere un bambino in adozione. Ma quando sta per arrivare la fatidica data del parto, la vita apparentemente perfetta ed idilliaca di Mark e Vanessa comincia a mostrare qualche crepa. Con il passare dei mesi, i cambiamenti fisici di Juno rispecchiamo la sua crescita interiore e alla fine, mostrando un coraggio e un’intelligenza piuttosto insoliti in una ragazzina della sua età, Juno affronterà i suoi problemi a testa alta con un’esuberanza giovanile che è al contempo intelligente ed inaspettata.
Mai banale o ipocrita, Juno è un personaggio stravagante che oltrepassa i luoghi comuni con la sua adorabile insolenza. Una ragazzina spudorata, ma non per questo priva di quella tenera debolezza che lascia affezionare e commuovere. Il messaggio sguscia dal sottotesto senza cadere nella retorica, con la franchezza di un impudente cinismo che non può non conquistare.
Citazione di Paolo VI dall’enciclica “Ecclesiam suam”
80. Com'è chiaro, i rapporti fra la Chiesa ed il mondo possono assumere molti aspetti e diversi fra loro…
Sembra a Noi che il rapporto della Chiesa col mondo, senza precludersi altre forme legittime, possa meglio raffigurarsi in un dialogo, e neppure questo in modo univoco, ma adattato all'indole dell’interlocutore e delle circostanze di fatto (altro è infatti il dialogo con un fanciullo ed altro con un adulto; altro con un credente ed altro con un non credente).
Ciò è suggerito: dall'abitudine ormai diffusa di così concepire le relazioni fra il sacro e il profano, dal dinamismo trasformatore della società moderna, dal pluralismo delle sue manifestazioni, nonché dalla maturità dell'uomo, sia religioso che non religioso, fatto abile dall'educazione civile a pensare, a parlare, a trattare con dignità di dialogo.
81. Questa forma di rapporto indica un proposito di correttezza, di stima, di simpatia, di bontà da parte di chi lo instaura; esclude la condanna aprioristica, la polemica offensiva ed abituale, la vanità d'inutile conversazione. Se certo non mira ad ottenere immediatamente la conversione dell'interlocutore, perché rispetta la sua dignità e la sua libertà, mira tuttavia al di lui vantaggio, e vorrebbe disporlo a più piena comunione di sentimenti e di convinzioni.
82. Suppone pertanto il dialogo uno stato d'animo in noi, che intendiamo introdurre e alimentare con quanti ci circondano: lo stato d'animo di chi sente dentro di sé il peso del mandato apostolico, di chi avverte di non poter più separare la propria salvezza dalla ricerca di quella altrui, di chi si studia continuamente di mettere il messaggio, di cui è depositario, nella circolazione dell' umano discorso.
Chiarezza mitezza fiducia prudenza
83. Il colloquio è perciò un modo d'esercitare la missione apostolica; è un'arte di spirituale comunicazione. Suoi caratteri sono i seguenti.
La chiarezza innanzi tutto; il dialogo suppone ed esige comprensibilità, è un travaso di pensiero, è un invito all'esercizio delle superiori facoltà dell'uomo; basterebbe questo suo titolo per classificarlo fra i fenomeni migliori dell'attività e della cultura umana; e basta questa sua iniziale esigenza per sollecitare la nostra premura apostolica a rivedere ogni forma del nostro linguaggio: se comprensibile, se popolare, se eletto.
Altro carattere è poi la mitezza, quella che Cristo ci propose d'imparare da Lui stesso: Imparate da me che sono mansueto e umile di cuore; il dialogo non è orgoglioso, non è pungente, non è offensivo. La sua autorità è intrinseca per la verità che espone, per la carità che diffonde, per l'esempio che propone; non è comando, non è imposizione. È pacifico; evita i modi violenti; è paziente; è generoso.
La fiducia, tanto nella virtù della parola propria, quanto nell'attitudine ad accoglierla da parte dell'interlocutore: promuove la confidenza e l'amicizia; intreccia gli spiriti in una mutua adesione ad un Bene, che esclude ogni scopo egoistico.
84. La prudenza pedagogica infine, la quale fa grande conto delle condizioni psicologiche e morali di chi ascolta: se bambino, se incolto, se impreparato, se diffidente, se ostile; e si studia di conoscere la sensibilità di lui, e di modificare, ragionevolmente, se stesso e le forme della propria presentazione per non essergli incomprensibile.
85. Nel dialogo, così condotto, si realizza l'unione della verità con la carità, dell'intelligenza con l'amore.
86. Nel dialogo si scopre come diverse sono le vie che conducono alla luce della fede, e come sia possibile farle convergere allo stesso fine. Anche se divergenti, possono diventare complementari, spingendo il nostro ragionamento fuori dei sentieri comuni e obbligandolo ad approfondire le sue ricerche, a rinnovare le sue espressioni.
La mia preghiera non può mai mancare; è continua per questa Città. Ma, come sempre, mi sembra bello e giusto che il Vescovo concluda il suo discorso con una preghiera speciale: per questa nostra Città e sulla nostra Città.
| Signore,
rendici uomini di pace, sempre. In mezzo alle guerre dichiarate dai potenti, ma, più semplicemente, in mezzo alle nostre piccole guerre quotidiane. Signore, facci convinti del dialogo, uomini e donne capaci di dialogo; aiutaci a cercare l’altro; aiutaci a trovare l’altro. Signore, la pace si costruisce ogni giorno e per tutti i giorni. Guidaci sulla strada della comprensione reciproca, dell’ascolto vicendevole, dell’incontro attento e gioioso. Signore, donaci relazioni e affetti, dove noi sappiamo rispettare la libertà dell’altro; dove noi lo lasciamo semplicemente essere se stesso. Signore, guidaci dal mistero del Volto sfigurato al mistero della Trasfigurazione. Donaci la capacità di annunciare la Trasfigurazione e di non trattenerla egoisticamente per noi. |
Signore, accompagnaci dalla contrapposizione all’incontro; dal mutismo al dialogo; dall’egoismo al farci prossimo. Signore, fa’ che sappiamo accettare la nostra unicità; fa’ che sappiamo fare silenzio attorno a noi; fa’ che sappiamo trovarci e trovarti. Signore, fa’ che sappiamo essere costruttori di dialogo nella nostra Città; capaci di costruire istituzioni aperte e accoglienti. Signore, donaci il coraggio e la forza di andare incontro ai fratelli che credono in un altro Dio; Signore, donaci il coraggio e la forza di stabilire un dialogo con loro; Signore, donaci il coraggio e la forza di considerarli fratelli amati e di condividere con loro il superfluo ed il necessario. |
Signore, infine, concedici di saper distinguere, di saper vedere, di non fare sempre di ogni erba un fascio. Signore, rendici uomini veri e donne vere, che sanno capire, amare, sostenere, indicare il futuro e la speranza. E fa’ che la nostra Città sia abitata da uomini e donne così e che possa mostrare a quanti sono venuti e a quanti verranno il suo volto migliore, la sua anima intensa, il suo cuore. E così sia. |
IV. Le strade della Parola: la missione
«Da Sion uscirà la Legge e da Gerusalemme la parola del Signore», dice Isaia. La Parola di Dio personificata “esce” dalla sua casa, il tempio, e si avvia lungo le strade del mondo per incontrare il grande pellegrinaggio che i popoli della terra hanno intrapreso alla ricerca della verità, della giustizia e della pace. C’è, infatti, anche nella moderna città secolarizzata, nelle sue piazze e nelle sue vie – ove sembrano dominare incredulità e indifferenza, ove il male sembra prevalere sul bene, creando l’impressione della vittoria di Babilonia su Gerusalemme – un anelito nascosto, una speranza germinale, un fremito d’attesa. Come si legge nel libro del profeta Amos, «ecco verranno giorni in cui manderò la fame nel paese, non fame di pane né sete di acqua, ma di ascoltare la parola del Signore». A questa fame vuole rispondere la missione evangelizzatrice della Chiesa.
Anche il Cristo risorto agli apostoli esitanti lancia l’appello a uscire dai confini del loro orizzonte protetto: «Andate e fate discepoli tutti i popoli… insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato». La Bibbia è tutta attraversata da appelli a “non tacere”, a “gridare con forza”, ad “annunciare la parola al momento opportuno e non opportuno”, ad essere sentinelle che lacerano il silenzio dell’indifferenza. Le strade che si aprono davanti a noi non sono ora soltanto quelle sulle quali si incamminava san Paolo o i primi evangelizzatori e, dietro di loro, tutti i missionari che s’inoltrano verso le genti in terre lontane.
11. La comunicazione stende ora una rete che avvolge tutto il globo e un nuovo significato acquista l’appello di Cristo: «Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, quello che ascoltate all’orecchio predicatelo sulle terrazze». Certo, la parola sacra deve avere una sua prima trasparenza e diffusione attraverso il testo stampato, con traduzioni eseguite secondo la variegata molteplicità delle lingue del nostro pianeta. Ma la voce della parola divina deve risuonare anche attraverso la radio, le arterie informatiche di Internet, i canali della diffusione virtuale on line, i CD, i DVD, gli podcast e così via; deve apparire sugli schermi televisivi e cinematografici, nella stampa, negli eventi culturali e sociali.
Questa nuova comunicazione, rispetto a quella tradizionale, ha adottato una sua specifica grammatica espressiva ed è, quindi, necessario essere attrezzati non solo tecnicamente, ma anche culturalmente per questa impresa. In un tempo dominato dall’immagine, proposta in particolare da quel mezzo egemone della comunicazione che è la televisione, significativo e suggestivo è ancor oggi il modello privilegiato da Cristo. Egli ricorreva al simbolo, alla narrazione, all’esempio, all’esperienza quotidiana, alla parabola: «Parlava loro di molte cose in parabole… e fuor di parabola non diceva nulla alle folle». Gesù nel suo annuncio del regno di Dio non passava mai sopra le teste dei suoi interlocutori con un linguaggio vago, astratto ed etereo, ma li conquistava partendo proprio dalla terra ove erano piantati i loro piedi per condurli, dalla quotidianità, alla rivelazione del regno dei cieli.
Significativa diventa, allora, la scena evocata da Giovanni: «Alcuni volevano arrestare Gesù, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: Perché non lo avete condotto qui? Risposero le guardie: Mai un uomo ha parlato così!».
12. Cristo avanza lungo le vie delle nostre città e sosta davanti alle soglie delle nostre case: «Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me». La famiglia, racchiusa tra le mura domestiche con le sue gioie e i suoi drammi, è uno spazio fondamentale in cui far entrare la Parola di Dio. La Bibbia è tutta costellata di piccole e grandi storie familiari e il Salmista raffigura con vivacità il quadretto sereno di un padre assiso alla mensa, circondato dalla sua sposa, simile a vite feconda, e dai figli, «virgulti d’ulivo».
La stessa cristianità delle origini celebrava la liturgia nella quotidianità di una casa, così come Israele affidava alla famiglia la celebrazione della pasqua. La trasmissione della Parola di Dio avviene proprio attraverso la linea generazionale, per cui i genitori diventano «i primi araldi della fede».
Ancora il Salmista ricordava che «ciò che abbiamo udito e conosciuto e i nostri padri ci hanno raccontato non lo terremo nascosto ai nostri figli, raccontando alla generazione futura le azioni gloriose e potenti del Signore e le meraviglie che egli ha compiuto…e anch’essi sorgeranno a raccontarlo ai loro figli».
Ogni casa dovrà, allora, avere la sua Bibbia e custodirla in modo concreto e dignitoso, leggerla e con essa pregare, mentre la famiglia dovrà proporre forme e modelli di educazione orante, catechetica e didattica sull’uso delle Scritture, perché «giovani e ragazze, vecchi insieme ai bambini» ascoltino, comprendano, lodino e vivano la Parola di Dio. In particolare le nuove generazioni, i bambini e i giovani, dovranno essere destinatari di un’appropriata e specifica pedagogia che li conduca a provare il fascino della figura di Cristo, aprendo la porta della loro intelligenza e del loro cuore, anche attraverso l’incontro e la testimonianza autentica dell’adulto, l’influsso positivo degli amici e la grande compagnia della comunità ecclesiale.
Incontri di riflessione e di festa organizzati dai gruppi parrocchiali all’interno delle loro comunità.
L’8 dicembre è per l’Azione Cattolica la giornata del “sì”, quella in cui i soci rinnovano o scelgono per la prima volta l’appartenenza all’associazione. La Giornata dell’adesione è uno dei momenti forti dell’anno per i laici di Azione Cattolica, che all’interno delle comunità in cui sono presenti come gruppi parrocchiali organizzano incontri di riflessione e di festa. Il giorno dell’Immacolata rappresenta il momento più significativo della “campagna di tesseramento”, perché durante le messe avviene la benedizione e la consegna delle tessere agli iscritti.
Per questo 2008/09 l’ Azione Cattolica ambrosiana ha lanciato l’obiettivo oltre i 10 mila, «cioè superare la soglia (che già ora raggiungiamo) dei diecimila iscritti - spiega la presidente Valentina Soncini -. Ci sono diverse strade che vogliamo provare a percorrere per arrivarci: innanzitutto mantenendo e valorizzando i gruppi che già esistono in 400 parrocchie della diocesi di Milano, e poi provando a coinvolgere chi ci è già vicino e partecipa saltuariamente alle nostre attività».
Tra le iniziative che caratterizzeranno la giornata, momenti di festa e di riflessione, oltre a un irrinunciabile incontro unitario con gli adulti, i giovani e i ragazzi, che quest’anno riprenderà i temi della laicità e della spiritualità che hanno ispirato e guidato l’incontro diocesano tenutosi a Desio lo scorso 9 novembre.
Ad animare le feste, in numerose realtà parrocchiali e decanali, ci saranno anche gruppi di giovani che proporranno banchetti di vendita, informazione e promozione. In una trentina di piazze della diocesi, da Milano città ai Comuni varesini, dalla Brianza lecchese a quella di Monza, giovani dai 15 ai 30 anni allestiranno un banchetto di prodotti editoriali della cooperativa In Dialogo e alimentari del circuito del commercio equo e solidale, messi a disposizione dalla cooperativa Chico Mendez.
