Catechismo/Convocazione di tutti i genitori
Dal beato Charles De Foucauld... alla beata Teresa di Calcutta... a noi
Famiglia diventa anima del mondo

via Cambini 10 ore 20.45
tre incontri di avvicinamento: 16 ottobre, 13 novembre, 11 dicembre
dieci incontri: 15, 22, 29 gennaio 05, 12, 19, 26 febbraio 05, 12, 19 marzo
due domeniche mattina: 25 gennaio, 22 marzo
per informazioni contattare don Piero tramite ufficio parrocchiale
Ci siamo dati non a un ideale per grande che sia, e neppure alla realizzazione di una perfezione per veridica che sia, ma a una Persona viva, a un Dio che è, nel senso assoluto del termine, nostro fratello perché è anche uomo.
Il Cristo Gesù riassume per noi tutta la ragion d'essere della nostra vita.
Nostro scopo essenziale è l'apprendere a vivere in mezzo al mondo una totale e vera amicizia con Gesù. Lui è l'amato per primo, è per lui che lavoriamo, per lui che fatichiamo e soffriamo, ed è per rispondere alla chiamata del suo amore che vogliamo restare delle ore ai suoi piedi per amarlo, amarlo come nostro Dio, nostro amico, nostro fratello, come seppe farlo tanto bene Padre de Foucauld.
Lo sforzo della nostra fede sarà diretto innanzitutto a un incontro personalissimo con il Cristo, sicuri come siamo di non perderci aderendo a lui con tutto il nostro essere, abbandonando,a lui la nostra vita, a lui che è la Via, la Verità e la Vita.
E’ per questo che la nostra vita deve tendere a semplificarsi in una unione con Gesù vivente, trovato nella fede, nell'Eucaristia, nel Vangelo e nei nostri Fratelli; è qui che egli risiede.
Saremo completamente donati agli uomini per lui; e se vogliamo condividere con loro, e specialmente con i più poveri, i più oppressi, e con quelli trattati più ingiustamente, tutto quello che potremo delle loro preoccupazioni, delle loro fatiche e del loro lavoro, è perché vediamo davanti a noi lui, il Figlio dell'uomo, l'Uomo per eccellenza e l'Uomo de! dolori, dappertutto presente in loro e in mezzo a loro. E sempre lui che cerchiamo, che amiamo, con il quale vogliamo faticare e soffrire.
2° capitolo: “Famiglia, dono della vita e bene della salute”
Il secondo capitolo tratta del dono della vita e del bene della salute. La vita è presentata come vocazione: non c’è vita autentica senza vocazione. In un contesto culturale in cui tutto è frammentato e tutto tende alla soddisfazione immediata dei piccoli desideri, si fatica a presentare l’esistenza umana come vocazione. Si preferisce presentarla come susseguirsi di progetti a breve, di relazioni capaci di suscitare emozioni intense, traguardi intermedi e convenienti.
Il cristiano è sempre custode e servitore della vita, di tutta la vita, in ogni stagione e ambito dell’esistenza. Occorre vigilare sui temi dell’aborto e dell’eutanasia: ma difendere la vita significa allargare l’orizzonte su altre realtà che la minacciano: miseria, ignoranza, prostituzione, emarginazione degli stranieri, sicurezza sul lavoro, condizione degli anziani...
Nel Percorso pastorale il tema della salute è letto a partire dalla realtà della famiglia che tanti pesi e sfide sostiene in occasione della malattia di uno dei suoi componenti. È a partire dalla famiglia che deve maturare un atteggiamento cristiano verso la malattia. Cristo non l’ha soppressa, nemmeno l’ha sconfitta del tutto: l’ha presa su di sè. E le famiglie sono chiamate a fare altrettanto. Importante è educare i giovani al senso della malattia, spiegando come essa non sia un incidente di percorso, ma parte - drammatica - della vita stessa.
La vita: un grande dono di Dio
12. La vita nasce nella famiglia e la famiglia dice a tutti che la vita, in tutte le sue stagioni, è un grande dono di Dio. Questo dono non è solo per la famiglia stessa o per la comunità cristiana, è per il mondo e per il bene di tutti. Ogni famiglia è chiamata a custodire e a promuovere questo inestimabile valore personale e sociale.
La parola di Dio accolta nella fede illumina e dà pienezza di senso ad ogni evento significativo della vita della famiglia: L'attesa di un figlio, la commozione di fronte a una nuova nascita, la celebrazione del battesimo, la prima comunione, la cresima, un compleanno, la gioia di un fidanzamento, la festa di un matrimonio, l'assunzione cosciente e matura dell'età anziana, e perfino l'evento triste e fiducioso della morte assumono il loro più profondo significato nel mistero di Cristo, rivelazione e promessa, certezza e speranza per tutto il mondo e per ogni cuore.
È Gesù, il "Verbo della vita" che si è fatto carne, a far risplendere nel mondo in tutto il loro fascino la bellezza e il senso pieno della vita dell'uomo. Egli infatti ha condiviso con noi l'esistenza umana, come ci ricorda il Concilio: «ha lavorato con mani d'uomo, ha pensato con mente d'uomo, ha agito con volontà d'uomo, ha amato con cuore d'uomo. Nascendo da Maria Vergine, egli si è fatto veramente uno di noi, il tutto simile a noi fuorché nel peccato. (...) Soffrendo per noi non ci ha dato semplicemente l'esempio perché seguiamo le sue orme, ma ci ha anche aperta la strada; mentre noi la percorriamo, la vita e la mortevengono santificate e acquistano nuovo significato.
La famiglia deve sentirsi chiamata da Cristo Signore ad accogliere con riconoscenza il dono della vita, a custodirlo con amore, a sostenerlo dove incontra difficoltà, a farlo crescere, a indicarne il senso e il compimento: tutto questo per la gioia di ogni figlio che viene sulla terra, per il bene di tutta l'umanità e per il futuro del mondo.
In questo contesto possiamo immediatamente comprendere la necessità che la famiglia e la comunità cristiana, insieme, sappiano davvero riservare uno sguardo e un impegno rinnovati nel vivere la pastorale battesimale proposta dalla nostra Chiesa diocesana.