foto dell'interno della chiesa

 

Parrocchia San Giovanni Crisostomo

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Foglio settimanale: n. 6 - 16 febbraio 2008


UN TEMPO PER INCONTRARE IL MISTERO DI DIO NELLA PREGHIERA COSTANTE...

Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».

Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdonaci i nostri peccati,
perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore,
e non ci indurre in tentazione».

Poi aggiunse: «Se uno di voi ha un amico e va da lui a mezzanotte a dirgli: Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da mettergli davanti; e se quegli dall'interno gli risponde: Non m'importunare, la porta è gia chiusa e i miei bambini sono a letto con me, non posso alzarmi per darteli; vi dico che, se anche non si alzerà a darglieli per amicizia, si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono almeno per la sua insistenza.

Ebbene io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!».

Luca - Capitolo 11


VENERDÌ DI QUARESIMA

Giorni penitenziali: venerdì - astinenza dalle carni

Giorni di digiuno: venerdì 21 marzo

Orari:
08.00 preghiera delle Lodi
08.15 via della Croce
15.30 via della Croce
18.30 meditazione quaresimale

“Resi nuovi, a immagine di Gesù, mediante il Battesimo, per vivere da figli… “


 

VIA CRUCIS per le vie del nostro Quartiere

venerdì 6 marzo - ore 21.00 con il Crdinale a Precotto

venerdì 14 marzo - ore 20.45

FESTA DEI RAGAZZI

domenica 16 marzo ore 9.45 - processione ulivi

VEGLIA PASQUALE

notte 23 / 24 marzo - inizio ore 21.30 con Battesimo


RISPOSTA DEL PREFETTO ALLA LETTERA APERTA


 


DAL MESSAGGIO DI BENEDETTO XVI PER LA QUARESIMA 2008

Secondo l’insegnamento evangelico, noi non siamo proprietari bensì amministratori dei beni che possediamo: essi quindi non vanno considerati come esclusiva proprietà, ma come mezzi attraverso i quali il Signore chiama ciascuno di noi a farsi tramite della sua provvidenza verso il prossimo. Come ricorda il Catechismo della Chiesa Cattolica, i beni materiali rivestono una valenza sociale, secondo il principio della loro destinazione universale.

Nel Vangelo è chiaro il monito di Gesù verso chi possiede e utilizza solo per sé le ricchezze terrene. Di fronte alle moltitudini che, carenti di tutto, patiscono la fame, acquistano il tono di un forte rimprovero le parole di san Giovanni: “Se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il proprio fratello in necessità gli chiude il proprio cuore, come dimora in lui l’amore di Dio?”. Con maggiore eloquenza risuona il richiamo alla condivisione nei Paesi la cui popolazione è composta in maggioranza da cristiani, essendo ancor più grave la loro responsabilità di fronte alle moltitudini che soffrono nell’indigenza e nell’abbandono. Soccorrerle è un dovere di giustizia prima ancora che un atto di carità.

Il Vangelo pone in luce una caratteristica tipica dell’elemosina cristiana: deve essere nascosta. “Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra”, dice Gesù, “perché la tua elemosina resti segreta”. E poco prima aveva detto che non ci si deve vantare delle proprie buone azioni, per non rischiare di essere privati della ricompensa celeste. La preoccupazione del discepolo è che tutto vada a maggior gloria di Dio. Gesù ammonisce: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli”. Tutto deve essere dunque compiuto a gloria di Dio e non nostra.

Questa consapevolezza accompagni, cari fratelli e sorelle, ogni gesto di aiuto al prossimo evitando che si trasformi in un mezzo per porre in evidenza noi stessi. Se nel compiere una buona azione non abbiamo come fine la gloria di Dio e il vero bene dei fratelli, ma miriamo piuttosto ad un ritorno di interesse personale o semplicemente di plauso, ci poniamo fuori dell’ottica evangelica.

Nella moderna società dell’immagine occorre vigilare attentamente, poiché questa tentazione è ricorrente. L’elemosina evangelica non è semplice filantropia: è piuttosto un’espressione concreta della carità, virtù teologale che esige l’interiore conversione all’amore di Dio e dei fratelli, ad imitazione di Gesù Cristo, il quale morendo in croce donò tutto se stesso per noi. Come non ringraziare Dio per le tante persone che nel silenzio, lontano dai riflettori della società mediatica, compiono con questo spirito azioni generose di sostegno al prossimo in difficoltà?

A ben poco serve donare i propri beni agli altri, se per questo il cuore si gonfia di vanagloria: ecco perché non cerca un riconoscimento umano per le opere di misericordia che compie chi sa che Dio “vede nel segreto” e nel segreto ricompenserà.


CINEFORUM

venerdì 22 febbraio 2008, ore 21.00

UN TOCCO DI ZENZERO...

GRECIA-TURCHIA 2005 - regia di Tassos Boulmetis

con: Georges Corraface, Tassos Bandis, Basak Köklükaya, Ieroklis Michaelidis
 

Un tocco di zenzero è la storia privata di Fanis sullo sfondo della Storia, in un film che ha ottenuto grande successo in Grecia. Da bambino Fanis abita a Istanbul, dove riceve le prime lezioni di vita dal nonno Vassilis, che vende spezie e lo introduce alla filosofia degli aromi. Frattanto sperimenta altri sentimenti con la piccola Saime, cui si lega di un'amicizia che evolverà in amore. Ma la Storia preme sulle vite degli individui: negli anni Sessanta, la crisi di Cipro induce la famiglia di Fanis, greca, a lasciare la Turchia per Atene.
Separato dal nonno e dalla vita condotta finora, il ragazzo soffre profondamente e si sente disadattato nella nuova esistenza. Tanto da portare i segni della ferita anche da adulto, allorché tornerà a Istanbul, per fare i conti col passato.

Dichiaratamente autobiografico, da una parte mostra una certa tendenza al fiabesco ed al sentimentale, dall’altra riesce a mettere a fuoco lucidamente un complicato periodo storico, attraverso le vicende umane dei protagonisti. In un’epoca in cui l’idea stessa di “famiglia” sembra essere oggetto di svalutazione, il regista ci racconta la storia di un uomo che, proprio grazie alla sua famiglia, ha imparato la cosa più importante del mondo: che gli imprevisti nella vita non si possono evitare ma, con un pizzico di zenzero e di ironia, si possono almeno affrontare.


MARTEDÌ DEL CARDINALE

Una bella opportunità di apertura e di condivisione con amici vecchi e nuovi…

come? partecipando ai gruppi di meditazione dei martedì di quaresima

dove? nelle case di chi darà la propria disponibilità…

quando? al martedì sera dalle 20,45 puntuali per l'ascolto insieme; seguirà un momento di condivisione...

partecipa anche tu, con la tua presenza e, se puoi, accogliendo gli amici in casa tua!

comunica la tua disponibilità in parrocchia! (tel. 0245481410)

AL MOMENTO I GRUPPI DISPONIBILI SONO: Mari – Cavezzali 8/B – 0245484266 / Castagna – Anacreonte 15 - 022890891 7.


 

La preghiera consiste
non nel parlare molto, ma nell'amare molto.

Gesù ci dice:
"Qualunque sia il genere di preghiera
(pura contemplazione,
semplice sguardo posto su Dio,
attenzione silenziosa e amorevole dell'anima verso Dio,
meditazione, riflessione, dialogo dell'anima con Dio,
preghiere vocali di ogni specie, ecc...)
ciò che deve dominare nella preghiera
sempre, sempre, è l'amore:
qualunque sia il genere di queste preghiere così diverse,
siano esse mute o cantate,
quasi senza pensiero o con molta riflessione,
ciò che dà ad esse valore
è l'amore col quale sono fatte...
In quanto a che cosa domandare,
non dovete volere e domandare che questo:
il compimento della mia volontà».

Gesù ci dice:
"Pregare è soprattutto pensare a me amandomi...
Più mi si ama, meglio si prega...
La preghiera è l'attenzione dell'anima
amorosamente fissata su di me;
più l'attenzione è amorosa, migliore è la preghiera”,
Preghiamo sempre!
Più la tempesta ci agita,
più dobbiamo levare il cuore e le mani verso il divino Maestro.
E pregando, nasce in noi un'invincibile speranza.

Ci sono due modi di pregare:
il primo consiste nel lasciar gridare il proprio cuore,
lasciarlo chiedere a Dio con la semplicità di un bambino
ciò che esso desidera.
L'altro modo è quello di dire semplicemente:
«Padre, in questa circostanza
sia fatta la tua volontà, qualunque essa sia!».
Tutte e due queste preghiere sono perfette, divine.

Charles de Faucauld


 


 


 


 


 



 


 


 



 


 



 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

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