18.11.2007 - L'uomo che lavora
"Il lavoro è un bene dell'uomo perchè mediante il lavoro l'uomo non solo trasforma la natura adattandola alle proprie necessità, ma anche realizza se stesso come uomo ed anzi diventa più uomo".
27.01.2008 - Reti di solidarietà possibili
09.03.2008 - Dialogo e perdono tra genitori e figli
25.05.2008 - Tiriamo le fila
Ci troviamo insieme per la messa alle ore 10.00. Seguiranno, in salone, delle testimonianze. Avremo un tempo di riflessione e di condivisione, pranzeremo insieme e metteremo in comune quello che ciascuno avrà portato.
5. Possiamo a questo punto riprendere l'icona biblica delle nozze di Cana, che ci ha accompagnato duran-te lo scorso anno.
Le ultime parole del brano evangelico risultano particolarmente significative, anche perché con il loro rimando alla "gloria" di Gesù e alla "fede" dei suoi discepoli possono "fare da ponte" con il cammino del nuovo anno.
Scrive Giovanni: «Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli (" segni ") in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui» (2,11).
Manifestò la sua gloria. Cosa si intende con la parola" gloria"? Si intende la manifestazione visibile ..' dell'amore potente e salvifico di Dio per l'uomo e per il mondo. La gloria di Dio è Dio stesso nella sua santità e misericordia che si rivela nella persona di Gesù.
L'episodio di Cana è il primo "segno" di questa gloria, che culminerà nell'ora della morte e risurrezione di Gesù (la sua "ora", ripete spesso l'evangelista), ma che già adesso si fa presente e operante nel Figlio di Dio fatto uomo che trasforma l'acqua in vino, la tristezza degli sposi in gioia, la nostra povertà in ricchezza di fede.
Come si vede, Gesù vuole manifestare la sua gloria non con eventi grandiosi, ma nel segno della festa e nella gioia di due sposi. E così la gloria di Cristo risplende nell'amore reciproco tra l'uomo e la donna: oltre ogni solitudine e paura, essi appartengono l'uno' all'altra, «non sono più due, ma una carne sola» (Matteo 19,6).
Allo sesso modo risplende in tutte le famiglie dove gli sposi si donano
in modo totale e fedele, dove i genitori generano i figli alla vita e la
sostengono in tutte le sue stagioni, dove l'amore quotidiano e semplice sa
diventare eroico per perseveranza e generosità.
La gloria splendente di Cristo mi fa pensare al rito dell'incoronazione
degli sposi tipico della tradizione delle Chiese orientali ed ora reso
possibile anche nel nuovo rito latino. il rimando è all'alleanza sponsale
tra Dio e il suo popolo: il messaggio, affascinante, è che la gloria di Dio
risplende nell'amore reciproco degli sposi perché l'uno è per l'altro
"magnifica corona" e "diadema regale" (Isaia 62,3) di quèlla regalità
gloriosa che splende nella croce di Cristo, nell'amore che si fa dono totale
di sé.
E i suoi discepoli credettero in lui. Qui sta il vero "miracolo» compiuto da Gesù: la "fede” dei discepoli.
Come scriveva l'allora cardinale Joseph Ratzinger: «il vero scopo dell'episodio di Cana non è il vino, che è solo il segno e già da molto tempo è finito e passato. Lo scopo era, invece, la manifestazione della gloria di Gesù, lo splendore dell'infinita bontà di Dio e il nascere della fede nei discepoli. il miracolo più profondo di Cana è la fede dei discepoli, i quali, oltre l'avvenimento esteriore, cominciarono a riconoscere una cosa più grande: la presenza sacrosanta di Dio in mezzo a noi. E di questo si tratta ancora oggi» (Il segno di Cana, in «Communio», n. 205, gennaio-febbraio2006).
La fede si presenta come un dono suscitato dal "sì" di Dio in Gesù e, nello stesso tempo, come frutto di un cammino umano nel quale entrano in primo luogo il "sì" cosciente e libero dei discepoli – che proprio con il loro credere diventano tali - insieme all'intervento di mediazione materna di Maria e al lavoro faticoso dei servi.
Gesù "comanda" loro di versare l'acqua nelle giare ed essi lo fanno riempiendole ."fino all'orlo", per poi attingerla e portarla al "maestro di tavola".
In tal modo la fede si presenta come dono e compito, grazia e responsabilità, fortuna e impegno: dono da invocare e "ricevere" e insieme compito da "vivere" e da "comunicare" agli altri.
Sono questi i passaggi del nostro cammino - una fede ricevuta in dono, trasmessa e testimoniata nell' amore -, che ancora una volta verranno illuminati dal "segno di Cana" e da altri "segni" e parole di Gesù e che costituiranno i tre capitoli del nostro Percorso pastorale.
Tre valori che il Vescovo ci ha affidato. Valori belli, anche se impegnativi, capaci di rendere migliore la qualità della vita.
Ascoltare Dio per conoscerlo sempre più intensamente, per gioire della sua bellezza, per trasmettere e condividere la nostra esperienza di lui.
Ascoltare l’uomo per incontrarlo davvero e relazionarsi da persona a persona, dissipando i fantasmi delle pre-comprensioni, che impediscono di raggiungere l’altro.
Ascoltare fino in fondo… finché l’altro abbia esplicitato tutto quello che deve dire… Un ascolto solo allusivo non basta: può lasciare ampio spazio ai fraintendimenti…
Ascoltare per conoscere… con la schietta curiosità di comprendere meglio… convinti che non conosciamo ancora… Un ascolto che si apre alla novità dell’altro e non cerca semplicemente di essere confermato nelle sue pre-comprensioni…
Ascoltare con onestà interiore… con la libertà di progredire, accogliendo punti di vista altrui e allargando gli orizzonti… con il coraggio di cambiare alcune prospettive consolidate per accogliere nuove ricchezze e inserirle in sintesi nuove…
Ascoltare, perché solo chi ascolta può rispettare Dio e gli uomini.
venerdì 16 novembre 2007, ore 21.00
LA SCONOSCIUTA
ITALIA 2006 - Regia: Giuseppe Tornatore
Con: Claudia Gerini, Michele Placido, Margherita Buy, Pierfrancesco Favino, Alessandro Haber, Xenia Rappoport, Piera Degli Esposti
Irina è una donna ucraina, svilita dalla vita e da esperienze traumatiche.
Una storia come quelle di tante donne dell’est giunte in Italia. Prostituzione, sfruttamento, ricatti. Qui, tuttavia, c’è qualcosa di più terribile, e si tratta del motivo che porta Irina a vivere a Trieste in un bel quartiere del centro e a fare di tutto per riuscire a diventare la tata di casa Adecher.
Gli Adecher sono una famiglia di orafi poco accessibili, a tratti ostili, a tratti troppo discreti per non celare qualcosa di raggelante. Irina entra in casa Adecher e cerca di stringere un legame con la piccola Tea.
Lentamente il sospetto che la bambina nutre per questa donna algida e misteriosa si tramuta in affetto. Ma Irina nasconde in realtà un passato tragico, e lei ha una devastante necessità di chiudere definitivamente la porta in faccia agli spettri che le stanno divorando l'anima.
Un thriller alla Hitchcock, un film girato con cura e con un intreccio degno di questo nome, che testimonia una capacità di narrare fuori dal comune, capace di spostarsi con agilità dalla tensione alla commozione, senza la minima caduta di ritmo, con dialoghi che rasentano quasi la perfezione.
giovedì 8 novembre: Serata di Emmaus, nella chiesa della Madonna dei Poveri, in via Bechi
lunedì 19, martedì 20, mercoledì 21 novembre: Esercizi spirituali, giovani della Città don Davide Caldirola, ore 20.45 in S. Ambrogio
LA VITA DI COPPIA NELLA BIBBIA prof. Ernesto Borghi
12 novembre ore 21.00 - parrocchia santo Spirito via Bassini 50
Per la Giornata Caritas, oltre al Convegno diocesano di sabato 10 novembre, sono in programma diversi momenti che saranno vissuti nelle parrocchie della diocesi domenica prossima o nei giorni precedenti.
Ci saranno incontri tra tutti gli operatori delle realtà caritative, veglie di preghiera e confronti per un ascolto reciproco tra le diverse realtà, a partire dalle rispettive esperienze o dai programmi.
Nelle parrocchie è prevista anche la consegna del mandato pastorale a tutti gli operatori della carità.
Questo gesto rende visibili durante la celebrazione domenicale quei cristiani che sono chiamati a essere segno luminoso e vivo della comunità e che si impegnano a testimoniare, nelle opere, il Vangelo della carità, attenti al grido di chi soffre nel dolore e nella solitudine.
La loro presenza deve essere stimolo affinché tutta la comunità cristiana cammini sulla strada della prossimità e può essere «forza attraente» per molti altri a vivere gesti di amore gratuito nei confronti dei più poveri ed esclusi.
Nella nostra parrocchia alle 15.30 si svolgerà una veglia di preghiera sui temi della Giornata diocesana Caritas di quest’anno.
Durante le messe di sabato 17 e domenica 18, sarà presente l'incaricato per la raccolta delle quote di sottoscrizione mensile e per le offerte "una-tantum". grazie !
Quest’anno riceveranno la visita del prete le famiglie delle case con numeri dispari di via Padova e delle vie sul lato dispari di via Padova. Nelle altre famiglie l’augurio natalizio del Cardinale sarà portato da fedeli laici.
Chi fosse disponibile per questo servizio si metta in contatto con la segreteria della parrocchia (mattino giorni feriali), indicando: nome, recapito telefonico, via e numero civico del caseggiato che intende visitare. In questo modo la segreteria potrà preparare le lettere del Cardinale ed il cartello da esporre prima della visita.
Ringraziamo in anticipo tutte le persone disponibili.
Domenica 11 novembre si celeberà in diocesi la Giornata Caritas che sarà preceduta dal convegno si sabato alle 9 presso il Centro diocesano in via S. Antonio 5 per tutti i responsabili Caritas, parrocchiali, decanali e zonali, ai membri delle Caritas parrocchiali, ai responsabili e operatori dei Centri di ascolto, agli operatori e volontari impegnati nelle strutture di carità del territorio diocesano.
Domenica 11 novembre in diocesi si celebra la Giornata Caritas.
Il tema di quest’anno, “Farsi prossimo… ancora”.
A vent’anni dal Convegno Farsi Prossimo e dall’enciclica "Sollicitudo rei socialis", si riferisce a due importanti ventennali che si sono celebrati tra lo scorso anno e quello in corso.
Si tratta di due pietre miliari per chi si trova ad operare nell’ambito della carità, per la lotta contro l’esclusione sociale, ma anche per far crescere questa sensibilità all’interno della comunità cristiana e civile.
A livello diocesano e della Chiesa universale questi due eventi segnarono un punto di non ritorno che ha però costantemente bisogno di essere riappropriato da chi ha a cuore una fede capace di farsi prossimità verso gli ultimi.
Il Convegno “Farsi Prossimo” sottolineò come sfida urgente - e attuale ancora oggi - l’educazione alla carità nella comunità cristiana.
Una carità che anima anche l’azione dei cristiani nel loro agire responsabile nell’ambito della società. Ecco perché è indispensabile formare uomini e donne disponibili a impegnarsi anche nei diversi campi del servizio sociale, amministrativo e politico proprio a partire dalla loro ispirazione cristiana.
La giornata diocesana sarà, come di consueto, preceduta dal convegno rivolto ai responsabili Caritas, parrocchiali, decanali e zonali, ai membri delle Caritas parrocchiali, ai responsabili e operatori dei Centri di ascolto, agli operatori e volontari impegnati nelle strutture di carità del territorio diocesano.
Il Convegno, che rappresenta il momento diocesano della Giornata Caritas, avrà luogo sabato 10 novembre dalle 9 alle 13 presso il Salone Pio XII (via S. Antonio, 5).
La celebrazione della Giornata diocesana Caritas prevede anche altri momenti che saranno vissuti nelle parrocchie domenica prossima o nei giorni precedenti.
RINGRAZIAMO tutte le volontarie e i volontari della nostra Caritas: il Signore accolga come fatto a lui quanto fanno.