foto dell'interno della chiesa

 

Parrocchia San Giovanni Crisostomo

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Foglio settimanale: n. 33 - 27 ottobre 2007


VISITA DI BENEDIZIONE NATALIZIA

 La tradizione ambrosiana della visita di benedizione natalizia delle famiglie ci riporta anche quest’anno a bussare alle vostre porte e a portare la benedizione di Dio nelle vostre case.

Desideriamo incontrarvi e fare con voi una preghiera per sentire presente nella famiglia e nella casa quel Dio che nel Natale ha voluto farsi uno di noi. Lui ci rimane vicino nelle gioie e nei dolori, nelle speranze e nelle fatiche e sofferenze. Lui ci strappa alle nostre solitudini e ci dona speranza.

Con il nostro venire, vorremmo farvi sentire pensati e amati dal Signore Gesù che ci accoglie sempre e si fa presente dove due o più sono riuniti nel suo nome.

La nostra visita esprime anche con cordiale simpatia la vicinanza della nostra Comunità cristiana di cui siamo chiamati ad essere tutti insieme parte viva.

Vi segnaliamo una novità emersa da suggerimenti ricevuti e approvata dal Consiglio Pastorale: il prete suonerà indistintamente a tutti i campanelli del caseggiato (con o senza immagine), il giorno e l’orario della visita saranno segnalati con un cartello in portineria.

Per chi non fosse in casa, diremo ugualmente una preghiera e lasceremo, sulla soglia, l’augurio del Cardinale.

Speriamo di potervi incontrare presto

don Piero, don Nicola, con don Attilio e il Consiglio Pastorale

 

Quest’anno riceveranno la visita del prete le famiglie delle case con numeri dispari di via Padova e delle vie sul lato dispari di via Padova.

Nelle altre famiglie l’augurio natalizio sarà portato, per quanto possibile, da fedeli laici che si renderanno disponibili per questo servizio e che anticipatamente ringraziamo.


GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE - resoconto

- offerte in chiesa €. 729,10

- gruppo missionario - mercatino €. 900,00

- gioco dei tappi €. 678,00

per un totale di offerte €. 2.307,10

- borsa di studio missionario passionista €. 500,00

- sostegno pontificie opere missionarie €. 1. 807,10

- totale versato €. 2. 307,10

Ringraziamo tutti per la generosità e in particolare il gruppo missionario


NELL'ACCOGLIENZA, NELL'ASCOLTO E NELLA CONDIVISIONE

4. Nell'essere discepoli e testimoni di Gesù, nel comunicare agli altri la fede da noi ricevuta dobbiamo contare anzitutto sulla grazia di Dio. Ce l'ha ricordato Benedetto XVI nel discorso dell'undici giugno 2007 in apertura del Convegno pastorale della Diocesi di Roma su «Gesù è il Signore. Educare alla fede, alla sequela, alla testimonianza».

Dopo aver presentato «le difficoltà che incontriamo nel condurre i fanciulli, gli adolescenti e i giovani ad incontrare Gesù Cristo e a stabilire con Lui un rapparto duraturo e profondo» e aver sottolineato che «proprio questa è la sfida decisiva per il futuro della fede, della Chiesa e del cristianesimo ed è quindi una priorità essenziale del nostro lavoro pastorale», il Papa così prosegue: «Cari fratelli e sorelle, dobbiamo sempre essere consapevoli che una simile opera non può essere realizzata con le nostre forze, ma soltanto con la potenza dello Spirito. Sono necessarie la luce e la grazia che vengono da Dio e agiscono nell'intimo dei cuori e delle coscienze. Per l’educazione e formazione cristiana, dunque, è decisiva anzitutto la preghiera e la nostra amicizia personale con Gesù: solo chi conosce e ama Gesù Cristo può introdurre i fratelli in un rapporto vitale con Lui... Perciò le nostre comunità potranno lavorare con frutto ed educare alla fede e alla sequela di Cristo essendo esse stesse autentiche "scuole" di preghiera (Lettera apostolica Novo millennio ineunte, 33), nelle quali si vive il primato di Dio».

A questa grazia di Dio deve corrispor1dere in modo coerente la libertà della persona, delle famiglie e delle comunità. E la risposta sta nello stile dell'accoglienza, dell'ascolto e della condivisione, che è esattamente lo stile evangelico, che ci viene donato e affidato come compito dal cuore stesso di Gesù, il buon pastore che "conosce" le sue pecore (Giovanni 10,14), "il testimone e missionario del Padre" fra gli uomini.

Su questo stile ci siamo soffermati a lungo nella prima tappa del nostro Percorso. I "momenti di ascolto" vissuti dalle parrocchie e le occasioni di incontro e di dialogo che sono state proposte alle famiglie hanno confermato, alla luce dei contributi che mi sono giunti, quanto la scelta del!'accoglienza “secondola misura del cuore di Cristo" debba "caratterizzare sempre più la pastorale ordinaria delle nostre comunità.

A distanza di un anno, sento ancora più forte il bisogno di rimandare a quelle pagine, nella convinzione che solo se le persone e le famiglie continueranno a sentirsi accolte, ascoltate, capite, rispettate, incoraggiate, sostenute e accompagnate nel cammino della vita, a partire dall'unicità della loro storia personale e nelle varie stagioni della loro esistenza, potrà essere più facilmente testimoniato e trasmesso il dono della fede. Davvero l'accoglienza cordiale e gratuita - da persona a persona - è la condizione umana prima ed essenziale per l'annuncio del Vangelo e per la “traditio fidei”.

Accoglienza, ascolto, condivisione sono il frutto e il segno del!' amore, che è l'unica autentica e credibile via della missione. Siamo tutti chiamati ad amare e a far amare la verità e il bene, non invece a giudicare e a condannare. Soprattutto verso chi erra e pecca, siamo chiamati ad un amore più grande, che solo può racchiudere in sé l'appello limpido e forte a riconoscere il vero e il bene e insieme la sollecitudine misericordiosa verso ogni persona. In questo senso Paolo ci invita a non entrare mai nel giudizio delle coscienze: «Accogliete tra voi chi è debole nella fede, senza discuterne le esitazioni» (Romani 14,1).

Accoglienza, ascolto e condivisione, però, non sono tutto. Proprio grazie all'amore un campo sconfinato si spalanca davanti ai discepoli e testimoni di Cristo. Occorre andare alla ricerca di tutti, nessuno escluso, secondo l'esplicita consegna di Gesù: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo a ogni creatura» Marco 16,15) «Mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra» (Atti 1,8). Il "mondo" e i "confini della terra" non dicono semplicemente uno spazio territoriale, ma indicano un contesto "umano", fatto di persone, di famiglie, di comunità e di popoli. È un "mondo" che da alcuni decenni ci viene incontro anche attraverso il fenomeno migratorio.

Questo non ci solleva 4alla necessità di "partire" per annunciare il Vangelo nei cinque continenti, ma ci chiede comunque di "uscire" da alcune inveterate abitudini, da certi linguaggi consunti, da quegli inconsci pregiudizi che vorrebbero costringere lo Spirito in limiti che non possono certo contenerlo.

L'andare verso tutti, come esigenza imprescindibile del disegno divino dell'universale salvezza, significa apertura ai "lontani", agli "indifferenti", agli "ostili" perché l'unico ovile di Cristo abbia "tutte" le pecore che Dio ama e vuole salvare.

Non è difficile ritrovare in questa parole del percorso pastorale lo stile che il Cardinale ci ha invitato ad assumere per il cammino della nostra Comunità cristiana, durante l’omelia del 13 settembre scorso che ricordiamo con riconoscenza.

Nelle nostre giornate dell’Eucaristia, la scorsa settimana, siamo rimasti, a nome di tutti, davanti al Signore Gesù che ci rivela l’amore accogliente del Padre e che ci fa partecipi del suo amore senza limiti nel gesto del pane spezzato.

Abbiamo chiesto per ciascuno di noi e per l’intera comunità il dono di quella accoglienza, quell’ ascolto e quella condivisione che il Vescovo ci ha posto innanzi come nostra meta e verso cui vogliamo camminare decisamente, con al grazia di Dio.


La nostra parrocchia in collaborazione con il Consultorio Familiare Interdecanale

PROPONE AI GENITORI DI PREADOLESCENTI E ADOLESCENTI

Un percorso di conoscenza, supporto e confronto di “strategie educative”.

Gli incontri saranno tenuti dal direttore coadiuvato da collaboratori dello stesso consultorio. Sette venerdì sera lungo l’anno pastorale, presso la sala parrocchiale di via Cambini, 10 alle ore 21.00:

9 e 23 novembre / 11 gennaio / 1 febbraio / 7 marzo / 4 e 18 aprile

I temi: I figli crescono…e noi? - La crescita umana e quella spirituale: che c’azzeccano?! - Regole o valori? - Cos’è e a che serve la sessualità? - Liberi e capaci di amare - Essere o apparire? – Bullo o vittima?


CREDO LA RISURREZIONE DELLA CARNE E LA VITA ETERNA...

“Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui: è risuscitato!”

Queste parole ci dice il Vangelo, perché possiamo rimanere in relazione con i nostri Cari che vivono con il Signore risorto nella gioiosa circolarità della vita di Dio.

Quando siamo uniti nella fede e nella preghiera a Gesù, noi entriamo in relazione anche con i nostri Cari che, al di là della soglia della morte, sono uniti allo stesso Signore che contemplano faccia a faccia.

Noi esprimiamo loro affetto tramite Gesù, e loro si prendono cura di noi in Lui.


OTTAVA DEI DEFUNTI: messa delle ore 18.00

Venerdì 2: per tutti i nostri Defunti.

Sabato 3: perr tutti i nostri Defunti e in particolare per i Defunti delle famiglie di via Cambini, di via Cesana, di via Mamiani.

Domenica 4: per tutti i nostri Defunti e in particolare per i Defunti delle famiglie di via Cavezzali, di via Esterle, di via Marinetti.

Lunedì 5: per tutti i nostri Defunti e in particolare per i Defunti delle famiglie di via Palmanova e di via Padova [numeri pari].

Martedì 6: per tutti i nostri Defunti e in particolare per i Defunti delle famiglie di via Padova [numeri dispari] e di piazza Sesia.

Mercoledì 7: per tutti i nostri Defunti e in particolare per i Defunti delle famiglie di via Anacreonte, di via Atene, di via Bengasi e di via Tarabella.

Giovedì 8: per tutti i nostri Defunti e in particolare per i Defunti delle famiglie di via Clitumno, di via Oropa, di via Piattoli, di via Prinetti, di via Scutari, di via Toselli, di piazza Sire Raul e largo Tel Aviv.

Venerdì 9: per tutti i Defunti dell’ultimo anno e in particolare per coloro che sono morti nello scorso mese di ottobre.

INDULGENZA IN SUFFRAGIO DEI DEFUNTI:

1 - 8 novembre: visitando il Cimitero e pregando per i Defunti;

2 novembre: visitando la chiesa e pregando il Credo e il Padre Nostro.

CONDIZIONI PER RICEVERE IL DONO DELLA “INDULGENZA”:

- Riconciliarsi con Dio e con la Chiesa nel sacramento della CONFESSIONE.

- Unirsi a Cristo nel sacramento della COMUNIONE.

- PREGARE secondo le intenzioni del PAPA per la Chiesa e per il mondo.

CON L’ANIMO DISTACCATO DA QUALSIASI AFFETTO AL PECCATO E IL PROPOSITO DI VIVERE IN GRAZIA DI DIO


GIANNA BERETTA MOLLA, UN ESEMPIO PER TUTTA LA CHIESA

Il 1° novembre il cardinal Tettamanzi inaugugerà a Mesero un luogo di culto dedicato a santa Gianna Beretta Molla. Nella vecchia canonica presto sorgerà anche un Centro di spiritualità familiare per giovani, fidanzati e coppie. Luisa Bove

Il primo novembre il cardinale Dionigi Tettamanzi inaugurerà a Mesero il Santuario della famiglia intitolato a santa Gianna Beretta Molla. Nel triennio pastorale dedicato al tema della famiglia questo evento assume un significato tutto particolare. Già molti pellegrini si recano sulla tomba o nei luoghi in cui la santa è nata, ha vissuto o ha lavorato (Magenta, Pontenuovo e Mesero) col desiderio di custodirne la memoria e chiedere la sua intercessione.

La Chiesa stessa canonizzando Gianna, l’ha indicata come esempio da imitare a tutti i credenti. Come ricordava l’Arcivescovo, Beretta Molla è stata «la prima canonizzazione che riguarda direttamente la nostra diocesi dopo san Carlo Borromeo» ed è«la prima madre di famiglia che, dopo i primi tempi del cristianesimo e dopo il Medioevo, viene riconosciuta come santa da tutta la Chiesa». Ma se Gianna ha raggiunto la gloria degli altari non è soltanto per il gesto estremo che ha compiuto, donando la sua vita fino al sacrificio, ma perché la sua esistenza è stata una risposta, giorno dopo giorno, alla volontà del Signore. Questa donna esemplare ha vissuto fino in fondo la sua vocazione di sposa, madre e medico, assumendo ogni compito con grande senso di responsabilità e con fede profonda. Tuttavia di Gianna si sottolinea la “ferialità”, la “santità popolare”, che la rende vicina a tanta gente.

E' quest’idea della santità possibile che la Chiesa vuole annunciare ai cristiani di oggi, per dire loro che a nessuno è precluso il cammino di una fede radicale. «La santità che ci presenta è, come ogni santità eroica - diceva il cardinal Martini -, qualcosa di straordinario ma insieme semplice. Tale apparente contraddittorietà è il paradosso della nostra vita cristiana: un eroismo semplice, una normalità esemplare, una sublimità a noi vicina, una santità popolare».

La notorietà di Gianna Beretta Molla ha già raggiunto tutti i continenti e non va dimenticato che uno dei miracoli che hanno permesso la sua beatificazione e canonizzazione è avvenuto in Brasile. «Molti sono stati anche gli scritti su di lei - ricordava il cardinal Tettamanzi l’8 settembre scorso -, in circa venti lingue diverse». Inoltre sono «moltissime le lettere pervenute da ogni parte del mondo, che ringraziano la santa e che chiedono sue reliquie o pubblicazioni e sussidi su di lei».

Oltre al Santuario, che diventerà meta di pellegrinaggio, nei locali della canonica sarà realizzato anche un “Centro di spiritualità” gestito dal rettore don Tiziano Sangalli. Lo scopo sarà quello di aiutare gli adolescenti e i giovani a orientarsi e riflettere sulla vocazione matrimoniale, di offrire occasioni di formazione ai fidanzati che si preparano alle nozze e ad approfondire temi di spiritualità familiare per le coppie.

«Il Centro - spiega don Sangalli - potrà anche essere un punto di riferimento per aiutare le coppie in difficoltà e per accompagnare nella vita spirituale quanti si trovano in situazioni matrimoniali irregolari perché separati o divorziati oppure desiderano incamminarsi dalle varie forme di convivenza verso una comprensione serena di come possono arrivare a celebrare il matrimonio cristiano».

La diocesi si è già impegnata a sostenere i lavori del Santuario e il progetto del Centro di spiritualità, anche dal punto di vista economico. Il desiderio è che, come già sta avvenendo, non manchi il contributo di tanti che, credendo al valore della famiglia e apprezzando l’esempio di santa Beretta Molla, si impegnano in tanti modi a tenerne viva la memoria.


 



 


 


 



 


 



 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

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