Papa Benedetto XVI sottolinea come questo tema “invita tutte le Chiese locali di ogni continente a una condivisa consapevolezza circa l’urgente necessità di rilanciare l’azione missionaria di fronte alla molteplici e gravi sfide del nostro tempo”. L’impegno missionario resta il primo servizio che la Chiesa deve all’umanità di oggi per orientare ed evangelizzare le trasformazioni culturali, sociali ed etiche.
L’annuncio del Vangelo continua a rivestire i caratteri dell’attualità e dell’urgenza a cinquant’anni dalla Fidei Donum. Ogni cristiano che vive in comunione con la Chiesa deve partecipare all’attività di evangelizzazione e deve sentirsi protagonista della missione della Chiesa.
VEGLIA MISSIONARIA DIOCESANA
Si svolgerà sabato 20 ottobre alle ore 20,45 al Velodromo Vigorelli in Via Arona, 19 a Milano. Il tema della Veglia missionaria, che sarà presieduta dall’Arcivescovo cardinale Dionigi Tettamanzi, è: “Il dono della fede accolto e condiviso. A 50 anni dalla Fidei Donum”.
É questo un invito ad una comune riflessione sull’urgenza e sull’importanza che riveste, anche e soprattutto in questo tempo, l’azione missionaria della Chiesa.
Durante la Veglia verrà consegnato il mandato ai missionari in partenza che riceveranno dalle mani dell’Arcivescovo il crocifisso. É questo il momento più intenso della Veglia durante il quale viene rinnovato il legame tra la Chiesa ambrosiana e i missionari che sono in ogni continente. Oggi sono oltre 2200 i missionari nati nella nostra diocesi e che sono nel mondo ad annunciare il Signore.
Contestualmente verrà rinnovato l’impegno missionario da parte di coloro che sono rientrati perchè trasmettano e comunichino la loro esperienza a servizio del rinnovamento delle nostre comunità.
Anche quest’anno a tutti i partecipanti alla Veglia viene proposta la scelta di digiunare come segno di attenzione e condivisione con le innumerevoli situazioni di disagio che milioni di persone vivono in tutto il mondo. Durante la Veglia si raccoglierà il corrispettivo della cena che verrà inviato alle Pontificie Opere Missionarie per il sostegno alle missioni.
Quale segno di partecipazione verrà donato un portachiavi in giunco frutto del lavoro di alcune donne di Huacho (Perù) che fanno parte dell’associazione Tejesol (http://www.huacho.info/tejesol/), un’associazione senza fini di lucro di ispirazione cristiana che incentiva lo sviluppo della comunità attraverso progetti inseriti nella cornice dell’economia solidale.
durante le messe di sabato 20 e domenica 21, sarà presente l'incaricato
per la raccolta delle quote di sottoscrizione mensile e per le offerte "una-tantum".
grazie !
Salmo 128
Beato l’uomo che teme il Signore,
e cammina nelle sue vie.
Vivrai del lavoro delle tue mani,
sarai felice e godrai d'ogni bene.
La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa.
Così sarà benedetto l'uomo
che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion!
Possa tu vedere
la prosperità di Gerusalemme
Possa tu vedere i figli dei tuoi figli
Pace su Israele !
“Fatto a immagine e somiglianza di Dio stesso, nell’universo visibile (Gen. 1), e in esso costituito perché dominasse la terra l’uomo è perciò sin dall’inizio chiamato al lavoro. Il lavoro è una delle caratteristiche che distinguono l’uomo dal resto delle creature… Così il lavoro porta su di sé un particolare segno dell’uomo e dell’umanità, il segno di una persona operante in una comunità di persone”.
“L’attività umana come deriva dall’uomo così è ordinata all’uomo. L’uomo, infatti, quando lavora, non trasforma soltanto le cose e la società, ma perfeziona se stesso. Apprende molte cose, sviluppa le sue facoltà, esce da sé e si supera. Tale sviluppo, se è ben compreso, vale più delle ricchezze esteriori che si possono accumulare”.
“Il lavoro è un bene dell’uomo perché mediante il lavoro l’uomo non solo trasforma la natura adattandola alle proprie necessità, ma anche realizza se stesso come uomo ed anzi, in un certo senso, diventa più uomo”.
“lo scopo del lavoro, di qualunque lavoro,rimane sempre l’uomo stesso”.
Giovanni Paolo II Laborem Exercens
All’inizio, ci siamo posti, in ascolto e contemplazione stupita e riconoscente di quanto Dio opera per la salvezza nostra e di tutti, lasciandoci guidare dal secondo capitolo della lettera agli Efesini. Respirare le altezze della Parola dimensiona in modo realistico tanti falsi problemi che ci causano affanno…
+++ Le prima risonanze alla lettura della lettera pastorale hanno evidenziato:
• La ricchezza e puntualità dell’analisi del momento storico e l’urgenza di trovare nuove strade, focalizzando le opportunità, prima dei problemi… Viene spontanea la domanda: quali opportunità ci sono da noi?
• Tra i capisaldi che approfondiremo si sottolinea la effettiva riscoperta del ruolo della famiglia nella trasmissione della fede, la valenza della preghiera come sostegno alla vita di fede familiare, il recupero dello stile di condivisione. Sono realtà che offrono anche concretizzazioni alla nostra portata… Come aiutare le nostre famiglie?
• Ancora una volta si coglie la necessità di operatori pastorali dotati di Spirito santo e competenza per accompagnare le famiglie che incontrano sofferenze e le famiglie che provengono da altre culture e nazioni.
+++ La convocazione delle famiglie, in occasione della festa di inizio d’anno si è svolta in modo molto positivo per i contenuti e per il clima: nei restanti quattro incontri speriamo che un numero ancora maggiore persone possa arricchirsi con questa esperienza. La convocazione del 18 novembre verterà ancora su tematiche di famiglia, lavoro e reti di solidarietà che saranno precisate, anche annunciando prima gli ambiti dei gruppi di lavoro per il momento dello scambio.
+++ Abbiamo poi fatto il punto della situazione sul cammino del gruppo
“comunicazione”. Le persone che lo compongono hanno lodevolmente cercato,
nonostante fossero poche, di vedere possibili ambiti nei quali operare.
Nell’ampio confronto è stato precisato l’ambito di azione che ci si propone
che riguarda non tanto l’evangelizzazione (come comunicazione della fede),
ma la cura della comunicazione tra persone, famiglie, gruppi a servizio
della partecipazione informata alla vita della comunità. Nella relazione
presentata al Cardinale dicevamo: “A livello infine di comunicazione si sono
venute sviluppando diverse reti di relazione, e di incontro, costruite
intorno a interessi comuni, come la ”pastorale del sagrato“ della domenica
mattina, oppure il cineforum per gli adulti e quello per i ragazzi, la
saletta prove frequentata da una decina di gruppi musicali giovanili, i vari
corsi di musica, il coro delle dieci, e anche la sala computer. Questo senza
contare la trama di relazioni tra genitori dei ragazzi del catechismo e
degli scout o tra i volontari e tra i frequentatori delle diverse attività
della Polisportiva. Da segnalare anche il tentativo di costituire una rete
di “riferimenti di caseggiato”. Sempre in campo di comunicazione, non
possiamo non ricordare lo strumento, pur perfettibile, del Foglio
Settimanale e la costituzione del sito internet della parrocchia.” A fronte
di tutto questo ci si è vuole attivare per: la valorizzazione del tavolo
buona stampa con presenza di persone che comunicano, faccia a faccia, con
chi vuole; la ripresa dei riferimenti di caseggiato e comunque
l’organizzazione per la distribuzione del nostro augurio e della lettera del
Cardinale alle famiglie che quest’anno non ricevono la visita del prete; la
valorizzazione del foglio settimanale come strumento di comunicazione.
+++ Per i prossimi consigli: il 6 novembre cominceremo a prendere in
considerazione la pastorale del Battesimo e del post-battesimo, seguendo la
lettera pastorale, nn. 26 – 30; il 23 gennaio tratteremo della liturgia e
del come si esprime e dovrebbe esprimersi nelle celebrazioni della nostra
Parrocchia.
+++ Tra le eventuali: proveremo a riprendere la benedizione delle famiglie
porta a porta e continueremo la sperimentazione della messa feriale alle
8.00 fino a gennaio.