Accogliamo con la gioia che nasce dalla fede il nostro Vescovo che, come successore degli apostoli, rende presente in un modo particolare Gesù pastore buono che si prende cura di noi.
Dal Cardinale attendiamo una parola autorevole che ci aiuti ad interpretare alla luce del vangelo le situazioni di consolazione e di fatica che viviamo .
Celebriamo con lui l’Eucaristia per attingere fortezza, coraggio e pazienza, dai segni della grazia che il Signore dona alla sua Chiesa attraverso al ministero consacrato nel sacramento dell’Ordine.
Proclamiamo di fronte al Vescovo la nostra ferma speranza alla quale si
alimenta la fedeltà anche nei momenti di fatica e di prova.
Da questa esperienza viva dell’appartenenza alla Chiesa ripartiamo
confermati e ci sentiamo sostenuti nel cammino perché non siamo soli, ma
siamo come portati da questo fiume che ci sorregge e ci sospinge verso la
piena comunione con Dio e con gli uomini.
Alcuni pensieri di nostri bambini di nove anni …
Gesù, alcune volte mi faccio delle domande a cui non so dare risposta.
Padre, alcune volte mi ritrovo in un labirinto senza uscita.
Comunque sia, con te arriverò anche alle soluzioni più difficili.
seconda tappa del cammino triennale dedicato alla famiglia
Sabato 8 settembre, nella festa di Santa Maria Nascente, patrona del Duomo di Milano, l’Arcivescovo aprirà il nuovo anno pastorale e presenterà la seconda tappa del Percorso pastorale diocesano per il triennio 2006-2009 dedicato alla famiglia. Il tema di questa seconda tappa è specificato dal titolo «Famiglia comunica la tua fede».
L’inaugurazione dell’anno pastorale avverrà in Duomo sabato 8 settembre a partire dalle 9.30 nel corso del solenne Pontificale di Santa Maria Nascente presieduto dal cardinale Dionigi Tettamanzi.
Questa celebrazione eucaristica rappresenta un momento fondamentale per la vita della Chiesa ambrosiana. L’intera diocesi, in tutte le sue componenti, è riunita in Duomo, attorno al suo Arcivescovo, per iniziare insieme il cammino di un nuovo anno pastorale. All’appuntamento sono particolarmente invitati i decani. L’attenzione sarà puntata sull’omelia del Cardinale, che metterà in evidenza il secondo anno del Percorso pastorale triennale intitolato «L’amore di Dio è in mezzo a noi. La missione della famiglia a servizio del Vangelo».
«Anche quest’anno - scrive il Vicario generale, monsignor Carlo Redaelli, in una lettera inviata ai parroci - andrà vissuto nel segno della consolante certezza che “l’Amore di Dio è in mezzo a noi”: un amore che invita, spinge, dà forza per essere sempre più autentici testimoni del Vangelo di Gesù».
«Iniziamo insieme questa nuova tappa del Percorso pastorale con generosità e disponibilità - scrive ancora il Vicario generale -. Aiutiamoci e sosteniamoci a vicenda, la consapevolezza di “lavorare insieme” darà più forza all’impegno di ciascuno».
Durante la celebrazione eucaristica si terrà anche il rito di ammissione dei candidati agli Ordini sacri: gli ammessi tra i candidati al diaconato e al presbiterato provengono da due anni di formazione teologica e proseguiranno il cammino in seminario per altri quattro anni; gli ammessi tra i candidati al diaconato permanente, dopo due anni di formazione, cominciano altri tre anni di preparazione al ministero (anche le mogli di quelli sposati sono chiamate a esprimere pubblicamente il loro consenso).
Chiesa e famiglia testimoni del Signore
Il Percorso Pastorale diocesano di quest’anno mette al centro la realtà della famiglia come fondamentale soggetto di trasmissione della fede. Quest’ultima raggiunge la pienezza nella progressiva educazione all’esperienza dell’amore: scrive infatti san Paolo che in Cristo Gesù quello che conta è la fede che opera per mezzo della carità.
L’attenzione è concentrata sulla famiglia in due direzioni tra loro inscindibili e complementari: quella di una Chiesa che si fa testimone di Gesù e del suo Vangelo nei confronti delle famiglie e della società intera; e quella delle famiglie che, coinvolte in modo attivo e responsabile nella Chiesa e nel mondo in questa stessa testimonianza, si pongono come un vero e proprio soggetto missionario.
Ancora uno stile di accoglienza e ascolto
La certezza che l’amore di Dio è in mezzo a noi dovrebbe costituire il filo rosso, l’anima e il respiro con cui affrontare la seconda tappa del nostro Percorso Pastorale dal titolo “Famiglia, comunica la tua fede”. Siamo nell’ambito di un percorso triennale caratterizzato dalla dynamis missionaria. Per questo io mi sento di riprendere e riproporre le linee più significative della prima tappa. In particolare ripropongo gli atteggiamenti dell’accoglienza e dell’ascolto. Il passaggio dalle parole quotidiane alla Parola di Dio va recuperato e vissuto dentro il tema specifico del nuovo anno. È il compito stesso di evangelizzazione da parte dei genitori nei confronti dei figli.
Gesù e lo Spirito primi protagonisti
A me sembra importante sottolineare molto la grande fiducia nella grazia che il Signore dà a tutti e anche alle famiglie. Tutti sono chiamati alla trasmissione della fede. Si tratta di una cosa molto semplice, perchè i protagonisti del tradere e anche della receptio sono Gesù Cristo stesso e il suo Spirito. Ho sentito più volte parlare del contenuto della fede da trasmettere, ma ho sentito parlare anche dello stile della traditio fidei.
Nuove opportunità per la comunicazione della fede
Tra contenuto e stile c'è un’osmosi profonda. Dobbiamo proporre i valori come buona novella offerta alla nostra libertà. Dobbiamo anche sempre collocare questi valori di fondo nella situazione sociale, culturale, storica che noi tutti, anche le famiglie, stiamo vivendo. Ora, la nostra situazione non ci offre soltanto difficoltà e ostacoli alla comunicazione della fede, ma anche opportunità nuove. È in questa storia che il Signore ci chiama ed è in questa storia che si incarna la nostra risposta.
Tempo ricco di grazia per le famiglie cristiane
La nostra attenzione specifica riguarda non semplicemente la fede come un’esperienza personale, di coppia e di famiglia, da conservare e da tenere viva, ma anche da comunicare in chiave missionaria. La missionarietà deve essere vissuta dunque tra marito e moglie, tra genitori e figli, fra tutti i membri della famiglia, tra le famiglie stesse e la comunità ecclesiale e civile.
Forse le persone che sembrano più lontane...
Questo contesto non si presenta solo come difficile, ma è anche capace di
offrire degli elementi che danno più impulso e stimolo. Forse è un periodo
ricco d grazia per le stesse famiglie cristiane. Forse le persone che noi
spesso giudichiamo le più lontane o quelle che sembrano indifferenti in
questo momento storico possono essere più aperte, disponibili e capaci di
attendere una parola diversa rispetto alle tante parole pronunciate, e
capace di dare una risposta profondamente evangelica, proprio perchè
genuinamente umana, a tutte le attese, le difficoltà, i sogni, le speranze,
le fatiche e i drammi delle famiglie di oggi.