foto dell'interno della chiesa

 

Parrocchia San Giovanni Crisostomo

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Foglio settimanale: n. 21 - 23 giugno 2007


2 giugno 2007

Sabato ci siamo ritrovati a condividere i cibi e la nostra tavola, con i fratelli mussulmani. Il tempo non prometteva granché. Il Direttore della "Casa Islamica" ci ha parlato dell' acqua come simbolo di vita, di crescita e quindi di buon auspicio.

E' stata una bella giornata mi hanno colpito tante cose: le persone, i sorrisi, i colori. Non solo esteriori,ma quelli che ci portavamo dentro. La grande voglia di condividere I problemi e la vita.

Per tutti, come è riuscito a spiegare molto bene don Piero, la volontà non di unificare i colori, ma la capacità di mescolarsi, senza perdere le nostre identità. Rimane, almeno per alcuni di noi, la voglia di approfondire queste nuove conoscenze.

… Mosè disse:apri la mano al tuo fratello che è povero e bisognoso nel tuo paese…

Stamane stavo pensando alle parole giuste per l' anniversario di don Nicola. In verità non ce ne sono... ne basta una sola
... GRAZIE... per essere fra noi.

R.


OCCASIONI...

Ognuno di noi ha un suo modo di leggere e valutare quelli che sono i fatti della vita che ci accadono vicino oppure anche in luoghi lontani. Questa sorta di “mappa interiore” ce la costruiamo un pò alla volta, principalmente con la nostra cultura familiare, l’istruzione, le nostre esperienze personali e con le informazioni che ci passano i vari media (TV, giornali, radio..). A volte poi possiamo decidere di modificare questa nostra mappa di riferimento sulla base delle nuove esperienze che facciamo tutti i giorni, il più delle volte questo accade se andiamo direttamente alla fonte delle cose, ad esempio incontrando e relazionandoci con delle persone oppure vivendo gli eventi come testimoni diretti, altrimenti dobbiamo solo basarci e fidarci di quanto ci dicono altri che hanno accesso a queste fonti e le filtrano con le loro mappe di giudizio. Se si vuole che la nostra “mappa” sia il più possibile aderente alla realtà, si tratta quindi di cercare delle occasioni che ci aiutino a completarla o modificarla, se è il caso....fermo restando che il primo metro di valutazione per il cristiano è sempre quello della verifica verso la Parola e la figura di Gesù.

Di questo parlavo con M. nel pomeriggio del 2 giugno, durante l’incontro che abbiamo avuto con la comunità islamica e mentre parlavano di questo, le raccontavo anche due scene che avevo visto e mi avevano colpito:

- la prima è quella di una ragazza islamica che discuteva animatamente al telefonino con suo padre perchè voleva uscire con le amiche invece di venire all’incontro in parrocchia.

- la seconda è quella di un’altra ragazza che chiedeva, e otteneva, dalla madre il permesso di togliersi il velo prima di scendere nei locali dell’oratorio.

Due immagini che mi sono rimaste impresse perchè molto simili a situazioni che viviamo nelle nostre famiglie e forse hanno un pò modificato la mia “mappa interiore”.

Paolo Bonato


Consiglio Pastorale
GRUPPO DI LAVORO "FAMIGLIA"

Nel corso dell’anno 2006- 2007 il consiglio pastorale ha vissuto un percorso di ascolto di tutte le famiglie che gravitano intorno alla parrocchia di San Giovanni Crisostomo e che, con tempi e modi diversi, contribuiscono alla vita e alla ricchezza della nostra Chiesa.

Ognuno di noi ha cercato di mettersi in ascolto secondo lo stile evangelico (pensate a Maria quando ascolta e dice “eccomi”)….. abbiamo quindi incontrato tutte le persone che svolgono un servizio nella parrocchia e abbiamo chiesto loro di “mettersi in ascolto”……. e alla fine dell’anno abbiamo raccolto i frutti dell’ascolto.

Sono emerse sia le tante esperienze positive che la nostra parrocchia già vive e che sostengono le famiglie (pensate alla caritas, la polisportiva, il gruppo scout …e mille altre…) sia i “bisogni più urgenti” delle famiglie.

Momento privilegiato di ascolto tra le famiglie è stata la “festa della famiglia” (20 maggio scorso) durante la quale una sessantina di persone si sono incontrate e confrontate sui reali bisogni delle famiglie di via Padova: è emerso, molto forte, il bisogno di creare delle “reti” tra le famiglie affichè queste si possano affidare le une alle altre e trovare negli altri un occasione di incontro e confronto continuo.

Nel tentativo di rispondere insieme a questo bisogno di maggiore condivisione, ci proponiamo di organizzare alcuni incontri aperti a tutte le famiglie per l’anno 2007-2008 (saranno 4 domeniche nel corso dell’anno): parteciperemo insieme alla messa delle 10.00, seguirà un breve momento di ascolto della Parola inerente al tema scelto, quindi un momento di condivisone e confronto e un pranzo per fare festa insieme. I temi degli incontri saranno quelli che stanno a cuore alle famiglie: i figli (il dialogo, il conflitto, la separazione tra genitori e figli e il futuro dei giovani), il lavoro e la sua precarietà, la solitudine degli anziani. Vi aspettiamo il 30 Settembre per proseguire il nostro cammino.

Francesca, gruppo di lavoro Famiglia


DICHIARAZIONE CONGIUNTA DI BENEDETTO XVI E DEL PATRIARCA CHRYSOSTOMOS II

Noi Benedetto XVI, Papa e vescovo di Roma, e Chrysostomos II, arcivescovo di Nuova Giustiniana e di tutta Cipro, con gioia rendiamo grazie a Dio per questo incontro fraterno, nella comune fede in Cristo risorto, pieni di speranza per l’avvenire delle relazioni fra le Chiese(…) Nella Felice circostanza del nostro fraterno incontro presso le tombe dei Santi Pietro e Paolo(…), vogliamo dichiarare di comune accordo la nostra sincera e ferma disposizione, in obbedienza alla volontà di Nostro Signore Gesù Cristo, ad intensificare la ricerca della piena unità tra tutti i cristiani, attivando ogni sforzo a noi possibile e considerato utile alla vita delle nostre comunità(…) vogliamo inoltre sostenere e promuovere il dialogo teologico, che attraverso la competente Commissione Internazionale si appresta ad affrontare le questioni più ardue che hanno segnato la vicenda storica della divisione. E’ necessario raggiungere u sostanziale accordo per la piena comunione nella fede, nella vita sacramentale e nell’esercizio del ministero pastorale(…)

Abbiamo esaminato la situazione di divisione e di tensione che caratterizzano da oltre un trentennio l’isola di Cipro, con i tragici problemi quotidiani che intaccano anche la vita delle nostre comunità e delle singole famiglie.

Abbiamo considerato, più ampiamente, la situazione del Medio Oriente, dove la guerra e i contrasti tra i popoli rischiano di estendersi con disastrose conseguenze. Abbiamo invocato la Pace ”che viene dall’alto”. Le nostre Chiese intendono svolgere un ruolo di pacificazione nella giustizia e nella solidarietà e , affinché tutto ciò si realizzi, è nostro desiderio promuovere fraterne relazioni fra tutti i cristiani ed un leale dialogo tra le diverse religioni presenti e operanti nella regione.

La fede nell’unico Dio aiuti gli uomini di queste antiche ed illustri terre a ritrovare una convivenza amichevole, nel rispetto reciproco ed in una collaborazione costruttiva. Rivolgiamo, pertanto, questo appello a tutti quelli che, ovunque, nel mondo, alzano la mano contro i propri fratelli, esortandoli con fermezza a deporre le armi ed operare perché siano sanate le ferite causate dalla guerra.

Li invitiamo inoltre, ad adoperarsi affinché i diritti umani siano difesi sempre, in ogni azione: il rispetto dell’uomo, immagine di Dio, è, infatti, per tutti un dovere fondamentale. Così pure, fra i diritti umani da tutelare, va annoverato come primario quello della libertà di religione. Non rispettarlo costituisce una gravissima offesa alla dignità dell’uomo, che viene colpito nell’intimo del cuore dive abita Dio. E così profanare, distruggere e saccheggiare i luoghi di culto di qualsiasi religione, rappresenta un atto contro l’umanità e la civiltà dei popoli(…).

In un tempo di crescente secolarizzazione e di relativismo, cattolici e ortodossi i Europa sono chiamati a offrire una rinnovata testimonianza comune sui valori etici(…). L’unione europea, che non potrà limitarsi a una cooperazione economica, necessita di solide basi culturali, di condivisi riferimenti etici e di apertura alla dimensione religiosa. Occorre vivificare le radici cristiane dell’Europa, che hanno reso grande la sua civiltà nei secoli, e riconoscere che la tradizione cristiana occidentale e quella orientale hanno, in questo senso, un compito comune importante da risolvere. (…) Il ricco patrimonio di fede e la solida tradizione cristiana delle nostre terre, devono spingere i cattolici ed ortodossi ad un rinnovato slancio nell’annunciare il Vangelo al nostro tempo, per essere fedeli alla nostra vocazione cristiana e nel rispondere alle esigenza del mondo d’oggi.

Seria preoccupazione suscita il modo in cui vengono affrontate le questione concernenti alla bioetica. c’è infatti il rischio che certe tecniche applicate alla genetica, intenzionalmente concepite per sopperire a legittime necessità, vadano di fatto ad intaccare la dignità dell’uomo, creato ad immagine di Dio. Lo sfruttamento dell’essere umano, le sperimentazioni abusive, gli esperimenti di genetica che non rispetta i valori etici arrecano offesa alla vita, attentano all’incolumità e alla dignità di ogni persona umana e non possono né devono essere giustificati o permessi in nessun momento della sua esistenza. al tempo stesso, queste considerazioni etiche e la condivisa preoccupazione per la vita umana ci conducono a invitare quelle nazioni, che, con la grazia di Dio hanno conseguito significativi progressi nel campo dell’economia e della tecnologia, a non dimenticare i loro fratelli che abitano nei paesi colpiti dalla povertà, dalla fame e dalle malattie. Invitiamo, pertanto, i responsabili delle nazioni a favorire e promuovere una giusta ripartizione delle risorse della terra(…).

Altrettanto concordi si sono rivelate le nostre preoccupazioni per il rischio della distruzione del creato. L’uomo l’ha ricevuto perchè con esso possa realizzare il disegno di Dio. Erigendo, però, se stesso a centro dell’universo(…)., l’essere umano ha gestito l’ambiente in cui vive operando scelte che mettono a rischio la sua stessa esistenza, mentre esso esige rispetto e tutela da parte di tutti quelli che l’abitano(…).


POVERO TRA I POVERI IL GESÙ DI FRANCESCO

Francesco ce lo immaginiamo sempre giovane e bello, per quanto segnato dai digiuni e dalle malattie (quando morì, nel 1226, era quasi cieco). Ma bello non era mai stato: piccolo e gracile, il contrario degli ideali di bellezza del tempo. Non era nemmeno più nemmeno tanto giovane, quando rinunciò all’eredità del padre e ai suoi sogni di gloria: a venticinque anni circa, la gente del tempo era già matura (la vita media durava una quarantina d’anni).

E allora, che cosa gli successe? Una cosa molto semplice. Incontrò Gesù. Si accorse che era lui quando lo vide sotto forma di un povero, di un ammalato, magari di un lebbroso. Dicono che in una chiesa in rovina un crocifisso gli parlò. Miracolo? Forse, solo leggenda. E’ Più probabile che Gesù gli parlasse dentro, nel cuore, nell’anima.

Ma non era il Gesù solito, quello adoprato dalla gente del suo tempo. Il Gesù del XII-XIII secolo era il Cristo Signore, il Creatore e Padrone del Mondo, il Dio incarnato che aveva trionfato sulla morte, il Risorto che alla fine dei tempi sarebbe tornato sulla terra come Re Vittorioso e Giudice Supremo. Francesco scoprì un altro Gesù: povero e nudo. Il Gesù bambino che trema di freddo nella mangiatoia. Il Gesù sulla croce che accetta di soffrire per amore degli uomini, di aver paura e di provar dolore come tutti. Povero e mendicante, sempre, Lui, Dio Onnipotente. Francesco ci ha regalato questo Cristo: non solo Padre ma soprattutto Fratello.

E nel Suo nome ci ha insegnato ad amare tutti gli esseri umani (a cominciare non solo dai cristiani ma anche dagli ebrei e dai musulmani) e persino gli animali, le piante, i fiori, le cose più umili del meraviglioso universo che Lui ha creato.

E ci ha insegnato che i beni di questa terra sono nulla: cose che passano, che dobbiamo abbandonare morendo, che sono utili solo se usate per fare del bene.

Francesco ci ha insegnato a non aver paura di nulla: né della natura che è buona (basta rispettarla), ne degli esseri umani che sono fratelli e sorelle e possono essere convertiti (la bontà e la carità sono contagiose), né della povertà, della malattia e della morte che fanno parte della vita e vanno affrontate anch’esse con fede e gioia. Questo è il vero Francesco d’Assisi. Diffidate dalle imitazioni.


24 giugno
DOMENICA PER LA CARITÀ DEL PAPA

Aiutiamo a soccorrere necessità materiali e morali


Sedicesimo centenario della morte di SAN GIOVANNI CRISOSTOMO

giovedì 13 settembre alle ore 21.00 solenne concelebrazione

Niente è più freddo del cristiano che non si cura della salvezza degli altri.

Non puoi qui tirar fuori la tua povertà: infatti quella connetta che mise due monetine ti accuserà. Anche Pietro diceva: “Non possiedo né argento né oro”: Così Paolo era talmente povero da patire spesso la fame e mancare del cibo necessario.

Non puoi mettere avanti la tua umile condizione, essi infatti erano di basse origini, nati da poveri. Non puoi addurre il pretesto dell’ignoranza, anche loro erano illetterati. Non puoi obbiettare che sei debole, così era anche Timoteo che soffriva di frequenti infermità.

Chiunque può essere utile al prossimo, se vuole compiere la sua parte.

(omelie sugli atti degli apostoli)


ATTENZIONE
a partire dal 15 luglio orari per l'estate

dal 15 luglio al 3 settembre

Sante messe:

- festive: ore 8.00, 10.00, 18.00

- della vigilia: ore 18.00

- feriali: ore 18.00

[sono sospese la Messa festiva delle 11.30 e la feriale delle 8.30]

a partire dal 6 giugno

- la chiesa aperta del mercoledì sera rimane sospesa fino all’ 8 agosto

- l’adorazione eucaristica comunitaria del giovedì viene lasciata alla iniziativa personale fino al 6 settembre

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

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