DOMENICA 20 MAGGIO
ore 9.30 accoglienza sul sagrato (assegnazione ai gruppi - cibo per il pranzo)
ore 10.00 messa
ore 11.00 in teatro (lancio della giornata)
ore 11.15 cinque gruppi ( testimonianza - confronto breve - sintesi di gruppo)
ore 12.15 tutti in teatro ( condivisione dei lavori di gruppo)
ore 12.45 pranzo ( a tavola c’è posto per tutti… portare il cibo, come ci si sente…)
DOMENICA 27 MAGGIO
vogliamo ringraziare insieme il Signore per quanto vissuto in quest’anno di attività parrocchiali, ci ritroviamo alle ore 10.00 per la S. Messa con i bambini che vivranno la seconda solenne Comunione nel pomeriggio alle ore 16.00 per la Presentazione delle attività dell’Oratorio Estivo a tutte le famiglie.
… pastorale vocazionale
La pastorale vocazionale, in realtà, deve coinvolgere tutta la comunità cristiana in ogni suo ambito. Ovviamente, in questo capillare lavoro pastorale è inclusa anche l'opera di sensibilizzazione delle famiglie, spesso indifferenti se non addirittura contrarie all'ipotesi della vocazione sacerdotale. Si aprano con generosità al dono della vita ed educhino i figli ad essere disponibili alla volontà di Dio. In sintesi, occorre soprattutto avere il coraggio di proporre ai giovani la radicalità della sequela di Cristo mostrandone il fascino.
26. Gratitudine e speranza
Infine, è necessario avere maggiore fede e speranza nella iniziativa divina. Anche se in alcune regioni si registra scarsità di clero, non deve mai venire meno la fiducia che Cristo continui a suscitare uomini, i quali, abbandonata ogni altra occupazione, si dedichino totalmente alla celebrazione dei sacri misteri, alla predicazione del Vangelo e al ministero pastorale.
In questa circostanza desidero dare voce alla gratitudine della Chiesa intera per tutti i Vescovi e i presbiteri, che svolgono con fedele dedizione ed impegno la propria missione.
Naturalmente il ringraziamento della Chiesa va anche ai diaconi, cui sono imposte le mani « non per il sacerdozio ma per il servizio».
Come ha raccomandato l'Assemblea del Sinodo, uno speciale grazie rivolgo ai presbiteri fidei donum, che con competenza e generosa dedizione edificano la comunità annunciandole la Parola di Dio e spezzando il Pane della vita, senza risparmiare energie nel servizio alla missione della Chiesa.
Occorre ringraziare Dio per i tanti sacerdoti che hanno sofferto fino al sacrificio della vita per servire Cristo. In essi si rivela con l'eloquenza dei fatti che cosa significhi essere sacerdote sino in fondo. Si tratta di testimonianze commoventi che possono ispirare tanti giovani a seguire a loro volta Cristo ed a spendere la loro vita per gli altri, trovando proprio così la vita vera.
Servono: riso e olio…
26 maggio ore 20.00: cena in allegria
Il tema della 41ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, "I bambini e i mezzi di comunicazione: una sfida per l'educazione", ci invita a riflettere su due aspetti che sono di particolare rilevanza. Uno è la formazione dei bambini. L’altro, forse meno ovvio ma non meno importante, è la formazione dei media.
Le complesse sfide che l’educazione contemporanea deve affrontare sono spesso collegate alla diffusa influenza dei media nel nostro mondo. Come aspetto del fenomeno della globalizzazione e facilitati dal rapido sviluppo della tecnologia, i media delineano fortemente l’ambiente culturale. In verità, vi è chi afferma che l’influenza formativa dei media è in competizione con quella della scuola, della Chiesa e, forse, addirittura con quella della famiglia. "Per molte persone, la realtà corrisponde a ciò che i media definiscono come tale.
Il rapporto tra bambini, media ed educazione può essere considerato da due prospettive: la formazione dei bambini da parte dei media e la formazione dei bambini per rispondere in modo appropriato ai media. Emerge una specie di reciprocità che punta alle responsabilità dei media come industria e al bisogno di una partecipazione attiva e critica da parte dei lettori, degli spettatori e degli ascoltatori. Dentro questo contesto, l'adeguata formazione ad un uso corretto dei media è essenziale per lo sviluppo culturale, morale e spirituale dei bambini.
In che modo questo bene comune deve essere protetto e promosso? Educare i bambini ad essere selettivi nell’uso dei media è responsabilità dei genitori, della Chiesa e della scuola. Il ruolo dei genitori è di primaria importanza. Essi hanno il diritto e il dovere di garantire un uso prudente dei media, formando la coscienza dei loro bambini affinché siano in grado di esprimere giudizi validi e obiettivi che li guideranno nello scegliere o rifiutare i programmi proposti. Nel fare questo, i genitori dovrebbero essere incoraggiati e sostenuti dalla scuola e dalla parrocchia, nella certezza che questo difficile, sebbene gratificante, aspetto dell’essere genitori è sostenuto dall’intera comunità.
L’educazione ai media dovrebbe essere positiva. Ponendo i bambini di fronte a quello che è esteticamente e moralmente eccellente, essi vengono aiutati a sviluppare la propria opinione, la prudenza e la capacità di discernimento…
Come l’educazione in generale, quella ai media richiede formazione
nell’esercizio della libertà. Si tratta di una responsabilità impegnativa.
Troppo spesso la libertà è presentata come un’instancabile ricerca del
piacere o di nuove esperienze. Questa è una condanna, non una liberazione!
La vera libertà non condannerebbe mai un individuo - soprattutto un bambino
- all’insaziabile ricerca della novità. Alla luce della verità, l'autentica
libertà viene sperimentata come una risposta definitiva al "sì" di Dio
all’umanità, chiamandoci a scegliere, non indiscriminatamente ma
deliberatamente, tutto quello che è buono, vero e bello. I genitori sono i
guardiani di questa libertà e, dando gradualmente una maggiore libertà ai
loro bambini, li introducono alla profonda gioia della vita.
Questo desiderio profondamente sentito di genitori ed insegnanti di educare
i bambini nella via della bellezza, della verità e della bontà può essere
sostenuto dall’industria dei media solo nella misura in cui promuove la
dignità fondamentale dell’essere umano, il vero valore del matrimonio e
della vita familiare, le conquiste positive ed i traguardi dell’umanità…
Mentre si afferma che molti operatori dei media vogliono fare quello che è giusto, occorre riconoscere che quanti lavorano in questo settore si confrontano con "pressioni psicologiche e dilemmi etici speciali" che a volte vedono la competitività commerciale costringere i comunicatori ad abbassare gli standard.Ogni tendenza a produrre programmi - compresi film d’animazione e video games - che in nome del divertimento esaltano la violenza, riflettono comportamenti anti-sociali o volgarizzano la sessualità umana, è perversione, ancor di più quando questi programmi sono rivolti a bambini e adolescenti.
domenica 20 maggio....