foto dell'interno della chiesa

 

Parrocchia San Giovanni Crisostomo

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Foglio settimanale: n. 15 - 28 aprile 2007


MESE DI MAGGIO
MARIA CI DICE: "FATE QUELLO CHE VI DIRÀ"

Sempre la Vergine Benedetta, Madre del Signore Gesù e Madre nostra, ci invita a rivolgere tutta la nostra attenzione al suo Figlio Gesù.

Come dice il vangelo, lei conservava nel cuore ciò che vedeva e ascoltava, meditando per comprendere i fatti alla luce di Dio. E noi siamo invitati a fare altrettanto.

Giovanni Paolo II, nella sua lettera sulla preghiera del Rosario, sottolinea che si tratta di una preghiera centrata su Gesù Cristo che noi contempliamo nei fatti da lui vissuti per la nostra salvezza, uniti in spirito con Maria.

Quella vicinanza tenerissima, appassionata e appagante con Gesù che Maria ha goduto nella sua esperienza terrena di Madre del Signore, noi la possiamo ritrovare quando rimaniamo in preghiera davanti all’Eucaristia. In quel pane spezzato che la Chiesa ci porge, noi ancora possiamo toccare la realtà umana di Gesù, uomo vero, Figlio di Dio e nostro salvatore ed entrare in relazione con lui.

La lettera apostolica di Benedetto XVI sull'eucaristia fonte e culmine della vita e della missione della chiesa, può essere un prezioso aiuto per il nostro rimanere con amore in adorazione di Gesù, vivo nel Sacramento. Le parole che il Papa dice ci aiutano a comprendere qualcosa di più del grande mistero d’amore che Gesù ci offre nell’Eucaristia. Veniamo così orientati ad attingere in Gesù il nostro stile concreto di vita e a trovare in lui la nostra forza, il nostro coraggio e la nostra gioia di vivere con libertà il suo vangelo.

Questo tornare a Gesù e approfondire sempre più i legami di unione con lui, dà grande gioia a Maria sua Madre ed è il modo migliore e più vero di onorarla.


ROSARIO NEI CORTILI

La nostra Comunità si rende presente tra le famiglie e nei caseggiati e porta la buona notizia di Gesù nostra speranza. Tutti siamo invitati a partecipare in segno di fraternità nella fede.


EUCARISTIA E SACRAMENTI

16. Sacramentalità della Chiesa

Il Concilio Vaticano II ha ricordato che « tutti i Sacramenti, come pure tutti i ministeri ecclesiastici e le opere d'apostolato, sono strettamente uniti alla sacra Eucaristia e ad essa sono ordinati. Infatti, nella santissima Eucaristia è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua e pane vivo che, mediante la sua carne vivificata dallo Spirito Santo e vivificante, dà vita agli uomini, i quali sono in tal modo invitati e indotti a offrire assieme a Lui se stessi, il proprio lavoro e tutte le cose create ».

Questa relazione intima dell'Eucaristia con tutti gli altri Sacramenti e con l'esistenza cristiana è compresa nella sua radice quando si contempla il mistero della Chiesa stessa come sacramento. A questo proposito il Concilio Vaticano II ha affermato che « la Chiesa è, in Cristo, in qualche modo il sacramento, ossia il segno e lo strumento dell'intima unione con Dio e dell'unità di tutto il genere umano ». Essa, in quanto « popolo – come dice san Cipriano – adunato dall'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo », è sacramento della comunione trinitaria.

Il fatto che la Chiesa sia « sacramento universale di salvezza » mostra come l'« economia » sacramentale determini ultimamente il modo in cui Cristo, unico Salvatore, mediante lo Spirito raggiunge la nostra esistenza nella specificità delle sue circostanze.

La Chiesa si riceve e insieme si esprime nei sette Sacramenti, attraverso i quali la grazia di Dio influenza concretamente l'esistenza dei fedeli affinché tutta la vita, redenta da Cristo, diventi culto gradito a Dio. In questa prospettiva desidero qui sottolineare alcuni elementi, messi in evidenza dai Padri sinodali, che possono aiutare a cogliere la relazione di tutti i Sacramenti con il Mistero eucaristico.

EUCARISTIA E INIZIAZIONE CRISTIANA

17. Eucaristia, pienezza dell'iniziazione cristiana
Se davvero l'Eucaristia è fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa, ne consegue innanzitutto che il cammino di iniziazione cristiana ha come suo punto di riferimento la possibilità di accedere a tale sacramento. A questo proposito, come hanno detto i Padri sinodali, dobbiamo chiederci se nelle nostre comunità cristiane sia sufficientemente percepito lo stretto legame tra Battesimo, Confermazione ed Eucaristia.

Non bisogna mai dimenticare, infatti, che veniamo battezzati e cresimati in ordine all'Eucaristia. Tale dato implica l'impegno di favorire nella prassi pastorale una comprensione più unitaria del percorso di iniziazione cristiana. Il sacramento del Battesimo, con il quale siamo resi conformi a Cristo, incorporati nella Chiesa e resi figli di Dio, costituisce la porta di accesso a tutti i Sacramenti.

Con esso veniamo inseriti nell'unico Corpo di Cristo, popolo sacerdotale. Tuttavia è la partecipazione al Sacrificio eucaristico a perfezionare in noi quanto ci è donato nel Battesimo. Anche i doni dello Spirito sono dati per l'edificazione del Corpo di Cristo e per la maggiore testimonianza evangelica nel mondo.

Pertanto la santissima Eucaristia porta a pienezza l'iniziazione cristiana e si pone come centro e fine di tutta la vita sacramentale.

18. L'ordine dei Sacramenti dell'iniziazione

A questo riguardo è necessario porre attenzione al tema dell'ordine dei Sacramenti dell'iniziazione.

Nella Chiesa vi sono tradizioni differenti. Tale diversità si manifesta con evidenza nelle consuetudini ecclesiali dell'Oriente, e nella stessa prassi occidentale per quanto concerne l'iniziazione degli adulti, rispetto a quella dei bambini. Tuttavia tali differenziazioni non sono propriamente di ordine dogmatico, ma di carattere pastorale.

Concretamente, è necessario verificare quale prassi possa in effetti aiutare meglio i fedeli a mettere al centro il sacramento dell'Eucaristia, come realtà cui tutta l'iniziazione tende.

In stretta collaborazione con i competenti Dicasteri della Curia Romana le Conferenze Episcopali verifichino l'efficacia degli attuali percorsi di iniziazione, affinché il cristiano dall'azione educativa delle nostre comunità sia aiutato a maturare sempre di più, giungendo ad assumere nella sua vita un'impostazione autenticamente eucaristica, così da essere in grado di dare ragione della propria speranza in modo adeguato per il nostro tempo.

19. Iniziazione, comunità ecclesiale e famiglia

Occorre tenere sempre presente che l'intera iniziazione cristiana è cammino di conversione da compiere con l'aiuto di Dio ed in costante riferimento alla comunità ecclesiale, sia quando è l'adulto a chiedere di entrare nella Chiesa, come avviene nei luoghi di prima evangelizzazione e in tante zone secolarizzate, oppure quando i genitori chiedono i Sacramenti per i loro figli.

A questo proposito, desidero portare l'attenzione soprattutto sul rapporto tra iniziazione cristiana e famiglia. Nell'opera pastorale si deve associare sempre la famiglia cristiana all'itinerario di iniziazione. Ricevere il Battesimo, la Cresima ed accostarsi per la prima volta all'Eucaristia sono momenti decisivi non solo per la persona che li riceve ma anche per l'intera famiglia, la quale deve essere sostenuta nel suo compito educativo dalla comunità ecclesiale, nelle sue varie componenti. Qui vorrei sottolineare la rilevanza della prima Comunione. In tantissimi fedeli questo giorno rimane giustamente impresso nella memoria come il primo momento in cui, seppur ancora in modo iniziale, si è percepita l'importanza dell'incontro personale con Gesù. La pastorale parrocchiale deve valorizzare adeguatamente questa occasione così significativa.


SABATO 28 APRILE, FESTA LITURGICA IN ONORE DI GIANNA BERETTA MOLLA

SANTA GIANNA, UN CULTO DIOCESANO

Sabato 28 aprile si celebra la festa liturgica di Santa Gianna Beretta Molla (4 ottobre 1922 - 28 aprile 1962) canonizzata il 16 maggio 2004 da Giovanni Paolo II a Roma.

Mesero, Magenta, Pontenuovo, e tutta la Diocesi di Milano, si sentono toccati dalla grazia di Dio a motivo di questa figura di santità. Essa segna una preziosa discontinuità tra le diverse figure di cristiani scelte come modello di fedeltà al Vangelo.

Da un millennio (e poi occorre risalire a tempi ancora più lontani dai nostri) la Chiesa non riconosceva più figure di santità tra donne sposate e madri di famiglia. Quanto alla Diocesi di Milano, che pure ha diversi beati nel suo calendario liturgico, occorre risalire ai tempi di San Carlo Borromeo per trovare un santo così radicato sul territorio e così affascinante da doverlo proporre come modello di santità popolare e di alto profilo evangelico.

Si tratta di una santa che non dà spazio a molte forme di culto devozionalistico: in lei ci si ritrova semplicemente per una vicinanza di vocazione, motivazioni, scelte, ricerche, impegni e dedizioni... Ormai intorno a Santa Gianna c’è un evidente movimento di popolo: le parrocchie trovano, pellegrinando nei luoghi deputati a custodire la sua memoria, un modello semplice e forte da far brillare agli occhi delle nostre famiglie, dei genitori in attesa di un figlio, dei medici, di chi intuisce la vita come missione...

Santa Gianna, missionaria per vocazione, sa davvero raggiungere e parlare alla vita di molti. Santa Gianna che non ha alle spalle una fondazione religiosa o un movimento ecclesiale, che è appartenuta all’Azione Cattolica ed era dunque al servizio della nostra Diocesi, chiede di poter percorrere le vie del mondo «sulle gambe» della nostra Chiesa di Milano.

Parlare di questa santa madre di famiglia è poi particolarmente significativo in quest’anno pastorale in cui è stata avviata una profonda riflessione sulla famiglia e la sua missione. Sostare sulla tomba di Santa Gianna, a Mesero, diventa, per ogni famiglia, una forte spinta a prendere coscienza della grande dignità che l’amore coniugale porta nel cuore di ogni casa.

Le nostre comunità parrocchiali sono fatte di famiglie che, pazientemente e quotidianamente, si pongono in stato di ricerca della volontà di Dio.


AGORÀ DEI GIOVANI ITALIANI

29 agosto - 2 settembre 2007

Ancona – Loreto

Intervento dell'Arcivescovo


IL PAPA AI GIOVANI - Pavia 21 aprile 2007

Cari giovani, convenuti così numerosi per questo mio primo contatto con la vostra Diocesi: di essa voi rappresentate la speranza e il futuro: sono per questo felice di iniziare la mia visita proprio con voi.

Vengo tra voi questa sera per rinno varvi un annuncio che è sempre giovane, per affidarvi un messaggio che, quando viene accolto, cambia l’esistenza, la rinnova e la riempie.

La Chiesa proclama questo messaggio con particolare gioia in questo tempo pasquale: Cristo risorto è vivo tra noi! Quanti vostri coetanei nel corso della storia, cari giovani, lo hanno incontrato e sono diventati suoi amici; lo hanno seguito fedelmente e ne hanno testimoniato l’amore con la propria vita!

Ed allora non abbiate paura di donare la vostra esistenza a Cristo: Egli non delude mai le nostre attese, perché sa che cosa c’è nel nostro cuore. Seguendolo con fedeltà non sarà difficile per voi trovare la risposta alle domande che portate nell’animo: "Che cosa debbo fare? Quale compito mi attende nella vita?".

La Chiesa, che ha bisogno del vostro impegno per recare specialmente ai vostri coetanei l’annuncio evangelico, vi sostiene nel cammino di conoscenza della fede e dell’amore per Dio e per i fratelli.

La società, che in questo nostro tempo è segnata da innumerevoli mutamenti sociali, attende il vostro apporto per costruire una comune convivenza meno egoista e più solidale, realmente animata dai grandi ideali della giustizia, della libertà e della pace.

Ecco la vostra missione, cari giovani amici! Il Cristo risorto vi accompagni e insieme con Lui la Vergine Maria, sua e nostra Madre. Con il suo esempio e la sua costante intercessione la Madonna vi aiuti a non scoraggiarvi nei momenti dell’insuccesso e a confidare sempre nel Signore.


VEGLIA DIOCESANA DEI LAVORATORI

Lunedì 30 aprile, in preparazione alla festa del 1° maggio, l’Arcivescovo incontra i lavoratori della diocesi a Milano nella parrocchia di Gesù Divino Lavoratore

La sera di lunedì 30 aprile 2007, in preparazione della giornata del 1° Maggio, il nostro Arcivescovo Card. Dionigi Tettamanzi incontrerà i lavoratori della diocesi per una veglia di preghiera e di riflessione nella parrocchia di Gesù Divino Lavoratore a Milano. E’ una recente costruzione, in piazza S. Giuseppe 2, nella parte Nord di Milano, vicino al Viale Fulvio Testi, confinante con Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni.

La storia e lo sviluppo della costruzione della chiesa e della parrocchia fanno ricordare il sogno del Card. Montini che volle questa Chiesa con tutte le sue forze, nella prospettiva di un centro di formazione religioso-culturale dei lavoratori, individuando anche la sua concreta collocazione tra le grandi aziende: Pirelli, Breda, Ercole Marelli, Magneti Marelli.

In questa zona esisteva già, dal 1954, la Fondazione Belloni, inaugurata dal Card. Schuster, capace di ospitare 260 giovani dai 16 ai 26 anni, per lo più giovani immigrati dal sud che lavoravano e studiavano.

Il Card. Montini volle che la nuova parrocchia fosse la Chiesa delle ACLI e sulle ACLI contava molto poiché “rappresentavano la realtà cristiana più adatta e avanzata per affrontare il rapporto nuovo tra mondo del lavoro e Cristo”. L’angoscia portava spesso il Card. Montini a meditare su questa lontananza e addirittura contrapposizione e viene percepita in tutto il periodo pastorale trascorso a Milano, in particolare nella sua “Missione a Milano” del 1957. Diceva: “Le ACLI sono il ponte, la congiunzione tra la Chiesa e le masse, e, direi, non soltanto con esse, ma con i tempi moderni”.

La Chiesa delle ACLI, alla sua consacrazione, vide una grande presenza di aclisti. Vi parteciparono offrendo, all’offertorio, il tabernacolo consistente in una cassaforte con una porticina d’oro, frutto delle generose offerte dei soci.

La veglia, allora, ci riporta ai valori fondamentali del lavoro, alla sua consistenza e dignità, al carattere di coesione e di servizio nella società, ad una responsabilità e solidarietà per una nazione ed un popolo che cresce, ad una apertura di orizzonti entro cui si allargano diversi popoli e diverse culture.

Il lavoro dà ospitalità e riconosce il bisogno di una apporto fedele e intelligente di ciascuno, a qualunque etnia o colore della pelle appartenga e fa scoprire questa fondamentale uguaglianza di speranze e di progetti vitali.

Il lavoro innalza l’umanità alla volontà di Dio che voleva e vuole dignità e responsabilità di riconoscimento per tutti, riportandoci al lavoro di Gesù divino lavoratore che operò con lo stesso sudore e la stessa fatica di ogni persona.

Ci ritroveremo così a ricordare la storia della nostra diocesi nella sua attenzione sociale: il Card Schuster per la Fondazione Belloni, il Card. Montini per la progettazione pastorale e progettuale della Chiesa in muratura, il Card. Colombo che l’ha consacrata e il Card. Martini che vi ha celebrato una delle prime veglie dei lavoratori nel 1983.

La Chiesa ha un prezioso mosaico di Domenico Cantatore, passato di mano in mano fino ad essere abbandonato negli scantinati dell’Alfa Romeo di Arese. Fu ricuperato e donato perché fosse richiamo al lavoro ai cristiani che avrebbero celebrato in quella Chiesa. Nello stile, proprio dell’autore e degli anni 60, si intravedono il lavoro della Santa Famiglia, la responsabilità per il diritto dei lavoratori ad una giusta paga e la garanzia di amicizia del Signore per i lavoratori: manuali, intellettuali e disoccupati.

don Raffaello Ciccone

 


 

 


 


 



 

 

 


 



 


 

 


 




 


 

 

 

 

 


 


 

 

 

 

 

 

 

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