Nella vita pastorale della Chiesa è di grande importanza la questione vocazionale, ossia l’impegno a discernere, accompagnare, sostenere tutti gli operai del Vangelo nelle loro diverse e complementari vocazioni.
In questo contesto, una singolare attenzione deve essere riservata oggi alle vocazioni sacerdotali.
Il problema delle vocazioni sacerdotali si presenta come problema vitale per il futuro della fede cristiana!
In collaborazione con il Centro Diocesano Vocazioni (CDV) nella 44° giornata mondiale di preghiera per le vocazioni si terrà la Veglia:
"La tua vita per la sintonia del Sì"
presieduta da S.E. Card. Dionigi Tettamanzi
venerdì 27 aprile 2007 - ore 20.45
Basilica di Sant'Ambrogio - P.zza S.Ambrogio, 15 (Milano)
Lo scorso martedì sera si è riunito il Consiglio Pastorale parrocchiale che ha continuato e ampliato il confronto iniziato la seduta precedente sulla presenza della Parrocchia ai problemi del quartiere.
Sull’argomento si sono registrate, pur con cautele avanzate da alcuni, ampie convergenze e si è convenuto che la sintesi questa raggiunta merita di essere ancora approfondita e ha bisogno di un cammino nel tempo per poter essere assimilata.
Segnaliamo due interventi: il primo chiede una maggiore essenzialità e precisione nella scelta degli ambiti concreti e localmente circoscritti nei quali intervenire in modo puntuale, in applicazione delle affermazioni di principio.
Il secondo è un forte richiamo a darsi da fare per far crescere un effettivo stile di comunione tra i membri del Consiglio.
Si è anche ascoltata una nota del gruppo di lavoro “comunicazione”, anche in vista della prossima giornata delle comunicazioni sociali.
Mercoledì sera si è svolta in modo molto intenso la catechesi mensile per
gli adulti, promossa dall’Azione Cattolica, sul tema: “Convocati nella
speranza. Celebrare insieme il mistero della salvezza”.
La presentazione è stata molto positiva e gli interventi sono stati ricchi e
articolati. Tra tutti sottolineiamo l’esigenza di un maggiore coinvolgimento
attivo dei fedeli e di una migliore espressione della gioia nelle
celebrazioni. Questi valori possono scaturire solo da una più intima
comprensione della Messa colta come incontro con il Signore risorto nel
quale si rivive, insieme con i fratelli.
dall'omelia del 15 aprile 2007
Siamo qui raccolti per riflettere sul compiersi di un non breve periodo
della mia esistenza… Ho sempre considerato un grande dono della misericordia
divina che la nascita e la rinascita siano state a me concesse, per così
dire insieme, nello stesso giorno, nel segno dell’inizio della Pasqua. Così,
in uno stesso giorno, sono nato membro della mia propria famiglia e della
grande famiglia di Dio.
Sì, ringrazio Dio perché ho potuto fare l’esperienza di che cosa significa
"famiglia"; ho potuto fare l’esperienza di che cosa vuol dire paternità,
cosicché la parola su Dio come Padre mi si è resa comprensibile dal di
dentro; sulla base dell’esperienza umana mi si è schiuso l’accesso al grande
e benevolo Padre che è nel cielo. Davanti a Lui noi portiamo una
responsabilità, ma allo stesso tempo Egli ci dona la fiducia, perché nella
sua giustizia traspare sempre la misericordia e la bontà con cui accetta
anche la nostra debolezza e ci sorregge, così che man mano possiamo imparare
a camminare diritti.
Ringrazio Dio perché ho potuto fare l’esperienza profonda di che cosa significa bontà materna, sempre aperta a chi cerca rifugio e proprio così in grado di darmi la libertà…
Ringrazio in modo particolare perché, fin dal primo giorno, ho potuto entrare e crescere nella grande comunità dei credenti, nella quale è spalancato il confine tra vita e morte, tra cielo e terra… la sapienza di questa comunità non è soltanto sapienza umana, ma in essa ci raggiunge la sapienza stessa di Dio – la Sapienza eterna…
Proseguendo nel cammino della vita mi venne incontro poi un dono nuovo ed esigente: la chiamata al ministero sacerdotale. Nella festa dei santi Pietro e Paolo del 1951… quale fiducia infondevano le parole di Gesù, che poi durante la liturgia dell’Ordinazione potemmo ascoltare dalle labbra del Vescovo: "Non vi chiamo più servi, ma amici". Ho potuto farne un’esperienza profonda: Egli, il Signore, non è soltanto Signore, ma anche amico. Egli ha posto la sua mano su di me e non mi lascerà…
L’amicizia di Gesù Cristo è amicizia di Colui che fa di noi persone che perdonano, di Colui che perdona anche a noi, ci risolleva di continuo dalla nostra debolezza e proprio così ci educa, infonde in noi la consapevolezza del dovere interiore dell’amore, del dovere di corrispondere alla sua fiducia con la nostra fedeltà.
"Pregate il nostro buon Dio, affinché voglia nei nostri giorni rafforzare la fede, moltiplicare l’amore e aumentare la pace. Egli renda me, suo misero servo, sufficiente per il suo compito e utile per la vostra edificazione e mi conceda uno svolgimento del servizio tale che, insieme con il tempo donato, cresca la mia dedizione. Amen".