foto dell'interno della chiesa

 

Parrocchia San Giovanni Crisostomo

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Foglio settimanale: n. 12 - 31 marzo 2007


Settimana Santa
ENTRIAMO IN SINTONIA CON GESÙ

Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù,

Comportatevi come vi ha insegnato Gesù Cristo,

il quale, pur essendo di natura divina,

il quale, pur essendo Dio da sempre,

non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio;

non tenne gelosamente per sé la sua condizione potente di Dio,

ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo

ma svuotò se stesso, prendendo per sé la condizione di schiavo,

e divenendo simile agli uomini;

e divenne in tutto uno di noi;

apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi

apparso come vero uomo, si abbassò a tal punto da farsi

obbediente fino alla morte e alla morte di croce.

obbediente per amore, fino a dare la vita e morire come un criminale.

 

Per questo Dio l'ha esaltato

e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome;

perché nel nome di Gesù

ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra;

e ogni lingua proclami

che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

 

...Rimanete nel mio amore...


“POPULORUM PROGRESSIO” UNA ENCICLICA UNIVERSALE
QUARANTESIMO COMPLEANNO

L'allargamento delle dinamiche internazionali a nuove sfere geopolitiche chiamava in causa la Chiesa e la sua presenza sociale, in particolare nel Terzo mondo. La stagione lunga del Concilio in tal senso, pur con tutte le difficoltà che lo contraddistinsero, aveva segnato uno spartiacque storico. Riguardo alle dinamiche Nord-Sud, aveva reso possibile in particolare un processo di apertura a più livelli del mondo cattolico al binomio pace-giustizia sociale. La scommessa personale di Paolo VI che lo spinse a scrivere un'enciclica universale, che superasse la tradizione eurocentrica, passò quindi attraverso un attento confronto con la realtà storica e approdò a una scelta coraggiosa.

Lo sviluppo deve essere "di tutto l'uomo e di tutti gli uomini".

È una delle più belle frasi della Populorum Progressio, l'enciclica di Paolo VI sullo sviluppo dei popoli di cui ricorre in questi giorni il quarantesimo compleanno (26 marzo 1967).

Questa affermazione, chiara e sintetica, esprime sia la cura per ciascuna persona, concreta e storica, nella pienezza della sua umanità; sia la consapevolezza dell'unità della famiglia umana e dell'interdipendenza che lega tutti, realmente tutti, i suoi membri.
Questi due paletti rappresentano i criteri di giudizio fondamentali per identificare cosa è sviluppo e cosa non lo è.


In memoria di Onofrio Ricchetti, per il nuovo oratorio:

- gli amici della Terza Età hanno offerto € 400,00

- gli amici del Consiglio Affari Economici hanno offerto € 100,00


EUCARISTIA: GESÙ VERO AGNELLO IMMOLATO

9. La nuova ed eterna alleanza nel sangue dell'Agnello

La missione per la quale Gesù è venuto fra noi giunge a compimento nel Mistero pasquale. Dall'alto della croce, dalla quale attira tutti a sé (Gv 12,32), prima di « consegnare lo Spirito », Egli dice: « Tutto è compiuto » (Gv 19,30). Nel mistero della sua obbedienza fino alla morte, e alla morte di croce (Fil 2,8), si è compiuta la nuova ed eterna alleanza. La libertà di Dio e la libertà dell'uomo si sono definitivamente incontrate nella sua carne crocifissa in un patto indissolubile, valido per sempre. Anche il peccato dell'uomo è stato espiato una volta per tutte dal Figlio di Dio (Eb 7,27; 1 Gv).

Come ho già avuto modo di affermare, « nella sua morte in croce si compie quel volgersi di Dio contro se stesso nel quale Egli si dona per rialzare l'uomo e salvarlo – amore, questo, nella sua forma più radicale ».

Nel Mistero pasquale si è realizzata davvero la nostra liberazione dal male e dalla morte. Nell'istituzione dell'Eucaristia Gesù stesso aveva parlato della « nuova ed eterna alleanza », stipulata nel suo sangue versato ( Mt 26, 28; Mc 14,24; Lc 22,20). Questo scopo ultimo della sua missione era già ben evidente all'inizio della sua vita pubblica. Infatti, quando sulle rive del Giordano, Giovanni il Battista vede Gesù venire verso di lui, esclama: « Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo » (Gv 1,29).

È significativo che la stessa espressione ricorra, ogni volta che celebriamo la santa Messa, nell'invito del sacerdote ad accostarsi all'altare: « Beati gli invitati alla cena del Signore, ecco l'agnello di Dio che toglie i peccati del mondo ».

Gesù è il vero agnello pasquale che ha offerto spontaneamente se stesso in sacrificio per noi, realizzando così la nuova ed eterna alleanza. L'Eucaristia contiene in sé questa radicale novità, che si ripropone a noi in ogni celebrazione.

10. L'istituzione dell'Eucaristia

In tal modo siamo portati a riflettere sull'istituzione dell'Eucaristia nell'Ultima Cena. Ciò accadde nel contesto di una cena rituale che costituiva il memoriale dell'avvenimento fondante del popolo di Israele: la liberazione dalla schiavitù dell'Egitto. Questa cena rituale, legata all'immolazione degli agnelli (Es 12,1-28.43-51), era memoria del passato ma, nello stesso tempo, anche memoria profetica, ossia annuncio di una liberazione futura.

Infatti, il popolo aveva sperimentato che quella liberazione non era stata definitiva, poiché la sua storia era ancora troppo segnata dalla schiavitù e dal peccato.

Il memoriale dell'antica liberazione si apriva così alla domanda e all'attesa di una salvezza più profonda, radicale, universale e definitiva. È in questo contesto che Gesù introduce la novità del suo dono. Nella preghiera di lode, la Berakah, Egli ringrazia il Padre non solo per i grandi eventi della storia passata, ma anche per la propria « esaltazione ».

Istituendo il sacramento dell'Eucaristia, Gesù anticipa ed implica il Sacrificio della croce e la vittoria della risurrezione. Al tempo stesso, Egli si rivela come il vero agnello immolato, previsto nel disegno del Padre fin dalla fondazione del mondo, come si legge nella Prima Lettera di Pietro (1,18-20).

Collocando in questo contesto il suo dono, Gesù manifesta il senso salvifico della sua morte e risurrezione, mistero che diviene realtà rinnovatrice della storia e del cosmo intero. L'istituzione dell'Eucaristia mostra, infatti, come quella morte, di per sé violenta ed assurda, sia diventata in Gesù supremo atto di amore e definitiva liberazione dell'umanità dal male.

11. Le prefigurazioni lasciano il posto alla verità

Il memoriale dell'antica liberazione si apriva così alla domanda e all'attesa di una salvezza più profonda, radicale, universale e definitiva. È in questo contesto che Gesù introduce la novità del suo dono. Nella preghiera di lode, la Berakah, Egli ringrazia il Padre non solo per i grandi eventi della storia passata, ma anche per la propria « esaltazione ».

Istituendo il sacramento dell'Eucaristia, Gesù anticipa ed implica il Sacrificio della croce e la vittoria della risurrezione. Al tempo stesso, Egli si rivela come il vero agnello immolato, previsto nel disegno del Padre fin dalla fondazione del mondo, come si legge nella Prima Lettera di Pietro (1,18-20).

Collocando in questo contesto il suo dono, Gesù manifesta il senso salvifico della sua morte e risurrezione, mistero che diviene realtà rinnovatrice della storia e del cosmo intero. L'istituzione dell'Eucaristia mostra, infatti, come quella morte, di per sé violenta ed assurda, sia diventata in Gesù supremo atto di amore e definitiva liberazione dell'umanità dal male.


OSARE LA PACE PER FEDE Milano 14-15 aprile

Ascoltiamo l’invito del pastore protestante Dietrich Bonhoeffer a osare la pace per fede:

“Perciò ancora una volta chiedo: come si avrà la pace? Chi è in grado di rivolgere un appello alla pace, in modo che il mondo l'ascolti, sia costretto ad ascoltarlo? In modo che tutti i popoli debbano esserne lieti? Il singolo cristiano non lo può; può certo far sentire una voce quando tutti tacciono e fare una testimonianza, ma le potenze del mondo possono passar oltre senza nemmeno una parola. Anche la singola Chiesa può testimoniare e soffrire - almeno lo facesse! - ma anch'essa è soffocata dalla forza dell'odio. Solo il grande e unitario congresso ecumenico della Santa Chiesa di Cristo da tutto il mondo può dirlo in modo tale che il mondo, sia pur digrignando i denti, debba accorgersi della parola della pace, e che i popoli siano lieti per questa Chiesa di Cristo che toglie di mano ai propri figli le armi in nome di Cristo, impedisce loro la guerra e invoca la pace di Cristo sul mondo impazzito”. (Bonhoeffer - 1934)

“Osare la pace per la fede” è una iniziativa che Milano si prepara ad accogliere con entusiasmo e con gioia: centinaia di giovani provenienti da tutta Italia, rappresentanti di diverse confessioni cristiane, si ritroveranno per condividere insieme il desiderio di costruire un futuro di pace e giustizia in armonia con il creato.

L’iniziativa è promossa da numerosi movimenti, associazioni e riviste cristiani presenti nel capoluogo lombardo e in tutto il territorio italiano e si svolge in collaborazione con l’ufficio di Pastorale giovanile della diocesi di Milano. Sarà un’occasione di incontro e di festa, ma anche di preghiera e di riflessione comunitaria che avrà come momento forte la firma nella chiesa di Santo Stefano della Charta oecumenica da parte dei rappresentanti delle chiese presenti a Milano e che si ritrovano nel Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano (CCCM) alla presenza del cardinale Dionigi Tettamanzi.

Questa manifestazione si terrà il prossimo 14 e 15 aprile e prende il nome dall’invito del pastore protestante Dietrich Bonhoeffer a osare la pace per fede. Per l’evento è stato scelto un significativo titolo “Rischiarare le tenebre. La luce di Cristo e la giustizia del Regno” che ispirerà i lavori di questa due giorni. Questo gesto vuole simbolizzare l’impegno di ogni cristiano a portare i contenuti e lo spirito di questo documento, già firmato dai maggiori esponenti mondiali delle diverse chiese, all’interno delle comunità locali e nella quotidianità.

L’incontro inizierà sabato pomeriggio presso il Tempio Valdese di via Francesco Sforza con un video e un intervento di don Fabio Corazzina (Pax Christi) sul tema della giustizia e proseguirà con i laboratori tematici (ne sono previsti ad oggi circa 40) che affronteranno temi come il dialogo fra le fedi, la spiritualità della pace, la salvaguardia del creato, la nonviolenza, l’educazione alla pace e alla giustizia. Lo scopo è far nascere un interesse per una riflessione dal basso, da parte dei giovani laici.

Sarà anche l’occasione per far uscire l’ecumenismo dagli ambiti delle discussioni intellettuali o solo per addetti ai lavori e portarlo fra la gente ed in particolare fra i giovani. Il dialogo fra i cristiani è un punto sostanziale del cammino di fede di ognuno: siamo tutti parte del grande popolo di Dio in cammino verso il Regno, legati uno all’altro dal vincolo della carità (che presuppone ascolto e accoglienza) e dalla passione per la giustizia (che rimanda al desiderio di Dio quando creò il mondo).

L’incontro di Milano segue le tracce della prima edizione svoltasi a Firenze nel gennaio 2005 e attualmente si propone come l’unico momento a livello nazionale in preparazione alla terza assemblea ecumenica che si terrà a Sibiu in Romania nel settembre 2007, dopo i momenti fondanti di Basilea (1989) e Graz (1997). Osare la pace per fede è dunque una tappa del cammino della Chiesa intera, ma anche uno spazio di impegno concreto, personale e comunitario.

Insieme va segnalato un altro appuntamento significativo dal titolo Fa’ la cosa giusta: è un evento promosso dal giornale di strada Terre di Mezzo, che propone iniziative e momenti di riflessione per favorire stili di vita alternativi, attenti all’eticità dei nostri consumi e delle azioni quotidiane e che si terrà in contemporanea alla fiera di Milano City.

Ci auguriamo che molti giovani possano partecipare: la loro sensibilità, che è sempre attenta alla relazione umana e all’esperienza di fede, possa trovare anche in questi eventi un luogo di riflessione e di esperienza capace di condurre sempre al cuore del mistero, al segreto della vita e al senso della storia.


SETTIMANA SANTA 2007

1 Domenica delle palme e dell’inizio della passione del Signore

- 9.45 benedizione e processione delle palme

- Pasqua degli Scout [ in via Doberdò ]

- 16.30 festa dei ragazzi

2 Lunedì santo giornata della riconciliazione - confessioni

- al mattino [ orario normale 10.00 – 12.30 ]

- al pomeriggio [ 15.30 - 18.00 su richiesta]

- alle 21.00 celebrazione comunitaria

3 Martedì santo

4 Mercoledì santo

- 19.00 Chiesa aperta

5 Giovedì santo

- 8.15 lodi e celebrazione della Parola

- 9.30 messa crismale [ Duomo ]

- 17.00 messa ragazzi e anziani [crisma - lavanda dei piedi]

- 21.00 messa della cena del Signore e notte della passione del Signore [chiesa aperta fino alle 23.00 ]

6 Venerdì santo

- 8.15 lodi e celebrazione della Parola

- 15.30 via crucis

- 21.00 liturgia della morte di Gesù e venerazione della croce

7 Sabato santo

- 8.15 lodi e celebrazione della Parola

- 15.00 Confessioni

- 21.30 grande veglia pasquale

8 Pasqua del Signore

- 8.00 - 10.0011.3018.00 messe

9 lunedì di pasqua

- 10.00 - 11.30 - 18.00 messe .
 



 

 

 


 



 


 

 


 




 


 

 

 

 

 


 


 

 

 

 

 

 

 

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