Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio.
Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
In questo si è manifestato l'amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui. In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.
Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri.
Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi…
E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo…
Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui…
Noi amiamo, perché egli ci ha amati per primo. Se uno dicesse: «Io amo Dio», e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede.
Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello.
(1 Giovanni, 4 ,7 -2)1
UN GRANDE GRAZIE A TUTTI per la calorosa accoglienza e l’atmosfera di festa e simpatia che abbiamo potuto offrire agli anziani e ammalati nella domenica della Madonna di Lourdes.
Un grazie particolare a quanti hanno contribuito regalando oggetti per la lotteria, preparando torte squisite, e al coro parrocchiale che ha animato e rallegrato il pomeriggio.
LA CENA IN ALLEGRIA organizzata per raccogliere fondi da utilizzare per le situazioni di grave disagio della nostra comunità. Il ricavato ammonta €, 3440,00: una cifra consistente per la quale ringraziamo riconoscenti i numerosi e generosi partecipanti che sempre rispondono al nostro appello, e quanti hanno fatto offerte, pur non partecipando alla cena. Anche se non riusciremo a risolvere tutti i problemi, potremmo almeno dare momentaneo sollecito a fratelli meno fortunati.
1° DOMENICA DEL MESE ci occorrono ZUCCHERO E OLIO
Cari fratelli e sorelle!
“Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto” (Gv 19,37). E’ questo il tema biblico che quest’anno guida la nostra riflessione quaresimale. La Quaresima è tempo propizio per imparare a sostare con Maria e Giovanni, il discepolo prediletto, accanto a Colui che sulla Croce consuma per l’intera umanità il sacrificio della sua vita.
Con più viva partecipazione volgiamo pertanto il nostro sguardo, in questo tempo di penitenza e di preghiera, a Cristo crocifisso che, morendo sul Calvario, ci ha rivelato pienamente l’amore di Dio. Sul tema dell’amore mi sono soffermato nell’Enciclica Deus caritas est, mettendo in rilievo le sue due forme fondamentali: l’agape e l’eros.
L’amore di Dio: agape ed eros
Il termine agape, molte volte presente nel Nuovo Testamento, indica l’amore oblativo di chi ricerca esclusivamente il bene dell’altro; la parola eros denota invece l’amore di chi desidera possedere ciò che gli manca ed anela all’unione con l’amato. L’amore di cui Dio ci circonda è senz’altro agape. In effetti, può l’uomo dare a Dio qualcosa di buono che Egli già non possegga? Tutto ciò che l’umana creatura è ed ha è dono divino: è dunque la creatura ad aver bisogno di Dio in tutto.
Ma l’amore di Dio è anche eros. Nell’Antico Testamento il Creatore dell’universo mostra verso il popolo che si è scelto una predilezione che trascende ogni umana motivazione. Il profeta Osea esprime questa passione divina con immagini audaci come quella dell’amore di un uomo per una donna adultera; Ezechiele, per parte sua, parlando del rapporto di Dio con il popolo di Israele, non teme di utilizzare un linguaggio ardente e appassionato.
Questi testi biblici indicano che l’eros fa parte del cuore stesso di Dio: l’Onnipotente attende il “sì” delle sue creature come un giovane sposo quello della sua sposa. Purtroppo fin dalle sue origini l’umanità, sedotta dalle menzogne del Maligno, si è chiusa all’amore di Dio, nell’illusione di una impossibile autosufficienza. Ripiegandosi su se stesso, Adamo si è allontanato da quella fonte della vita che è Dio stesso, ed è diventato il primo di “quelli che per timore della morte erano tenuti in schiavitù per tutta la vita”. Dio, però, non si è dato per vinto, anzi il “no” dell’uomo è stato come la spinta decisiva che l’ha indotto a manifestare il suo amore in tutta la sua forza redentrice.
La Croce rivela la pienezza dell’amore di Dio
E’ nel mistero della Croce che si rivela appieno la potenza incontenibile della misericordia del Padre celeste. Per riconquistare l’amore della sua creatura, Egli ha accettato di pagare un prezzo altissimo: il sangue del suo Unigenito Figlio. La morte, che per il primo Adamo era segno estremo di solitudine e di impotenza, si è così trasformata nel supremo atto d’amore e di libertà del nuovo Adamo. Ben si può allora affermare, con san Massimo il Confessore, che Cristo “morì, se così si può dire, divinamente, poiché morì liberamente”.
Nella Croce si manifesta l’eros di Dio per noi. Eros è infatti - come si esprime lo Pseudo Dionigi - quella forza “che non permette all’amante di rimanere in se stesso, ma lo spinge a unirsi all’amato”. Quale più “folle eros” di quello che ha portato il Figlio di Dio ad unirsi a noi fino al punto di soffrire come proprie le conseguenze dei nostri delitti?
“Colui che hanno trafitto”
Cari fratelli e sorelle, guardiamo a Cristo trafitto in Croce! E’ Lui la rivelazione più sconvolgente dell’amore di Dio, un amore in cui eros e agape, lungi dal contrapporsi, si illuminano a vicenda. Sulla Croce è Dio stesso che mendica l’amore della sua creatura: Egli ha sete dell’amore di ognuno di noi.
L’apostolo Tommaso riconobbe Gesù come “Signore e Dio” quando mise la
mano nella ferita del suo costato. Non sorprende che, tra i santi, molti
abbiano trovato nel Cuore di Gesù l’espressione più commovente di questo
mistero di amore.
Si potrebbe addirittura dire che la rivelazione dell’eros di Dio verso
l’uomo è, in realtà, l’espressione suprema della sua agape. In verità, solo
l’amore in cui si uniscono il dono gratuito di sé e il desiderio
appassionato di reciprocità infonde un’ebbrezza che rende leggeri i
sacrifici più pesanti.
Gesù ha detto: “Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me” (Gv 12,32). La risposta che il Signore ardentemente desidera da noi è innanzitutto che noi accogliamo il suo amore e ci lasciamo attrarre da Lui.
Accettare il suo amore, però, non basta. Occorre corrispondere a tale amore ed impegnarsi poi a comunicarlo agli altri: Cristo “mi attira a sé” per unirsi a me, perché impari ad amare i fratelli con il suo stesso amore.
Sangue ed acqua
“Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto”. Guardiamo con fiducia al costato trafitto di Gesù, da cui sgorgarono “sangue e acqua” (Gv 19,34)! I Padri della Chiesa hanno considerato questi elementi come simboli dei sacramenti del Battesimo e dell’Eucaristia.
Con l’acqua del Battesimo, grazie all’azione dello Spirito Santo, si dischiude a noi l’intimità dell’amore trinitario. Nel cammino quaresimale, memori del nostro Battesimo, siamo esortati ad uscire da noi stessi per aprirci, in un confidente abbandono, all’abbraccio misericordioso del Padre, come dice san Giovanni Crisostomo.
Il sangue, simbolo dell’amore del Buon Pastore, fluisce in noi specialmente nel mistero eucaristico: “L’Eucaristia ci attira nell’atto oblativo di Gesù… veniamo coinvolti nella dinamica della sua donazione”.
Viviamo allora la Quaresima come un tempo ‘eucaristico’, nel quale, accogliendo l’amore di Gesù, impariamo a diffonderlo attorno a noi con ogni gesto e parola. Contemplare “Colui che hanno trafitto” ci spingerà in tal modo ad aprire il cuore agli altri riconoscendo le ferite inferte alla dignità dell’essere umano; ci spingerà, in particolare, a combattere ogni forma di disprezzo della vita e di sfruttamento della persona e ad alleviare i drammi della solitudine e dell’abbandono di tante persone.
La Quaresima sia per ogni cristiano una rinnovata esperienza dell’amore di Dio donatoci in Cristo, amore che ogni giorno dobbiamo a nostra volta “ridonare” al prossimo, soprattutto a chi più soffre ed è nel bisogno. Solo così potremo partecipare pienamente alla gioia della Pasqua.
Maria, la Madre del Bell’Amore, ci guidi in questo itinerario quaresimale, cammino di autentica conversione all’amore di Cristo. A voi, cari fratelli e sorelle, auguro un proficuo itinerario quaresimale, mentre con affetto a tutti invio una speciale Benedizione Apostolica.
BENEDICTUS PP. XVI
Lasciamoci amare dal Dio di Gesù Cristo
Domenica scorsa, alla luce del percorso pastorale della nostra Diocesi, abbiamo iniziato insieme un tempo di ascolto delle famiglie di via Padova. Il Gruppo di lavoro del Consiglio Pastorale che si interessa della ”Famiglia” ha organizzato un incontro aperto a tutti e in particolare a persone con maggiori opportunità di ampi rapporti con altre famiglie.
L’incontro si è sviluppato in modo interessante e costruttivo. Per precisare il taglio dell’ascolto ci siamo posti davanti alla parola del Vangelo che ci orienta ad ascoltare Dio e gli uomini. Dopo un tempo di riflessione personale, abbiamo cominciato ad esprimere alcune prime considerazioni sull’ascoltare e su quello che più frequentemente sentiamo quando ci poniamo in ascolto delle persone e delle famiglie.
Riflettendo sul nostro stile di ascolto, ci siamo accorti che esso risulta spesso superficiale e frettoloso, perché ci mancano spazi di silenzio. Spesso quello che ascoltiamo non riesce a trasformarsi in aiuto concreto alle persone.
Lo stile evangelico richiede una attitudine a metterci nei panni dell’altro per poterlo comprendere e aiutare. Si tratta di cambiare noi stessi per poter andare incontro agli altri e imparare ad “obbedire”, dal latino ob--audire che significa “mettersi in ascolto delle esigenze per darvi una risposta attiva adeguata”.
Per l’ascolto si è convenuto che risulta importante assumere un metodo graduale che si può esprimere in tre passaggi: comprensione, accettazione/rispetto e condivisione.
Ripensando a quanto ascoltiamo intorno a noi sono emerse alcune costanti positive e altre negative che riassumiamo schematicamente. Desiderio di futuro, di riprendere gli spazi, di condivisione, di relazioni vere, desiderio di essere riconosciuti e ascoltati come persone, voglia di vivere, gioia di vivere, speranza…. Incertezza, solitudine, paura di non farcela, tristezza, preoccupazione/paura, sopravvivere chiusi in se stessi…
Al termine dell’incontro che ha dato inizio al nostro tempo di ascolto è stata distribuita una piccola griglia (che rimane disponibile per chi lo desidera) per aiutare l’ascolto con stile evangelico. Il prossimo 20 maggio prevediamo una convocazione di famiglie, allargata quanto più possibile e aperta oltre i confini dei frequentatori della vita parrocchiale, nella quale raccogliere i frutti dell’ascolto di questi mesi.
Il Consiglio Pastorale si è riunito lo scorso martedì, per ascoltare la relazione del Gruppo di lavoro “Famiglia” e le comunicazioni dei Gruppi di lavoro “Comunicazione” e “Oratorio”.
Il Gruppo di lavoro “Famiglia” ha dato relazione dell’incontro di domenica 18, sul quale il Consiglieri si sono confrontati, e ha presentato il passi successivi del cammino.
Il Consiglio tutto si sente coinvolto nell’accompagnamento di questo tempo di ascolto che vuole esprimere attenzione, anche là dove non risulta possibile dare pena soluzione ai problemi. Concretamente saranno favoriti l’ascolto e la conoscenza reciproca all’interno del Consiglio e la apertura ad ogni occasione di incontro e di contatto con altre realtà. Un aiuto ad esprimere ciò che nell’ascolto si raccoglie potrebbe venire dalla tenute di un diario del proprio percorso di ascolto.
Le tre serate di maggio che sono divenute tradizione nella nostra comunità verteranno su tematiche relative alle condizioni e alle aspirazioni delle famiglie del nostro Quartiere.
Il Gruppo di lavoro “Comunicazione” ha presentato un panorama di possibilità che verranno riordinate e presentate con lo stile delle mete prioritarie da raggiungere e dei primi passi concreti da compiere al Consiglio del 20 marzo.
Il Gruppo di lavoro “Oratorio” ha presentato il suo elaborato da inserire nel progetto pastorale della Parrocchia.
Sono state presentate alcune eventuali e varie da parte degli Scout, della Caritas e da altri…
Giorni penitenziali: venerdì (astinenza dalle carni)
Giorni di digiuno: venerdì 2 marzo e 6 aprile
Orari:
08.15: preghiera delle Lodi
08.30: via della Croce
15.30: via della Croce
18.30: meditazione quaresimale
“L’amore di Dio, visibile nel vissuto quotidiano della famiglia… “
Via Crucis per le vie del nostro quartiere
venerdì 30 aprile - ore 21.00
Festa dei ragazzi
domenica 01 aprile - ore 9.45 processione ulivi
Veglia pasquale
notte 07 / 08 aprile inizio ore 21.30
una bella opportunità di apertura e di condivisione con amici vecchi e nuovi…
come? partecipando ai gruppi di meditazione dei martedì di quaresima
dove? nelle case di chi darà la propria disponibilità segnadosi in chiesa... o in casa parrocchiale…
quando? al martedì sera dalle 20,45 puntuali per l'ascolto insieme; seguirà un momento di condivisione...
partecipa anche tu, con la tua presenza e, se puoi, accogliendo gli amici in casa tua! segnati in fondo alla chiesa o comunica la tua disponibilità in parrocchia! (tel. 0245481410)
venerdì 2 marzo ore 18,30 San Carlo al Corso
I SEDOTTI DA DIO con Giancarlo Bruni Awio della lettura biblica
venerdì 9 marzo ore 18,30 San Carlo al Corso
MOSÈ E LA VOCE DAL FUOCO Interviene Paolo De Benedetti
venerdì 16 marzo ore 18,30 San Carlo al Corso
GEREMIA E LA VIOLENZA DELL'AMORE Interviene Rosanna Virgili
venerdì 23 marzo ore 18,30 San Carlo al Corso
L'OMBRA DI DIO SU MARIA DI NAZARET Interviene Alberto Maggi
venerdì 30 marzo ore 18,30 San Carlo al Corso
PAOLO, AFFERRATO DA CRISTO Interviene Paolo Ricca
mercoledì 14 marzo ore 20,45 - Duomo
"AMATEVI GLI UNI GLI ALTRI" (Gv, 15): RICERCA, AMORE E PASSIONE NELLA BIBBIA
Confronto ecumenico con Gianantonio Borgonovo ed Eliana Briante, modera
Traian Valdman Corali ortodosse ed evangeliche di Milano
mercoledì 28 marzo ore 21 - Duomo
IL CANTICO DELL'AMORE Lettura integrale del Cantico dei Cantici,
Introduzione e commenti di mons. Gianfranco Ravasi, Musiche di Pier Luigi da
Palestrina
mercoledì 4 aprile ore 21 - San Fedele
ASCOLTARE LA DIFFERENZA. AMORE, COPPIA, FAMIGLIA: PERCORSI E SIGNIFICATI
ATTUALI Intervento di Xavier Lacroix contributi di Paola Bassani e padre
Carlo Casalone
VISITE GUIDATE
sabato I0 marzo ore 9,30 e Il,00 Duomo
La storia dell'amore di Dio e degli uomini nelle vetrate della cattedrale
sabato 24 marzo ore 9,30 e Il,00 S. Maria della Passione
I simboli della passione di Cristo