Sant'Ambrogio 2006
Ho pensato di affrontare il tema della “periferia”, sollecitato in questo da diversi interventi che ne hanno sottolineato, talvolta allarmati, il degrado e la difficile qualità di vita, legata tra l’altro all’insicurezza e all’esperienza di alienazione e di violenza…
Per il desiderio di offrire alcuni spunti nati nel mio cuore di Vescovo, pensando alle tante persone che abitano le nostre diverse periferie e, insieme, pensando all’intera Città come a un corpo che ha bisogno di essere sano e vitale in ogni sua parte.
L’idea centrale del mio intervento è questa: se la città ha un cuore ed un’identità non ci sono più “periferie”. E l’intento che mi muove è di rendere più forte il nostro impegno – direi la nostra passione - per mantenere vivo e pulsante il cuore di questa città…
Ma da quanto abbiamo detto circa l’uomo che rischia di essere “periferia a se stesso”, comprendiamo come sia ancora più acuta la sfida che ci attende: la riqualificazione urbanistica delle periferie cittadine, per quanto necessaria e significativa, non basta. Chiede un “di più”, domanda un coinvolgimento e un vero ascolto di coloro che abitano e operano in quelle periferie e che ne vivono il disagio. Solo questo “di più” potrà essere risolutivo…
Se vogliamo una convivenza civile dobbiamo uscire da uno schema di contrapposizione di identità, di culture, di religioni.
In realtà, non potrà mai avere un’anima una città, nella quale convivono senza incontrarsi, ma si ghettizzano, rendendole “periferia” le une alle altre, comunità diverse, da quella italiana, la nostra, a quella islamica, a quella cinese, a quella rumena, albanese, bielorussa e tante altre ancora. Il futuro della nostra comunità civile non sta in una “ordinata ghettizzazione” rispettosa di alcune norme di convivenza più per necessità che per convinzione. Le diverse identità devono essere messe in condizione di non temersi reciprocamente, bensì di aprirsi alla reciproca stima e conoscenza. E questo è necessario per preparare un futuro nel quale i figli di queste comunità si potranno sentire, tutti insieme, appartenenti ad un’unica città e da cittadini potranno costruire la città del domani.
Il Consiglio si è riunito martedì 5 dicembre per scegliere i temi da affrontare nel prossimo futuro e per definire i metodi di lavoro.
Dopo una relazione sintetica sullo stato di attuazione del Progetto Pastorale della nostra Parrocchia, sono stati raccolti suggerimenti, integrazioni e valutazioni dei consiglieri.
Si è quindi proceduto alla scelta delle aree su cui concentrare l’interesse del Consiglio nei prossimi mesi. I temi sui quali si è concordato di rivolgere una attenzione prioritaria, pur senza ignorarne altri, sono risultati quelli relativi alla Famiglia,all’Oratorio, alla Comunicazione.
I lavori si svolgeranno a gruppi che approfondiranno le singole tematiche, ne riferiranno al Consiglio e prepareranno così il lavoro per le sedute plenarie.
Sono stati costituiti tre gruppi di lavoro con dei rispettivi referenti: per la famiglia Francesca Ragona, per l’oratorio Alessandro Leidi e per la comunicazione Lorenza Setti.
La prossima seduta plenaria si terrà martedì 23 gennaio sul tema dell’oratorio.
Infine, tra le varie ed eventuali, la Commissione Finanziamento del Nuovo Oratorio ha presentato la situazione attuale e prospettato alcune proposte.
E’stata inoltre comunicata la composizione del rinnovato Consiglio per gli Affari Economici della Parrocchia.
«L' appartenenza all'Azione Cattolica Italiana costituisce una scelta da parte di quanti vi aderiscono per maturare la propria vocazione alla santità, viverla da laici, svolgere il servizio ecclesiale che l'Associazione propone per la crescita della comunità cristiana, il suo sviluppo pastorale, l'animazione evangelica d egli ambienti di vita e per partecipare in tal modo al cammino, alle scelte pastorali, alla spiritualità propria della comunità diocesana».
Così recita l’articolo 15 dello Statuto dell'Azione Cattolica e ogni anno l'8 dicembre, Festa dell'adesione, rappresenta un impegno a tenere viva questa attenzione di fronte alla comunità ecclesiale.
La festa dell'adesione è per l' Azione Cattolica momento forte di riscoperta del significato dell' appartenenza associativa. Grazie al rinnovo dell'adesione si costituisce l'associazione parrocchiale e diocesana e questo avviene anche attraverso il gesto pubblico di benedizione delle tessere e il conseguente mandato da parte della comunità.
La festa di quest'anno assume poi un significato particolare perché si celebra a ridosso del quarto convegno ecclesiale che ha visto delegati provenienti da tutta Italia riunirsi a Verona. L'Azione Cattolica intende dare continuità a Verona declinando, secondo l'invito del nostro Arcivescovo, la triade comunione – collaborazione – corresponsabilità e proponendosi come significativo aiuto al protagonismo del laicato nel quotidiano e nella Chiesa.
Per questo l’ 8 dicembre i soci dell'Azione Cattolica saranno invitati a distribuire nelle proprie parrocchie un volantino (disponibile anche sul sito www.azionecattolicamilano.it) che riaffermerà l'impegno dell' Azione Cattolica dopo Verona.
Sarà un modo per far conoscere l'associazione e per rilanciarne la presenza e il servizio all'interno della comunità locale.
Paola Bignardi, già presidente dell'Azione Cattolica, così si è espressa nella sua relazione a Verona: «Alla comunità chiediamo che dia valore alla nostra vocazione non solo quando ci impegniamo come catechisti, o animatori, o operatori della pastorale, ma che riconosca innanzitutto il valore della nostra fede spesa nelle situazioni di ogni giorno, quando solo Dio è testimone della nostra azione per costruire il Regno e quando il nostro impegnarci non contribuisce direttamente a sostenere le iniziative pastorali della comunità. Vorremmo che questa nostra esperienza potesse trovare voce e che nelle nostre parrocchie ci fosse spazio per i racconti della missione nella vita quotidiana».
L'Azione Cattolica si pone in grande sintonia con questo invito e si impegna a formare laici che sappiano dedicarsi stabilmente all'edificazione della comunità cristiana a partire da una testimonianza vissuta nel quotidiano, laici disposti a farsi carico della fede dei fratelli, preoccupati che ci sia ancora posto oggi per il Vangelo nei luoghi in cui le persone vivono e si incontrano.
Celebrare la Festa dell'adesione significa allora rinnovare la propria scelta di essere parte di un'associazione ribadire pubblicamente all'intera comunità cristiana che si può contare sull'Azione Cattolica per sostenere e rinnovare una pastorale che deve essere sempre più capace di creare relazioni e collaborazioni tra preti e laici e tra le diverse comunità territoriali.
Da Verona il cardinale Dionigi Tettamanzi ha lanciato un appello perché la parrocchia, sia una comunità col volto di famiglia, costruita attorno all'Eucaristia e alla domenica, dove tutti hanno cittadinanza e contribuiscono ad edificare la civiltà della verità e dell'amore.
Rilanciandone il le riflessioni ed messaggio nell'ormai prossimo 8
dicembre, 'Ac ribadisce il suo «SÌ» alla Chiesa ambrosiana e si mette a
disposizione di tutti coloro che vogliano condividere con lei questo
cammino. -