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Parrocchia San Giovanni Crisostomo

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Foglio settimanale: n. 36 - 11 novembre 2006


GIORNATA DIOCESANA CARITAS

L'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori

Uomini amati uomini di speranza

Il Papa Benedetto XVI, nella sua enciclica "Deus caritas est", afferma che: "l'intima natura della Chiesa si esprime in un triplice compito: annuncio della Parola di Dio, celebrazione dei Sacramenti, servizio della carità. Sono compiti che si presuppongono a vicenda e non possono essere separati l'uno dall'altro. La carità non è per la Chiesa una specie di attività di assistenza sociale che si potrebbe anche lasciare ad altri, ma appartiene alla sua natura, è espressione irrinunciabile della sua stessa essenza" (n. 25).

"Tutta l'attività della Chiesa è espressione di un amore che cerca il bene integrale dell'uomo: cerca la sua evangelizzazione mediante la Parola e i Sacramenti e cerca la sua promozione nei vari ambiti della vita e dell'attività umana. Amore è pertanto il servizio che la Chiesa svolge per venire costantemente incontro alle sofferenze e ai bisogni, anche materiali, degli uomini" (n. 21).

"L'amore del prossimo radicato nell'amore di Dio è anzitutto un compito per ogni singolo fedele, ma è anche un compito per l'intera comunità ecclesiale" ( n. 20).

La Costituzione conciliare "Gaudium et spes" sulla Chiesa nel mondo contemporaneo dice: “Iddio, che ha cura paterna di tutti, ha voluto che tutti gli uomini formassero una sola famiglia e si trattassero tra loro come fratelli. Tutti, infatti, creati ad immagine di Dio «che da un solo uomo ha prodotto l'intero genere umano affinché popolasse tutta la terra» (At 17, 26), sono chiamati al medesimo fine, che è Dio stesso.

Perciò l'amor di Dio e del prossimo è il primo e più grande comandamento. La sacra Scrittura, da parte sua, insegna che l'amor di Dio non può essere disgiunto dall'amor del prossimo, «e tutti gli altri precetti sono compendiati in questa frase: amerai il prossimo tuo come te stesso. La pienezza perciò della legge è l'amore» (Rm 13,9. lGv 4,20).

È evidente che ciò è di grande importanza per degli uomini sempre più dipendenti gli uni dagli altri e per un mondo che va sempre più verso l’unificazione” (n. 24).

Nell'Enciclica "Dives in misericordia", Giovanni Paolo Il afferma: “Gesù, soprattutto con il suo stile di vita e con le sue azioni, ha rivelato come nel mondo in cui viviamo è presente l'amore, l'amore operante, l'amore che si rivolge all'uomo ed abbraccia tutto ciò che forma la sua umanità.

Tale amore si fa particolarmente notare nel contatto con la sofferenza, l'ingiustizia, la povertà, a contatto con tutta la «condizione umana» storica, che in vari modi manifesta la limitatezza e la fragilità dell'uomo, sia fisica che morale.

Appunto il modo e l'ambito in cui si manifesta l'amore viene denominato nel linguaggio biblico «misericordia». Cristo quindi rivela Dio che è Padre, che è «amore», come si esprimerà nella sua prima lettera san Giovanni; rivela Dio «ricco di misericordia», come leggiamo in san Paolo.

Tale verità, più che tema di un insegnamento, è una realtà a noi resa presente da Cristo. Il render presente il Padre come amore e misericordia è, nella coscienza di Cristo stesso, la fondamentale verifica della sua missione di Messia, lo confermano le parole da lui pronunciate prima nella sinagoga di Nazaret, poi dinanzi ai suoi discepoli ed agli inviati di Giovanni Battista.

In base ad un tal modo di manifestare la presenza di Dio che è Padre, amore e misericordia, Gesù fa della misericordia stessa uno dei principali temi della sua predicazione (n. 3).

Infine nel Documento preparatorio al Convegno Ecclesiale di Verona Testimoni di Gesù speranza del mondo del mondo" si dice: “La proclamazione della speranza della risurrezione riveste oggi particolare significato per dare forza e vigore alla testimonianza.

In un tempo dominato dai beni immediati e ripiegato sul frammento, i cristiani non possono lasciarsi omologare alla mentalità corrente, ma devono seriamente interrogarsi sulla forza della loro fede nella risurrezione di Gesù e sulla speranza viva che portano con sé.

Credere nel Risorto significa sperare che la vita e la morte, la sofferenza e la tribolazione, la malattia e le catastrofi non sono l'ultima parola della storia, ma che c'è un compimento trascendente per la vita delle persone e il futuro del mondo.

Se la speranza è presente nel cuore di ogni uomo e donna, il Crocifisso Risorto è il nome della speranza cristiana. (n. 2).


CINEFORUM

venerdì 17 novembre 2006, ore 21.00

IN HER SHOES - SE FOSSI IN LEI

USA 2005 - regia di Curtis Hanson

con Cameron Diaz, Toni Collette, Shirley MacLaine, Mark Feuerstein

Maggie e Rose sono due sorelle che si perdono di vista dopo che la prima ha cercato di sedurre il fidanzato della seconda. Maggie, la più giovane, è la classica ragazza carina e festaiola, che è riuscita a stento a finire gli studi e passa da un lavoro all'altro come da un amante all'altro. Rose, la maggiore, è un severo avvocato con laurea a Princeton, che vive in un appartamento in stile anni '40 in cui la sua collezione di bellissime scarpe firmate viene religiosamente conservata senza essere mai usata. Le due donne vedono di rado il padre che vive con la sua nuova, detestabile moglie, mentre dopo la tragica morte della madre hanno perso ogni traccia della nonna materna. Questo finché per un caso Maggie, dopo un serio diverbio con la sorella, non decide di rintracciarla, e la presenza della scapestrata nonnetta porterà una seria riflessione ed una svolta decisiva nelle vite di tutte e tre.

"In her shoes" è un film costruito elegantemente e diretto con mano sicura da Curtis Hanson, che appoggiandosi ad una sceneggiatura solida riesce ad alternare efficacemente momenti drammatici ad altri più leggeri, grazie ai quali la storia del rapporto vissuto tra le due sorelle finisce per appassionare. Il regista ha il coraggio e la grande sensibilità di affrontare un mondo tutto al femminile senza retorica, con delicatezza e realismo, descrivendo efficacemente quel gioco delle parti in cui i personaggi, per ritrovare la propria parte più nascosta, lottano a lungo contro gli altri e contro se stessi, oltre alle dinamiche che nascono all'interno delle famiglie, spesso a causa della più elementare mancanza di comunicazione.
 

Nel contesto dei venerdì di cineforum, organizziamo nel nuovo oratorio delle serate (20.45-23.30) dedicate ai giochi da tavolo, per ragazzi e giovani dalle scuole medie in su.

Dobbiamo recuperare i giochi. Se ne hai in buono stato e li puoi donare, portali in oratorio il sabato o la domenica pomeriggio.

Siete tutti invitati per la prima serata venerdì 17 novembre.

Grazie e a presto,

don Nicola, Iolanda, Giovanna e Davide
 


SOTTOSCRIZIONI MENSILI PER IL FINANZIAMENTO DEL NUOVO ORATORIO

Sabato e domenica prossima 18-19 novembre, come ogni terza domenica del mese, sottoscrizioni mensili per il finanziamento del nuovo oratorio.

In fondo alla chiesa troverete ancora l'incaricato a cui potrete lasciare il vostri contributo mensile, quelli arretrati ed eventuali offerte libere dalla sottoscrizione.

Grazie ancora!


È PADRE PIO IL SANTO PIÙ FAMOSO D'ITALIA
I MENO INVOCATI SONO GESÙ E LA MADONNA

Curiosità nel sondaggio di Swg voluto da Famiglia Cristiana

A pregare i santi sono soprattutto gli anziani, le donne e chi vive nelle isole
 

ROMA - Non tutti si ricordano il nome del santo patrono della propria città, però una cosa è certa, il santo più invocato dagli italiani e, di gran lunga, il più appiccicato sui vetri delle auto e dei camion è Padre Pio. Questo è quanto emerge da un sondaggio sulla fede popolare effettuato da Swg per Famiglia Cristiana, che col numero in edicola questa settimana inizia la pubblicazione di una serie di 13 volumi su "I Santi nella storia".

La ricerca telefonica, effettuata su un campione nazionale di cattolici praticanti, ha stabilito che al 70% dei contattati è capitato di invocare l'aiuto di un santo. Di questi, il 31% si è rivolto a Padre Pio, il 25% a Sant'Antonio, il 9% alla Madonna. Seguono col 7% San Francesco, col 4% Santa Rita e San Giuseppe, col 2% Gesù, con l'1% San Gennaro, San Rocco, Madre Teresa di Calcutta, Sant'Agata e San Gerardo.

Il più popolare fra gli italiani, a quanto pare, è proprio il frate di Pietrelcina, che stacca tutti, compresi Gesù Cristo e la Madonna, nella classifica degli esempi di santità a cui gli italiani si rivolgono per chiedere aiuto.

"Nessuna meraviglia", commenta don Tonino Lasconi, parroco a Fabriano e autore di decine di volumi sul rinnovamento della catechesi, secondo il quale "appare un'Italia ancora radicata in una fede popolare".

Stupisce però, e non poco, che anche fra i praticanti (almeno quelli intervistati), pochi rivolgano le loro invocazioni a Gesù e alla Madonna. Ma Lasconi trova una spiegazione. "Il fatto che la Madonna e Gesù sono pochissimo invocati - dice - e che la preferenza va ai santi, che non si capisce che i piani sono diversi, è il segno che i nostri cristiani sono ignorantissimi, dopo anni di catechesi e di ora di religione".

Il 71% degli intervistati, dei quali soprattutto le donne e gli abitanti delle isole, dichiara di avere in casa, in automobile o di portare con sè immagini di santi. Anche in questo caso a guidare la classifica è Padre Pio (48%), davanti a Sant'Antonio (18%) e alla Madonna (15%). Seguono col 7% San Francesco, col 3% Santa Rita, col 2% San Giuseppe e Gesù Crocefisso, con l'1% San Cristoforo, San Michele, Madre Teresa e Santa Chiara.

Dando uno sguardo ai dati, si nota che esistono significative differenze in relazione alla zona di residenza: nel Nordovest prevalgono le immagini di San Francesco, nel Nordest e nelle isole quelle della Madonna, nelle regioni del Centro si predilige Santa Rita, mentre nel Sud prevale Padre Pio (71%).

Ma il sondaggio di Famiglia Cristiana rivela curiosità anche per quanto riguarda le figure dei santi patroni.

Se il 75% ricorda che San Francesco è il patrono d'Italia, il 4% cita San Benedetto e, anche qui, Padre Pio. Il 16% degli intervistati addirittura "non sa".

Ma coloro che "non sanno" salgono addirittura al 27% quando si chiede loro chi sia la santa patrona d'Italia. Solo il 37% sa che è Santa Caterina da Siena, mentre il 24% cita Santa Chiara, l'8% Santa Rita da Cascia, il 2% Santa Lucia e addirittura la spagnola Santa Teresa d'Avila.

Va un po' meglio ai patroni delle grandi città, come San Marco per Venezia, Sant'Ambrogio per Milano e San Gennaro per Napoli, noti a oltre l'80% degli intervistati, con una punta del 96% nel caso del protettore dei partenopei. Meno conosciuti risultano invece la patrona di Palermo (Santa Rosalia, nota solo al 51%) e il protettore di Bologna (San Petronio, conosciuto solo dal 29% degli interpellati).

E se il 56% del campione è al corrente che San Biagio è il santo invocato contro il mal di gola, parecchia confusione permane sul patrono degli studenti: solo il 13% sa che si tratta di San Giuseppe da Copertino, mentre quasi un quarto del campione pensa che invece sia San Giovanni Bosco (23%) e un buon 10% si fa trarre in inganno dal nome di Santa Scolastica. Sono soprattutto le persone più anziane ad invocare i santi, mentre i giovani non lo fanno e sul tema hanno anche le idee abbastanza confuse.
 




 


 

 

 

 

 


 


 

 

 

 

 

 

 

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