10 e 24 settembre: gli ultimi due grandi appuntamenti che hanno dato il via definitivo all’utilizzo dei nuovi spazi dell’Oratorio. Due dati che hanno segnato il primo concreto realizzarsi di quell’esperienza di nuovo oratorio favorita dalla risistemazione degli spazi attigui la Chiesa.
Due occasioni in cui ci si è concretamente impegnati sia nel traslocare il materiale indispensabile allo svolgersi delle attività ordinarie (24 settembre), sia nel verificare i motivi, gli obiettivi e i contenuti di un esperienza cristiana di Oratorio in Parrocchia.
In queste prime settimane abbiamo preso le misure, abbiamo verificato come gestire le difficoltà o nuove fatiche impreviste, abbiamo goduto dei benefici e della bellezza che questi nuovi spazi offrono. Abbiamo ringraziato il Signore per le diverse disponibilità di servizio riconfermate o nuovamente offerte.
Nuovamente possiamo contare su un gruppo di adulti (mamme, papà, e anche alcuni nonni) capaci e attenti agli spazi e alle dinamiche educative di questo luogo; così abbiamo ancora l’opportunità di confermare in maniera più continuativa l’apertura degli spazi negli orari di maggior frequenza dei ragazzi (sempre tutti i pomeriggi della settimana); ma vogliamo anche di aprire nuove finestre di condivisione e di servizio come la domenica mattina (dalle 10.30 alle 12.30, che ha bisogno ancora di un certo numero di volontari per la rotazione dei turni, ma che già funziona e permette all’oratorio di rimanere aperto anche dopo le messe centrali del mattino).
È bello e anche doveroso rendersi conto e ringraziare dell’aiuto economico che molti offrono per lo svolgersi delle stesse attività dei ragazzi. Grazie. Siamo solo ad un terzo di copertura delle spese ma continuiamo a confidare in questo sostegno.
Partiremo anche a breve con l’elaborazione del progetto educativo dell’Oratorio, unico obiettivo imprescindibile dell’anno che ci siamo dati nella riunione del 10 settembre. Con l’aiuto della Fondazione degli Oratori Milanesi saremo accompagnati in questa esperienza che vuole chiarire il significato e il ruolo dell’Oratorio nella nostra parrocchia.
Vogliamo lavorare con tutti e rinnoviamo il nostro invito anche voi, a condividere insieme le soddisfazioni, le fatiche, le novità, le idee e gli sforzi…fisici ed educativi, per il bene dei nostri ragazzi e delle famiglie della nostra Parrocchia.
don Nicola
Con le offerte per il sostentamento dei preti diocesani in Italia (deducibili dal proprio reddito complessivo) consenti loro di svolgere i loro servizio a favore di tutti.
5 domenica: Per tutti i nostri Defunti e in particolare per i Defunti delle famiglie di via Palmanova e di via Padova [numeri pari].
6 lunedì: Per tutti i nostri Defunti e in particolare per i Defunti delle famiglie di via Padova [numeri dispari] e di piazza Sesia.
7 martedì: Per tutti i nostri Defunti e in particolare per i Defunti delle famiglie di via Anacreonte, di via Atene, di via Bengasi e di via Tarabella.
8 mercoledì: Per tutti i nostri Defunti e in particolare per i Defunti delle famiglie di via Clitumno, di via Oropa, di via Piattoli, di via Prinetti, via Scutari, via Toselli, di piazza Sire Raul e largo Tel Aviv.
9 giovedì: Per tutti i Defunti dell’ultimo anno e in particolare per coloro che sono morti in questo mese di ottobre.
La tradizione ambrosiana della visita di benedizione natalizia delle famiglie ci riporta anche quest’anno a bussare a molte vostre porte.
Desideriamo incontrarvi e fare con voi una preghiera per sentire presente nella famiglia e nella casa quel Dio che nel Natale ha voluto farsi uno di noi. Lui ci rimane vicino nelle gioie e nei dolori, nelle speranze e nelle fatiche e sofferenze. Lui ci strappa alle nostre solitudini e ci dona speranza.
Con il nostro venire, vorremmo farvi sentire pensati e amati dal Signore Gesù che ci accoglie sempre e si fa presente dove due o più sono riuniti nel suo nome.
La nostra visita esprime anche con cordiale simpatia la vicinanza della nostra Comunità cristiana di cui siamo chiamati ad essere tutti insieme parte viva.
Speriamo di potervi incontrare presto
don Piero, don Nicola, con don Attilio e il Consiglio Pastorale
Quest’anno riceveranno la visita del prete le famiglie delle case con numeri pari di via Padova e delle vie comprese tra via Padova e via Palmanova. Nelle altre famiglie l’augurio natalizio sarà portato, per quanto possibile, da fedeli laici che si renderanno disponibili per questo servizio e che anticipatamente ringraziamo.
Continuano ad essere molte le necessità di prima urgenza che ci interpellano a partire da quelle alimentari, a quelle di indumenti e coperte, a quelle di altre emergenze vitali da tamponare.
Confidiamo sempre nel vostro aiuto e nella vostra generosità. Avremmo bisogno anche di nuove braccia perché, mentre le esigenze aumentano, le forze diminuiscono.
Per la raccolta viveri di questo mese ci servono in particolare OLIO e TONNO.
Grazie!
Mentre lasciamo Verona per tornare alle nostre Chiese, vogliamo manifestare la gioia profonda per aver vissuto insieme questo 4º Convegno Ecclesiale Nazionale. Portavamo con noi il desiderio di ravvivare, per noi e per tutti, le ragioni della speranza. Nell’incontro con il Signore risorto, abbiamo rivissuto lo stupore, la trepidazione e la gioia dei primi discepoli.
Oggi, come loro, possiamo dire: “abbiamo visto il Signore!”.
Lo abbiamo visto nel nostro essere insieme e nella comunione che ha unito tutti noi e che ha preso forma di Chiesa nell’ascolto della Parola e nell’Eucaristia.
Lo abbiamo incontrato nella persona di Papa Benedetto e ascoltato nelle sue parole.
Lo abbiamo toccato con mano nella testimonianza dei cristiani che, nelle nostre terre, hanno vissuto il Vangelo facendo della santità l’anelito della loro esistenza quotidiana. Abbiamo avviato i nostri lavori lasciandoci illuminare dai loro volti, che sono apparsi a rischiarare la notte che scendeva sull’Arena.
Lo abbiamo conosciuto dentro e oltre le parole di quanti hanno raccontato la fatica di vivere nel nostro tempo e insieme hanno mostrato il coraggio di guardare a fondo la realtà, alla ricerca dei segni dello Spirito, efficacemente presente anche nella storia di oggi.
Lo abbiamo sperimentato nei dialoghi di queste giornate intense e indimenticabili, espressione di corresponsabile amore per la Chiesa e della volontà di comunicare la perla preziosa della fede che ci è stata donata.
Su questa esperienza del Signore risorto si fonda la nostra speranza.
La nostra speranza, infatti, è una Persona: il Signore Gesù, crocifisso e risorto. In Lui la vita è trasfigurata: per ciascuno di noi, per la storia umana e per la creazione tutta.
Su di Lui si fonda l’attesa di quel mondo nuovo ed eterno, nel quale saranno vinti il dolore, la violenza e la morte, e il creato risplenderà nella sua straordinaria bellezza.
Noi desideriamo vivere già oggi secondo questa promessa e mostrare il disegno di un’umanità rinnovata, in cui tutto appaia trasformato.
In questa luce, vogliamo vivere gli affetti e la famiglia come segno dell’amore di Dio; il lavoro e la festa come momenti di un’esistenza compiuta; la solidarietà che si china sul povero e sull’ammalato come espressione di fraternità; il rapporto tra le generazioni come dialogo volto a liberare le energie profonde che ciascuno custodisce dentro di sé, orientandole alla verità e al bene; la cittadinanza come esercizio di responsabilità, a servizio della giustizia e dell’amore, per un cammino di vera pace.
Non ci tiriamo indietro davanti alle grandi sfide di oggi: la promozione della vita, della dignità di ogni persona e del valore della famiglia fondata sul matrimonio; l’at¬tenzione al disagio e al senso di smarrimento che avvertiamo attorno e dentro di noi; il dialogo tra le religioni e le culture; la ricerca umile e coraggiosa della santità come misura alta della vita cristiana ordinaria; la comunione e la corresponsabilità nella comunità cristiana; la necessità per le nostre Chiese di dirigersi decisamente verso modelli e stili essenziali ed evangelicamente trasparenti.
Papa Benedetto XVI ci ha ricordato che la via maestra della missione
della Chiesa è l’“unità tra verità e amore nelle condizioni proprie del
nostro tempo, per l’evange¬lizzazione dell’Italia e del mondo di oggi”. La
verità del Vangelo e la fiducia nel Signore illuminino e sostengano il
cammino che riprendiamo da Verona con più forte gioia e gratitudine, per
essere testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo.