
E’ iniziato il catechismo dell’ iniziazione cristiana: mancano all’appello ancora molti bambini di seconda elementare (primo anno)…
Per il Battesimo dopo i 7 anni, contattateci subito.
GESÙ È QUI!
Una attenzione particolare a Gesù, che rimane con noi ogni giorno dell’ anno…
Lunedì 23
ore 8.15: preghiera delle lodi
ore 8.30: messa
ore 12.45: preghiera di metà giornata e benedizione
Mercoledì 26
18.00 preghiera dei vespri
ore 18.15: messa
ore 20.30: rosario
ore 21.00: meditazione penitenziale
ore 22.30: preghiera di compieta e benedizione
Giovedì 27
ore 15.00: esposizione del Pane consacrato
ore 16.30: preghiera biblica
ore 18.00: preghiera dei vespri e benedizione
ore 18.15: messa di conclusione
Ci accorgiamo di Gesù e rimaniamo con lui per incontrarlo poi nelle persone
Benedetto XVI nell'omelia allo stadio Bentegodi di Verona ha svelato in modo compiuto cosa chiede ai cattolici italiani, dando loro un mandato che li invita a rinnovare il loro modo di essere cristiani per essere non solo credibili, ma trascinatori di nuove energie e nuove speranze per l'intera societa'. Per farlo - perfezionando le coordinate del suo discorso rivolto al convegno ecclesiale questa mattina - ha centrato la sua riflessione teologica sulla risurrezione di Cristo e su cio' che questo evento puo' significare nel contesto odierno per i cattolici. Ratzinger, ripetendo che ''in un mondo che cambia, il vangelo non muta'', ha coniato una nuova definizione dei cristiani identificandoli quali ''Testimoni di Gesu' risorto'' che ha loro donato ''una speranza invincibile nella vita eterna''.
Forti di questa speranza, ha aggiunto papa Benedetto, ''non abbiamo paura delle prove, le quali, per quanto dolore e epesanti, mai possono intaccare la gioia profonda che ci deriva dall'amore di Dio. Il suo amore ci basta''.
E alla luce della forza trasformatrice di questo amore, ha chiesto se e in quale misura i cristiani di oggi siano eredi della capacita' di testimoniare che hanno avuto gli apostoli nei confronti della risurrezione. ''Noi - ha detto il papa - siamo gli eredi di questi testimoni vittoriosi! Ma proprio da questa constatazione nasce la domanda: che ne e' della nostra fede? In che misura sappiamo noi oggi comunicarla?''. La nostra fede - ha aggiunto il papa - e' fondata, ma occorre che questa fede diventi vita in ciascuno di noi. Occorre percio' perseguire il capillare sforzo ''perche' ogni cristiano si trasformi in testimone capace e pronto ad assumere l'impegno di rendere conto a tutti e sempre della speranza che lo anima''. Dalla fede nella risurrezione i cristiani attingono la spinta e il dovere di portare al mondo la speranza, perche' con Cristo ''risorgono alla vita nuova dell'amore, del perdono, del servizio e della nonviolenza.
Solo se come Cristo, non sono del mondo, i cristiani possono essere speranza nel mondo e per il mondo''.
A scanso di equivoci, Benedetto XVI ha chiarito che il momento centrale del IV Convegno nazionale della Chiesa in Italia e' questa celebrazione eucaristica vissuta oggi intorno al Successore di Pietro. ''Cristo viene oggi in questo moderno aeropago di uno stadio, per effondere il suo spirito sulla Chiesa che e' in Italia, perche' ravvivata dal soffio di una nuova pentecoste, sappia comunicare il vangelo in un mondo che cambia, come propongono gli orientamenti pastorali della Cei per il decennio 2000-2010''.
''Cari fratelli e sorelle - ha chiarito Benedetto XVI - il mio augurio, che sicuramente voi tutti condividete, e' che la Chiesa in Italia possa ripartire da questo Convegno come sospinta dalla parola del Signore risorto che ripete a tutti e a ciascuno: siate nel mondo di oggi testimoni della mia passione e della mia risurrezione. In un mondo che cambia, il Vangelo non muta. La Buona Notizia resta sempre la stessa: Cristo e' morto ed e' risorto per la nostra salvezza! Nel suo nome recate a tutti l'annuncio della conversione e del perdono dei peccati, ma date voi per primi testimonianza di una vita convertita e perdonata [...] In questi giorni del Convegno ecclesiale nazionale, la Chiesa che e' in Italia, obbedendo al comando del Signore risorto, si e' radunata, ha rivissuto l'esperienza originaria del Cenacolo, per ricevere nuovamente il dono dall'Alto. Ora,- ha concluso il Pontefice citando il profeta Isaia - consacrati dalla sua 'unzione', andate! Portate il lieto annuncio ai poveri, fasciate le piaghe dei cuori spezzati, proclamate la liberta' degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, promulgate l'anno di misericordia del Signore. Ricostruite le antiche rovine, rialzate gli antichi ruderi, restaurate le citta' desolate.
Sono tante le situazioni difficili che attendono un intervento risolutore!
Portate nel mondo la speranza di Dio, che e' Cristo Signore, il quale e'
risorto dai morti, e vive e regna nei secoli dei secoli''.