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Parrocchia San Giovanni Crisostomo

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Foglio settimanale: n. 2 - 14 gennaio 2006


ANNIVERSARI DI MATRIMONIO

Domenica prossima, alla Messa delle 11.30, festeggeremo gli anniversari di Matrimonio. È una occasione che si ripresenta ogni anno e che potrebbe apparire oramai come un gesto sbiadito che resta in vita solo perchè non si ha il coraggi di sopprimerlo.

Invece per noi, comunità cristiana, è una occasione importante e significativa che merita di essere vissuta con intensità.

Abbiamo bisogno, in un clima culturale nel quale si sottolineano quasi solo le negatività, di vedere persone comuni che portano avanti per la vita i valori del Matrimonio e della famiglia.

Se lo scegliersi l'un l'altro per sempre davanti a Dio e alla comunità, assumendosi cura l'uno dell'altra nel bene e nel male, è un gesto di responsabilità coraggiosa, il fatto di onorare questa scelta con fedeltà per cinque, dieci, trenta, cinquanta, sessantotto anni, è, nella sua apparente ferialità, un esempio di alto valore morale e un significativo incoraggiamento.

Si tratta anzitutto di un a grande testimonianza di umanità: l'autenticità di un amore umano profondo, pur nel mutare delle stagioni della vita, è in grado di offrire le energie morali per vivere insieme le gioie e le speranze della vita e per fornteggiarne le difficoltà, superandole e trovando in esse motivo di crescita.

E poi, o forse prima, si tratta di un felice dono di Dio.

Sì, solo se si è, almeno di fatto, in comunicazione con il Dio che la Bibbia ci presenta come Amore Fedele e Senza Pentimenti, si può trovare la sorgente che permette di vivere giorno dopo giorno un amore sempre più profondo e capace continuamente di ricominciare nel perdono.


CAMMINO FIDANZATI

Un cammino di fede in preparazione alla scelta del Sacramento del Matrimonio.

A partire da giovedì 19 gennaio, alle ore 20.45, dieci giovedì per incontrarci con altre coppie di fidanzati e ricercare con loro il senso della fede cristiana, le intuizioni rivelate della Bibbia su matrimonio e famiglia, l’insegnamento della Chiesa, le condizioni per la sua praticabilità e per avviare di conseguenza delle scelte di vita coerenti e consapevoli per la coppia e per la famiglia che ci si prepara a costituire

Ritrovo per le ore 20.45 in via cambini 10 - telefono 0245481410


NOTIZIE CARITAS

Martedì 17 gennaio
ore 8.30: S. Messa
ore 16.30: incontro Caritas


L'ORIZZONTE IDEALE DELLA CITTÀ…
COMUNITÀ E "COLLOQUIO FRATERNO" TRA GLI UOMINI (3)

Non può essere che così. L'uomo infatti - che è fondamento e fine dell'umana società - è creato a immagine e somiglianza di Dio e diventa più pienamente uomo seguendo Cristo, la vera immagine di Dio, che è l'uomo perfetto. Facendosi uomo, egli ci rivela il Dio invisibile che "per la ricchezza del suo amore parla agli uomini come ad amici (cf. Es 33, 11; Gv 15, 14-15) e si intrattiene con loro (cf. Bar 3, 38), per invitarli e ammetterli alla comunione con sé". Gesù, allora, è, in qualche modo, l'impersonificazione del dialogo e, anche sotto questo aspetto, si presenta come il modello e il paradigma per ogni uomo e per l'intera società degli uomini.

Il "fraterno colloquio tra gli uomini" è, dunque, premessa, condizione e garanzia per la realizzazione di ogni persona e per l'esistenza e lo sviluppo della comunità umana, anche di quella particolare comunità umana che è la Città. È, questo, un dato che potremmo dire "naturale" e che, perciò, attiene anche alle dimensioni civili del vivere.

Ma nelle nostre città c'è davvero questo "fraterno colloquio"? E, più in profondità, ne sentiamo il bisogno, ne avvertiamo l'assoluta necessità? O lo riteniamo inutile, addirittura pericoloso, perché temiamo che in esso si annidi il nemico?

Eppure, senza tale "colloquio" non può nascere e vivere una comunità di persone degna di questo nome. Ma noi siamo convinti che conti davvero essere una comunità? O abbiamo, forse, dentro di noi il dubbio che l'essere comunità sia una minaccia alla nostra libertà personale, la freni, anzi la incateni fin quasi a soffocarla e a distruggerla? Abbiamo forse paura che la comunità ci renda schiavi? Pensiamo forse che l'unica vera libertà sia quella nella quale ciascuno possa vivere ogni momento della propria giornata "a soggetto", senza vincoli, come gli pare?

Perché la Città sia una autentica "comunità degli uomini" c'è assoluto bisogno di un "colloquio fraterno", ossia di una relazione personale che riconosce un rapporto tra pari, che favorisce e consolida un legame forte, come tra fratelli, con tutti, nessuno escluso.
Oggi la categoria della fraternità in chiave civile appare molto sfocata e desueta. Eppure nella loro storia, gli uomini hanno proclamato, accanto alla libertà e all'eguaglianza, la fraternità!

Talvolta addirittura si sfugge al "fraterno colloquio" con l'inganno. Allora non è la paura a spingerci, ma la malvagità, che pure esiste e rappresenta il freno maggiore per la vita della comunità e al costituirsi di relazioni accoglienti tra gli uomini.

Scrive Ambrogio: "Nessuno... parli al suo prossimo in modo ingannevole. Sulle nostre labbra c'è un laccio, e spesso ciascuno con i propri discorsi non si spiega, ma si nasconde. La bocca del malevolo è una profonda fossa: grave è la caduta dell'innocenza, ma più grave quella del malvolere. L'innocente, poiché presta fede facilmente, cade presto, ma, una volta caduto, si rialza; il maledico, invece, per le proprie arti precipita là donde non potrà balzar fuori e uscire".

Forse non sempre siamo convinti che l'innocenza sia preferibile alla malevolenza; la giustizia all'ingiustizia; la lealtà alla slealtà; l'onestà alla disonestà; in definitiva il bene al male.

Le parole di sant' Ambrogio invece richiamano la nostra attenzione sullo stile dei nostri rapporti e sulla loro verità, sulla sincerità e sulla coerenza delle nostre parole. L'innocenza, cioè la capacità di non nuocere, è un elemento non certo secondario per costruire una comunità civile veramente nuova. Anche questo tipo di innocenza costruisce il nostro rapporto con gli altri.

dal discorso di sant’Ambrogio 2005 del Cardinale


MESSAGGIO DI BENEDETTO XVI PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE:
NELLA VERITÀ, LA PACE (1)

5. E allora, chi e che cosa può impedire la realizzazione della pace? A questo proposito, la Sacra Scrittura mette in evidenza nel suo primo Libro, la Genesi, la menzogna, pronunciata all'inizio della storia dall'essere dalla lingua biforcuta, qualificato dall'evangelista Giovanni come « padre della menzogna » (Gv 8,44). La menzogna è pure uno dei peccati che ricorda la Bibbia nell'ultimo capitolo del suo ultimo Libro, l'Apocalisse, per segnalare l'esclusione dalla Gerusalemme celeste dei menzogneri: « Fuori... chiunque ama e pratica la menzogna! » (22,15). Alla menzogna è legato il dramma del peccato con le sue conseguenze perverse, che hanno causato e continuano a causare effetti devastanti nella vita degli individui e delle nazioni. Basti pensare a quanto è successo nel secolo scorso, quando aberranti sistemi ideologici e politici hanno mistificato in modo programmato la verità ed hanno condotto allo sfruttamento ed alla soppressione di un numero impressionante di uomini e di donne, sterminando addirittura intere famiglie e comunità. Come non restare seriamente preoccupati, dopo tali esperienze, di fronte alle menzogne del nostro tempo, che fanno da cornice a minacciosi scenari di morte in non poche regioni del mondo? L'autentica ricerca della pace deve partire dalla consapevolezza che il problema della verità e della menzogna riguarda ogni uomo e ogni donna, e risulta essere decisivo per un futuro pacifico del nostro pianeta.

6. La pace è anelito insopprimibile presente nel cuore di ogni persona, al di là delle specifiche identità culturali. Proprio per questo ciascuno deve sentirsi impegnato al servizio di un bene tanto prezioso, lavorando perché non si insinui nessuna forma di falsità ad inquinare i rapporti. Tutti gli uomini appartengono ad un'unica e medesima famiglia. L'esaltazione esasperata delle proprie differenze contrasta con questa verità di fondo. Occorre ricuperare la consapevolezza di essere accomunati da uno stesso destino, in ultima istanza trascendente, per poter valorizzare al meglio le proprie differenze storiche e culturali, senza contrapporsi ma coordinandosi con gli appartenenti alle altre culture. Sono queste semplici verità a rendere possibile la pace; esse diventano facilmente comprensibili ascoltando il proprio cuore con purezza di intenzioni. La pace appare allora in modo nuovo: non come semplice assenza di guerra, ma come convivenza dei singoli cittadini in una società governata dalla giustizia, nella quale si realizza in quanto possibile il bene anche per ognuno di loro. La verità della pace chiama tutti a coltivare relazioni feconde e sincere, stimola a ricercare ed a percorrere le strade del perdono e della riconciliazione, ad essere trasparenti nelle trattative e fedeli alla parola data. In particolare, il discepolo di Cristo, che si sente insidiato dal male e per questo bisognoso dell'intervento liberante del Maestro divino, a Lui si rivolge con fiducia ben sapendo che « Egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca » (1 Pt 2,22; cfr Is 53,9). Gesù infatti si è definito la Verità in persona e, parlando in visione al veggente dell'Apocalisse, ha dichiarato totale avversione per « chiunque ama e pratica la menzogna » (22,15). È Lui a svelare la piena verità dell'uomo e della storia. Con la forza della sua grazia è possibile essere nella verità e vivere di verità, perché solo Lui è totalmente sincero e fedele. Gesù è la verità che ci dà la pace.


ANNIVERSARI DI MATRIMONIO - 22 gennaio ore 11.30

1, 5, 10, 15, 20, 25, 30, 35, 40, 45, 50, 55, 60…

Si prega di segnalarsi in segreteria 0245481410 o presso la buona stampa e comunque di partecipare...

Anche se il giorno del vostro anniversario cade più avanti, è bello partecipare questa domenica insieme agli altri nella comunità: è una testimonianza per tutti e una occasione di conferma e di crescita per voi.


LETTERA DA TAIZÉ PER IL 2006
"LETTERA INCOMPIUTA" (2)

Riusciamo a comprenderlo bene? Dio si fida così tanto di noi che per ciascuno ha un invito. Qual è questo invito? Ci chiama ad amare come lui stesso ci ama. E non c'è un amore più profondo che arrivare fino al dono di sé stessi, per Dio e per gli altri.

Chi vive di Dio sceglie di amare. E un cuore deciso ad amare può irradiare una bontà senza limite.

Per chi cerca di amare nella fiducia, la vita si riempie di una bellezza serena.

Chi sceglie di amare e di dirlo attraverso la propria vita, è condotto ad interrogarsi su una delle più importanti domande che ci sono: come alleggerire le pene ed i tormenti di coloro che sono vicini o lontani?

Ma cosa vuol dire amare? Sarà forse condividere le sofferenze dei più maltrattati? Si, proprio questo.

Sarà forse avere un'infinita bontà di cuore e dimenticare se stessi per gli altri, in modo disinteressato? Si, certamente.

E ancora: cosa vuol dire amare? Amare è perdonare, vivere da riconciliati. E riconciliarsi è sempre una primavera dell'anima.

Nel piccolo villaggio di montagna dove sono nato, vicino alla nostra casa, viveva una famiglia numerosa, molto povera. La madre era morta. Uno dei bambini, un po' più piccolo di me, veniva spesso da noi ed amava mia madre come se fosse la sua. Un giorno fu informato che avrebbero lasciato il villaggio e, per lui, partire non era concepibile. Come consolare un bimbo di cinque o sei anni? Era come se non avesse il distacco necessario per capire una tale separazione.

Poco prima della sua morte, Cristo assicura i discepoli che riceveranno una consolazione: egli manderà lo Spirito Santo che sarà per loro un sostegno ed un consolatore, e resterà con loro per sempre.

Nel cuore di ciascuno, ancora oggi egli mormora: «Non ti lascerò mai solo, ti invierò lo Spirito Santo. Anche se sei nella disperazione più profonda, io resto vicino a te».

Accogliere la consolazione dello Spirito Santo è cercare, nel silenzio e nella pace, di abbandonarci in lui. Allora, anche se accadono dei fatti gravi, diventa possibile superarli.


SETTIMANA DELL'EDUCAZIONE 2006 - dal 21 al 23 gennaio

«L’Oratorio non perde il suo “sapore” – anzi lo intensifica – se non rinuncia mai, pur in mezzo alle situazioni difficili e complesse, alla missione che gli è propria: affiancare e aiutare i genitori per avviare, favorire e accompagnare la crescita di giovani uomini e donne testimoni di Gesù risorto nella vita quotidiana della società». Queste poche parole del nostro Arcivescovo dal Messaggio per la Festa di apertura degli Oratori ci introducono alla settimana dell’educazione di questo fine gennaio. Da sabato 21 alla memoria di San Giovanni Bosco, il 31 gennaio, in diocesi viviamo questo periodo di sensibilizzazione al compito importante dell’educazione. Altre figure e altre istituzioni si affiancano alla famiglia, di cui celebriamo la festa domenica 22 gennaio, nella sua responsabilità educativa,. L’oratorio ritrova in questa responsabilità una delle sue priorità. Con la famiglia educa alla vita nella diversità dei suoi aspetti: quello religioso; quello del dialogo con realtà differenti; quello del rispetto della dignità umana, propria e altrui; quello della conoscenza di sé, ecc. A questo proposito, nel mese che ci aspetta disporremo di differenti opportunità che rispondono a queste esigenze educative. Possono coinvolgerci come uditori, come spettatori, come collaboratori per una futura condivisione di responsabilità… ve le offriamo come opportunità per sentirci corresponsabili nel delicato compito di accompagnare i più piccoli a scoprire la bellezza della vita.

IN DIALOGO CON IL TERRITORIO

domenica 29 gennaio ore 16.00 in oratorio
INTRATTENIMENTO, MUSICA E CULTURA!

Con la partecipazione di studenti e docenti dell’Istituto Scolastico Comprensivo Casa del Sole-Rinaldi

FORMAZIONE

Mercoledì 18-25 gennaio e 1 febbraio
CORSO DI FORMAZIONE PER COLLABORATORI ALLA CATECHESI DEI BAMBINI

Mercoledì 1 febbraio (con possibilità di continuazione l'8)
DROGHE, ADOLESCENZA, SALUTE: QUALE PREVENZIONE?

Domenica 26 febbraio
DIALOGO SULLA PREADOLESCENZA

(per i dettagli di luogo, orario, e relatori fare riferimento alle locandine in chiesa e in oratorio)


SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITÀ DEI CRISTIANI - 18-25 gennaio

 “Se due o tre si riuniscono per invocare il mio nome, io sono in mezzo a loro” (Matteo 18, 18-20)

Mercoledì 18 gennaio - ore 20.30
Basilica S. Ambrogio, piazza S. Ambrogio
CELEBRAZIONE ECUMENICA DI APERTURA

Giovedì 19 gennaio - ore 18.00
Chiesa anglicana di via Solferino 17
VESPRI ANGLICANI

Venerdì 20 gennaio - ore 20.30
Chiesa metodista di via Porro Lambertenghi 28
VEGLIA DEI GIOVANI

Sabato 21 gennaio - ore 17.30
Via Leone XVIII 12
TAVOLA ROTONDA SULLA PREGHIERA

Domenica 22 gennaio - ore 15.00
Piazza San Marco 2
COPPIE INTERCONFESSIONALI

Mercoledì 22 gennaio - ore 18.30
Chiesa di San Marco, piazza San Marco
LITURGIA DELLA PAROLA

lunedì 23 gennaio - ore 18.00
Chiesa armena di via Jommelli 32
VESPRI ARMENI

Mercoledì 25 gennaio - ore 20.30
Basilica di S. Carlo il Corso, piazza S. Carlo
PREGHIERA E CANTO CON LE CORALI

 

 

 

 

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