foto dell'interno della chiesa

 

Parrocchia San Giovanni Crisostomo

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Foglio settimanale: n. 43 - 17 dicembre 2005


BUON NATALE E FELICE ANNO 2006


40° ANNIVERSARIO DELLA CONCLUSIONE DEL CONCILIO VATICANO SECONDO

Nel 40° anniversario della conclusione del Concilio Vaticano Secondo, pubblichiamo le prime parole delle due costituzioni conciliari più significative che ne danno il tema.

"Poiché Gesù è la luce delle genti questo sacro Concilio, adunato nello Spirito santo, ardentemente deside ra illuminare tutti gli uomini, con la luce di Lui, splendente sul volto della Chiesa, annunciando il Vangelo ad ogni creatura."

(Lumen Gentium 1.)

"Le gioie e le speranze , le tristezze e le angosce degli uomini di oggi , dei poveri soprattutto e di coloro che soffrono , sono pure le gioie e le speranze , le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore."

(Gaudium et Spes 1.)


L'ORIZZONTE IDEALE DELLA CITTÀ: LA COMUNITÀ DEGLI UOMINI E IL "DONO DI SÉ" (1)

Partiamo da una interessantissima pagina della Gaudium et spes sulla comunità degli uomini, intesa come un'unica grande famiglia, che affonda le sue radici nella nativa dimensione comunitaria di ogni persona umana.

Così la descrive il Concilio: «Dio, che ha cura patema di tutti, ha voluto che gli uomini formassero una sola famiglia e si trattassero tra loro con animo di fratelli. Tutti, infatti, creati ad immagine di Dio, "che da un solo uomo ha prodotto l'intero genere umano affinché popolasse tutta la terra", sono chiamati all'unico e medesimo fine, cioè a Dio stesso».

Di questa stessa comunità degli uomini, il Concilio presenta poi il principio dinamico e lo stile di vita, che consistono nell'amore: «Perciò l'amore di Dio e del prossimo è il primo e più grande comandamento. Dalla Sacra Scrittura infatti siamo resi edotti che l'amore di Dio non può essere disgiunto dall'amore del prossimo: "...qualsiasi altro comandamento si riassume in queste parole: Amerai il prossimo tuo come te stesso... Pieno compimento della legge è l'amore". Ciò si rivela di grande importanza per uomini sempre più dipendenti gli uni dagli altri e per un mondo che va sempre più verso l'unificazione».

Ne deriva che caratteristica propria e decisiva della comunità degli uomini è l'amore che costruisce la vera unità, una unità esigita dalla natura stessa dell'uomo, che non lo omologa, ma lo valorizza nelle sue diversità, che divengono ricchezza per l'intero genere umano se vengono messe generosamente a disposizione di tutti. L'uomo infatti si può realizzare in pienezza solo nel "dono di sé". Così leggiamo nel testo conciliare: «Anzi, il Signore Gesù quando prega il Padre perché "tutti siano una cosa sola... come noi", mettendoci davanti orizzonti impervi alla ragione umana, ci ha suggerito una certa similitudine tra l'unione delle persone divine e l'unione dei figli di Dio nella verità e nella carità. Questa similitudine manifesta che l'uomo, il quale in terra è la sola creatura che Dio abbia voluto per se stessa, non può ritrovarsi pienamente se non attraverso un dono sincero di sé (per sincerum sui ipsius donum».

Come si vede, la Gaudium et spes ci apre ad una visione tipicamente religiosa e cristiana della comunità degli uomini, una visione che addirittura porta a vedere in essa qualche riflesso della stessa vita trinitaria. Ma, così facendo, il testo conciliare ci aiuta a cogliere in profondità anche il significato propriamente umano e il valore genuinamente civile di una comunità degli uomini che si realizza nell'unità e nella comunione e che si fonda sul reciproco "dono di sé" di ogni persona.

Ci avviamo dunque, con il Concilio, verso «orizzonti impervi alla ragione umana», ma che, in realtà, appartengono ad una visione autenticamente umana del vivere sociale. Gli orizzonti indicati nel testo conciliare ci appaiono «impervi» perché noi preferiamo rimanere continuamente sulle difensive. E così, guardiamo con un certo sospetto quel «che tutti siano una cosa sola», perché l'espressione, tolta dal suo vero significato, ci richiama l'omologazione, una omologazione che a parole neghiamo con decisione, ma che nei fatti subiamo o addirittura scegliamo di assumere come forma di difesa rispetto al resto della società. Allo stesso modo avviene anche per il «dono sincero di sé». È questa, infatti, una prospettiva in contrasto con l'idea che noi spesso abbiamo della vita e dei nostri comportamenti, quasi che una prospettiva così alta ci rubi a noi stessi e ci impoverisca, anziché arricchirci. La traduzione civile del "dono di sé" ci appare, perciò, come una prospettiva molto remota. E siamo come presi da una specie di incapacità a immaginare una società nella quale prevalga la dimensione del "dono" rispetto a quella dello "scambio" mercificatorio.(continua)

dal discorso di sant’Ambrogio 2005 del Cardinale


... E SE ABOLISSERO IL NATALE? ...

Ci avete mai pensato? Che cosa cambierebbe? Per i miei bambini del catechismo potrebbe essere una domanda reale, per quanto peregrina, perché loro hanno domande su tutto… Forse non è una domanda inutile… può valere la pena di provare a rispondere a noi e a loro...

Sul piano commerciale, non cambierebbe molto... le feste, i consumi e i regali troverebbero nuove giustificazioni, magari con una enfatizzazione del capodanno, o con la importazione di qualche nuovo “Halloween”, o con un cambio di nome: “vacanze d’inverno” al posto di: “vacanze di Natale”...

Neppure sul piano culturale, cambierebbe molto… il Natale, già ora per molti è quasi solo una tradizione folcloristica, carina, commovente, poetica... ma non è non è il Natale di Gesù... non è la nascita di Qualcuno...

E nemmeno per chi sta bene e vive nell’abbondanza, cambierebbe gran che... si vive per il cibo, per il vestito, per un insieme di relazioni effimere, che sembrano riempire, ma che sul fondo lasciano apparire qualche crepa di vuoto, che è meglio mascherare subito, prima che ci arrechi disturbo... e poi non c’è tempo per pensare altre cose che si aggiungerebbero alle molte che già ci sono, appesantendo ulteriormente la vita...

Cambierebbe invece molto per quelli che fanno fatica a vivere, che sono segnati da paure e insicurezze, da prove e sofferenze, per quelli che faticano a sperare, a farsi coraggio... Loro si ritroverebbero improvvisamente soli, terribilmente soli, senza neppure questo Dio che si fa Bambino, che viene vicino per condividere le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei poveri soprattutto e di coloro che soffrono... Senza questo Gesù che dice: “Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio,... beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati,... beati voi che ora piangete, perché riderete..." e che non si accontenta di dirlo a parole, ma che lo vive sulla sua pelle... Mancherebbe qualcuno che schiuda loro un orizzonte nuovo di umanità... così che, pure sotto il giogo grigio di una vita pesante, possano rialzare il capo e guardare oltre, perché ogni negatività ha un termine e finisce, per il fatto che Dio c’è. È per tutti, e non solo per questi uomini e donne, che non possiamo permettere che il Natale, quello di Gesù, venga abolito o cancellato.


AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA

In occasione dell’incontro di Taizè di Capodanno è previsto che nella nostra parrocchia arrivino circa 80 giovani. In famiglia ne verranno accolti solo 19 (ma c’è ancora tempo per accoglierne di più!), mentre gli altri pernotteranno in oratorio.

Sarebbe bello che, anche se non siamo riusciti ad ospitarli tutti nelle case, potessimo invitarli alle nostre tavole per il pranzo del 1° gennaio.

Sarà certamente una splendida esperienza di condivisione – e una cosa per nulla impegnativa – aggiungere un paio di piatti in più alle tavolate che tradizionalmente imbandiamo per i nostri amici e parenti. E sarà di sicuro più bello e più allegro per i ragazzi mangiare in compagnia di una famiglia unita che non dover rimanere giù in oratorio davanti ai piatti di plastica.

Per rendervi disponibili non esitate a contattare don Nicola o a chiedere delle referenti, anche per partecipare ai preparativi, alle preghiere, per un contributo o per regalare un po’ di tempo.

Grazie a tutti,


PELLEGRINAGGIO DI FIDUCIA SULLA TERRA
TAIZÈ MILANO

28 dicembre - 10 gennaio 2006

Preghiera comunitaria in "Fiera-Città" (metro Amendola-Fiera, entrata libera)

mercoledì 28 dicembre alla 19.00
    giovedì 29 dicembre alle 13.15 e alle 19.00
    venerdì 30 dicembre alle 13.15 e alle 19.00
    sabato 31 dicembre alle 13.15 e alle 19.00


ORARI PER IL NATALE

24 dicembre
ore 18.00
: prima messa di Natale (nella Vigilia)
ore 24.00: Messa di Mezzanotte

25 dicembre
ore 8.00 - 10.00 - 11.30 - 18.00
: Sante Messe


ORARI PARROCCHIALI PER IL TEMPO DI NATALE (dal 26 dicembre al 7 gennaio)

Sante Messe
festive
: 10.00 - 11.30 - 18.00
vigilie: 18.00
feriali: 8.30 - 18.00

All'iniziativa personale
Chiesa aperta, Rosario del mercoledì, Adorazione comunitaria

Ufficio parrocchiale
chiuso fino al 9 gennaio (per ferie del personale addetto)

Orari per il 31 dicembre
ore 17.00
: Vespri - Adorazione - Te Deum
ore 18.00: Messa festiva della vigilia di Capodanno


AUGURI

Auguriamo a tutti un felice Natale di Gesù e un prospero Anno Nuovo e desideriamo ringraziare coloro che collaborano alla vita della nostra Parrocchia, da quelli che offrono le loro preghiere e la loro disponibilità a compiere con amore fedele quanto Dio chiede loro, a quelli che in diversi modi testimoniano la gioia del Vangelo, a quelli che direttamente collaborano al cammino della comunità parrocchiale e offrono il loro generoso sostegno. Grazie!

 

 

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