La Lettera agli Efesini, parlando della "gloria della grazia" che " Dio Padre
ci ha dato nel suo Figlio diletto", aggiunge: "In lui abbiamo la redenzione
mediante il suo sangue".
Secondo la dottrina, formulata in solenni documenti della Chiesa, questa "gloria
della grazia" si è manifestata nella Madre di Dio per il fatto che ella è stata
"redenta in modo più sublime".
In virtù della ricchezza della grazia del Figlio diletto, a motivo dei meriti
redentivi di colui che doveva diventare suo Figlio, Maria è stata preservata
dal retaggio del peccato originale.
In questo modo sin dal primo istante del suo concepimento, cioè della sua esistenza,
ella appartiene a Cristo, partecipa della grazia salvifica e santificante e
di quell'amore che ha il suo inizio nel "Diletto", nel Figlio dell'eterno Padre,
che mediante l'incarnazione è divenuto il suo proprio Figlio.
Perciò, per opera dello Spirito Santo, nell'ordine della grazia, cioè della
partecipazione alla natura divina, Maria riceve la vita da colui, al quale ella
stessa, nell'ordine della generazione terrena, diede la vita come madre.
La liturgia non esita a chiamarla "genitrice del suo Genitore" e a salutarla
con le parole che Dante Alighieri pone in bocca a san Bernardo: «figlia del
tuo Figlio».
E poiché questa "vita nuova" Maria la riceve in una pienezza corrispondente
all'amore del Figlio verso la Madre, e dunque alla dignità della maternità divina,
l'angelo all'annunciazione la chiama "piena di grazia".
Nel disegno salvifico della Santissima Trinità il mistero dell'incarnazione
costituisce il compimento sovrabbondante della promessa fatta da Dio agli uomini,
dopo il peccato originale, dopo quel primo peccato i cui effetti gravano su
tutta la storia dell'uomo sulla terra.
Ecco, viene al mondo un Figlio, la "stirpe della donna", che sconfiggerà il
male del peccato alle sue stesse radici: "Schiaccerà la testa del serpente ".
Come risulta dalle parole del protoevangelo, la vittoria del Figlio della donna
non avverrà senza una dura lotta, che deve attraversare tutta la storia umana.
"L'inimicizia", annunciata all'inizio, viene confermata nell'Apocalisse, il
libro delle realtà ultime della Chiesa e del mondo, dove torna di nuovo il segno
della "donna", questa volta "vestita di sole" Maria, Madre del Verbo incarnato,
viene collocata al centro stesso di quella inimicizia, di quella lotta cha accompagna
la storia dell'umanità sulla terra e la storia stessa della salvezza.
In questo posto ella, che appartiene agli "umili e poveri del Signore", porta
in sé, come nessun altro tra gli esseri umani, quella "gloria della grazia"
che il Padre" ci ha dato nel suo Figlio diletto, e questa grazia determina la
straordinaria grandezza e bellezza di tutto il suo essere.
Maria rimane così davanti a Dio, ed anche davanti a tutta l'umanità, come il
segno immutabile ed inviolabile dell'elezione da parte di Dio, di cui parla
la Lettera paolina: "In Cristo ci ha scelti prima della creazione del mondo,
... predestinandoci a essere suoi figli adottivi".
Questa elezione è più potente di ogni esperienza del male e del peccato, di
tutta quella "inimicizia", da cui è segnata la storia dell'uomo.
In questa storia Maria rimane un segno di sicura speranza.
GIOVANNI PAOLO II,
Redemptoris Mater, 10-11
Per le famiglie della parte della parrocchia che sarà visitata dal sacerdote, coloro che desiderano, si ricordino di esporre l’immagine nel giorno stabilito.
Per le altre famiglie l’augurio della comunità verrà portato da fedeli laici.
Desiderio dei colli eterni, Gesù, vieni in questo cuore dell'uomo con il tuo amore, con la tua gioia, con la tua grazia liberatrice.
Signore, vieni in me, in mezzo alle mie amicizie e al mio lavoro.
Vieni con il tuo spirito di preghiera e di giustizia, vieni con la tua serenità
e la tua pace.
Vieni nella nostra casa e qui fermati e abita con noi e che tutti ti riconoscano
nella nostra frazione del pane.
Vieni nella comunità di San Giovanni Crisostomo, comunità di piccoli tuoi,
e fa' che sia una vera chiesa dentro la chiesa.
Vieni nelle nostre famiglie e siedi alla nostra mensa e si faccia di questa
nostra parrocchia di poveri, una famiglia sola in cui tutti si sentano fratelli
che si aiutano, che si perdonano.
Vieni con la tua generosità e il distacco dalle cose, con il tuo amore e la pazienza.
Vieni specialmente la domenica in questa tua chiesa, perché tutti gli amici
ti incontrino nella carità e nella gioia.
Vieni a insegnarci le vie di Dio, dacci la forza di accettare la tua parola.
Vieni a fare giustizia di tutti gli egoismi; ad abbassare le montagne dell'orgoglio,
a colmare le valli della miseria.
Vieni a liberare gli schiavi e i carcerati, a soccorrere i disoccupati, a sfamare
gli affamati; vieni a confortare i disperati, a proteggere le donne e i bambini;
a guarire i malati, a risuscitare i morti.
Gesù, agnello di Dio, vieni a portare la pace là dove infuria la guerra, vieni a fondere in un popolo solo l'Europa, a comporre in armonia tutti i continenti.
Vieni a ispirare con la tua dolce parola tutti i governi della terra, a placare
tutte le classi, a disarmare tutte le razze del mondo.
Vieni a insegnarci ancora che l'odio è morte, che la prepotenza non serve, che
usare la forza è debolezza; che le ricchezze sono affanno.
Vieni a illuminare ogni uomo dalla nascita alla morte.
E nasci tutti i giorni e rinasci continuamente anche nei palazzi, anche nelle
regge e non solo nei tuguri.
Vieni nelle officine, nelle fabbriche, nelle scuole.
Vieni nella tua grande Chiesa con tutta la pienezza della divinità e della tua
umanità; vieni nei sacerdoti con il tuo spirito di fedeltà alla tua parola.
O pace di Dio, vieni a fare la pace con tutte le religioni.
Vieni in tutto il mondo, poiché sei la nostra unica speranza.
Dovunque vuoi, e non stancarti di venire mai, o Signore!
Per amore della tua e nostra Madre, per le preghiere di tutta l'umanità a
gloria del Padre, nella luce dello Spirito santo.
Amen.
(David Maria Turoldo)
Buona giornata e buona domenica a tutti.
Sono uno di questa parrocchia come voi e a nome del Consiglio Pastorale vorrei
presentarvi il progetto relativo al Nuovo Oratorio.
Qual è l’obiettivo di questo progetto?
Questa iniziativa vuole offrire spazi di aggregazione e ulteriori opportunità per crescere insieme come comunità cristiana.
Perché? Che cosa e’ successo ?
Nella scorsa primavera, dopo che l’Istituto Casati ha rinunciato ad alcuni locali adiacenti alla chiesa, la parrocchia è tornata a disporre di questi ambienti e a riflettere su come utilizzarli.
Nello stesso periodo è partito il progetto educativo "Conta su di me" per rilanciare l’Oratorio e offrire nuove opportunità aggregative.
Di fronte a queste due situazioni, la scelta del Consiglio Pastorale è stata quella di cogliere questa opportunità per spostare alcune attività dell’attuale Oratorio nei locali lasciati liberi dalla scuola che sono più ampi, luminosi, più vicini ai campi di gioco e accessibili dal sagrato.
Che cosa succederà?
Con la nuova stagione si prevede di poter usufruire di questa nuova struttura:
al suo interno saranno collocati la sala giochi, il bar, una piccola biblioteca
con computer e accesso internet per lo studio.
Avendo l’accesso dal sagrato della chiesa, diventerà anche occasione di ritrovo
per la domenica mattina: per scambiare due chiacchiere al caldo, per leggersi
un giornale o una rivista e stare in compagnia.
Mentre le altre attività dell’Oratorio, come ad esempio il catechismo e il doposcuola,
rimarranno negli attuali spazi.
Quali sono i passi per la realizzazione? Qual è l’impegno richiesto?
I lavori sono appena iniziati: si prevede la sistemazione dei locali e degli
impianti, l’apertura di un ingresso sul sagrato e la costruzione di servizi
igienici.
La spesa prevista per la ristrutturazione è di € 75.000,00.
Sorge quindi una domanda concreta: come raccoglieremo i fondi necessari per svolgere questi lavori?
Riconoscendo il valore pastorale e sociale che ha l’Oratorio - pensiamo ad esempio alla situazione di degrado giovanile delle nostre periferie - riteniamo necessario assumerci anche la responsabilità economica di realizzare questi progetti.
L’impegno è oneroso, soprattutto per una parrocchia non certo ricca come la nostra, ma a piccoli passi, possiamo farcela.
Abbiamo pensato di proporre diverse modalità di partecipazione:
Chi vuole aderire al versamento mensile comunicherà la cifra che vuole versare all’apposito tavolo in fondo alla chiesa, dove ogni terza domenica del mese saranno raccolti i versamenti.
E’ solo un impegno economico?
Stiamo lavorando insieme e ognuno da quello che può: tempo, capacità professionali,
sostegno economico, fiducia reciproca.
Di questo siamo grati al Signore e siamo grati gli uni agli altri; è il primo
passo per costruire qualcosa insieme, qualcosa che parte certo dai muri ma non
vuole fermarsi lì.
Grazie per l’attenzione.