Il 6 agosto 1978 Paolo VI entrava nella contemplazione del volto
di quel Dio che aveva amato appassionatamente.
Lo ricordiamo con affetto, e in suo onore cominciamo a pubblicare il
testo della intensa professione di fede che egli pronunciò il 30 giugno
1968.
«Noi crediamo in un solo Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, creatore delle cose visibili, come questo mondo ove trascorre la nostra vita fuggevole, delle cose invisibili quali sono i puri spiriti, chiamati altresì angeli, e Creatore in ciascun uomo dell’anima spirituale e immortale.
Noi crediamo che questo unico Dio è assolutamente uno nella sua
essenza infinitamente santa come in tutte le sue perfezioni, nella sua
onnipotenza, nella sua scienza infinita, nella sua provvidenza, nella
sua volontà e nel suo amore.
Egli è Colui che è, come Egli stesso lo ha rivelato a Mosè; ed
Egli è Amore, come ce lo insegna l’Apostolo Giovanni: cosicché
questi due nomi, Essere e Amore, esprimono ineffabilmente la stessa
Realtà divina di Colui, che ha voluto darsi a conoscere a noi, e che
"abitando in una luce inaccessibile" è in Se stesso al di sopra di ogni
nome, di tutte le cose e di ogni intelligenza creata.
Dio solo può darci la conoscenza giusta e piena di Se stesso,
rivelandosi come Padre, Figlio e Spirito Santo, alla cui eterna vita noi
siamo chiamati per grazia di Lui a partecipare, quaggiù nell’oscurità
della fede e, oltre la morte, nella luce perpetua, l’eterna vita.
I mutui vincoli, che costituiscono eternamente le tre Persone, le quali
sono ciascuna l’unico e identico Essere divino, sono la beata vita
intima di Dio tre volte santo, infinitamente al di là di tutto ciò che
noi possiamo concepire secondo l’umana misura.
Intanto rendiamo grazie alla Bontà divina per il fatto che moltissimi
credenti possono attestare con noi, davanti agli uomini, l’Unità di Dio,
pur non conoscendo il mistero della Santissima Trinità.
Noi dunque crediamo al Padre che genera eternamente il Figlio; al
Figlio, Verbo di Dio, che è eternamente generato; allo Spirito Santo,
Persona increata che procede dal Padre e dal Figlio come loro eterno
Amore.
In tal modo, nelle tre Persone divine, “coaeternae sibi et coaequales”,
sovrabbondano e si consumano, nella sovreccellenza e nella gloria
proprie dell’Essere increato, la vita e la beatitudine di Dio
perfettamente uno; e sempre "deve essere venerata l’Unità nella Trinità
e la Trinità nell’Unità".»
Una Impresa di Pompe Funebri mi ha interpellato per chiedermi di
inserire una sua pubblicità nel nostro Foglio Settimanale.
Al di là di qualunque considerazione di merito, e nonostante gli impegni
economici che ci attendono e le ristrettezze finanziarie della nostra
parrocchia, sono convinto di dover fare conto più sulla consapevolezza e
generosità dei membri della comunità che sulle sponsorizzazioni.
Preghiera
Lascia, Signore Gesù, che canti anch'io
quest'oggi con la Madre
tua l'inno del ringraziamento e della lode.
Voglio riconoscere assieme a lei,
la benedetta fra tutte le donne,
la piena di grazia,
la serva disponibile al progetto di Dio,
quello che Dio compie nell'esistenza
di coloro che lo amano,
di coloro che lo ascoltano,
di coloro che mettono la propria vita
nelle sue mani, con piena fiducia.
Egli trasfigura l'esistenza
di quelli che credono in lui.
Trasfigura la loro storia perché dal momento in cui
decidono di farlo entrare nulla è più come prima.
L'imprevedibile e l'inaspettato
entrano a far parte della vita quotidiana.
Trasfigura il loro cuore
perché lo libera da tutto ciò che lo intristisce e lo riduce,
e lo fa pulsare al ritmo di un amore smisurato.
Trasfigura anche il loro corpo
e lo destina
ad essere lo strumento
dei sentimenti più nobili e grandi,
a trasmettere la tenerezza,
la dolcezza e la misericordia,
la compassione e la condivisione
fino a farlo diventare
un corpo glorioso per l'eternità.
dal 17 luglio al 5 settembre:
(sono sospese la Messa festiva delle 11.30 e la feriale delle 8.30)
il telefono, negli orari sopra indicati, è 02.45481410