Giovedì 7 luglio mattina: una nuova catena di attentati terroristici colpisce Londra, suscitando vaste reazioni di unanime riprovazione, di indignazione, di ribellione, di sgomento, di paura di fronte ad un pericolo oscuro che può colpire in tempi e modi imprevedibili persone innocenti, e di decisione di voler contrastare le ideologie e le persone che mettono in atto una simile barbarie.
Per chi si ritiene credente è spontaneo portare questo turbinio di sentimenti e di reazioni all'interno del suo dialogo personale con Dio, con grande franchezza.
Al Dio interlocutore, vero Amico dell'uomo, realmente vicino eppure inafferrabile e incomprensibile, il credente, dapprima, rivolge le sue tumultuose domande ed esprime tutta l'intensità della sua protesta e del suo lamento.
Quando però riesce a superare la iniziale emotività e ad addentrarsi almeno un poco nella visione della storia e del mistero di Dio e degli uomini che la abitano, non può fare a meno di abbandonarsi alla misericordia sconfinata e riconoscere la propria personale impotenza.
Sgorga così una consapevole domanda di perdono che ci coinvolge
direttamente e che si allarga alla intera umanità.
Abbiamo imparato a chiamare Dio col nome di Padre, ma non riconosciamo
gli uomini come fratelli...
La Chiesa attraverso il Papa Giovanni Paolo II, anno per anno, in
occasione della Giornata per la Pace, ha proposto i cammini concreti che
educano alla civiltà della pace e prevengono ogni espressione di
violenza, di guerra e di terrorismo, ma la nostra cultura non vi presta
grande attenzione...
Modi comuni di pensare ritengono di poter arginare la violenza e
rispondere ai problemi che essa suscita con altra violenza, alimentando
di fatto una spirale senza fine...
E potremmo continuare con altre constatazioni...
Contemporaneamente rimane in tutta la sua forza l'impegno concreto di fare fino in fondo la nostra parte, di dare il nostro apporto, come singoli, come comunità religiose o civili, perché vengano compiuti cammini educativi, culturali e operativi, di giustizia, di solidarietà, di riconciliazione e di pace, a cominciare dalle relazioni umane quotidiane, con la consapevolezza umile di chi affida il compimento dei propri sforzi a Colui che conduce la storia umana alla sua pienezza.
dal 17 luglio al 5 settembre:
(sono sospese la Messa festiva delle 11.30 e la feriale delle 8.30)
in luglio: ore 9-12
in agosto: ore 16.30-17.30
fino al 5 settembre; il telefono, negli orari sopra indicati, è 02.45481410
Mercoledì 20 luglio, alle ore 21
PARTITA DI CALCIO
con una rappresentanza del Consiglio comunale di Milano