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Parrocchia San Giovanni Crisostomo

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Foglio settimanale: n. 23 - 25 giugno 2005


Un “Giorno del Signore” lungo tutta una estate.
Messaggio del Cardinale per l’estate

(seconda parte)

3. Siamo allora tutti invitati a far sì che l'Eucaristia della Domenica sia davvero il cuore vivo e palpitante di tutta la nostra estate.
Proprio perché liberi da altri impegni, a quella domenicale aggiungiamo la partecipazione alla Messa anche in qualche altro giorno della settimana.
E perché il nostro sia "un 'Giorno del Signore' lungo tutta una estate", il nostro anno di lavoro e di fatica sfoci nell'incontro con Dio, per esprimergli il ringraziamento e la gioia di aver goduto dei frutti della terra, dei prodotti dell'ingegno dell'uomo, della solidarietà e della collaborazione che costruisce come famiglia umana incamminata a fare "cieli nuovi e una nuova terra", di cui l'Eucaristia è il segno e la risorsa.

La condivisione, l'incontro e l'attenzione piena di amore per ogni persona che incontriamo dia senso ad ogni nostra giornata e faccia della nostra estate un autentico e prolungato "giorno della Chiesa".
A tale proposito valorizziamo la possibilità di rapporti brevi più intensi in famiglia e viviamo l'incontro con mondi nuovi e con altre culture con quello spirito da figli di Dio che sanno di beneficiare della ricchezza che il Padre semina lungo i sentieri della vicenda di ogni uomo e donna.
E lasciamo che tutto questo abbia a dilatare gli spazi del nostro amore e del nostro servizio ai fratelli, con una attenzione privilegiata per coloro che hanno maggiormente bisogno.

Non manchino veri e propri momenti di riposo, nei quali liberarci dalla schiavitù di una indebita assolutizzazione del lavoro e del profitto.
Godiamo, se ne abbiamo la possibilità, del creato, della sua bellezza e dei suoi beni.
Diamo spazio anche a forme di sano divertimento e a momenti di relazioni gratuite.
E tutto questo concorra a dare alla nostra estate anche la dimensione della festa, di una festa radicata nella gioia cristiana della comunione con Dio.

4. Alle famiglie vorrei suggerire la visita di qualche Santuario, la sosta di alcuni giorni nei monasteri per momenti di condivisione spirituale, un soggiorno in quelle "case per ferie" che curano l'accoglienza fraterna, attente ai bisogni di serenità e di riservatezza che le nostre famiglie ricercano per una vacanza positiva e salubre per l'anima.

Per i giovani - oltre alla possibile partecipazione ai campi scuola e di lavoro e alle iniziative delle Aggregazioni ecclesiali, degli Istituti missionari e delle Caritas - prezioso sarà l'appuntamento della XX Giornata Mondiale della Gioventù a Colonia.
Insieme con tanti altri giovani e con la presenza del papa Benedetto XVI, porranno l'Eucaristia al centro, raccogliendo così la sfida della missione che viene dall'incontro con il Signore Gesù, da loro cercato e adorato.

A tutte le comunità cristiane rivolgo l'invito a orientare i propri fedeli a non "dimettere" la fede in tempo di vacanza, ma a divenire testimoni e missionari di quei valori umani e cristiani che sono il "sale" e la "luce" in una cultura sempre meno intrisa di fermento evangelico.

E per quanti avranno la fortuna di trascorrere qualche periodo in montagna, lontani da casa, non manchi l'occasione di una sosta d'adorazione in tante piccole chiese solitarie, entro radure di silenzio e di pace, per un colloqui di preghiera col "Dio con noi" troppo spesso dimenticato.

Buona estate a tutti!

+ Dionigi card. Tettamanzi
Arcivescovo di Milano


1961 - 28 giugno - 2005

In occasione del quarantaquattresimo anniversario della mia Ordinazione presbiterale, desidero condividere con voi un testo di René Voillaume, attraverso il quale, fin dai primi anni cinquanta, il Signore ha segnato radicalmente la mia vita e il mio modo di essere prete.
Don Piero

Ci siamo dati non ad un ideale per grande che sia, e neppure alla realizzazione di una perfezione per veridica che sia, ma ad una Persona viva, a un Dio che è, nel senso assoluto del termine, nostro fratello perché è anche uomo.
Il Cristo Gesù riassume per noi tutta la ragion d'essere della nostra vita.
Nostro scopo essenziale è l'apprendere a vivere in mezzo al mondo una totale e vera amicizia con Gesù.
Lui è l'amato per primo, è per Lui che fatichiamo e soffriamo, ed è per rispondere alla chiamata del Suo amore che vogliamo restare delle ore ai Suoi piedi per amarLo, amarLo come nostro Dio, nostro Amico, nostro Fratello, come seppe farlo tanto bene Padre de Foucauld.

Lo sforzo della nostra fede sarà diretto innanzitutto nel senso di un incontro personalissimo con il Cristo, sicuri come siamo di non perderci aderendo a Lui con tutto il nostro essere, abbandonando a Lui la nostra vita, a Lui che è la Via, la Verità e la Vita.
E' per questo che la nostra vita deve tendere a semplificarsi in un'unione con Gesù vivente, trovato nella fede, nell'Eucaristia, nel Vangelo e nei nostri Fratelli; è qui che Egli risiede.

Saremo completamente donati agli uomini per Lui; e se vogliamo condividere con loro, e specialmente con i più poveri, i più oppressi, con quelli trattati più ingiustamente, tutto quello che potremo delle nostre preoccupazioni, delle loro fatiche e del loro lavoro, è perché vediamo davanti a noi Lui, il Figlio dell'uomo, l'Uomo per eccellenza e l'Uomo dei dolori, dappertutto presente in loro e in mezzo a loro.
E' sempre Lui che cerchiamo, che amiamo, con il quale vogliamo faticare e soffrire.

("Come loro". IV Edizione. pagine 173-174)


Estate

A partire da questa settimana:

 

 

 

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