(seconda parte)
3. Siamo allora tutti invitati a far sì che l'Eucaristia della
Domenica sia davvero il cuore vivo e palpitante di tutta la nostra
estate.
Proprio perché liberi da altri impegni, a quella domenicale aggiungiamo
la partecipazione alla Messa anche in qualche altro giorno della
settimana.
E perché il nostro sia "un 'Giorno del Signore' lungo tutta una estate",
il nostro anno di lavoro e di fatica sfoci nell'incontro con Dio, per
esprimergli il ringraziamento e la gioia di aver goduto dei frutti della
terra, dei prodotti dell'ingegno dell'uomo, della solidarietà e della
collaborazione che costruisce come famiglia umana incamminata a fare
"cieli nuovi e una nuova terra", di cui l'Eucaristia è il segno e la
risorsa.
La condivisione, l'incontro e l'attenzione piena di amore per ogni
persona che incontriamo dia senso ad ogni nostra giornata e faccia della
nostra estate un autentico e prolungato "giorno della Chiesa".
A tale proposito valorizziamo la possibilità di rapporti brevi più
intensi in famiglia e viviamo l'incontro con mondi nuovi e con altre
culture con quello spirito da figli di Dio che sanno di beneficiare
della ricchezza che il Padre semina lungo i sentieri della vicenda di
ogni uomo e donna.
E lasciamo che tutto questo abbia a dilatare gli spazi del nostro amore
e del nostro servizio ai fratelli, con una attenzione privilegiata per
coloro che hanno maggiormente bisogno.
Non manchino veri e propri momenti di riposo, nei quali liberarci
dalla schiavitù di una indebita assolutizzazione del lavoro e del
profitto.
Godiamo, se ne abbiamo la possibilità, del creato, della sua bellezza e
dei suoi beni.
Diamo spazio anche a forme di sano divertimento e a momenti di relazioni
gratuite.
E tutto questo concorra a dare alla nostra estate anche la dimensione
della festa, di una festa radicata nella gioia cristiana della comunione
con Dio.
4. Alle famiglie vorrei suggerire la visita di qualche Santuario, la sosta di alcuni giorni nei monasteri per momenti di condivisione spirituale, un soggiorno in quelle "case per ferie" che curano l'accoglienza fraterna, attente ai bisogni di serenità e di riservatezza che le nostre famiglie ricercano per una vacanza positiva e salubre per l'anima.
Per i giovani - oltre alla possibile partecipazione ai campi scuola e
di lavoro e alle iniziative delle Aggregazioni ecclesiali, degli
Istituti missionari e delle Caritas - prezioso sarà l'appuntamento della
XX Giornata Mondiale della Gioventù a Colonia.
Insieme con tanti altri giovani e con la presenza del papa Benedetto
XVI, porranno l'Eucaristia al centro, raccogliendo così la sfida della
missione che viene dall'incontro con il Signore Gesù, da loro cercato e
adorato.
A tutte le comunità cristiane rivolgo l'invito a orientare i propri fedeli a non "dimettere" la fede in tempo di vacanza, ma a divenire testimoni e missionari di quei valori umani e cristiani che sono il "sale" e la "luce" in una cultura sempre meno intrisa di fermento evangelico.
E per quanti avranno la fortuna di trascorrere qualche periodo in montagna, lontani da casa, non manchi l'occasione di una sosta d'adorazione in tante piccole chiese solitarie, entro radure di silenzio e di pace, per un colloqui di preghiera col "Dio con noi" troppo spesso dimenticato.
Buona estate a tutti!
+ Dionigi card. Tettamanzi
Arcivescovo di Milano
In occasione del quarantaquattresimo anniversario della mia
Ordinazione presbiterale, desidero condividere con voi un testo di René
Voillaume, attraverso il quale, fin dai primi anni cinquanta, il Signore
ha segnato radicalmente la mia vita e il mio modo di essere prete.
Don Piero
Ci siamo dati non ad un ideale per grande che sia, e neppure alla
realizzazione di una perfezione per veridica che sia, ma ad una Persona
viva, a un Dio che è, nel senso assoluto del termine, nostro fratello
perché è anche uomo.
Il Cristo Gesù riassume per noi tutta la ragion d'essere della nostra
vita.
Nostro scopo essenziale è l'apprendere a vivere in mezzo al mondo una
totale e vera amicizia con Gesù.
Lui è l'amato per primo, è per Lui che fatichiamo e soffriamo, ed è per
rispondere alla chiamata del Suo amore che vogliamo restare delle ore ai
Suoi piedi per amarLo, amarLo come nostro Dio, nostro Amico, nostro
Fratello, come seppe farlo tanto bene Padre de Foucauld.
Lo sforzo della nostra fede sarà diretto innanzitutto nel senso di un
incontro personalissimo con il Cristo, sicuri come siamo di non perderci
aderendo a Lui con tutto il nostro essere, abbandonando a Lui la nostra
vita, a Lui che è la Via, la Verità e la Vita.
E' per questo che la nostra vita deve tendere a semplificarsi in
un'unione con Gesù vivente, trovato nella fede, nell'Eucaristia, nel
Vangelo e nei nostri Fratelli; è qui che Egli risiede.
Saremo completamente donati agli uomini per Lui; e se vogliamo
condividere con loro, e specialmente con i più poveri, i più oppressi,
con quelli trattati più ingiustamente, tutto quello che potremo delle
nostre preoccupazioni, delle loro fatiche e del loro lavoro, è perché
vediamo davanti a noi Lui, il Figlio dell'uomo, l'Uomo per eccellenza e
l'Uomo dei dolori, dappertutto presente in loro e in mezzo a loro.
E' sempre Lui che cerchiamo, che amiamo, con il quale vogliamo faticare
e soffrire.
("Come loro". IV Edizione. pagine 173-174)
A partire da questa settimana: