Cari parrocchiani e abitanti del nostro Quartiere,
continuiamo con pacata decisione e con fiducia il nostro cammino, a
volte con significative schiarite, a volte con motivi di trepidazione.
Come abbiamo detto più volte, desideriamo, per una migliore vivibilità
del nostro Quartiere, la preservazione della presenza non edificata
dell'area di via Padova, Anacreonte e Tarabella che costituisce l'unico
ampio spazio verde presente in questo tratto di via Padova, spazio che,
proprio perché centrale rispetto al Quartiere, offre un respiro alla
congestione del suo fitto tessuto abitativo.
In questa area, significativa già solo perché esiste, accanto alle ampie e importanti attività sportive, si svolgono iniziative dell'Oratorio, in particolare quello estivo, e si promuovono occasioni di aggregazione umana e sociale e di esercizio del volontariato.
A questo scopo, abbiamo coinvolto, dopo l'esito negativo d'un primo contatto con la Guardia di Finanza, il Consiglio della Zona 2, che si è espresso in una mozione accolta da tutte le parti politiche, il Consiglio Comunale, che ha approvato unanimemente un ordine del giorno in data 21 dicembre 2004, il signor Prefetto di Milano, dottor Bruno Ferrante, i senatori Fiorello Cortiana, Nando Dalla Chiesa e Antonio Pizzinato, e altre Autorità, fino al signor Ministro dell'Economia.
II signor Prefetto, rappresentato dal Vice Prefetto dottor Tortora, con grande sensibilità, ci ha ricevuto e ha preso a cuore le istanze di grave e vitale importanza del nostro Quartiere e della Comunità di San Giovanni Crisostomo, avviando un "tavolo tecnico" con la partecipazione di autorevoli esponenti della Guardia di Finanza, i quali hanno manifestato la loro cordiale disponibilità ad accogliere la proposta di collocare la caserma del Corpo e l'annesso deposito militare in un'area alternativa da reperire, tenuto anche conto che la caserma e il deposito che si vorrebbero costruire sull'area Padova - Anacreonte - Tarabella, originariamente avevano una differente collocazione, proprio perché non strategicamente rilevanti per questa zona della città, già bene servita per l'ordine pubblico dai Carabinieri di via Padova e dal Commissariato di Polizia di piazza Udine.
A questo punto dei percorso compiuto, in seguito a difficoltà sorte in relazione ad una iniziativa personale e scoordinata di alcune persone, di soggettiva buona volontà, abbiamo dovuto rivolgerci di nuovo al signor Prefetto e abbiamo scritto anche personalmente al signor Sindaco di Milano, perché è l'unica persona in grado di attivare con tempestività gli Assessorati competenti perché si possa trovare in tempi rapidi un'area adatta a soddisfare le incontestabili esigenze della Guardia di Finanza.
Proseguo con fiducia nella sensibilità delle istituzioni questo
impegnativo cammino.
Se poi questo nostro problema non dovesse approdare a una soluzione
positiva, mi ritroverò povero con voi, come la molta Gente che, in
questo Quartiere di cui ho l'onore di essere parroco, non conta nulla,
ma continua a vivere e ad affrontare ogni giorno con grande dignità i
problemi e i disagi di una, periferia metropolitana non facile e per
molti aspetti abbandonata.
don Piero Cecchi, (parroco)
Alla messa delle 11.30: festa degli anniversari di matrimonio
Si può segnalarsi presso l'ufficio parrocchiale allo 02.45481410, o presso il tavolo della buona stampa, o
all'indirizzo segreteria@sangiovannicrisostomo.org
Cristo, unico fondamento della Chiesa (1 Corinzi 3, 1-23)
iniziative di interesse diocesano promosse dal CONSIGLIO DELLE CHIESE CRISTIANE DI MILANO
Salone Pio XII - via S. Antonio 5 - Milano
Cristiani a Gerusalemme: quali possibilità di dialogo e di pace?
"Dio giudicherà i nostri sforzi nel costruire"
Intervengono:
Chiesa Valdese - via Francesco Sforza 12 - Milano
Liturgia ecumentica conclusiva
"Voi siete di Cristo"
Presiedono:
PRIMO GIORNO
Chiamati alla maturità spirituale (1 Cor 3,1-4)
Osea 2, 21-23: A quelli che erano chiamati "Non-Mio-Popolo" dirò: "Voi
siete il mio popolo" - Salmo 24: Chi è degno di salire al monte del
Signore? - Colossesi 1, 25-28: Quel progetto segreto che egli ha sempre
tenuto nascosto a tutti - Giovanni 15, 1-8: lo sono la vite. Voi siete i
tralci
SECONDO GIORNO
Dio fa crescere (1 Cor 3, 5-9)
Genesi 1,26 - 2, 9: Poi Dio, il Signore, piantò un giardino nella
regione di Eden - Salmo 104,24-31: Rinnovi la faccia della terra -
Romani 8, 14-25: Tutto I'universo aspetta con grande impazienza il
momento in cui Dio mostrerà il vero volto dei suoi figli - Luca 8, 4-15:
Persone che ascoltano la parola di Dio e producono frutto
TERZO GIORNO
Cristo è il fondamento (1 Cor 3,1041)
lsaia 28, 14-16: lo metto un fondamento sicuro, una solida e preziosa
pietra di sostegno che nessuno potrà abbattere - Salmo 118, 16-24: La
pietra rifiutata è diventata la pietra principale - Efesini 2, 19-22:
Come pietra principale lo stesso Gesù Cristo - Matteo 7, 2427: La casa
non è crollata, perché le sue fondamenta erano sulla roccia
QUARTO GIORNO
Costruite sul fondamento (1 Cor 3,12-13a)
Neemia 2, 17-18: Ricostruiamo le mura! - Salmo 127: Se il Signore non
costruisce la casa, i costruttori si affaticano invano - 1 Corinzi
12,4-11: Vi sono diversi doni, ma uno solo è lo Spirito - Matteo 20,
1-16: Un tale uscì in piazza per prendere a giornata uomini da mandare a
lavorare nella sua vigna
QUINTO GIORNO
Dio giudicherà i nostri sforzi nel costruire (1 Cor 3,13b-15)
Genesi 4, 2b-10a: Sono forse io il custode di mio fratello? - Salmo 51,
1-4.9-13: Contro te, e te solo, ho peccato - Filippesi 2, 1-5: Stimate
gli altri migliori di voi - Matteo 25, 14-30: Un uomo chiamò i suoi
servi e affidò loro i suoi soldi
SESTO GIORNO
Voi siete il tempio di Dio (1 Cor 3,16-17)
Genesi 1, 26-27: Dio creò l'uomo simile a sé, lo creò a immagine di Dio
- Salmo 8: Chi è mai l'uomo? - 1 Pietro 2, 9-10: Siete il popolo di Dio
- Matteo 16,24-27 Se qualcuno vuol venire con me
SETTIMO GIORNO
Follia e saggezza: la vita in Cristo (1 Cor 3, 18-20)
Giobbe 32, 7 - 33, 6: È lo spirito, il soffio dell'Onnipotente che rende
l'uomo intelligente - Salmo 14, 1-7: Il Signore dal cielo guarda sulla
terra per vedere se qualcuno è saggio, se c'è un uomo che cerca Dio - 1
Corinzi 1, 17-30: Dio ha scelto quelli che gli uomini considerano
ignoranti, per coprire di vergogna i sapienti - Matteo 20, t7-25a: Sarà
lo Spirito del Padre vostro che parlerà in voi
OTTAVO GIORNO
Voi siete di Cristo (1 Cor 3,21-23)
Isaia 44, 1-8: lo sono il primo e l'ultimo - Salmo 89, 1-4: Il tuo amore
dura in eterno - Apocalisse 4, Fil: Adoravano il Dio che vive per sempre
- Marco 9, 33-35: Se uno vuol essere il primo, deve essere l'ultimo
Introduzione al tema della Giornata del 2005 a cura della Conferenza Episcopale Italiana
In questo momento storico segnato dall'odio, striato di sangue e
lacerato dalle divisioni, Ebrei e Cristiani trovano nella Parola di Dio
una comune fonte di ispirazione.
Scrive il Deuteronomio: "Ascolta,
Israele. Il Signore Dio nostro è l'unico Signore. Amerai dunque il
Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con
tutta la tua forza" (6,45).
E il Levitico aggiunge: "Amerai il prossimo
tuo come te stesso" (19,18).
Gesù, allo scriba che lo interroga sul
"primo di tutti i comandamenti" risponde intrecciando questi due passi e
conclude ricordando che "non c'è altro comandamento più importante" (Mc
12, 29-31).
La voce di Mosè e quella di Cristo parlano all'unisono riconoscendo
che l'amore è l'anima profonda della Legge.
Il Signore nostro Dio si
presenta come il Dio del hesed, ossia della fedeltà amorosa, espressa
attraverso le sue azioni cosmiche e storiche, cantate dal "grande Hallel
", il Salmo 136 (135), scandito appunto dall'antifona: "Eterno è il suo
hesed ", il suo amore misericordioso. Egli è un Dio che "ama tutte le
realtà che esistono e nulla disprezza di quanto ha creato... Egli
risparmia tutte le realtà perché tutte le cose sono sue, egli che è il
Signore amante della vita" (Sap 11, 24-26).
Non per nulla nelle pagine
sacre il suo volto rivela tutti i lineamenti dell'amore, da quello
nuziale a quello paterno e materno fino al profilo amicale.
La sua è un'epifania d'amore.
Egli si china su Israele suo popolo dicendogli: "Ti
ho amato di amore eterno, per questo ti conservo il mio hesed", il mio
amore fedele (Ger 31, 3).
Egli, però, si rivolge anche al singolo fedele
per offrirgli la sua bontà, il suo sostegno e il suo perdono: "Tu sei
buono, Signore, e perdoni, sei pieno di amore (hesed) per chi ti invoca"
(Sal 86/85, 5).
La sua attenzione speciale è rivolta agli ultimi della
terra dei quali egli è per eccellenza il difensore e il tutore amoroso:
"Padre degli orfani e difensore delle vedove è Dio" (Sal 68/67, 6).
Il manto luminoso del suo amore si stende su tutta l'umanità: "Ti benedirà
il Signore delle schiere celesti: Benedetto sia l'Egiziano mio popolo, l'Assiro opera delle mie mani e Israele mia eredità" (Is 19, 25).
E tutte le generazioni, che pure conoscono la sua giustizia, sono avvolte
dal suo generoso e infinito amore: "Egli conserva il suo favore per
mille generazioni, perdonando la colpa, la trasgressione e il peccato"
(Es 34, 7).
Il cristianesimo raccoglie questo messaggio della Prima Alleanza e ne fa quasi il suo vessillo coniando quella straordinaria definizione: "Dio è amore" (1Gv 4, 8-16) e chiamandolo il "Dio dell'amore" (2Cor 13, 11).
La stessa figura di Gesù, che "Passò beneficando e risanando tutti
coloro che stavano sotto il potere del diavolo" (At 10, 38) e che è
"l'amato" per eccellenza (Mc 1, 11; 5, 7), ha come sua missione primaria
quella di rivelare l'amore dei Padre: "Dio ha tanto amato il mondo da
donare il suo figlio unigenito" (Gv 3, 16).
Sant'Ambrogio in modo folgorante dichiarerà che "caritas Dei Verbum est", il Verbo è l'amore
di Dio (Expositio in Psalmum CXVIII, 15, 39).
A questo amore divino celebrato dalla Bibbia, amore che non ignora la
giustizia come segno della verità dell'amore, deve corrispondere la
risposta umana, lapidariamente espressa in quel "primo e più importante
comandamento".
"Se Dio ci ha amati, anche noi dobbiamo amarci... Se ci
amiamo, Dio dimora in noi e il suo amore è perfetto in noi" (1 Gv 4,
11-12).
Ecco allora, le due dimensioni dei comandamento principe che Gesù ha desunto dalla Torah.
C'è innanzitutto l'impegno di amare Dio
"con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze" (Dt 6, 5),
espressione di un'adesione non meramente devozionale ma esistenziale,
scegliendo le vie dei Signore, "i sentieri della giustizia, le strade
degli amici dei Signore" (Pr 2, 8).
"Ti amo, Signore, mia forza" (Sal
18/17, 2) è, quindi, la comune professione d'amore dell'ebreo e dei
cristiano ed è nella rilettura mistica dei Cantico dei Cantici che essi
trovano la parabola ideale della loro relazione di intimità col Signore.
L'amore poi si deve orientare verso i fratelli: "Questo è il
comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio ama anche il suo fratello"
(1 Gv 4, 21).
Le celebri "antitesi" dei Discorso della Montagna (Mt 5,
21-48), pur indicando l'originalità dei messaggio cristiano, non
vogliono mettere in opposizione la Torah e il Vangelo; anzi, vogliono
riscoprire l'anima radicale e profonda della Torah, la potenzialità che
essa contiene, l'assolutezza dell'amore che ad essa è sottesa.
Si ha, così, per Ebrei e Cristiani l'esercizio dell'amore fraterno in tutte le
sue sfumature di giustizia, misericordia, benevolenza, generosità,
amicizia, solidarietà, rispetto della dignità umana.
Significativi sono gli esempi di Giuseppe generoso con i suoi fratelli, di David verso il
figlio ribelle Assalonne (2Sam 19, 1.7), delle premure per l'asino dei
nemico (Es 23, 4-5), dei rispetto dei diritti dello straniero: "Il
forestiero dimorante tra di voi lo tratterete come colui che è nato fra
di voi; tu l'amerai come te stesso" (Lv 19, 34).
Una generosità che privilegia i diversi e i miseri, come ammonisce la
Legge: "Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete
stati forestieri nel paese d'Egitto. Non maltratterai la vedova e
l'orfano. Se tu li maltratti, quando invocherà da me l'aiuto, io
ascolterò il suo grido" (Es 22, 20-22).
Una generosità che Gesù
tratteggerà in modo intenso nella sua rappresentazione dei giudizio
divino che verterà appunto sull'amore per gli affamati, gli assetati, i
forestieri, i nudi, i malati, i carcerati" (Mt 25, 31-46).
Nella tradizione giudaica c'è questo mirabile detto dei Padri di Israele:
"Simone il Giusto era solito dire: Il mondo si fonda su tre cose: la
Torah, il culto e gli atti di misericordia" (Abot 1,2).
Sulla scia della dichiarazione congiunta dei Comitato Internazionale
di Collegamento Cattolico-Ebraico, emessa ai termine della sua XVIII
sessione plenaria a Buenos Aires l'8 luglio 2004 e intitolata Tzedeq e
Tzedaqah - Giustizia e Carità, anche la Chiesa Italiana nella Giornata
di riflessione sui rapporti tra ebraismo e cristianesimo riafferma che
"Gli Ebrei e i Cristiani hanno lo stesso dovere di lavorare per la
giustizia con carità, arrivando così alla pace (Shalom) per tutta
l'umanità.
Fedeli alle nostre rispettive tradizioni religiose, vediamo
questo impegno comune nei confronti della giustizia e della carità come
la cooperazione dell'uomo con il piano divino per costruire un mondo
migliore".
GIUSEPPE LARAS - Rabbino Capo di Milano
VINCENZO PAGLIA - Vescovo di Terni-Nami-Amelia
All'inizio dei nuovo anno i volontari dei gruppo si ritroveranno:
martedì 18 gennaio 2005, alla Santa Messa delle ore 8.30
per chiedere al Signore, nella preghiera, sostegno nel Servizio ai
fratelli in difficoltà.
Nel pomeriggio, alle ore 16, incontro organizzativo.