Ho visto un Angelo che stava sulla soglia del nuovo anno.
Gli ho detto:
"Dammi la luce perché io possa vedere la strada e cammini sicuro tra le sorprese che mi attendono".
L'Angelo mi rispose:
"Esci fuori nell'oscurità e comincia a camminare nel buio...
Solo metti la tua mano nella mano di Dio...
Per te sarà meglio che avere una luce tua e più sicuro che camminare su una strada che conosci".
Il cammino di preparazione al Sacramento del matrimonio inizia giovedì 13 gennaio 2005 e si tiene al giovedì alle ore 20.45 fino al 17 marzo 2005
VENERDI 14 gennaio 2005 - SALONE TEATRO DELL'ORATORIO - ORE 21.00
LE INVASIONI BARBARICHE
Canada/Francia 2003 - Regia di Denys Arcand, con Remy Girard, Stephane Rousseau, Marie-Joseé Croze, Dominique Michel
Remy, cinquantenne professore di storia, divorziato, è in ospedale.
La sua ex moglie, Louise, chiede al loro figlio Sébastien, affermato uomo d'affari, di tornare a casa da Londra, dove
ora vive.
Sebastién esita: sono anni ormai che lui e suo padre non hanno più molto da dirsi.
Finirà per cedere e volerà a Montreal per aiutare sua madre ad assistere il padre.
Appena arrivato, resosi conto della gravità della malattia del padre, cerca di fare di tutto per
rendergli gli ultimi giorni lieti e sopportabili.
Così, col suo denaro paga funzionari ospedalieri e sindacalisti per mettere in ordine un reparto, fa comperare droga
per alleviare i dolori della malattia, mette in moto i suoi agganci e smuove ogni cosa per facilitare la prova che
attende Rémy.
Soprattutto riunisce intorno al letto del padre l'allegra brigata che ne ha popolato il passato: parenti, amici,
ed ex amanti.
Cosa sono diventati in quest'era di "invasioni barbariche"?
Le vecchie irriverenze, amicizie e truculenze sono ancora intatte?
L'umorismo, l'edonismo e il desiderio abitano ancora i loro sogni?
Con la scusa di raccontarci una storia davvero e sinceramente commovente, il regista crea un bel film, cinico e commovente, critico e divertente, in cui a margine del confronto-scontro di mondi, generarazioni, stili di vita ed ideologie rappresentato, emergono critiche molto precise alla società in cui viviamo.
Fin dall'antichità le catastrofi naturali, a volte di proporzioni gigantesche, hanno interpellato l'uomo, ponendolo in modo ineludibile di fronte alla propria limitatezza e la mistero che lo circonda e lo trascende, suscitando in lui reazioni di sgomento, di angoscia, di ribellione, di fatalismo e rassegnazione.
L'antica Mesopotamia ha conosciuto esperienze di questo genere quando ripetutamente, come testimoniano gli studi archeologici, la combinazione di piogge torrenziali e prolungate con eccezionali maree e maremoti, ha cancellato le civiltà fiorite nella Valle dei due Fiumi.
La Bibbia echeggia queste immani tragedie nelle narrazioni del "Diluvio" che riprendono tradizioni popolari, e cerca di interpretarle offrendoci alcuni importanti messaggi.
La Parola ci presenta anzitutto un forte messaggio di speranza: le esperienze dirompenti di distruzione e di angoscia e le immani sofferenze che le accompagnano non sono l'ultima parola.
Dio ha pensato con amore all'umanità, l'ha chiamata alla vita, e non permette che essa scompaia dalla faccia della
terra.
La storia umana ha un futuro positivo che va oltre al mistero delle incomprensibili vicende che la attraversano:
dalla angosciosa oscurità delle prove l'umanità riemerge, ferita ma più matura, anche se rimane segnata dalla
ricorrente fragilità del suo limite. (continua sul prossimo "Foglio")
Nei giorni scorsi è mancato improvvisamente all'affetto dei suoi Cari e delle molte persone che lo stimavano e lo amavano
uomo sinceramente credente e profondamente rispettoso, uomo in pace con l'Altissimo, con se stesso e con gli
uomini, sorridente e disponibile, mite e cordiale.
Lo ringraziamo per la sua preziosa testimonianza di pace che desideriamo raccogliere e continuare.
La sua presenza ci manca.
Lo pensiamo con affetto e siamo vicini alla moglie e alle figlie.
Celebriamo gli anniversari di matrimonio nella festa della Santa Famiglia: domenica 23 gennaio 2005
alla messa delle 11.30
Si può segnalarsi presso l'ufficio parrocchiale allo 02.45481410, o presso il tavolo della buona stampa, o
all'indirizzo segreteria@sangiovannicrisostomo.org