La Giornata diocesana Caritas ha luogo quest’anno domenica 7 novembre,
giorno in cui, secondo il calendario liturgico, si celebra la Solennità
di Cristo Re.
Il Percorso pastorale diocesano « Mi sarete testimoni», proposto
dall’Arcivescovo cardinale Dionigi Tettamanzi, prevede per l’anno
pastorale in corso l’approfondimento del tema dell’Eucaristia e del suo
rapporto con la domenica.
« Celebrare l’Eucarestia significa far sì che la Messa costituisca
davvero il momento da cui scaturisce l’impegno quotidiano di servizio ai
fratelli in famiglia, nella Chiesa e nella società. Significa far sì che
l’impegno di servizio nell’amore renda vero e non illusorio l’incontro
sacramentale con il Signore Gesù».
(«Mi sarete testimoni», n. 44)
Il «dovere» della carità che deriva dall’Eucarestia si deve esprimere in
gesti concreti di condivisione, di accoglienza, di fraternità, di
tenerezza, da vivere nella quotidianità della vita.
Su questo «dovere» e su come l’esperienza Caritas se ne deve far carico
rifletterà il convegno diocesano di sabato 6 novembre, che si svolgerà
alla Casa Cardinal Schuster.
Dopo la preghiera iniziale e l’introduzione di monsignor Giuseppe Merisi,
presidente della Fondazione Caritas Ambrosiana, fratel Enzo Bianchi,
priore della comunità di Bose, proporrà una «lectio divina» sul tema
«Nessuno tra loro era bisognoso» (Atti 4, 32-35), mentre monsignor
Giancarlo Bregantini, vescovo di Locri, affronterà il tema «Eucaristia
forma della comunità: portare nella vita la carità di Cristo» .
Le conclusioni verranno tratte dal cardinale Dionigi Tettamanzi.
Per l’intero anno pastorale la Caritas diocesana si interpellerà
comunque sul rapporto tra Eucaristia e carità e su come esso deve dar
forma alla prassi pastorale della carità, con l’obiettivo di riscoprire
e vivere lo slancio missionario che l’Eucaristia ha in sé e sa
sprigionare.
Il testo biblico degli Atti degli Apostoli che accompagnerà la
riflessione di sabato 6 novembre è stato scelto proprio per lo slancio
missionario che qualifica l’azione delle comunità delle origini e vuole
essere la prospettiva con la quale leggere il rapporto tra carità ed
Eucaristia.
La Giornata diocesana Caritas prevede, oltre al momento diocesano, anche
i tradizionali momenti da vivere in parrocchia: assicurando un richiamo
in tutte le Messe e riservando una caratterizzazione particolare a una
delle Messe domenicali con la partecipazione degli operatori delle
realtà caritative.
Martedì 9 novembre, ore 16: INCONTRO ORGANIZZATIVO
Sabato 20 novembre, ore 20: CENA DI BENEFICENZA
Staremo insieme con gioia pensando anche alle persone meno fortunate.
Il ricavato della serata sarà utilizzato per aiutare le famiglie della
nostra parrocchia.
Tutti possono partecipare, vi aspettiamo numerosi.
Per prenotazioni: tel. 0245481411 lunedì dalle 15.00 alle 16.30 giovedì
dalle 10.00 alle 11.00.
La nostra missione è una missione d’amore.
E’ una missione di bontà, soprattutto oggi in cui c’è tanta fame di Dio.
Sento che, con il tempo, ognuno di noi si trasformerà in messaggero
dell’amore di Dio.
Per ottenere questo, dobbiamo approfondire la nostra vita d’amore, di
preghiera, di sacrificio.
E’ molto difficile dare Gesù agli altri, se non lo abbiamo nei nostri
cuori.
Se questo non ci interessa, stiamo perdendo tempo, perché limitarsi a
lavorare non è un motivo sufficiente: lo è, invece, portare la pace,
l’amore e la bontà al mondo di oggi, e per questo non abbiamo bisogno né
di mitragliatrici, né di bombe.
Abbiamo bisogno di un amore profondo e di una profonda unione con Cristo
per essere capaci di dare Cristo agli altri.
Ma prima di poter vivere questa vita con l’esterno, dobbiamo viverla
nelle nostra famiglie.
L’amore comincia in casa, e dobbiamo essere capaci di guardarci intorno
e dire: “Sì, l’amore comincia nella famiglia”.
Per questo il nostro primo sforzo deve essere quello di fare delle
nostre famiglie altrettante Nazaret dove regnino l’amore e la pace.
Questo si ottiene solo quando la famiglia si mantiene unita e prega
unita.
Voi avete una magnifica opportunità con la grande missione di vivere
questa vita di amore, di pace, di unità e, facendo questo, di proclamare
ai quattro venti che Cristo è vivo.
(MADRE TERESA DI CALCUTTA, La gioia di darsi agli altri ).
“I sacerdoti aiutano tutti…
Aiuta tutti i sacerdoti”
Ogni giorno, nelle parrocchia italiane, 38.000 sacerdoti annunciano il
Vangelo offrendo a tutti carità, conforto e speranza: sono un punto di
riferimento sicuro, su cui possiamo sempre contare. E’ giusto assicurare
a ognuno di loro i mezzi necessari per una vita dignitosa e per lo
svolgimento della propria missione.
I sacerdoti hanno tutti la stessa mansione.
Diamo loro gli stessi mezzi per poterla svolgere.
Ogni sacerdote dovrebbe poter contare almeno su 799 euro per 12 mesi.
Solo per alcuni di loro, questa cifra è coperta dalle offerte della
propria comunità e da eventuali stipendi da insegnante.
Per altri, invece, queste fonti non bastano e si deve ricorrere alle
Offerte per il sostentamento: ecco perché è così importante donare!
Le Offerte per il sostentamento aiutano tutti i sacerdoti diocesani, in
tutta Italia.
Queste Offerte arrivano all’Istituto Centrale Sostentamento Clero e
vengono distribuite tra tutti i sacerdoti, specialmente quelli che ne
hanno più bisogno.
In questo modo tutti i sacerdoti, anche quelli delle comunità più
piccole e povere, potranno contare su una distribuzione equa delle
Offerte e, quindi, sulla generosità di tutti.
La tua Offerta per il sostentamento, per aiutare tutti i sacerdoti
diocesani in Italia, è deducibile nella tua dichiarazione dei redditi.
Facendo un’Offerta riceverai gratuitamente “Sovvenire” il periodico che
ti informa sulla destinazione dei fondi raccolti e sulle attività della
Chiesa Cattolica in Italia e nel mondo.
“Sui sacerdoti puoi sempre contare…
Ora sono loro a contare su di te”
venerdì 12 novembre 2004 - sala teatro dell'oratorio - ore 21
USA 2003 - Regia di Sofia Coppola, con Bill Murray, Scarlett Johansson, Fred Ribisi
Un famoso attore americano (Murray) si reca a Tokyo per girare alcuni
spot pubblicitari, portando con sè i problemi che stanno minando il suo
matrimonio.
Nel suo lussuoso albergo alloggia una giovane coppia; lui è un fotografo
molto impegnato, con una certa tendenza a trascurare la moglie (Johansson).
L'attore e la moglie del fotografo sono accomunati da una feroce
insonnia, che li spinge a ricercare qualche momento di distrazione nel
bar dell'albergo.
I due fanno conoscenza, e con la complicità di una Tokyo tentacolare ed
insolita, scoprono di condividere altre situazioni, ed altri sentimenti.
La regista, figlia d'arte, sfrutta al massimo le possibilità offerte da
una scenografia naturale di una città come Tokyo, privilegiando immagini
e silenzi di grande intensità ai dialoghi, spesso minimali, ma anche per
questo efficaci.
Bill Murray costruisce un personaggio di grande spessore, disincantato e
cinico, ma ironico e capace di ravvivare passioni che da troppo tempo
sembravano sopite.
Un film delicato e volutamente sfuggente, per molti versi
"anti-hollywoodiano", con il quale può essere difficile entrare in
sintonia, ma che è capace di toccare alcune corde nascoste dell'animo,
regalando emozioni intense e mai superficiali.