Non c'è dubbio che la dimensione più evidente dell'Eucaristia sia quella del convito. L'Eucaristia è nata, la sera del Giovedì Santo, nel contesto della cena pasquale. Essa pertanto porta inscritto nella sua struttura il senso della convivialità: "Prendete e mangiate... Poi prese il calice e... lo diede loro dicendo: Bevetene tutti..." (Mt. 26, 26.27). Questo aspetto ben esprime il rapporto di comunione che Dio vuole stabilire con noi e che noi stessi dobbiamo sviluppare vicendevolmente. Non si può tuttavia dimenticare che il convito eucaristico ha anche un senso profondamente e primariamente sacrificale. In esso Cristo ripresenta a noi il sacrificio attuato una volta per tutte sul Golgota. Pur essendo presente in esso da risorto, Egli porta i segni della sua passione, di cui ogni Santa Messa è "memoriale", come la Liturgia ci ricorda con l'acclamazione dopo la consacrazione: "Annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione...".
(Giovanni Paolo II, Mane nobiscum Domine, n. 15)
Giovedì Santo - Cena del Signore
Gio 1,1-6; 2,1-2.11; 3,1-5.10;
4,1-11; 1Cor 11,20-34; Mt 26,17-75
«Mentre mangiavano Gesù prese del pane, recitò la preghiera di
ringraziamento a Dio, poi lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli
dicendo:
Prendete, mangiate, questo è il mio corpo.
Quindi prese un calice, recitò la preghiera di ringraziamento a Dio e lo
diede loro dicendo:
Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, sangue dell'alleanza,
versato per tutti».
(Mt 26,26-28)
«Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici». (Gv 15,13).
E' la missione di Gesù e di ogni cristiano.
Il gallo, questo animale fiero e vanesio, ha l'onore di cantare al mondo l'amore tradito e negato.
E' un canto che si ripete di continuo, nelle tenebre che precedono le attese di un'alba nuova.
Preghiamo
Nell'ora della fedeltà
fa' che nessuno di noi,
ti prometta amore
senza impegnarsi in tutto
per liberare il mondo
e promuovere il tuo Regno.
Venerdì Santo - Passione del Signore
Is 49,24-26;50,1-11; Sal
21; Is 53,1-12; Mt 27,1-56
«Venuto il mattino gli alti funzionari del tempio e i notabili del
popolo deliberarono contro Gesù di farlo condannare a morte.
Poi lo ammanettarono e lo condussero dal governatore Pilato».
(Mt 27,1-2)
«Spirò».
La vita del Figlio spira verso il Padre.
Come è dono di lui, così è abbandono a lui.
Questo spirare reciproco è lo Spirito Santo.
«Tutto è compiuto».
Il Giusto si consegna al Padre.
Ora sappiamo da dove veniamo e dove andiamo.
La nostra vita e la nostra morte ora hanno il loro vero significato: sono un respiro d'amore, dono del Padre e abbandono a Lui.
Preghiamo
Ci hai mostrato
il tuo volto di Padre,
volto d'amore e di misericordia.
Aiutaci, oggi, a contemplarti
nel silenzio e con cuore sincero,
stando davanti alla croce
del figlio tuo, morto
per noi e per tutto il mondo.
Sabato Santo
VITA SILENZIOSA
Dietro il passato, il presente ed il futuro
voglio vedere il Figlio dell'uomo.
A lui mi affido supplicandolo
di "lavarmi i piedi"
e di purificarmi.
La mia speranza è in Te!
Quanto grande e stupendo
avere un giudice
crocifisso per me.