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Parrocchia San Giovanni Crisostomo

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Quaresima 2005: Terza settimana


Donare la vita

L'Eucaristia non è solo espressione di comunione nella vita della Chiesa; essa è anche progetto di solidarietà per l'intera umanità. La Chiesa rinnova continuamente nella celebrazione eucaristica la sua coscienza di essere «segno e strumento» non solo dell'intima unione con Dio, ma anche dell'unità di tutto il genere umano. Ogni Messa, anche quando è celebrata nel nascondimento e in una regione sperduta della terra, porta sempre il segno dell'universalità. Il cristiano che partecipa all'Eucaristia apprende da essa a farsi promotore di comunione, di pace, di solidarietà, in tutte le circostanze della vita. L'immagine lacerata del nostro mondo, che ha iniziato il nuovo Millennio con lo spettro del terrorismo e la tragedia della guerra, chiama più che mai i cristiani a vivere l'Eucaristia come una grande scuola di pace, dove si formano uomini e donne che, a vari livelli di responsabilità nella vita sociale, culturale, politica, si fanno tessitori di dialogo e di comunione.
(Giovanni Paolo II, Mane nobiscum Domine, n. 27)

 

Impegno settimanale

Porgerò ascolto sia alla Parola di Dio, sia alle parole di chi è in difficoltà o nel bisogno.

 

[domenica] [lunedì] [martedì] [mercoledì] [giovedì] [venerdì] [sabato]


DOMENICA 27 FEBBRAIO

Terza domenica di Quaresima
Es 34,4-10; Sal 105; Gal 3,6-14; Gv 8,31-59

 

«Voi non lo conoscete!
Io invece lo conosco.
E se dicessi di non conoscerlo, sarei bugiardo come voi.
Ma lo conosco e custodisco la sua parola.
Il Padre vostro Abramo esultò al pensiero di vedere il mio giorno.
Lo vide e ne gioì.
Gli osservarono: Non hai ancora cinquant'anni e hai veduto Abramo?
Gesù disse: In verità in verità vi dico: prima che Abramo fosse Io sono».
(Gv 8, 55-58)

 

Bisogna unire alle parole la vita, se no si rischia di non capire né ciò che si dice, né ciò che si vive. Amare la vita, perché la nostra felicità sta non tanto nell'essere amati, ma nell'amare.

Il non essere amati non è una tragedia; è il non amare la vera tragedia. Infatti la vera felicità sta nel servire e non nell'essere serviti.

 

Preghiamo

Signore, donaci lo Spirito Santo,
lo Spirito che dà la vita:
per sentire la gioia profonda
del battito unisono
del Tuo e nostro cuore.

 

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LUNEDI' 28 FEBBRAIO

Gen 18,20-21.23-32; Sal 144; Pro 30,5-9; Mt 6,7-15

 

«Quando poi pregate, non datevi allo sproloquio, come i pagani; essi infatti pensano che Dio li esaudirà in forza delle molte parole.
Non imitateli, perché il Padre vostro sa ciò che vi occorre prima che voi glielo domandiate».
Mt 6,7-8)

 

«Il nostro essere cristiani consisterà oggi soltanto in due cose: pregare e fare ciò che è giusto per gli uomini. Verrà il giorno in cui di nuovo gli uomini saranno chiamati a dire la Parola di Dio, così che il mondo ne sia trasformato e rinnovato» (Bonhoeffer)

La nostra grandezza è il dono che facciamo al mondo della nostra preghiera.

 

Preghiamo

Aiutaci, Signore, a riconoscere
la dignità che doni ad ogni vita;
affinché col tuo Spirito
possiamo far nascere un mondo nuovo
di fraternità e di pace.

 

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MARTEDI' 1 MARZO

Gn 2,8-9.15.17; Sal 129; Pro 8,32-36; Mt 6,16-18

 

«Quando digiunate non datevi come gli ipocriti un'aria triste; essi si alterano il volto perché la gente veda che si danno al digiuno.
Tu invece, quando vuoi digiunare, lavati la faccia e profuma i capelli, perché nessuno si accorga che stai digiunando se non il Padre tuo che è lì nel segreto».
(Mt 6,16-18)

 

Il digiuno è come la preghiera del corpo: accettare che la propria vita non è l'assoluto, ma che lo è Dio stesso e la sua Parola.

Ogni cosa è dono di Dio ed il digiuno un aiuto a servirci del cibo e di tutto ciò di cui sentiamo il bisogno senza possederla e senza farci possedere. Tutto ci è stato dato come cosa utile ad amare Dio ed il prossimo.

 

Preghiamo

Vorrei rivolgermi a Te,
con cuore libero
riconoscente e disinteressato
ma finisco sempre
per venire a Te
appesantito dai miei problemi,
con un carico di pietre
invece che con un cesto di fiori.

 

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MERCOLEDI' 2 MARZO

Gen 35,1-7; Sal 15; Pro 3,13-18; Mt 6,19-24

 

«Non ammassate tesori sulla terra, dove le tarme e la ruggine distruggono e i ladri possono scassinare e rubare.
Ammassate piuttosto tesori in cielo, dove né tarme né ruggine possono distruggere, né i ladri scassinare e rubare.
Il tuo cuore sarà là dove è il tuo tesoro».
(Mt 6, 19-21)

 

L'uomo pensa di possedere la vita, accumulando beni. La brama di possedere è l'origine di tutti i mali.

Ogni cosa è un dono ricevuto, perciò va condiviso. Ciò che si cerca di accumulare è furto al padre ed è idolatria perché Dio solo è il nostro tesoro.

Le cose stesse che possediamo non sono feticci da adorare, ma doni del suo amore.

La nostra vita dipende da Dio. Come le cose anche noi siamo «di» qualcuno: nell'intimo di tutte le cose, c'è il suo marchio di garanzia.

 

Preghiamo

Fa', o Signore
che seguiamo Cristo
nel suo modo di pregare
e ci lasciamo invadere
dallo Spirito Santo
che prega dentro di noi
con gemiti inesprimibili.

 

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GIOVEDI' 3 MARZO

Gen 21,14-19; Sal 103; Pro 3,1-12; Mt 6,25-34

 

«Perciò vi dico: non siate ansiosi per la vostra vita riguardo a cosa mangiare, né per il vostro corpo riguardo a cosa vestire. Non è la vita più importante del nutrimento e il corpo più del vestito?
Osservate gli uccelli: non seminano, non mietono, non ammassano raccolti nei granai; eppure il Padre celeste li nutre! Voi valete più di loro».
(Mc 6,25-26)

 

«Non preoccupatevi»: è un ritornello che Gesù ripete ben sei volte. Vuol con esso insegnarci a porre la nostra vita nelle mani di Dio. Ciò ci libera dall'ansia e dall'affanno. Tutto dipende da Dio. L'ansia della provvidenza, cede il posto alla fiducia nella provvidenza. Il fatto che tutto sia dono non è alibi all'impegno, ma antidoto alla preoccupazione.

 

Preghiamo

Insegnaci a riconoscerti,
Signore,
quando ci vieni accanto,
per dare senso e verità al nostro culto
e alle nostre azioni,
affinché gustiamo
la tua pace
insieme ad ogni fratello.

 

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VENERDI' 4 MARZO

«Io li guarirò dalla loro infedeltà, li amerò di vero cuore... sarò come rugiada per Israele».
(0s 15,5)

«Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza».
(Mc 12,29)

 

L''amore di Dio per i fratelli è ciò che dà senso e coesione alla nostra vita personale e alla vita della nostra famiglia: è l'amore che ci libera dagli idoli morti, «opera delle nostre mani»: denaro e orgoglio, egoismi e sesso, ansia di avere e di consumare. L'amore è il nostro centro di gravità.

«Da questo abbiamo conosciuto l'amore: Egli ha dato la sua vita per noi, quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli» (1Gv 3,16)

 

Preghiamo

Signore Gesù, vogliamo anche noi prendere parte al tuo amore.
Rendici capaci di seguirti nella concretezza
dei gesti d'amore verso i fratelli.

Vogliamo assumere anche noi, con te,
il rischio di amare il mondo.
Rendici capaci di amare accettando le prove, le fatiche
e le sofferenze che l'amore vero sempre comporta.

Rendici tuoi collaboratori e testimoni della tua carità.
Rendici capaci di dare anche noi la vita per gli altri.

 

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SABATO 5 MARZO

Es 19,3-6; Sa1 99; 1Pt 2,1-5.9-10; Mc 7,31-37

 

«Ed egli, trattolo in disparte dalla folla, gli mise le dita sugli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; poi, guardando il cielo, sospirò e gli disse: Effatà, cioè apriti. E subito gli si aprirono gli orecchi, gli si sciolse il nodo della lingua. Dicevano: egli ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti».
(Mt 7,33-35a.37)

 

Farsi ultimi significa, soprattutto, conoscere i meccanismi perversi che generano sofferenza. Non basta mettere a nudo le cause della povertà, bisogna avere la capacità di lottare sulle radici del male per rimuoverle e sui frutti amari dell'ingiustizia per aiutare le vittime che sono costrette a nutrirsene.

 

Preghiamo

Signore, che ascolti il povero,
liberi l'oppresso e nutri l'orfano
spezza in noi le maglie
dell'egoismo accaparratore,
liberaci dall'ansia di possedere,
dalla regola di spendere e
consumare,
per non offendere Te
e tradire i nostri fratelli.

 

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