Il racconto dell'apparizione di Gesù risorto ai due discepoli di
Emmaus ci aiuta a mettere a fuoco un primo aspetto del mistero
eucaristico, che deve essere sempre presente nella devozione del Popolo
di Dio: l'Eucaristia mistero di luce! In che senso può dirsi questo, e
quali sono le implicazioni che ne derivano per la spiritualità e per la
vita cristiana? Gesù ha qualificato se stesso come "luce del mondo" (Gv
8,12), e questa sua proprietà è ben posta in evidenza da quei momenti
della sua vita, come la Trasfigurazione e la Risurrezione, nei quali la
sua gloria divina chiaramente rifulge. Nell'Eucaristia invece la gloria
di Cristo è velata. Il Sacramento eucaristico è "mysterium fidei" per
eccellenza. Tuttavia, proprio attraverso il mistero del suo totale
nascondimento, Cristo si fa mistero di luce, grazie al quale il credente
è introdotto nelle profondità della vita divina.
(Giovanni Paolo II, Mane nobiscum Domine, n. 11)
Impegno settimanale
Vivrò con intensità il sacramento della riconciliazione, accogliendo e scambiando perdono e pace con gli altri.
[domenica] [lunedì] [martedì] [mercoledì]
Domenica delle Palme
Zc 9,9-10; Sal 71; Rm 15,7-13; Gv 12,12-16
«Il giorno dopo la gran folla giunta per la festa, prese rami di
palma e gli uscì incontro gridando:
Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d'Israele.
Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come era scritto:
Non temere, figlia di Sion! Ecco il tuo re viene seduto su un puledro
d'asina».
(Gv 12,12-15)
Dio si comunica agli uomini.
L'uomo trabocca di gioia.
E la gioia è incontenibile come l'amore.
Preghiamo
Signore
che i tuoi discepoli
e le loro opere
cantino la tua lode.
Lunedì Santo
Gb 1,6-22; Sal 68; Tb 2,1-10; Gv 12,27-36
«Gesù disse:
La luce è tra voi ancora per poco tempo; camminate mentre avete la luce
affinché le tenebre non vi sorprendano.
Chi cammina nelle tenebre non sa dove va.
Fin che avete la luce credete nella luce affinché diventiate figli di
luce.
Gesù parlò così, poi si allontanò e si nascose a loro».
(Mt 7,3-5)
La libertà dell'uomo è la posizione
autentica dell'uomo: l'uomo è libero quando ha un Signore solo e questo
Signore è Gesù Cristo.
Egli è il punto di riferimento dell'uomo.
Infatti quando l'uomo rifiuta la libertà, perde la sua autenticità, diventa schiavo delle cose, degli uomini, degli ordinamenti.
Tuttavia l'uomo, per essere libero, deve essere schiavo, schiavo
della giustizia.
Quando è libero dalla giustizia - dice Paolo - è schiavo; quando è
schiavo della giustizia è libero.
Siamo liberi, perché adoriamo lui solo.
Preghiamo
Dio, che ci hai dato Cristo
come esempio di vita
fa che seguiamo il suo cammino
e scopriamo il mistero del suo amore.
Martedì Santo
Gb 2,1-10; Sal 40; Tb 2,11-14.3,1-6; Gv 11,47-54
«Pertanto quel giorno deliberarono di farlo morire.
Per questo Gesù non si mostrava più fra i giudei, in pubblico, ma si
ritirò ai margini del deserto, in una città chiamata Efraim: si fermò là
con i suoi discepoli».
(Gv 11,53-54)
La Croce, icona della disumanità, dell'ostilità degli uomini contro il Giusto, dell'abbandono dei suoi, ma anche della fedeltà di Gesù nei confronti dell'umanità.
Gesù è solidale con tutti.
Dal momento in cui è innalzato sulla croce, nessuna morte è più esclusa
dalla Morte, nessuna morte è senza senso.
La scena della croce non è solo esemplare, ma normativa, perché il vero popolo di Dio deve essere presente su tutti i Calvari della terra.
Dall'alto della croce Cristo realizza le nostre speranze, le speranze d'Israele; dall'alto della croce il Figlio di Dio regna, come su di un trono e si dona all'umanità.
Evangelizzare è proclamare Cristo crocifisso.
Preghiamo
Donaci, Signore, il tuo Spirito,
per contemplare e capire
il mistero della tua croce
e quello che dall'alto della croce
dici a noi nel silenzio:
Seguimi.
Mercoledì Santo
Gb 42,1-10; sal 69; Tb 12,1-15; Mt
26,1-5.14-16
«Ora, quando Gesù ebbe finito di pronunciare tutte queste parole,
disse ai suoi discepoli:
Come sapete, tra due giorni è Pasqua e allora il figlio dell'uomo sarà
consegnato ai nemici per essere messo in croce».
(Mt 26,1-2)
Cosa dice a noi il Crocifisso?
Un Dio che ci salva lasciandosi crocifiggere, non salva se stesso e si
perde per gli altri, è un Dio che ama.
E' un Dio ben diverso da quello che i buoni cristiani immaginano e gli
altri negano.
E' un Dio che svela l'inganno di fondo del nostro modo di pensare Dio.
Preghiamo
Nell'ora della Tua passione
ascolta, o Signore,
il rumore delle catene,
il silenzio di quanti
non hanno più la forza di gridare.