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Parrocchia San Giovanni Crisostomo

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Quaresima 2005: Seconda settimana


Accogliere la vita

Alla richiesta dei discepoli di Emmaus che Egli rimanesse «con» loro, Gesù rispose con un dono molto più grande: mediante il sacramento dell'Eucaristia trovò il modo di rimanere «in» loro. Ricevere l'Eucaristia è entrare in comunione profonda con Gesù. «Rimanete in me e io in voi» (Gv 15,4). Questo rapporto di intima e reciproca «permanenza» ci consente di anticipare, in qualche modo, il cielo sulla terra. Non è forse questo l'anelito più grande dell'uomo? Non è questo ciò che Dio si è proposto, realizzando nella storia il suo disegno di salvezza? Egli ha messo nel cuore dell'uomo la «fame» della sua Parola (cfr Am 8,11), una fame che si appagherà solo nell'unione piena con Lui. La comunione eucaristica ci è data per «saziarci» di Dio su questa terra, in attesa dell'appagamento pieno del cielo.
(Giovanni Paolo II, Mane nobiscum Domine, n. 19)

 

Impegno settimanale

Guarderò chi mi vive attorno con uno sguardo più attento e un atteggiamento di accoglienza.

 

[domenica] [lunedì] [martedì] [mercoledì] [giovedì] [venerdì] [sabato]


DOMENICA 20 FEBBRAIO

Seconda domenica di Quaresima
Dt 5,1-2.6-21; Sal 18; Rm 13,7-14; Gv 4,5-42

 

«Così giunse a Sichar, una città della Samaria.
Là c'era il pozzo di Giacobbe.
Gesù, stanco del viaggio, si sedette sull'orlo del pozzo.
Era verso mezzogiorno.
Arriva una donna samaritana ad attingere acqua.
Gesù le dice: Dammi da bere.
Riprese Gesù: Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: dammi da bere, tu stessa glielo avresti domandato ed egli ti avrebbe dato dell'acqua viva.
Signore, tu non hai nulla con cui attingere e il pozzo è profondo: da dove prendi l'acqua viva?».
(Gv 4,5-7.10-11)

 

Dare acqua, elemento scarso e prezioso, era segno d'accoglienza e ospitalità. Chiedendola ad una samaritana Gesù chiede di essere accolto, chiede una dimostrazione di solidarietà.

In cambio offre un'acqua viva che sgorga dallo Spirito ed attraversa e trasforma la nostra vita conducendola verso un oceano di grazia.

«Ho sete!» dirà Gesù dall'alto della Croce. Ma questa domanda non troverà risposta.

I suoi gli negheranno accoglienza rispondendo all'amore con l'odio.

 

Preghiamo

O Signore, fiamma d'amore,
donaci il tuo Spirito,
perché amiamo te, sopra ogni cosa,
e tutti i nostri fratelli
nel vincolo del tuo amore

 

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LUNEDI' 21 FEBBRAIO

Gen 39,6b-12; Sa125; Pr 6,20-25.27-29; Mt 5,27-30

 

«Se il tuo occhio destro tifa cadere in peccato, strappalo e gettalo via: meglio per te perdere uno dei tuoi membri che essere tu stesso gettato all'inferno.
E se la tua mano destra tifa cadere in peccato, mozzala e gettala via». (Mt 5,29-30)

 

Dio è l'unico che dispone della vita: la crea, la accoglie, la conserva e custodisce ogni creatura che chiama all'esistenza. L'uomo si realizza tramite questa adesione con Lui.
Egli è l'unico che possa manifestare il suo disegno sull'uomo e l'unico che lo possa compiere, con o senza il nostro aiuto.

 

Preghiamo

Signore che ci chiami a vivere
In totale abbandono a Te,
fa che sappiamo vedere
lo splendore del tuo volto
per camminare con Te
sulle vie del Regno.

 

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MARTEDI' 22 FEBBRAIO

Gen 2,18.21-24; Sal 127; Pro 2,10-13.16-22; Mt 5,31-37

 

«Sapete ancora che è stato detto ai vostri antenati:
Non giurare il falso e adempi ciò che con giuramento hai promesso al Signore.
Ma io vi dico: Non giurate affatto: né per il cielo, che è il trono di Dio; né per la terra, che è lo sgabello dei suoi piedi». (Mt 5,33-35)

 

Siamo posti come segno di contraddizione tra passato e futuro e posti continuamente davanti a delle scelte.
Pur vivendo in un tempo di rumori e di suoni la Parola fa fatica a farsi sentire. Essa ci raggiunge in modo misterioso ma reale e dirige i passi del nostro cammino.
L'uomo pensa molto alla sua via, ma è il Signore che dirige i suoi passi. Cammina sicuro e giura fedeltà, ma è Dio la forza di fedeltà di tutti i nostri progetti.

 

Preghiamo

Signore, anche per noi
è pesante il vivere di ogni giorno.
Abbiamo bisogno di luce,
e aiuto nel faticoso
cammino di ogni giorno.

 

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MERCOLEDI' 23 FEBBRAIO

Gn 50,15-21; Sal 102; Pro 3,27-35; Mt 5,38-48

 

«Sapete che è stato detto: Ama il tuo prossimo, odia il tuo nemico.
Ma io vi dico: amate i vostri nemici, pregate per i vostri persecutori.
Sarete così veramente figli del vostro Padre celeste.
Voi dunque siate perfetti come è perfetto il vostro Padre celeste». (Mt 5,43-45.48)

 

L' amore è la capacità di consegnarsi agli altri, senza ricatti, limiti o strumentalizzazione. È la capacità di offrire la vita agli altri senza attendere di essere ricambiati o gratitudine.
Il culmine di questo modo umano di amare è l'amare anche i propri nemici. È un traguardo che richiede tempo ed esercizio: è un continuo superare se stessi.

 

Preghiamo

Dio,
il cui nome è santo,
la cui gloria è immensa,
noi alziamo le nostre mani a te
aprendoci alla preghiera più confidente.
Noi siamo certi che tu ci ami
perché sul volto nostro
ci sono, pur sempre,
i tratti del volto di Cristo

 

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GIOVEDI' 24 FEBBRAIO

Gen 28,10-19; Sa1 62; Pro 3,19-26; Mt 6,1-6

 

«Quando pregate, non fate come gli ipocriti.
Essi volentieri nelle sinagoghe pregano in piedi e agli angoli delle piazze, perché la gente li veda.
Tu invece, quando vuoi pregare, entra nella stanza, chiudi la porta e prega il Padre tuo che è là nel segreto.
E il Padre tuo, che vede anche ciò che è nascosto, te ne darà la ricompensa». (Mt 6,5-6)

 

Dio è Amore e dall'eternità ci ha chiamati alla vita per entrare nel mistero del suo Amore, nell'amore di ciascuno di noi per il prossimo. Dio solo ci da' la capacità di amare. Se Lui non ci aiutasse, per noi sarebbe impossibile amare. E l'amore è un dono che va chiesto continuamente, con umiltà e silenziosa insistenza.

 

Preghiamo

Fa', o Signore,
che seguiamo Cristo
nel suo modo di pregare
e ci lasciamo invadere dallo Spirito Santo
che prega dentro di noi
con gemiti inesprimibili.

 

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VENERDI' 25 FEBBRAIO

«Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata testata d'angolo... perciò vi dico: vi sarà tolto il Regno di Dio e sarà dato ad un popolo che lo farà fruttificare». (Gv 3,42)

 

Molte famiglie e molte comunità ecclesiali sono spesso devastate e distrutte da questo male sottile.
«Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma spogliò sé stesso assumendo la condizione di servo». (Fil 12,5-7)

 

Preghiamo

Signore Gesù, perdonaci se ragioniamo con la logica del mondo
e non cerchiamo Te nel Figlio tuo fattosi «servo».

Facci comprendere la logica del Vangelo,
stoltezza per i1 mondo, ma sapienza di Dio.

Perdona le ambiguità della nostra vita che svuotano la Buona Novella della sua forza.
Donaci di capire la logica del Vangelo.

Perdonaci se non ti riconosciamo nei poveri e in mezzo a loro.
Donaci di comprendere che le loro necessità e aspirazioni
sono indicazioni di un cammino da percorrere insieme.

 

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SABATO 26 FEBBRAIO

Gs 24,1.14-25; Sal 15; 2Cor 6,14-18; 7,1; Mt 16,24-27

 

«Allora Gesù disse ai suoi discepoli:
Se uno vuole venire con me, deve rinunciare a vivere per se stesso, prendere la sua croce e venire dietro a me.
Chi infatti vuol salvare la sua vita la perderà; chi invece perde la sua vita per mela troverà». (Mt 16,24-25)

 

Quando, lungo il cammino della vita, l'orizzonte ci spaventa, la paura ci blocca ed è impossibile andare avanti.
Allora, un compagno si mette davanti a noi, in silenzio, tranquillamente, garbatamente.
Con molta dolcezza, si mette davanti e ci propone di attaccarci a Lui.
E Lui diventa l'unico orizzonte.
Pian piano mettiamo i nostri passi nei suoi passi; e molto lentamente affidiamo le nostre mani alle sue mani.
L'impossibile si spezza: ecco, la strada ci apre infiniti orizzonti.

 

Preghiamo

Spirito Santo rendici attenti alla tua voce
e docili alla tua chiamata
perché sappiamo vederti ovunque all'opera
e costruire i nuovi cieli e la terra nuova
che il Signore ha promesso
a tutti coloro che egli ama.

 

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