I due discepoli di Emmaus, dopo aver riconosciuto il Signore, "partirono senza indugio" (Lc 24,33), per comunicare
ciò che avevano visto e udito. Quando si è fatta vera esperienza del Risorto, nutrendosi del suo corpo e del suo
sangue, non si può tenere solo per sé e la gioia provata. L'incontro con Cristo, continuamente approfondito
nell'intimità eucaristica, suscita nella Chiesa e ciascun cristiano l'urgenza di testimoniare e di evangelizzare.
(Giovanni Paolo II, Mane nobiscum Domine, n. 24)
Pasqua nella Resurrezione del Signore
At 1,1-8; Sal 117; 1Cor 15,3-10; Gv 20,11-18
«Maria stava presso il sepolcro.
Piangendo, si affacciò a guardare.
E vide due angeli in bianche vesti, seduti là dove giaceva il corpo di Gesù.
Le chiesero: "Donna: perché piangi?"
Rispose: "Perché hanno portato via il mio Signori e non so dove l'abbiano messo"».
(Gv 12,11-13)
Cercarlo dopo averlo amato.
Ritrovarlo nel giardino del sepolcro.
Vincere la paura di perederlo di nuovo.
Correre ad annunciare agli altri la gioia.
Da una parte lo stare con Lui.
Dall'altra la missione, l'invito a non fermarsi, a non trattenersi oltre, ma ad andare dai fratelli e annunciar loro
la vittoria sul male e sulla morte.
Noi siamo coloro che continuano la corsa della Maddalena.
Preghiamo
Signore Gesù,
che vivi della vita nuova
rivelami con quale amore
il Padre ama i suoi figli
e prepara loro il Suo Regno.