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Parrocchia San Giovanni Crisostomo

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Quaresima 2005: Quinta settimana


La vita davanti a sé

C'è ancora un punto sul quale vorrei richiamare l'attenzione, perché su di esso si gioca in notevole misura l'autenticità delle partecipazione all'Eucaristia, celebrata nella comunità: è la spinta che essa ne trae per un impegno fattivo nell'edificazione di una società più equa e fraterna. Nell'Eucaristia il nostro Dio ha manifestato la forma estrema dell'amore, rovesciando tutti i criteri di dominio che reggono troppo spesso i rapporti umani ed affermando in modo radicale il criterio del servizio: "Se uno vuol essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servo di tutti" (Mc 9,35). Non a caso, nel vangelo di Giovanni non troviamo il racconto dell'istituzione eucaristica, ma quello della "lavanda dei piedi" (cfr Gv 13,1-20): chinandosi a lavare i piedi dei suoi discepoli, Gesù spiega in modo inequivocabile il senso dell'Eucaristia. San Paolo, a sua volta, ribadisce con vigore che non è lecita una celebrazione eucaristica nella quale non risplenda la carità testimoniata dalla concreta condivisione con i più poveri (cfr 1Cor 11,17-22.27-34).
(Giovanni Paolo II, Mane nobiscum Domine, n. 28)

 

Impegno settimanale

Ripenso al mio stile di vita, all'utilizzo del denaro e delle cose e prevedo un gesto significativo di solidarietà.

 

[domenica] [lunedì] [martedì] [mercoledì] [giovedì] [venerdì] [sabato]


DOMENICA 13 MARZO

Quinta domenica di Quaresima
Es 14,21-30; Es 15,1-2.9-10.12-13; Ef 2,4-10; Gv 11,1-45

 

«Gesù soggiunse: Io sono la risurrezione e la vita.
Chi crede in me, anche se morto, vivrà,
Chiunque vive e crede in me non morirà in eterno.
Credi tu questo?
Rispose: Sì, Signore, credo che tu sei il Messia, il Figlio di Dio, colui che doveva venire nel mondo».
(Gv 11-25-27)

 

Il credente non è solo una persona sincera davanti a Gesù, ma è colui che arriva a riconoscere il Signore.
La fede è questa capacità di riconoscere il Signore.
Di conseguenza è la capacità dell'uomo di essere salvato.
Ma anche la capacità di vivere con il Cristo un rapporto di presenza-assenza.

Si è riferiti a Lui, ma senza sperimentare la presenza.
Non si può fare di Cristo una "reliquia" da conservare, ma una persona da seguire.
Stare con Lui, per andare.

 

Preghiamo

Ti ringraziamo, o Padre,
di averci inviato Gesù
e d'aver fatto di Lui
l'artefice della nostra salvezza
e la sorgente della pace
nel legame d'ogni fraternità.

 

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LUNEDI' 14 MARZO

Gen 4,1-12; Sal 16; Sap 1,12-16; Mc 8,27-38

 

«E chiamata a sé la moltitudine coi suoi discepoli, disse:
Se uno vuole venire dietro di me, rinunci a se stesso,
prenda la sua croce e mi segua.
Perché chi vorrà salvare la sua vita la perderà,
ma chi perderà la sua vita per me e per il vangelo la salverà».
Mc 8,34-35)

 

Il modo concreto di seguire il Signore è quello di portare la sua croce, lungo le strade della vita.
Non si può essere cristiani se non seguendo il Signore, e si segue il Signore se lo si ama e si garantisce che lo si ama dando la vita.
Non è facile dare la vita o vivere in questa disponibilità.
Accettiamo che in questo modo noi diciamo la cosa più importante da dire:
"Padre mio, e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro".

 

Preghiamo

Come il bambino si mette a camminare
perché i suoi genitori ci credono,
fa che anche noi, o Signore,
dopo tante cadute e lividi
possiamo rialzarci e camminare.

 

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MARTEDI' 15 MARZO

Gn 37,17-35; Sal 3; Sap 2,1.12-14; Gv 6,63-70

 

«Da quel momento molti dei suoi discepoli si tirarono indietro.
Allora Gesù disse ai dodici: Volete forse andarvene anche voi?
Simon Pietro gli rispose: Signore, da chi andremo?
Tu hai parole di vita eterna.
Noi abbiamo creduto e sappiamo che tu sei il Santo di Dio».
(Gv 6,66-69)

 

Gesù è il Figlio dell'uomo che dà la sua carne per la vita degli uomini.
La croce è giudizio e salvezza del mondo.
Questa è la verità che ci salva, questa è la realtà che ci redime.
Questa è la nostra fede.

Chi non ha fiducia nel Figlio e nel Padre, non vede sé come figlio, né gli altri come fratelli, né il creato come dono del Padre.
Conosce e vede solo i propri deliri e le proprie paure, e le proietta su tutto e tutti.

 

Preghiamo

Vieni, luce vera,
vieni vita eterna,
vieni, amore indicibile,
vieni, mistero nascosto
artefice dell'unità e dell'armonia.

 

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MERCOLEDI' 16 MARZO

2Re 23,21-30; Sal 25; Sap 4,7-16; Lc 18,31-34

 

«Poi, presi con sé in dodici, disse loro:
Ecco noi stiamo salendo a Gerusalemme, e tutto ciò che i profeti hanno scritto riguardo al Figlio dell'uomo si compirà.
Sarà consegnato ai pagani, sarà schernito, oltraggiato, coperto di sputi; e, dopo averlo flagellato, lo uccideranno, e il terzo giorno risorgerà».
(Lc 18,31-33)

 

A duemila anni dalla venuta di Cristo, che cosa ne è della salvezza che il Figlio di Dio è venuto a portarci?
Male, ingiustizia, soprusi.
Se Dio c'è, perché non interviene?
Dio che sta a fare?

La croce è l'enigma con cui Dio risponde all'enigma dell'uomo: è la "distanza infinita che Dio ha posto tra sé e l'idolo".
Eppure da essa parte e ad essa porta ogni promessa divina.

Il Crocifisso è il mistero da scrutare, il grande libro che rivela un Dio nascosto, diverso da ogni nostra ipotesi su di lui, che vince perdendo e salva morendo in croce.

 

Preghiamo

Dio della vita,
aiutami a capire il segreto
del mio venire a Te.
Guidami per le strade della Croce
e del dono di me stesso.

 

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GIOVEDI' 17 MARZO

2Cr 24,17-22; Sal 69; Sap 5,1-7; Gv 7,43-52

 

«Ma uno dei farisei, Nicodemo, quello che era stato in precedenza da Gesù, intervenne dicendo:
"La nostra legge condanna forse un uomo prima di averlo ascoltato e senza sapere che cosa faccia?"
Gli risposero:
"Sei forse Galileo anche tu?
Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta"».
(Gv 7,50-52)

 

L'atteggiamento opportunista di Caifa è in linea con le manipolazioni di Dio fatte per i nostri interessi.
E' una costante storica: la tentazione di mescolare l'ambito religioso e quello politico, assoggettando l'uno all'altro.

Non è forse più facile un cristianesimo trionfalista in tempi favorevoli ed uno conciliante nelle avversità?
Ma la parola di Gesù non si sposa né con l'uno né con l'altro atteggiamento.

 

Preghiamo

Voglio credere che tutti gli uomini
sono uguali davanti a Dio
e che l'ordine imposto
con la forza e l'ingiustizia
è sempre un disordine.

 

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VENERDI' 18 MARZO

«Il Signore è al mio fianco come prode valoroso».
(Ger 20,11)

«Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi: ma se le compio, anche se non volete credere a me, credete almeno alle opere».
(Gv 10,37)

 

Perché Gesù è respinto, perché lo fu Geremia e lo è il cristiano che vuole vivere secondo il Vangelo?
Non è facile da spiegare.
Perché l'uomo rifiuta la verità quando è giudizio dei suoi fallimenti e dei suoi errori o più semplicemente la rifiuta, per mancanza di umiltà e eccesso di orgoglio.

«Se qualcuno vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua». (Lc 9,23)

 

Preghiamo

Signore Gesù, per amore dell'uomo
e per darci la possibilità di una vita nuova
ti sei spogliato della tua gloria.
Insegnaci a liberarci dalla superbia e dai nostri egoismi.

Tu, assumendo la condizione di servo
ci mostri qual è il vero valore della vita e dell'uomo.
Liberaci dai falsi valori che riempiono la vita dell'uomo.

Tu sei l'agnello di Dio,
colui che porta su di sé i peccati del mondo.
Aiutaci a credere e a cambiare questo nostro mondo.

 

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SABATO 19 MARZO

Sabato in Traditione Symboli
Dt 6,4-9; Sal 77; Ef 6,10-19; Mt 11,25-30

 

«Venite a me, voi tutti che faticate e vi piegate sotto un pesante fardello, ed io vi libererò da quel peso.
Prendete il mio giogo sopra di voi e diventate miei discepoli, perché io non sono violento né altero, e troverete sollievo per le vostre anime.
Il mio giogo è facile da portare e leggero il mio fardello».
(Mt 11,28-30)

 

Dio poteva salvarci e riscattarci in mille altri modi che non fossero la morte di suo Figlio, ma non l'ha voluto, perché ciò che era sufficiente per la nostra salvezza non lo era per il suo amore.
Per mostrarci quanto amava, questo Figlio divino è morto per noi sulla croce.
(S. Francesco di Sales)

 

Preghiamo

Voglio credere al sogno di Dio:
un cielo nuovo e una terra nuova
in cui abiterà la giustizia.

 

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