Lasciate tutto nel giorno del Signore e accorrete con premura alla
vostra chiesa, perché là si celebra la lode a Dio.
Se no, quale scusa avranno presso Dio coloro che non si riuniscono nel
giorno del Signore per ascoltare la parola di vita e per nutrirsi
dell'alimento divino che rimane in eterno?
(Didascalia apostolorum, II, 59)
Se la domenica non è solo il "giorno del Kyrios", cioè del Signore risorto, ma anche "giorno della Chiesa riunita per celebrare l'Eucaristia", la principale manifestazione della domenica è allora l'assemblea che si riunisce in un luogo adatto, la domus Ecclesiae (cioè la chiesa), e solo "in mancanza di questa, in un altro luogo decoroso che sia degno di un così grande mistero" (cfr. Messale Ambrosiano, Institutio, 266).
Il modello originario di tale celebrazione si ha nell'Eucaristia
presieduta dal vescovo circondato dal suo presbiterio, dai ministri e
dal popolo di Dio.
La celebrazione domenicale nelle parrocchie, che "rappresentano in certo
modo la Chiesa visibile" (cfr Sacrosanctum Concilium, 42), è una
vera e propria estensione della Eucaristia celebrata dal vescovo.
E' dunque necessario evitare il frazionamento e la dispersione della
comunità e "fare in modo che il senso della comunità parrocchiale
fiorisca soprattutto nella celebrazione comunitaria della Messa
domenicale" (cfr Sacrosanctum Concilium, 42) celebrata attorno al
vescovo e al parroco che lo rappresenta.
Già la Lettera agli Ebrei invitava ad essere fedeli all'assemblea
eucaristica della propria comunità: "Cerchiamo di stimolarci a vicenda
nella carità e nelle opere buone, senza disertare le nostre riunioni,
come alcuni hanno l'abitudine di fare, ma invece esortandoci a vicenda"
(10,24-25).
Per opera dello Spirito santo, il frutto primario dell'Eucaristia è
l'unità della Chiesa, chiamata ad essere "un solo corpo e un solo
spirito".
Vera assemblea sarà quella che rappresenta la comunità locale riunita
attorno all'altare, aperta a tutti e non un piccolo gruppo chiuso in se
stesso.
Per questo il giorno di domenica è opportuno tendere il più possibile
ad un solo altare e una sola assemblea, evitando sia la moltiplicazione
delle Messe domenicali oltre il lecito, sia le Messe per piccole
comunità, gruppi particolari o associazioni: "Il gruppo, o il movimento,
da soli non sono l'assemblea; essi stessi sono parte dell'assemblea
domenicale, così come sono parte della Chiesa (cfr. CEI, Il giorno
del Signore, 10).
A celebrare l'Eucaristia sono infatti convocati tutti i
cristiani.